I Contenuti
Un antico profeta persiano, che aveva visto nella lotta tra il Bene e il Male l'asse intorno a cui ruotano le umane vicende, torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca, che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto e affronta una difficile esperienza tra gli uomini, deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana.
Un antico profeta persiano, che aveva visto nella lotta tra il Bene e il Male l'asse intorno a cui ruotano le umane vicende, torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca, che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto e affronta una difficile esperienza tra gli uomini, deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana.
La Recensione
Ho cominciato a studiare filosofia quest'anno e devo dire che non mi ha colpito particolarmente.
Sarà forse complice la datazione dei primi filosofi, che avevano un modo di pensare ben distante dal nostro, ovviamente influenzato dal progresso tecnologico e dalle scienze.
Il mio professore però continuava a fare dei confronti con un filosofo di età a noi molto più vicino, un certo Nietzsche.
Essendomi quindi incuriosito feci qualche ricerca su questo Nietzsche: scoprii che aveva avuto molte influenze sul movimento nazista, parlava della morte di dio e anche di un "superuomo".
Il "superuomo" è stato l'elemento del suo pensiero che mi ha incuriosito di più , perciò ho deciso di approfondire l'argomento leggendo "Così Parlò Zarathustra".
Il libro è strutturato in tanti discorsi, ognuno è un racconto di Zarathustra (o Zoroastro), eroe fondatore di un culto noto col nome di Zoroastrismo che tende a vedere il mondo come una contrapposizione di contrari; in questi discorsi Zarathustra annuncia una nuova teoria, la teoria del Superuomo che spinge ogni uomo a superarsi, migliorandosi sia fisicamente che mentalmente.
Zarathustra può essere quindi considerato come una sorta di "nuovo Cristo" annunciatore di nuove verità.
E' proprio vero che questo è "un libro per tutti e per nessuno": chiunque può leggere le narrazioni che l'opera contiene, ma solo pochi possono intuirne il vero significato poichè i discorsi sono imbevuti di significati intrinsechi.
Colmo di metafore non del tutto chiare, lo "Zarathustra" può essere considerato il capolavoro di Nietzsche che continua nell'opera "Al di là del bene e del male" nel quale spiega in modo meno sibillino il suo pensiero.
Concludendo quindi posso dire che questo libro è stata un rivelazione in campo filosofico, anche se continuo a preferire le materie scientifiche a quelle umanistiche.
Articolo di Andrew93
Dettagli del libro
- Titolo: Così Parlò Zarathustra
- Titolo originale: Also sprach Zarathustra
- Autore: Friedrich Nietzsche
- Traduttore: M.F. Occhipinti
- Editore: Mondadori
- Data di Pubblicazione: 2001
- Collana: Oscar Mondadori
- Formato: Paperback
- ISBN: 8804499107
- ISBN-13: 9788804499107
- Pagine: 310
- Prezzo: 12.00 euro
- Link aNobii: Così Parlò Zarathustra




Sei giovane e si sente (meglio, si legge). Limitare Zarathustra a quanto fai tu è davvero misero: scriverne in questo modo significa non aver capito un tubo.
Zarathustra arriva con un Messaggio, si pone come una sorta di profeta senza però mettersi al di sopra degli altri, di chi non lo comprende.
Comunicare è aprirsi, ferirsi, esporre sé stessi agli altri: questo è uno dei tanti nodi del testo nicciano.
Superuomo, nazismo, nuovo Cristo...hanno poco a che fare con tutto ciò. Sarebbe come dire che anche il Siddartha di Hesse si poneva come un secondo Cristo, ma per favore.
Sinceramente, ho studiato questo testo alcuni anni fa e al momento la mia cirtica si limita a questo: con calma lo riprenderò in mano e scriverò ancora.
Per il momento mi limito a constatare che per criticare in questo modo una pietra miliare della letteratura e della filosofia bisogna avere ben più che diciassette anni e una misera infarinatura di filosifia.
Cordialmente
È la prima volta che leggo un commento così superficiale e miserello su questo blog. Ero felice di poter leggere una recensione a Nietzsche. Ed ero compiaciuta che un ghettizzato si fosse cimentato nell'impresa, aspettandomi di leggere una recensione sorretta dalla lettura, se non di testi critici, per lo meno di altri nietzscheani: l'unico modo per poter dire qualcosa di concreto e fondato su un filosofo così complesso, anzi su qualsiasi autore divenuto classico (dire qualcosa di nuovo sullo Zarathustra pare impossibile).
E invece trovo pubblicata la recensione di un giovanissimo, che di Nietzsche non ha letto nient'altro e che fa un mischione con le fantasie naziste leggiucchiate on line (un cult solo per chi Nietzsche non l'ha studiato). Ha come attenuante l'età, certo, ma la mancanza di approfondimento rivela una sfacciataggine e un pressapochismo fastidiosi.
Quando si scrive di un classico (della letteratura o della filosofia) non basta un commento personale, come se fosse un pensierino delle elementari ("Di' cosa ti è piaciuto del libro e cerca di spiegare perché"), soprattutto se poi finirà pubblicato su un blog di lettori forti e appassionati. Bisogna approfondire, studiare. Pretendere di recensire un autore così complesso, su cui si è stratificata una critica lunga e complessa, è da sfacciati.
Ma senz'altro il ragazzo si farà. È curioso, gli piace fare letture autonome, prendendo spunto dalle lezioni scolastiche per poi partire per conto suo. Crescerà. Come consiglio ti do questo, Andrew: aspetta il quinto anno di liceo per leggere Nietzsche, non precorrere i tempi. Buttandoti senza il paracadute di un commento critico rischieresti o di detestarlo o di venerarlo troppo. Buono studio! ;-)