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10 dicembre 2013

Dire sì è una cosa semplice - Deborah Ameri

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I Contenuti

Emma lo giura solennemente: non mi sposerò mai. Eppure si ritrova alla vigilia del suo matrimonio, quasi incredula di compiere quel passo. Per arrivare all’altare è servito un amore così grande da sconfiggere le sue diffidenze. Quelle di una bambina cresciuta in un paesino soffocante della provincia italiana e traumatizzata dal divorzio dei genitori. E quelle di un’adulta che ha disimparato ad amare. Attraverso un percorso segnato da ribellione, sofferenze, pregiudizi e dal complicato rapporto con la madre, Emma è protagonista di un moderno romanzo di formazione in cui gli amori folli e impossibili e l’emancipazione dall’ambiente chiuso in cui è nata si incrociano con il suo sogno di diventare giornalista. E proprio quando è convinta di avere preso in mano il suo destino, una devastante tragedia la colpisce. Seguita da una rivelazione che la lascia piena di rimpianti. Solo lui riuscirà a farle ritrovare il suo posto nel mondo. Ma chi è? Chi c’è accanto a lei sull’altare? Il lettore non lo scopre fino all’ultima, appassionante, pagina.

La Recensione

Tanto di cappello a un romanzo autopubblicato che non ha niente da invidiare nemmeno a quelli curati da importanti case editrici: finalmente una persona che sa scrivere correttamente e bene (tranne un bis di "ceca" al posto di "cieca", altrimenti sarebbe stato troppo bello per essere vero), e a cui auguro di cuore di continuare su questa strada, ad meliora.
Fin dalle prime pagine il romanzo si presenta come il classico chick-lit, con una giovane donna che si lascia alle spalle il lavoro/la famiglia/gli amici per cambiare città e quindi vita: chi conosce il genere si aspetterebbe di leggere le avventure di una giovane nata e cresciuta in un piccolo paesino alle prese con la grande metropoli, nientemeno che Londra - e senza sapere una parola di inglese. E invece cominciano le sorprese: perché Emma trova il modo di farci fare un tuffo nel suo passato, cominciando dalle elementari via via fino al giorno d'oggi. La piccola Emma fa tenerezza alle prese con le amichette del cuore, le prime cotte e le gelosie; fa ancora più tenerezza immaginarla crescere in fretta per una situazione familiare difficile, papà operaio e mamma che si sente prigioniera di una vita sì scelta da lei ma troppo presto.
Ed ecco il primo bacio, il primo amore, le prime sofferenze e le prime incomprensioni con l'amica di una vita. Ecco l'università a Milano, il primo lavoro, le sbandate e i colpi di testa. Fino a ritrovarla dove l'abbiamo conosciuta, sull'altare in procinto di pronunciare il fatidico sì.
Emma non ha avuto una vita facile, ma nonostante le difficoltà non scende a compromessi, prende quello che la vita le offre e cerca di lottare per ottenere ciò che vuole. In poco più di duecento pagine è difficile condensare tutto il suo vissuto e talvolta avrei voluto che l'autrice approfondisse maggiormente i temi trattati, visto che non sono così leggeri da poter essere affrontati in una manciata di paragrafi. Il padre operaio in una fabbrica siderurgica, con i turni pesanti e lo stipendio che non basta mai. La madre sposa troppo giovane, con ancora tutta una vita da vivere e le ali tarpate. I nonni, sempre presenti ma mai troppo distinti nelle loro peculiarità. Il fratello Daniel, fin troppo evanescente, che se ne va su una nave da crociera e tanti saluti. E tutti gli uomini che incrociano le loro vite con quella di Emma. Il divorzio dei genitori che pesa come un macigno incombente e pronto a crollare in ogni momento.
Certo l'aver semplicemente abbozzato questi temi rende il romanzo più leggero e godibile, il che non è necessariamente un difetto: meglio così che un mattonazzo di formazione pronto a strappare lacrime ad ogni pagina.
Ho comunque apprezzato quello che forse rende così particolare il romanzo e lo differenzia dagli altri sul genere, ovvero la quasi totale assenza di dettagli sullo sposo - cosa che immagino non a tutti possa piacere: la storia d'amore della protagonista è descritta con grande delicatezza e semplicità, diventando una sorta di svolta naturale degli eventi, come se tutto quello che Emma ha vissuto fino a quel momento trovasse significato e completezza in quel preciso momento, con quella precisa persona.

Giudizio:
+4stelle+ 

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Dire sì è una cosa semplice
  • Autore: Deborah Ameri
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • ISBN-13: 9788891119612
  • Pagine: 186
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro/ Ebook - 2,68 euro

10 ottobre 2013

The Vincent Boys - Abbi Glines

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I Contenuti

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero. Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits. Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere... Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...

La Recensione di Romi Blanche

Confesso che il timore nell'accettare di recensire questo libro era dovuto al fatto di ritrovarmi faccia a faccia con Dawson, Joey e Pacey, protagonisti del famosissimo telefilm di fine anni 90 intitolato "Dawson's Creek", in versione però moderna e spregiudicata. Temevo di non riuscire a reggere il colpo e già proiettavo la mia mente a vivere un altro teen drama in piena regola, con l'aggiunta del sesso spregiudicato fra adolescenti, non semplice da digerire insomma. In effetti la somiglianza c'è, i tre protagonisti di "The Vincent boys", si frequentano fin da bambini, si vogliono bene e si conoscono alla perfezione, tutte cose già viste, indubbiamente. Ciò che di positivo ha questa somiglianza è che se avete amato Dawson's Creek, non potrà non piacervi anche il libro di Abbi Glines.
Fra tutte le pubblicazioni uscite quest'anno, di genere erotico, confesso che solo le avventure di Ashton, Beau e Sawyer hanno catturato la mia attenzione. L'autrice ha uno stile di scrittura moderno, con un buona alternanza di sostantivi e aggettivi (come invece non accadeva con le 50 sfumature di grigio). 

Certo, parliamoci chiaro, non stiamo parlando di Vladimir Nabokov, padre del celeberrimo "Lolita", non siamo a livelli di scrittura alta o aulica: rimaniamo in un lessico semplice, diretto e immediato, e questo secondo il mio modestissimo parere è già un vantaggio. La narrazione scorre veloce, così come le azioni dei personaggi, e ho trovato davvero buona la capacità dell'autrice nel sincronizzare linguaggio verbale e azioni dei protagonisti; mi spiego meglio: come ho scritto, dal momento che il libro ha un lessico semplice, la narrazione scorre altrettanto velocemente, e altrettanto veloci sono gli eventi che si succedono. Mentre infatti Sawyer si trova fuori città in campeggio con la sua famiglia, Ashton soprattutto e poi Beau, non perdono certamente tempo per "riavvicinarsi", proprio come potrebbe succedere a due diciassettenni innamorati. E' davvero stimolante l'accoppiata accadimenti/stile narrativo adeguato, ed era un bel po' che in questo genere di pubblicazioni non la riuscivo a trovare, mi annoiavo già alla cinquantesima pagina. Abbi Glines ha scritto un libro per adolescenti, con un linguaggio indubbiamente adolescenziale, e mi spiace ma non ho nulla da recriminarle in questo, anche perché fino a oggi, rispetto alle pubblicazioni uscite nel 2012/13, è l'unica che ha reso il lessico pertinente alla scena.
Ho letto qualche recensione in cui si metteva in discussione l'uso di parole stupide e sboccate usate dall'autrice durante le scene sessuali fra Ashton e Beau. Io non sono d'accordo: trovo quelle parole adatte ai due adolescenti descritti nel libro, in particolare adatte a un personaggio, come Beau, cresciuto senza padre e con una madre molto discussa per via delle sue presunte abitudini sessuali. Cosa ci si può aspettare da un personaggio del genere? Che usi soltanto parole adatte a una ragazzina vergine o, al contrario, che si differenzi dal cugino perfetto e che diversamente da lui sia sboccato e maleducato? Devo però, proprio per dovere verso l'universo femminile, porre l'accento su due termini che mi hanno lasciata un po' basita, non tanto per la loro sfrontatezza, quanto per il ridicolo ricorso a termini quali "buchino" o "patatina": che Beau si riferisse agli organi sessuali di Ashton perché essendo una vergine aveva tutto ancora ben "stretto"? Ecco, imbarazzante è questa mia affermazione quanto ridicolo il ricorso a tali vezzeggiativi, che rimangono in ogni caso a uso di moltissime persone, e proprio per questo non del tutto passibili di giudizio negativo.
Indubbiamente, leggendolo a trent'anni anni vi verrà da sorridere, ma nemmeno troppo se pensiamo a quanto è cambiato oggi il linguaggio fra adolescenti. Le scene di sesso sono coinvolgenti, sfrontate e piene di ormoni infuocati, badate bene, con preservativo al seguito, il più delle volte, almeno. Alcune pagine del libro, devo ammetterlo, sono sicuramente strane o almeno poco credibili, come l'episodio che vede coinvolti Ashton e Beau, dove lei, come se fosse ipnotizzata da qualcosa di non ben definito, si avvicina a lui accarezzandoli il petto, per rendersi conto di quello che sta facendo solo una manciata di minuti dopo. Ritengo molto poco realistico un accadimento del genere, se non sotto droghe, direi. I personaggi presentati sono ben caratterizzati, l'autrice lascia diverse cose in sospeso ma questo credo sia perché è solo la prima di due pubblicazioni. Ashton è indubbiamente una protagonista indecisa e molto insicura, caratteristiche che accompagnano la sua crescita personale fino a portarla ad una consapevolezza e maturità alla fine del libro, pur conservando l'atteggiamento del "un piede in due staffe" che mi ha ricordato moltissimo Bella, la protagonista della saga Twilight. Il fattore "dolore", ben presente in tutte queste pubblicazioni a carattere erotico, è esorcizzato dalla scrittrice attraverso il ricorso al sesso, discutibile ma assolutamente accettabile; quando infatti la protagonista femminile perde la nonna, unica figura nel libro a conoscere davvero la sua personalità ribelle (oltre a Beau), Ashton decide di "esorcizzare" questa morte andando a letto con Beau. Ora, scelta assurda o possibile alternativa al dolore? Non sta a me giudicarlo, ma è mio compito affermare che, per quello che ho visto, nella vita c'è anche questo genere di "medicina", non me la sento perciò di etichettare la scena come assurda.
Un libro leggero, a tratti infantile, appassionato e coinvolgente, il regalo perfetto per chi vive i primi amori, la lettura adatta per chi ha nostalgia del passato e non pretende molto da una lettura dal sapore estivo. Diciamo che fra tutte le trovate commerciali che ho avuto il dispiace di leggere, questa è quella che sa far bene il suo lavoro.

Giudizio:
+3stelle+

La Recensione di Valetta

Sinceramente non so nemmeno da dove partire nel commentare questo libro.
Possiamo cominciare col dire che non è per niente chiaro perché venga classificato come "New Adult": non ci sono adulti qui e sicuramente non c'è nulla di nuovo.
Ciò che abbiamo è l'ennesimo triangolo amoroso tra diciassettenni con la brava ragazza contesa fra il ragazzo perbene e il "bad boy" del paese. Peccato che Sawyer più che un ragazzo per bene non sia altro che un bigotto mentre Beau si è guadagnato la fama di scapestrato semplicemente per il fatto di bere birra, far sesso con la fidanzata e giocare a biliardo nel pub dove la madre fa la cameriera. E qui l'autrice dà alla storia un vero e proprio colpo di classe: la madre di Beau è cameriera in un bar (e naturalmente risponde allo scontatissimo nome di "Honey")per cui può automaticamente essere classificata come zoccola.
Riassumendo: visto che Beau vive in una roulotte con la madre cameriera mentre il padre, noto buono a nulla, è morto da tempo la città non può che considerarlo un tipo pericoloso, in quanto "macchiato dal sangue del padre" e proveniente da un "cattivo seme", come ci ricorda più volte il predicatore del villaggio (che ovviamente è anche il padre della protagonista). Alla faccia della solidarietà cristiana.
Chiude il triangolo la gatta morta Ashton, la quale dopo un'infanzia passata a comportarsi da maschiaccio decide senza apparente motivo di doversi trasformare nell'ideale della brava ragazza che, nella mentalità medievale di Sawyer significa sorridere sempre, essere remissiva e naturalmente evitare il sesso come la peste.Il cuore del romanzo si sviluppa quindi attorno a questa ridicola battaglia interiore in cui Ashton si sforza di conformarsi ad un ideale di perfezione mentre in cuor suo vorrebbe solo divertirsi come qualsiasi altra ragazzina. Ma non temete, la battaglia ha vita breve: basta che Sawyer lasci la città per un paio di settimane perché Ashton butti alle ortiche le aspirazioni di beatificazione e conceda le sue grazie al bel Beau.
Seguono a questo punto una decina di capitoli del trito "ti amo ma non posso stare con te", condito con il "dramma" derivante dal fatto che i due contendenti sono cugini e amici fraterni e da un colpo di scena finale talmente infimo da suscitare più di una risata.
Il tutto scritto nello stile di una quattordicenne che ha visto troppe puntate di Gossip Girl, con la protagonista femminile perennemente urlante "OH MIO DIO" in caratteri cubitali e i due ragazzi che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti, adeguati a cavernicoli quali sono.
E non dimentichiamo l'immancabile figura della adorata nonna che, come capita sempre in questo tipo di racconto, è la migliore amica e confidente della nostra Ashton e dimostra di avere una mentalità molto più aperta dei rigidi genitori, praticamente spingendola fra le braccia del bel Beau perché "comportarsi bene è noioso". 

Eh no, cara Abbi Glines, sei tu ad esser noiosa. Quello che ci hai rifilato non è solo un pessimo romanzo, è una pessima storia d'amore con personaggi e situazioni stereotipate fino all'estremo, assenza totale di profondità psicologica e nemmeno capace di riscattarsi nelle scene di sesso, totalmente prive di sensualità e abbastanza dozzinale. Se non sapessi che le autrici di YA ci hanno finora abituati a protagoniste di una virginalità monastica mi chiederei qual è la causa di tanto scalpore.
A voler esser generosa definirei The Vincent Boys un "Harmony" per teenagers di cui le teenagers (e non solo loro) potevano tranquillamente fare a meno.

Giudizio:
+1stella+


Dettagli del libro
  • Titolo: The Vincent Boys
  • Titolo originale: The Vincent Boys
  • Autore: Abbi Glines
  • Traduttore: Manuela Carozzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Chrysalide 
  • ISBN-13: 9788804629733
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

27 settembre 2013

Come inciampare nel principe azzurro - Anna Premoli

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I Contenuti

Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende neanche facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!

La Recensione

Anna Premoli con questo suo secondo romanzo fa centro, come già era accaduto nel primo, se piace il genere, ovvio. Di nuovo portata al successo un’autopubblicazione, di nuovo il caso di una scrittrice italiana che sbanca nelle vendite grazie solo alla sua bravura. La Premoli, già autrice del noto Ti prego lasciati odiare, ci propone un nuova storia dalle ambientazioni insolite. E’ stato molto interessante dare una sbirciatina nel mondo di Maddison, una ragazza in fondo insicura, con poca autostima (anche se millanta frasi da perfetta femminista che dichiara però di non essere), annoiata dal lavoro che svolge e convinta di dover aspettare un lavoro migliore, Il Lavoro Migliore che le salverà la vita e la tirerà fuori da quel vortice di abitudini nel quale stagna ormai da più di cinque anni. Peccato che l’unica vera abitudine che trapela dalla nostra protagonista sia quella di avere abitudini, per paura di cambiare forse? 
Ammiccamenti, risatine, piccoli colpi di scena, dialoghi accesi e ritmo incalzante, la fanno da padrone in questo romanzo che si lascia leggere in cinque ore appena. Quando Maddy incrocia lo sguardo di Max, non capisce subito in che guaio si sta per cacciare, lei non comprende, ma noi lettrici sì, o meglio, non aspettiamo altro… Potremmo essere tutte veggenti, non c’è dubbio. Da ragazza confusa, con idee preconfezionate sull’amore e con la forte convinzione di dichiararle apertamente, Maddison si trasformerà in una donna di ventotto anni che, con fare esitante e molto infantile, guarderà piano piano negli occhi qualcosa che in principio la terrorizzava… ma questo lo capiremo prima noi di lei.
L’ambientazione coreana è stata una piacevole sorpresa, e leggere che l’autrice ama i drama coreani lo è stato ancora di più! Nonostante Anna Premoli non sia mai stata in Corea (come lei stessa afferma nei ringraziamenti), le descrizioni dei luoghi e i nomi che usa per spiegare la cultura coreana mi sono sembrati esatti – non sono un’esperta della Corea, ma è un paese che mi attira molto e sono anni che guardo i loro drama, che sono poi le classiche telenovele italiane, anche se decisamente più belle e intriganti -. Se noi lettrici partivamo con il pregiudizio di affrettarci a leggere “la solita storia d’amore”, siamo state presto smentite, sia dall’ambientazione esotica che dall’introduzione di una figura maschile non convenzionale e difficilmente associata ai romanzi rosa di provenienza occidentale.
Ciò che amo in particolare di questa scrittrice è l’uso dell’ironia: i suoi romanzetti non sanno solo sedurre, ma anche far sorridere, un uso bilanciato di ironia e sessualità - oserei affermare. Parliamoci chiaro: potremmo tacciare Come inciampare nel principe azzurro della solita superficialità, ma io non sono d’accordo. A ogni genere il suo compito, a ogni scrittrice la propria scelta, e a ogni recensionista la propria opinione; vado fiera del fatto che sugli scaffali delle librerie italiane, in mezzo a mille nomi di scrittrici americane che scrivono romanzi rosa, figuri quello di Anna, e sono altrettanto soddisfatta di poter affermare che è davvero inutile demonizzare un genere letterario solo perché non ha standard alti di letteratura. Il mondo è bello perché si diversifica, lasciamo quindi ai sogni romantici e un po’ infantili il diritto di accomodarsi sui comodini di tante lettrici italiane.
La mia nota dolente (deformazione professionale) va agli errori presenti nel testo, troppi refusi e qualche frase grammaticalmente non proprio corretta disturbano il mio maniacale senso dell’ordine. Possibile che, per la fretta di pubblicare, non ci si adoperi almeno per correggere eventuali refusi? Va bene vendere, va bene inseguire l’onda, ma non va affatto bene prendere in giro i lettori con pubblicazioni poco curate nel testo.
La mia nota d’esultanza invece va invece al fatto che la Colorado film ha acquistato i diritti per la riduzione cinematografica del libro.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Romi

Dettagli del libro
  • Titolo: Come inciampare nel principe azzurro
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Data di Pubblicazione: Settembre 2013
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-5589-3
  • Pagine: 320
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 9,90

20 settembre 2013

Ragione e sentimento - Jane Austen

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I Contenuti

Scritto nel 1795 con il titolo di Elinor and Marianne, "Sense and Sensibility" ("Ragione e sentimento") viene pubblicato nel 1811. Come gli altri maggiori romanzi della Austen, descrive le vicende di un'anima ingenuamente romantica che, attraverso l'esperienza, giunge a comprendere infine la realtà dell'esistenza. Protagoniste sono le giovani sorelle Dashwood, Elinor e Marianne, che, alla morte del padre, sono costrette a fare i conti con le ristrettezze economiche nella loro nuova e modesta casa nel Devonshire. Qui conosceranno le pene e le gioie dell'amore e, imparando a conciliare la ragione con il sentimento, diventeranno donne. Attorno a questo processo di maturazione la Austen tesse una trama piena di grazia e ironia, in cui con la sua elegantissima prosa riesce ad analizzare e descrivere con straordinaria sottigliezza il contrasto e il dissidio tra istanze psicologiche e morali.

La Recensione di Valetta

Nonostante questo sia il primo libro di Jane Austen, già emergono chiari quali sono i maggiori pregi di questa scrittrice, primo fra tutti la sua grande capacità di osservazione e comprensione dell'uomo e la sua abilità nel mettere su carta ciò che osserva attraverso i sui fantastici personaggi. Una cosa che mi stupisce sempre leggendo i libri della Austen è l'osservare che alla fine l'uomo è sempre uguale a se stesso. Non importa se il libro è scritto e ambientato a fine '700, e quindi le abitudini e i costumi sono enormemente diversi dai nostri (al punto a volte da sembrare ridicoli), le motivazioni, i sentimenti e i comportamenti degli uomini sono sempre gli stessi. A prima vista si potrebbe dire che la rigida società di allora, con le sue convenzioni, la sua etichetta così piena di regole non c'entra nulla con la nostra società, sicuramente molto più spontanea e, secondo alcuni, evoluta. Con miei amici oggi non parlo certo come ci si parlava allora, i divertimenti sono diversi, i gusti sono diversi. Ma a guardar bene, le dinamiche sono sempre le stesse, le motivazioni di fondo e i sentimenti che ci guidano sono del tutto speculari.E' la cornice che cambia, non il contenuto.A volte può far sorride leggere certi dialoghi, vien da pensare che noi oggi diremmo la stessa cosa in modo molto più diretto e senza tante complicazioni, così come ogni tanto le paranoie che si fanno alcuni personaggi ci possono sembrare incomprensibili, ma tutto questo è più che accettabile e passa comunque in secondo piano perché la storia è avvincente e non si può fare a meno di affezionarsi e identificarsi nei personaggi. 
La forte passionalità di Marianne o la timidezza e la concretezza di Elinor non sono certo solo caratteristiche di ragazze di 3 secoli fa!

Giudizio:
+5stelle+

La Recensione di Polyfilo

Se si legge 'Ragione e sentimento' in originale - cioè dunque 'Sense and sensibiliy' - si resta sorpresi, oltre che dalla facilità e dalla freschezza della lingua, che un lettore non fatica eccessivamente a seguire anche dopo ormai due secoli, dalla frequenza con cui ricorre nel romanzo una parola, 'agreeable', che non è semplicissimo tradurre in italiano.
Il concetto sottostante contiene sia il riferimento a un canone di gradevolezza e bellezza estetica sia il confronto, vitale in una società rigidamente strutturata come quella britannica a cavallo tra XVIII e XIX secolo, con l'accettazione sociale di stati d'animo, scelte e comportamenti.
La convenienza, morale sociale ed economica, si erge a criterio al quale conformare le proprie scelte di vita.
In riferimento a questa sorta di standard pratico, come ci si può aspettare dalla mentalità inglese, si sviluppa, per opposizione e confronto, il rapporto tra due sorelle, Elinor, la maggiore, e Marianne, più piccola, provenienti dalla buona società ma senza capitali e dunque destinate ad affrontare la vita anche e soprattutto in considerazione di ciò.
Le due giovani donne diventano icone e personificazione, nei contrasti e nella diversità di temperamenti e desideri, delle due forze evocate dal titolo stesso del romanzo, ragione e sentimento, o meglio, secondo l'originale 'sense and sensibility', che si avvicina più alle nostre idee di ragionevolezza e spontaneità. Elinor, la saggia tra le due sorelle - ma anche amiche del cuore -, non cede mai agli impulsi e vive tutta la sua sfera affettiva nella mediazione autoimposta degli atteggiamenti che ci si aspetta in società da una ragazza del suo rango, e il suo buon senso finisce per mitigare e irreggimentare anche le passioni, sempre vissute con il freno a mano, come quella senza speranza per Andrew Ferrars, di cui lei è innamorata e che accetta di non poter sposare per suoi precedenti impegni, pur riuscendo ad apprezzarne l'onestà e la lealtà anche nel dolore della perdita.
Questo atteggiamento così posato ed equilibrato trova la perfetta antitesi nell'impulsiva immediatezza della sorella, Marianne, dal temperamento artistico accentuato, che si dichiara indisponibile ad accettare vincoli di 'convenienza' nella scelta di amicizie e frequentazioni - materia di capitale importanza in una società così rigida come quella in cui è ambientato il racconto -, e soprattutto in amore. La passione in qualche modo sfrenata e adolescenziale per Willoughby, che lungi dall'essere l'eroe romantico quale era apparso all'inizio, si manifesterà nella sua debolezza di uomo, porterà Marianne a vivere si con maggiore intensità le vicende amorose, ma anche a gravi errori di giudizio, mettendone in pericolo la vita stessa.
Nel finale, pur nell'affetto sincero e trionfante che lega le sorelle tanto nel dolore quanto nella felicità, la partita va alla ragionevolezza di Elinor, che per quanto suo autolimitandosi, riesce da un lato a realizzare i suoi desideri e dall'altro a non scendere a compromessi con la morale della 'convenienza', mentre Marianne, maturata dagli eventi, dovrà concordare che la ponderatezza della sorella, lungi dall'essere un cedimento al conformismo imperante, è in realtà null'altro che uno sguardo più esperto e capace, grazie al tempo e all'esperienza, di valutare in profondità le vicende umane.
Oltre a questo conflitto antinomico che, anche per il lettore contemporaneo, risulta tutt'altro che privo di attualità e di interesse, grazie all'acume con cui Jane Austen ne indaga tutti i risvolti, sono godibilissime le descrizioni - su tutte quella del modesto cottage dei Dashwood e dei progetti di abbellimento di questo 'locus amoenus' - e gli accenti umoristici con cui l'autrice ridicolizza i criteri strettamente economici e superficiali su cui i suoi degnissimi personaggi basano le loro scelte più intime. Dalla ripartizione di un'eredità alla scelta di un partito da matrimonio, non mancano mai i calcoli sulle rendite che sarebbero necessarie per uno stile di vita 'conveniente' e gli interessi nella scelta delle relazioni sociali più adatte, ovviamente ammantate da ipocrite e poco credibili proteste di gratuità.
Anche in questo, negli ultimi secoli, l'animo umano non sembra essere cambiato di molto.


Giudizio:
+5stelle+

Dettagli del libro
  • Titolo: Ragione e sentimento
  • Titolo originale: Sense and Sensibility
  • Autore: Jane Austen
  • Traduttore: Luciano M.
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Oscar classici
  • ISBN-13: 9788804526001
  • Pagine: 416
  • Formato - Prezzo: Brossura - 8,40 Euro

04 agosto 2013

Nessuno sa di noi - Simona Sparaco

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I Contenuti

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola. 

La Recensione

Nessuno sa di noi è stato candidato al Premio Strega 2013 e si è anche posizionato tra la cinquina finalista. Non avendo letto quasi nessun altro dei libri pubblicati in Italia lo scorso anno non posso fare paragoni: mi limito a constatare che se il romanzo di Simona Sparaco è stato considerato uno dei cinque migliori pubblicati tra il 2012 e il 2013 non voglio immaginare la qualità di tutto il resto.
Racconto lungo, o romanzo breve che sia, Nessuno sa di noi è il lungo sfogo di Luce, donna in crisi segnata dalla noncuranza della futile madre e da una lunga serie di fallimenti accademici, sentimentali, lavorativi: da anni convive con Pietro, brav'uomo dato oltremodo per scontato, ma non si è mai decisa al grande passo; il suo desiderio più feroce è essere madre, ma anche questa soddisfazione le è negata. Quando, dopo cinque anni di tentativi, di passione spenta dagli stick per l'ovulazione, scopre finalmente di essere rimasta incinta, il bambino diventa un'ossessione: amniocentesi, alimentazione precisa e metodica, vitamine, controlli continui, qualsiasi cosa pur di assicurarsi che quel bambino nasca sano. Ma l'ironia della vita lascia cadere addosso a Luce la sua mannaia ancora una volta: al settimo mese di gravidanza, l'ecografia le mostra che il piccolo Lorenzo è affetto da displasia scheletrica e ipoplasia toracica, patologie dagli sviluppi imprevedibili che quasi certamente condurranno alla sua morte poco dopo la nascita. A Luce non resta che l'aborto terapeutico, impossibile in Italia al settimo mese di gravidanza.

Quando si affronta un tema così delicato, il risultato è un ottimo libro o un libro banale; spiace dirlo, si tratta del secondo caso, nonostante non manchino le lettrici che abbiano salutato la Sparaco come la nuova Mazzantini.  
Nessuno sa di noi vorrebbe far leva sul lato emotivo delle lettrici mature toccando una corda sensibile - la comune esperienza della maternità (passata, futura o mancata) -, ma finisce per ripiegarsi su se stesso trasformandosi in stucchevole diario al femminile che nulla di nuovo aggiunge alle voci che già si sono espresse sul tema. Un libro che vorrebbe essere un pugno nello stomaco, che vorrebbe far vibrare le lettrici di commozione e straziarle agitando davanti ai loro occhi la peggiore paura delle future mamme (la possibilità che qualcosa vada storto), e che fallisce miseramente dispiegando uno dopo l'altro tutti i cliché del caso. Viene da pensare che il motivo per cui il romanzo sia arrivato così in alto in questo Strega 2013 sia da rintracciarsi proprio nel tema particolarmente discusso: va detto tuttavia che di sensazionalistico a riguardo in Nessuno sa di noi non c'è nulla, anzi, la protagonista dialoga spesso con Dio e non mancano le osservazioni che rivestono la sua scelta di un senso di colpa tipicamente religioso. Luce opziona un aborto a Londra: potrebbe essere l'occasione di denunciare la ristrettezza dei limiti entro cui è possibile praticarlo in Italia, limiti che non contemplano quelle patologie (tra cui la displasia scheletrica) che si mostrano nel feto oltre le ventiquattro settimane, ma la Sparaco non si schiera a riguardo, e tale paradosso legislativo viene solo comunicato.
La prima metà del romanzo è dedicata ai ricordi del prima e all'aborto - che al settimo mese di gravidanza è un vero e proprio parto -, descritto con inquietante dovizia di particolari palesemente volti a suscitare ribrezzo; la seconda metà è l'impatto della perdita di Lorenzo sulla vita di Luce, che si lascia andare alla deriva mettendo anche in crisi il matrimonio con Pietro. I capitoli sono talvolta inframezzati da lettere che i lettori di Luce inviano alla sua posta o messaggi inviati da donne in difficoltà ai forum al femminile che la protagonista inizia a frequentare. Le noi del titolo sono infatti queste donne che hanno dovuto prendere una decisione: condannare il proprio bambino a una vita di difficoltà talvolta atroci, oppure optare per l'aborto terapeutico, gesto da taluni considerato infanticidio. E' solo dalle voci di queste donne che traspare talvolta quell''indignazione che invece dovrebbe permeare tutto il libro, donne che hanno preso una decisione cruciale, che ne hanno sopportato la sofferenza fisica e psicologica e che continuano a portarsi dietro un senso di colpa accentuato da coloro che condannano la loro scelta perché, come scrive una delle utenti sul forum frequentato da Luce, "non ci si può sostituire a Dio".

La gestione dei personaggi, tutti visti dalla voce narrante di Luce, rivela macchiette informi: c'è Pietro, l'uomo che tutte vorremmo al lato, certo delle sue decisioni e del suo volere rimanere accanto a una donna straziata che cerca in ogni modo di allontanarlo; c'è la madre di Luce, vanesia, inconcludente e meschina, economicamente dipendente dalla protagonista; c'è la madre di Pietro, ricca e credente, che pensa che ogni problema della vita possa essere risolto confessandosi da un prete o praticando il pilates; c'è l'ombra di qualche amico - pochi - che si presenta ogni tanto, nessuno però che in sei mesi cerchi di penetrare nel lutto di questa coppia devastata. 
A livello stilistico non si può negare che la Sparaco sappia usare le parole: ci sono passaggi di una bellezza poetica che tuttavia non riesce a riscattare una trama piatta, una sensazione di stucchevole noia.
Mio figlio non ha mai incontrato il mio viso, e se fosse nato, forse, non mi avrebbe neanche riconosciuta. La mia carezza è stata un ago che gli ha tolto il respiro, e il mio latte usciva al richiamo di pianti sconosciuti per andare sprecato in un reggiseno che non ho mai più indossato. Ma è da me che è partito, e dentro di me si è fermato. È dalle madri che sempre partiamo, ed è alle madri che sempre torniamo, una volta concluso il viaggio.
Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Nessuno sa di noi
  • Autore: Simona Sparaco
  • Editore: Giunti Editore
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: A
  • ISBN-13: 9788809778047
  • Pagine: 256 
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 12,00 Euro

05 luglio 2013

Tutte pazze per il rosa - Laura Schiavini

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I Contenuti

Sue, Cameron e Liz sono tre amiche che lavorano e vivono nell’ambiente universitario di Oxford e che condividono la stessa passione per i romanzi rosa.
Una passione che si consuma, con serate di lettura, in gran segreto nella libreria di Molly. Perché, se solo si sapesse in giro, diventerebbero lo zimbello di tutta l’università.
Ma è così liberatorio potersi confrontare fra amiche che sono sulla stessa lunghezza d’onda e lasciarsi andare, di tanto in tanto, a sognare il grande amore!
Sue è dolorosamente consapevole che la vita è un'altra cosa rispetto ai romanzi, tanto più che Charles, suo marito, è un uomo egocentrico e distratto che non sa che cosa sia il romanticismo. E quando Cameron Liz e Molly, alla fine trovano il Principe Azzurro, si ritrova ancora più sola e sconsolata.>
Tuttavia, anche nella vita vera può accadere che un marito distratto si renda finalmente conto di quanto la moglie sia infelice e decida di far sì che il suo sogno, si trasformi in realtà.

La Recensione

Ho ritrovato in questo libro tutto il sapore del women romance in stile harmony, solo che questa volta a scriverlo è stata un'autrice italiana. Una piacevole sorpresa. I libri che ricalcano il modello romantico americano, pur trattando argomenti importanti come quello dell'amore, decidono di non andare troppo a fondo nelle questioni sentimentali, lasciandole come sospese. Ci sia aspetta una storia a lieto fine e si desidera vivere con la protagonista quel pathos d'amore un po' infantile e a tratti davvero prevedibile che questo genere ama raccontare. Queste letture sono molto leggere, non hanno pretese e vengono affrontate o per vivere la quotidianità in maniera più spensierata o per cercare di evadere dalla solita routine. Sono letture scacciapensieri e talvolta si prendono la colpa di illudere donne romantiche che possano davvero esistere gli uomini descritti in quelle pagine. Dall'altro lato della medaglia però, sono l'espressione di un inguaribile romanticismo da parte di scrittrici che non amano avventurarsi nella scrittura usando espedienti particolarmente complicati per esprimersi, e che vogliono invece cimentarsi in maniera semplice nella descrizione dei "drammi" del cuore.
Questo libricino di appena 28 pagine ricalca alla perfezione questo modello. L'espediente del club romance è molto carino, peccato non sia approfondito per nulla. Peccato in generale che ci siano solo ventotto pagine di lettura e che questo numero esiguo penalizzi il racconto, rendendolo in più punti affrettato e sommario. La fine è molto surreale e ad essere sincera ho sorriso quando l'ho letta, pensando a quanto sia altamente improbabile che un uomo faccia una cosa del genere. In fondo, però, in questo genere è di questo che si parla: dell'improbabilità degli eventi amorosi e di quanto sia eccitante fantasticarci sopra.
Mi sembra di aver trovato un solo refuso, cosa davvero insolita trattandosi di un'autopubblicazione. L'autrice padroneggia il genere e sa esprimersi a dovere, il suo stile è sobrio ed elegante, cosa non facile da ritrovare ultimamente.
Se amate il genere, avete mezz'ora di tempo libero e siete amanti dei romanzi d'evasione, ve lo raccomando.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Romi Blanche

Dettagli del libro
  • Titolo: Tutte pazze per il rosa
  • Autore: Laura Schiavini
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B00A9NERP2
  • Pagine: 28
  • Formato - Prezzo: Ebook Kindle - 0,99 €

02 luglio 2013

AAA Principe azzurro cercasi - Viviana Bardella

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I Contenuti

Il principe azzurro esiste davvero? E se sì, si cela forse sotto mentite spoglie? Olivia, sempre in lotta con la bilancia, e con un'amica/nemica top model, non ha mai interrotto la sua ricerca. Solo quando si troverà a vivere una storia passionale, comprenderà che la realtà è assai meglio della fantasia... Sarà allora in grado, di scegliere che strada percorrere?

La Recensione

Olivia è una ragazza come tante: il suo lavoro consiste nel compilare statistiche e la sua vita da single si svolge in un appartamentino dove vive sola. La sua quotidianità è fatta di un dirimpettaio bellissimo ma giudicato in prima istanza decisamente cretino, una migliore amica, una grande nemica, il suo tanto desiderato dentista e qualche chilo di troppo che la affligge. Nel corso del racconto, Olivia realizzerà che il solo sentirsi più bella adottando qualche piccolo accorgimento la condurrà verso il sentiero dell'autostima e della consapevolezza, spingendola a tirare fuori tutta la sua sensualità. Decisa ad ottenere ciò che desidera, pianificherà un piano diabolico per conquistare il suo trofeo personale: il dentista dal quale si reca ormai da diverso tempo. Aiutata dal bel vicino di casa (che si scoprirà non essere un vero e proprio cretino), ostacolata però dalla sua acerrima nemica Antonella, conosciuta quando ancora andava alle scuole dell'obbligo, Olivia arriverà dritta dritta alla meta e ci regalerà attimi di ironia e di sesso selvaggio. Tra imprevisti, tradimenti, momenti di tensione e qualche insulto velato o svelato, arriveremo alla fine del libro che si concluderà nel più romantico dei modi.

La narrazione in prima persona stimola continuamente il lettore, facendogli avvertire la sensazione di essere il diretto confidente della protagonista. Nonostante la storia ricalchi modelli di vita e di letteratura molto conosciuti è, almeno fino a un certo punto, interessante e stimolante. 

Viviana Bardella è stata davvero abile a ironizzare sia sulla protagonista che sui fatti che si susseguono attorno a lei. Purtroppo, però, se fino a metà libro il mio entusiasmo era abbastanza alto, verso la fine è andato scemando. La storia faceva presagire una novella Bridjet Jones di colore, e invece ci ritroviamo alla fine con una semplice e romantica ragazza che vede avverarsi il suo sogno di bambina, con l'aggravante che Olivia non sembrava affatto il tipo di donna che puntasse a quello. Per come viene caratterizzata, nonostante nelle prime pagine Olivia esprima il suo desiderio di trovare il principe azzurro, si intuisce che le sue insicurezze la portano a non frequentare molti uomini e a credere che un giorno arriverà il suo salvatore, poiché lei è la "bruttina" che va salvata da una vita di solitudine; accade invece che cambiando un po' il suo aspetto e riuscendo a perdere peso, diventerà più sicura di se stessa e scoprirà di poter avere più porte da aprire a disposizione. Dalla protagonista ci si aspetterebbe (e desidererebbe) altro, e invece ci si ritrova a leggere una storia che sembra non vedere l'ora di arrivare alla fine; la narrazione aumenta il ritmo, le situazioni vengono estremizzate e narrate sommariamente. Peccato, perché il libro era partito molto bene, e con qualche piccola rivisitazione la storia acquisterebbe in spessore.
Inoltre, come spesso capita nei libri autopubblicati, ho notato la presenza di refusi.


Giudizio:
+1stella+ (e mezzo)

Articolo di Romi Blanche

Dettagli del libro
  • Titolo: AAA Principe azzurro cercasi
  • Autore: Viviana Bardella
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788867513666
  • Pagine: 184
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 11,00; Ebook - 0,99 €

16 aprile 2013

Tregua nell'ambra - Ilaria Goffredo

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I Contenuti

Martina Franca, Puglia, gennaio 1943.
L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Gli stenti gravano anche sull’esistenza della giovane Elisa, una diciottenne piegata dal terrore del fascismo e dei bombardamenti alleati, dalla fame. Un giorno Elisa conosce Alec, il figlio di una vicina di casa, un uomo misterioso e dallo strano accento; incute in lei un’adorazione che talvolta si tramuta in timore.
In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite.
Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia.


La Recensione

Volendo usare un'etichetta per questo romanzo, ben conscio dei limiti propri di qualunque operazione volta a definire, e dunque a limitare, non ho timore a definire Tregua nell'ambra un romanzo sentimentale, più che un romanzo storico, come pure cerca di presentarsi, a cominciare da quella citazione di Primo Levi, all'esordio del libro, che ben presto pare assolutamente pretenziosa e poi addirittura fuori luogo.
Malgrado questa presentazione, Tregua nell'ambra potrebbe meritarsi una sua dignità, fosse solo per il ritratto vivido che l'autrice ci restituisce della vita italiana in un paesino pugliese nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Purtroppo, anche queste promesse non vengono mantenute, e quel che poteva sembrare un bel romanzo di formazione femminile in tempi di guerra ben documentato si riduce alla fine a esser un romanzetto sentimentale, pretenzioso e non esente da stereotipi e ingenuità narrative.
L'autrice non riesce, innanzitutto, ad amalgamare il fondo storico con la vicenda personale e sentimentale della protagonista, innamorata tramite il più classico dei colpi di fulmine del misterioso Alec, un giovane inglese piombato a turbare la sua quotidianità molto più della guerra stessa. Si ha dunque la sensazione di due filoni staccati, che s'incontrano attraverso artifici narrativi evidenti e macchinosi, a cominciare da un escamotage dal sapore manzoniano: un uomo di potere del paese, innamorato della protagonista, reagisce al rifiuto di quest'ultima facendo arrestare la famiglia per presunto antifascismo. Quel che ne consegue è la classica vicenda di separazioni, ricongiungimenti e nuove separazioni, che conduce a un finale improvviso e aperto, segnale di un sequel in arrivo.
A rovinare la lettura di quello che altrimenti sarebbe stato un umile ma dignitoso romanzo sentimentale è, oltre alla pretenziosità accennata all'inizio, la mancata capacità di trattare certi temi forti in modo adeguato. Nel suo peregrinare Elisa si trova prigioniera di un campo di lavori forzati: una parentesi cupa, per la quale l'autrice sembra essersi documentata, ma che richiede una competenza e una maturità che non trovano riscontro nel testo; al contrario, il tema delle deportazioni, della repressione del regime, è affrontato in maniera un po' superficiale, abbozzata, o per meglio dire, ingenua.
Come se non bastasse, malgrado il lavoro sulla caratterizzazione della protagonista, i personaggi appaiono piatti, immobili, assolutamente statici: complice anche la scelta di distribuire la vicenda su più romanzi, scegliendo dunque un finale aperto, non vediamo mutare Elisa nel corso della vicenda; Alec, poi, risulta fin troppo costruito e idealizzato. Del tutto abbozzati gli altri personaggi, che del resto sono solo delle figurine di contorno alla coppia che regge tutta la storia. 

La cura dell'ambientazione è altrettanto scostante: la documentazione storica c'è, ma non è distribuita in maniera omogenea. La sensazione è di leggere alcuni passaggi descrittivi da manuale scolastico, mentre altri pezzi di storia galleggiano nel nulla; l'autrice dipinge in maniera soddisfacente la vita nel regime fascista, ma poi si perde in ingenuità varie (un esempio: la creazione di campi di concentramento per ebrei e le sperimentazioni condotte dai tedeschi sono state scoperte a guerra conclusa; è poco verosimile che un semplice comandante fascista, in basso nella gerarchia, inchiodato a un campo di lavoro tra le colline pugliesi ne sia stato al corrente), per poi indugiare in tecnicismi militari del tutto superflui.
La scrittura è abbastanza buona, da segnalare una certa proprietà linguistica e un vocabolario ricco. Discorso diverso per l'uso dell'inglese, in cui l'autrice scrive buona parte dei dialoghi tra i soldati inglesi che affollano l'ultima parte del romanzo: un inglese scolastico, povero, non privo di qualche vistoso errore. Una scelta apprezzabile per dare maggiore realismo, ma superflua in un romanzo che di storico ha solo l'ambientazione e soprattutto controproducente se, come in questo caso, allunga ulteriormente la lista dei difetti.
Nondimeno, non mi sento di elaborare un giudizio del tutto negativo: la scrittura c'è, sebbene da affinare; al di là della vicenda, la storia è ben costruita, con un'appropriata gestione delle coordinate spazio-temporali, è organica e fluida. Aggiungo mezzo punto per la volontà di raccontare la storia, la nostra storia: di questi tempi, tra zombie innamorati e vampiri glitterati, non è cosa da poco.

Giudizio:
+2stelle+ e 1/2

Articolo di Tancredi

Dettagli del libro
  • Titolo: La tregua nell'ambra
  • Autore: Ilaria Goffredo
  • Editore: Autopubblicato
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: 
  • ISBN-13:
  • Pagine: 367
  • Formato - Prezzo: Ebook - gratuito 

23 marzo 2013

Fratture - Massimiliano Nuzzolo

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I Contenuti

Thomas, trent'anni, una famiglia solida alle spalle e una ragazza con cui mettere su casa. Elisa, studentessa universitaria fuori sede, animo artistico e una forte passione per la fotografia. 
Per entrambi arriva il momento della "frattura": Thomas resta coinvolto in un terribile incidente stradale che lo priva in maniera permanente della memoria, ma allo stesso tempo gli "apre gli occhi", lo mette davanti alla realtà di una vita che gli va stretta. Per Elisa si tratta invece di una lenta discesa nel proprio inferno privato, quando, dopo un'adolescenza come tante altre, fatta di qualche spinello, concerti rock, piccole trasgressioni, inizia sempre più ad avvertire il "peso del mondo". 
Fino al giorno in cui Thomas si ferma a leggere una scritta nel bagno di un locale: "Cerco disperatamente una persona che abbia ancora l'anima e che possa prestarmela". Sotto c'è il numero di un cellulare. Da quando Thomas decide di comporlo, hanno inizio le intense confessioni telefoniche con Elisa, come due "adolescenti innamorati" sospesi nel tempo e nel sogno. 
"Fratture" parla della difficoltà di vivere senza scadere mai nel sentimentalismo, ma soprattutto riesce a farlo con ironia. Perché in fondo non sarebbe poi così male poter cancellare tutto e ripartire da zero.

La Recensione

Non posso essere d'accordo sul fatto che manchi il sentimentalismo da questo romanzo.
Si tratta di un racconto d'amore e, dal mio punto di vista, la conclusione della vicenda, anticipata dall'inizio, pecca di sdolcinatezza.
Il problema più grosso dipende dal fatto che il tema di partenza è dichiaratamente quello della storia d'amore come strumento e momento di ricomposizione della frattura. Il concetto è originale e interessante, analizza l'idea della rottura e del nuovo inizio legato all'atto fisico dell'infrangere qualcosa, che sia un danno meccanico come nel caso di Thomas, coinvolto in un incidente stradale, o un male oscuro, un malessere mentale e affettivo, come invece accade alla protagonista femminile, Elisa.
In un certo senso la forza delle fratture - esistenziali e non - viene ridotta dal rimedio amoroso, come se fosse la dimostrazione pratica di una teoria dell'amore salvifico: due anime in pena si incontrano casualmente e risolvono a vicenda i loro problemi.
L'impressione è quella di un intento troppo dichiaratamente a tesi.
Della serie: prendi due persone, con due vite totalmente diverse e lontane, una da sempre vittima di un disagio psicologico legato a vicende e ambienti famigliari, l'altra potenzialmente sana che però si ritrova a ripartire da zero, quando all'orizzonte si delineava una prospettiva di serenità o almeno di facilità, le metti insieme un po' per caso e un po' per gioco e stai a vedere che i due insieme riescono a risalire la china dei rispettivi problemi e anzi a scollinare brillantemente?!
Intendiamoci: nulla da dire su stile e forma, impeccabili, eleganti e puliti, e così pure su ispirazione, di per sè originale, e sviluppo della trama, equilibrato e senza sbavature, anche se non sempre lineare da seguire per via dei salti - forse un po' troppo?!? - improvvisi di narratore e punto di vista.
Però l'impressione che mi ha lasciato è che, troppo poco velatamente, tutto lo svolgimento della vicenda e la costruzione dei caratteri e delle situazioni, converga in modo deliberato verso una conclusione data, come se della frattura si vedesse già da subito la saldatura, mentre il processo di guarigione, che potrebbe - e forse dovrebbe - essere la parte davvero interessante, passa un po' in secondo piano.
Come se il percorso di sprofondamento di entrambi, Thomas ed Elisa, nei loro abissi personali, l'oblio della memoria per l'amnesia del primo e la tendenza autodistruttiva da solitudine della seconda, sia forzato per rendere poi più risolutiva e scintillante la soluzione nell'incontro/completamento di due anime in pena.

Giudizio:
+2stelle+ (e mezzo) 

Articolo di Polyfilo

Dettagli del libro
  • Titolo: Fratture
  • Autore: Massimiliano Nuzzolo
  • Editore: Italic
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Pequod
  • ISBN-13: 9788896506431
  • Pagine: 184
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,00 Euro

21 febbraio 2013

Finché le stelle saranno in cielo - Kristin Harmel

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I Contenuti

Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno l'amatissima nipote Hope. Ma adesso per Rose, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce a un ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa. Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.

La Recensione

Hope è una trentaseienne in crisi: sta appena uscendo dal divorzio con il marito Rob, ha una figlia adolescente che la incolpa della fine del suo matrimonio, la nonna cui è molto affezionata si è ammalata di Alzheimer. Inoltre da appena due anni ha perso la madre per un tumore al seno, cosa che l'ha costretta a ritrasferirsi nel minuscolo paesino di Cape Cod dov'è nata per occuparsi della pasticceria di famiglia gestita da sua madre e dalla nonna prima di lei, quella stessa pasticceria che ora rischia di fallire.
La sua lenta scivolata verso il nulla si arresta quando la nonna, in uno degli ormai rari giorni di lucidità, le mette in mano una lista di nomi che non conosce e le chiede di andare a Parigi a scoprire cosa ne è stato della sua famiglia: è solo allora che Hope scopre che la nonna è ebrea, ed è riuscita a sfuggire ai rastrellamenti del '42 per poi ricomparire negli USA sposata con Ted, suo nonno. Hope comprende che è suo dovere rintracciare le radici della sua famiglia e far sì che i ricordi dei familiari della nonna non vadano persi nel nulla con l'avanzare della malattia.

Finché le stelle saranno in cielo è una favola moderna per casalinghe appassionate di cucina e lieti fini: ogni filo intessuto nella trama della storia è così pregno d'amore e di destino e di buoni sentimenti che il lettore rischia il diabete come se avesse mangiato nel giro dei tre giorni necessari alla lettura del romanzo ognuno dei dolci suggeriti dalle ricette inserite tra un capitolo e l'altro. Probabilmente l'autrice era piena di buoni propositi (forse troppo), ma la sensazione che questo romanzo mi ha lasciato è di sdolcinata sgradevolezza. Non che la Harmel affronti con leggerezza il tema dell'Olocausto, ma lo tratta con una dose di delicatezza eccessiva, quasi volesse risparmiare alle sue destinatarie ideali (già me le vedo: rubiconde, con il grembiule da cucina schizzato di farina e marmellata, a leggere con gli occhi lucidi un capitolo e l'altro in attesa che suoni il timer del forno) tinte troppo nette che rischierebbero di rovinare la sua storia allo zucchero filato. Peccato che da queste non si possa prescindere quando si sceglie di raccontare agli adulti una parte della Storia che ha messo a nudo le mostruosità dell'animo umano, ma d'altronde era evidente già dalle ricette di cucina che il romanzo non si rivolge a un pubblico troppo pretenzioso, bensì a uno facile all'emozione quando si tratta del Grande e Vero Amore della Vita che Non Conosce Confini Temporali né Spaziali.
I personaggi sono banali e scontati come ogni altro elemento del libro. Hope, la protagonista, è una donna dal carattere estremamente debole ed emotivo, nonostante tutti nel romanzo si ostinino ad affermare il contrario: lascia che tutto nella vita le scivoli accanto, il matrimonio, la pasticceria, il rapporto con la figlia, quel tipo di persona estremamente passiva che non agisce finché non può farne a meno. La figlia Annie è il prototipo dell'adolescente in crisi, scorbutica e aggressiva ma che nasconde il classico cuore d'oro. Il marito Rob è uno dei due unici personaggi tratteggiati negativamente in una storia in cui tutti, protagonisti e comparse, hanno qualcosa di buono da offrire e sono sempre pronti a dare una mano: ha infatti preferito alla moglie una ventiduenne di nome Sunshine, che ha precisamente le facoltà intellettive suggerite dal suo nome - per risultare un personaggio più scialbo della protagonista non poteva che essere colmo di difetti. Gavin, il giovane ventottenne tuttofare misteriosamente interessato alla protagonista, oltre ad avere dei bei pettorali starebbe benissimo insaccato in un saio, così pronto com'è a dispensare aiuto, comprensione e buoni consigli disinteressati a tutte le persone che lo circondano. Rose, la nonna, è forse il personaggio meglio approfondito del romanzo, chiusa com'è nel suo senso di colpa per aver rinnegato le proprie origini e per essersi confezionata una nuova vita lontana dalle brutture del passato.
Anche la storia non ha nulla di originale: se pure la ricerca delle radici di famiglia e della memoria storica è uno spunto che in un romanzo può condurre ai risultati più interessanti e variegati, nella storia di Rose c'è ben poco d'inaspettato, e di notevole c'è solo il tema della sua malattia degenerativa che rischia di uccidere per la seconda volta la sua famiglia, cancellandone il ricordo senza che sia stato tramandato ai discendenti. Anche il tema della sapienza femminile trasmessa alla discendenza nella classica linea nonna-figlia-nipote (anche se in questo romanzo la figlia ne è estranea ed è piuttosto la pronipote a continuare quella linea) è interessante: nel libro della Harmel tale sapienza è la pasticceria, che dalla Polonia alla Francia agli USA trasmette un nascosto messaggio di fratellanza tra la cultura ebraica, musulmana e cristiana. Sarebbe stato meglio però evitare le ricette di cucina.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Finché le stelle saranno in cielo
  • Titolo originale: The Sweetness of Forgetting
  • Autore: Kristin Harmel
  • Traduttore: Sara Carafini
  • Editore: Garzanti
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Narratori Moderni
  • ISBN-13: 9788811684114
  • Pagine: 363
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 16.40 Euro 

12 aprile 2012

Un diamante da Tiffany - Karen Swan

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I Contenuti

New York, Parigi, Londra: quale sarà la città per iniziare una nuova vita? Cassie ha appena lasciato il marito, dopo aver scoperto la terribile verità su un matrimonio che pensava perfetto. Sa che è il momento di voltare pagina e ricominciare. E allora, quale migliore aiuto di quello che possono offrirle le sue preziose amiche d'infanzia? Kelly, Anouk e Suzy, brillanti, alla moda e vitali, sono pronte a ospitarla e a farle vivere l'atmosfera glamour della Grande Mela, la passione e la seduzione della Ville Lumière e la frenesia londinese. In un viaggio alla scoperta di una se stessa che non conosceva, Cassie vivrà le esperienze più diverse: lavorerà con acclamati stilisti newyorkesi e parigini, poserà per un quotato fotografo, prenderà lezioni di cucina da un famoso chef e organizzerà matrimoni. Ad attenderla, al suo arrivo in ogni città, c'è una strana lista di cose da fare... Qualcuno che conosce da tanto tempo la compila per lei. Qualcuno che le fa trovare una sorpresa speciale sotto il grande albero di Natale nello scintillante negozio di Tiffany. Qualcuno che le regala dei semi di fiori, ogni volta diversi, da piantare e far crescere, come in un romantico messaggio cifrato. Il destino ha in serbo per lei la tanto attesa scatolina blu? E se un giorno il passato lasciato alle spalle dovesse all'improvviso tornare?

La Recensione

Tra tutti i chick lit che mi è capitato di leggere, questo forse è il più grazioso e divertente. Gli elementi tipici di questo genere ci sono tutti, dal primo all'ultimo: la protagonista trentenne di buona estrazione sociale, le amiche in carriera, l'amico gay, la relazione finita e quella inaspettata, il bello e non proprio impossibile, l'amore che sorprende, le gaffe epocali, i contrasti e le riappacificazioni, la morale dell'essere e non dell'apparire, la fiducia nell'Amore con la A maiuscola. Quello che lo distingue tra i tanti è però lo spunto particolare della ricerca di sé in giro per il mondo.
Cassie si riscopre e impara a conoscersi infatti grazie alle amiche del cuore, che la ospitano a turno e che fanno a gara per trasformarla in donna alla moda, sofisticata ma in sintonia con il mood unico delle città in cui vivono. E le stesse New York, Londra e Parigi assumono un ruolo concreto, così vitali e vere che è impossibile non respirarne l'aria caratteristica; non sono descritte con luoghi comuni ritriti, ma con la passione e la curiosità di chi ci ha realmente vissuto, anche solo per un po'.
Ho trovato divertente l'idea della lista di "cose assolutamente da fare" per ogni tappa del viaggio, come anche i semi misteriosi: entrambi gli spunti mostrano come tendiamo a concentrarci su ciò che già sappiamo, anziché soffermarci a guardare i dettagli, i particolari che spesso sfuggono all'occhio distratto.
Lettura consigliata sicuramente alle amanti del genere, ma anche a chi cerca un po' di svago tra un testi più seri.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Un diamante da Tiffany
  • Titolo originale: Christmas at Tiffany's
  • Autore: Karen Swan
  • Traduttore: R. Visconti
  • Editore: Newton Compton
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 9788854136519
  • Pagine: 512
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

30 marzo 2012

Segreti - Irene Pecikar

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I Contenuti

Quattro giovani donne. Quattro storie d’amore e di vita fuori dagli schemi tradizionali. La nascita di una profonda amicizia che legherà i loro destini, intrecciando le loro vite. Amori, segreti e tradimenti e la capacità di rimettersi in gioco in una spirale di passione. La vita insegna a non fermarsi all’apparenza.

La Recensione

Le vite di quattro giovani donne si intrecciano in una piccola cittadina del Friuli, quattro vite lontane tra loro che nonostante le differenze trovano rifugio in una profonda amicizia. L'intreccio è ben vivo nelle pagine del romanzo, con un quartetto di voci che si alternano nel narrare la propria storia, talvolta riprendendo da diversi punti di vista uno stesso dettaglio, talaltra facendo luce su retroscena che solo la protagonista del caso potrebbe conoscere.
Leyla, Eva, Alessia e Sara sono diversissime tra loro: la prima sposata con un giovane musulmano, la seconda madre divorziata, la terza traumatizzata da un incidente, l'ultima protagonista di un amore scandaloso. Le loro scelte di vita fanno discutere e non sono immuni da difficoltà di ogni sorta. In comune hanno un grande entusiasmo e una fede sincera nell'amore, nonostante la vita con loro non sia sempre stata benevola.
I temi toccati colpiscono per la loro durezza, eppure Pecikar li affronta con garbo e delicatezza. Forse la storia di Alessia avrebbe meritato maggiore spazio: il suo racconto inizia nel momento del "ritorno alla vita" dopo l'incidente che gliel'ha stravolta, eppure si sente il peso di un enorme non detto, come se questo stravolgimento venisse liquidato in due parole. Certo, non è questo il fulcro della sua storia, che meriterebbe sola un romanzo intero.
Qualche incertezza di lessico e refusi sparsi qua e là non fanno sentire troppo la loro presenza, nascosti da una trama avvincente e scorrevole. I personaggi, sia quelli primari che quelli di secondo piano, sono ben tratteggiati senza che alcuno rubi la scena agli altri: le loro scelte sono coerenti con la vita reale, rendendoli così credibili e concreti.
L'indagine dell'autrice non scende eccessivamente in profondità: da un lato, si sente la mancanza di contenuti più corposi, anche a livello di numero di pagine, dall'altra si apprezza un romanzo leggero e gradevole che altrimenti avrebbe potuto trasformarsi in un dramma colossale.

Giudizio:
 +3stelle+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Segreti
  • Autore: Irene Pecikar
  • Editore: Edizioni R.E.I.
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN-13: 9788897362357
  • Pagine: 154
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9.90 Euro

07 marzo 2012

Amore, zucchero e cannella - Amy Bratley

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I Contenuti

Juliet aspetta da una vita questo momento. Finalmente una casa da dividere con Simon, un vero e proprio nido d'amore pieno di piante di cui prendersi cura e invaso da profumi di torte appena sfornate. Ma il sogno è destinato a svanire: la prima notte nel nuovo appartamento, Juliet scopre che Simon l'ha tradita con la sua migliore amica. Il suo cuore è a pezzi, il dolore insopportabile, quella casa tanto desiderata d'improvviso è ostile. Niente pare esserle d'aiuto. Finché un giorno, rovistando tra le scatole ancora da aprire, Juliet s'imbatte nei vecchi libri della dolce nonna Violet, con cui è cresciuta dopo che la madre l'ha abbandonata. In quelle pagine ingiallite, ricche di preziosi consigli e piene di appunti, Juliet sembra trovare il conforto di cui è in cerca: forse lì c'è quel che serve per tornare ad amare la sua nuova casa e a curarla come avrebbe fatto un tempo sua nonna, ricette segrete per dimenticare ai fornelli chi l'ha fatta soffrire, o tanti modelli di carta che attendono solo le sue mani, per trasformarsi in splendidi foulard, copricuscini, grembiuli pieni di pizzi. Ma un giorno, nascosta tra quelle pagine degli anni Sessanta, Juliet trova una lettera. Una lettera che parla di qualcuno di cui lei ignorava l'esistenza... Il passato sembra riaffiorare e portare con sé un alone di mistero. E se riviverlo fosse l'unico modo per ritrovare se stessa e lasciarsi andare a un nuovo amore?

La Recensione

Anche le librerie sono soggette alla moda: ultimamente vanno la cucina, che un po' è un evergreen soprattutto in Italia, i segreti, i libri misteriosi. Questo romanzo si sarebbe prestato al gioco, potendo sfoggiare un titolo come "Il libro delle ricette segrete della nonna" o "Il libro dei segreti della casalinga" - questo avrebbe anche richiamato il titolo originale, ma i misteri del marketing sono imperscrutabili.
"Amore, zucchero e cannella", quindi, invogliano la casalinga annoiata all'acquisto di quella che promette essere una storia di cuore tra i fornelli. Promessa ribadita anche dalla trama, che stuzzica la curiosità con un misterioso libro di ricette per la casa, collezionate dalla nonna della protagonista, che avrebbero reso splendente la dimora e risanato un cuore spezzato: rispetto agli altri romanzi leggeri, questa sembra una caratteristica interessante e originale.
Libro in mano, immaginavo un excursus tra soluzioni casalinghe di una volta, consigli per le pulizie, ricette particolari dal profumo antico. Che delusione, però! Le mie aspettative alimentate dalle promesse di cui sopra si sono miseramente infrante di fronte a un nulla di fatto.
Il libro di nonna Violet ha un ruolo da comparsa, nominato qua e là, ma mai veramente mostrato. Ci sono sì delle citazioni da riviste d'epoca all'inizio di ogni capitolo, ma non sono altro che note di colore decontestualizzate, che gran poco hanno a che vedere con il tema trattato nelle pagine che introducono.
Di zucchero e cannella nemmeno l'ombra, poi - e qui mi chiedo da dove diavolo abbiano pescato un titolo del genere.
È in casi come questo che vorrei esistesse il diritto di recesso anche per i libri...
Riguardo al romanzo in sé, rientra nella chick-lit più canonica: una giovane appena ventenne con un super-lavoro ambitissimo si ritrova single. Intervengono l'amica del cuore con problemi altrettanto gravi di quelli della protagonista, la parente stramba (in questo caso la prozia), un passato doloroso, genitori decisamente non nella norma (in questo caso c'è solo la madre degenere), un capo fascinoso ma stronzo, un nuovo amore giustamente contrastato. Gli ingredienti sono miscelati con cura ma senza troppa originalità, ravvivati da un pizzico di umorismo che non brilla particolarmente.
I personaggi sono per lo più stereotipati e sacrificati all'evoluzione della trama, che va dove deve andare senza uscire dai binari. Due di essi si contendono la palla per la migliore occasione persa: nonna Violet, che rivive malamente nei ricordi della nipote, e Rosie, nota solo per nome e per foto, ma avrebbe meritato molto, molto di più.
I refusi non si contano, gettando un'ombra di sciatteria sul tutto: si potrebbe soprassedere dato il prezzo vantaggioso del romanzo, ma io esigo sempre il meglio, anche per 9,90 euro.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Amore, zucchero e cannella
  • Titolo originale: The Girl's Guide to Homemaking
  • Autore: Amy Bratley
  • Traduttore: G. Pandolfo
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 9788854135741
  • Pagine: 347
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 9,90 Euro
 

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