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| La locandina del film |
Evelyne Couch (Kathy Bates) è un'infelice e pingue casalinga sulla quarantina. In una casa di riposo di Birmigham, in Alabama, fa la conoscenza della simpatica e stramba Ninny (Jessica Tandy), vecchietta dall'irrefrenabile parlantina, narratrice entusiasta del suo mondo di ricordi ambientati nella cittadina ormai quasi abbandonata di Whistle Stop.
Ed ecco che le lancette della ruota del tempo tornano indietro all'Alabama in un periodo che copre dagli anni '20 agli anni '60, quando Whistle Stop prosperava grazie alla presenza della ferrovia e si poteva ancora gustare un buon arrosto dell'enorme Big George (Stan Shaw) o mangiare un boccone degli ottimi pomodori verdi fritti di Sipsey (Cicely Tyson) giù al caffè presso la fermata del treno. Ninny le rivede ancora, la bellissima Ruth (Mary-Louise Parker) e l'infaticabile tomboy Idgie (Mary Stuart Masterson), devotissime l'una all'altra e legate da un profondo sentimento d'amore e fiducia. Idgie, che perso l'amato fratello maggiore ha ritrovato una ragione di vita in quella che avrebbe dovuto diventare sua cognata, e l'angelica Ruth, che pur di stare con lei ha trovato la forza di abbandonare il nuovo -e violento- marito.
Ed ecco che le lancette della ruota del tempo tornano indietro all'Alabama in un periodo che copre dagli anni '20 agli anni '60, quando Whistle Stop prosperava grazie alla presenza della ferrovia e si poteva ancora gustare un buon arrosto dell'enorme Big George (Stan Shaw) o mangiare un boccone degli ottimi pomodori verdi fritti di Sipsey (Cicely Tyson) giù al caffè presso la fermata del treno. Ninny le rivede ancora, la bellissima Ruth (Mary-Louise Parker) e l'infaticabile tomboy Idgie (Mary Stuart Masterson), devotissime l'una all'altra e legate da un profondo sentimento d'amore e fiducia. Idgie, che perso l'amato fratello maggiore ha ritrovato una ragione di vita in quella che avrebbe dovuto diventare sua cognata, e l'angelica Ruth, che pur di stare con lei ha trovato la forza di abbandonare il nuovo -e violento- marito.
Evelyne, stanca della sua grigia esistenza e dell'incuria del consorte, diviene sempre più dipendente dai racconti di Ninny, tanto da prendere Idgie a modello da imitare per superare le piccole avversità della vita.
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| Idgie e Ruth in una scena del film |
La versione cinematografica di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (1991) ha persino superato in fama il fortunato libro di Fannie Flagg. Il regista Jon Avnet decise di metterlo in scena dopo aver letto il romanzo, che l'aveva entusiasmato, ma a causa del limitato budget il progetto rischiò più volte di essere abbandonato, soprattutto a causa della particolare costruzione narrativa del libro che mal si prestava a una riduzione a sceneggiatura (vi si provò anche l'autrice stessa, ma dovette rinunciare a malincuore). Infine fu Jon Avnet stesso a occuparsene, e dopo tre anni, finalmente, la bozza finale fu pronta -con il beneplacito di Fannie Flagg.
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| Ninny ed Evelyne in una scena del film |
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| L'edizione americana del libro |
Il film può vantare le ottime interpretazioni di almeno due grandi attrici: Kathy Bates, già oscar come migliore attrice per la sua interpretazione in Misery non deve morire, e Jessica Tandy, premiata anche lei con l'oscar come miglior attrice per il film A spasso con Daisy.
Un ottimo film sulla forza dell'emancipazione e della solidarietà femminile, che muovendosi su un doppio binario mostra le problematiche razziali e sessuali degli anni della Grande Depressione e il grigiore della vita delle casalinghe americane degli anni Ottanta, bloccate dai precetti bigotti della loro infanzia in una società sul punto di esplodere.
Il trailer italiano del film
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| La più recente edizione italiana del romanzo |








In assoluto uno dei miei film preferiti!