Maigret si sentiva meno leggero di quando si era svegliato quel mattino nell'appartamento inondato di sole, o di quando, sulla piattaforma dell'autobus, assaporava le immagini di una Parigi variopinta come le illustrazioni di un libro per bambini. La gente aveva la mania di interrogarlo sui suoi metodi. Alcuni sostenevano addirittura di saperli analizzare, e allora li guardava con una sorta di beffarda curiosità, visto che lui, il più delle volte, improvvisava, basandosi semplicemente sull'istinto".
Ancora un Maigret tutto fatto di placida ma fulminea intuizione: l'istinto non impedisce al commissario di evitare un secondo omicidio (dopo il primo su cui stava già indagando) ma gli permette di giungere alla soluzionein pochissime mosse, uno scacco matto che si compie sotto gli occhi dinoi lettori senza darci il tempo di cogliere lo spostarsi delle pedine.
Simenon è un maestro nel dissimulare i cambi di ritmo sotto le paciose descrizioni parigine: spesso primavere, richiami alla campagna, l'insistita attenzione all'odore dell'aria primaverile servono arilassare i sensi di chi legge per poi colpirlo con la rudezza dell'intuizione. In questo episodio, inoltre, si coglie una specie di prodromo: siamo solo nel 1965 quando Simenon scrive "La pazienza di
Maigret" (il libro di Perec uscirà invece "solo" nel 1978) ma il capitolo 3, con l'indagine del commissario nel condominio, sembra l'ispirazione naturale e quasi automatica di quel grande affresco che sarà "La vita istruzioni per l'uso". Molto spesso Simenon fa muovere il suo commissario nei grandi condomini della città, ma in questa occasione sembra proprio di intravedere, laggiù in fondo, il futuro
romanzo di Perec. Alla grande umanità e finezza psicologica di Maigret, in questo episodio si sostituisce un'ostentata disapprovazione per un crimine oltremodo efferato non tanto nelle modalità quanto nelle motivazioni: e stavolta, il commissario, perde le staffe...
Simenon è un maestro nel dissimulare i cambi di ritmo sotto le paciose descrizioni parigine: spesso primavere, richiami alla campagna, l'insistita attenzione all'odore dell'aria primaverile servono arilassare i sensi di chi legge per poi colpirlo con la rudezza dell'intuizione. In questo episodio, inoltre, si coglie una specie di prodromo: siamo solo nel 1965 quando Simenon scrive "La pazienza di
Maigret" (il libro di Perec uscirà invece "solo" nel 1978) ma il capitolo 3, con l'indagine del commissario nel condominio, sembra l'ispirazione naturale e quasi automatica di quel grande affresco che sarà "La vita istruzioni per l'uso". Molto spesso Simenon fa muovere il suo commissario nei grandi condomini della città, ma in questa occasione sembra proprio di intravedere, laggiù in fondo, il futuro
romanzo di Perec. Alla grande umanità e finezza psicologica di Maigret, in questo episodio si sostituisce un'ostentata disapprovazione per un crimine oltremodo efferato non tanto nelle modalità quanto nelle motivazioni: e stavolta, il commissario, perde le staffe...
Articolo di desian
Dettagli del libro
- Titolo: La pazienza di Maigret
- Titolo originale: La patience de Maigret
- Autore: Georges Simenon
- Traduttore: Margherita Belardetti
- Editore: Adelphi
- Data di Pubblicazione: 2009
- Collana: Gli Adelphi
- Formato: Brossura
- ISBN: 88-459-2403-3
- ISBN-13: 978-88-459-2403-3
- Pagine: 153
- Prezzo: Euro 9.00
- Link aNobii: La pazienza di Maigret





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