04 giugno 2009

Non lasciarmi - Kazuo Ishiguro - Giudizio: 3 Stelle aNobiiane

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I Contenuti

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

La Recensione

In un presunto presente postguerra, tre ragazzi crescono reclusi nell’isolato collegio inglese di Hailsham, insieme a molti loro coetanei. Non hanno genitori, non hanno rapporti con l’esterno, e crescono accuditi da tutori e insegnanti. Leggiamo dunque della quotidianità di Kathy, Tommy e Ruth, raccontata dagli occhi di una Kathy ormai adulta.

La serenità del luogo è costante, ma il lettore si imbatte ben presto in termini che non comprende e che lo mettono in guardia sulla tragica verità: i ragazzi dell’istituto, infatti, così come quelli di istituti analoghi, sono
donatori creati in provetta, ossia in un momento imprecisato dell’età adulta, dopo un periodo di tutoraggio di altri donatori, verranno chiamati a offrire i propri organi, uno dopo l’altro, alla comunità medica inglese. E’ questa la cura che nel dopoguerra è stata studiata per il cancro, una crudeltà politica e scientifica che la gente normale finge di non conoscere.
E la gente normale, d’altronde, non esiste in questo romanzo, che è circoscritto al solo mondo chiuso di Kathy: prima quello di Hailsham, poi quello dei centri medici in cui si occupa dei donatori, e nonostante qualche breve comparsa di un passante o di un negoziante, di fatto veniamo a conoscenza di questa società distopica solo attraverso gli occhi di chi ne è vittima o istituzione.
Tuttavia –purtroppo, almeno a mio parere- questa è solo la cornice della storia, lasciata estremamente al margine. La maggior parte del libro trascorre tra piccoli litigi e racconti di aneddoti dei personaggi da bambini o ragazzini, saltando avanti e indietro nella linea temporale, e seguendo il solo filo della graduale presa di coscienza dei protagonisti della realtà che li circonda; la crudeltà maggiore della storia, in questo senso, forse è proprio che i bambini degli istituti non sono tenuti all’oscuro di nulla: crescono con la consapevolezza di quale sarà il loro ruolo nella società da adulti, di come non potranno mai avere una famiglia né invecchiare, e la prendono come una sorte normale, come per noi lo è morire di vecchiaia. Tant’è vero che chiamano la morte per donazione ‘fine del ciclo’. Di fatto il lettore si chiede continuamente cosa ci sia dietro Hailsham, che tipo di società sia quella che permette che vengano concepiti e cresciuti esseri umani solo per fornire organi, chi abbia dato vita a tutto questo, se esista qualche donatore che abbia provato a fuggire.
Ma le risposte non arriveranno mai. Nonostante ci sia un colloquio finale con Miss Emily, una delle istitutrici di Hailsham, che spieghi qualche retroscena, come la funzione della
Galleria, una mostra ‘leggendaria’, di cui tutti i bambini parlavano, che si allestiva con i loro lavori migliori, la cornice resta cornice. A Ishiguro interessa solo mostrare i sentimenti dei protagonisti, così perfettamente assuefatti alla situazione da vivere la loro routine con estrema serenità, senza permettersi nessun tipo di progetto per il futuro. L’unico ansito di ricerca, peraltro soffocato, avverrà quando Tommy e Kathy si ritroveranno insieme (e mi dispiace, ma di Grandi Storie D’Amore, come proclamato dalla quarta di copertina, io non ne ho proprio viste).

Se dovessi dare un giudizio obiettivo, sarebbe un gran bel libro: il romanzo è scritto in modo impeccabile, e veramente commovente. Ma mi aspettavo qualche interazione in più tra la storia principale e la cornice, che a volte diventa quasi un mero pretesto.

Coinvolgente, in ogni caso, e consigliato. Delicato e malinconico, tipicamente britannico (e sì, Kazuo Ishiguro vive in Inghilterra dalla più tenera età, e si sente eccome).



Articolo di Sakura87

Dettagli del libro


  • Titolo: Non lasciarmi
  • Titolo originale: Never let me go
  • Autore: Kazuo Ishiguro
  • Traduttore: Novarese P.
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: SuperET
  • Formato: Brossura
  • ISBN: 8806190458
  • ISBN-13: 9788806190453
  • Pagine: 291
  • Prezzo: 11,00 €
  • Link aNobii: Non lasciarmi

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