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20 ottobre 2013

Enfer - Fabrizio Corselli

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I Contenuti

Parigi, 1793. Rinchiuso presso la prigione di Stato della Conciergerie per l'omicidio della giovane Heléne Dubois, il libertino Alexandre Morel attende l'esecuzione della propria condanna a morte. Inesorabili trascorrono i giorni in piena solitudine, finché l'inaspettato incontro con Madeleine, una ventenne prostituta, non conquisterà di lui l'anima più nera, riportando alla luce quella profonda vena creativa che ha sempre caratterizzato la sua cupa indole di poeta crudele. Dopo il primo giorno, frequenti diventano le visite di Madeleine presso le carceri durante la notte. Una serie d'incontri che si trasformeranno, via via, in una relazione dai toni sempre più audaci e altresì feroci, contesi fra ardite trasgressioni e indicibili vizi. Madeleine sta per aprire i cancelli degli Inferi attraverso un'esperienza che la vede non più come chi consola gli animi dei condannati a morte bensì, ella stessa, come carnefice. Chi, alla fine, fra i due amanti vestirà i panni dell'inquisito e dell'inquisitore, in un torbido gioco d'amore che va consumandosi lentamente all'interno di quella prigione, come nel perpetuo tormento di una bolgia infernale?

La Recensione

Giudicare opere poetiche è sempre un compito arduo, motivo per cui per questa recensione non verrà applicato un giudizio in stellette. Molto più che la narrativa, la poesia è riflesso dell'animo dello scrittore, e il modo in cui colpisce o meno il lettore dipende spesso dalla sensibilità di quest'ultimo. Non che ciò svincoli il poeta dall'aspetto stilistico, che rimane sempre e comunque imprescindibile: si compie spesso l'errore di credere che la poesia rifugga da schemi teorici e regole formali, cosa che si traduce nell'esistenza in Italia di diverse migliaia di poeti improvvisati. 
Fabrizio Corselli, già autore del poema fantasy Drak'kast, improvvisato certo non è: insegna composizione poetica, organizza progetti didattici volti a promuovere la poesia nelle scuole, è curatore editoriale di una collana di haiku, ha una lunga storia di opere poetiche pubblicate a tema mitologico, epico, fantastico. Enfer, una delle sue ultime fatiche, rappresenta un'incursione nel campo dell'erotico d'ispirazione libertina. 
Figura molto in voga in Inghilterra e in Francia nel XVIII secolo, il libertino non è solo l'incarnazione della più sfrenata libertà e perversione sessuale, si fa anche bocca della verità assoluta e senza orpelli e dell'onestà di non negare le pulsioni primarie presenti in ogni uomo («L'educazione e la morale sono le nostre più acerrime nemiche», verga il narratore e protagonista dell'opera). Nella Parigi del 1793, Alexandre Morel attende in una cella della Conciergerie che venga eseguita la sua condanna a morte per aver assassinato la sua giovane amante Heléne: suoi sono i versi di Enfer, che descrivono con vividezza gli amplessi e le torture inflitte alla docile Madeleine, prostituta che proprio alla Conciergerie è solita andare a offrirsi ai condannati. Quella di Madeleine è una vera e propria «discesa all'inferno», la capitolazione completa alla volontà del suo amante celato da una maschera veneziana, in un crescendo di lussuria e brutalità che culmina in un prevedibile apice. 
Enfer è una silloge tematica che mescola diversi generi: dalla prosa all'epistola, con un'ovvia e netta predominanza per la poesia, declinata in varie forme. Se si esclude una certa ridondanza che si riflette nel ripetersi di alcune scene - con ben poche varianti - nel corso dell'opera, si tratta di un'opera matura (in entrambi i sensi) in cui s'intrecciano i motivi romantici di eros e thanatos in un'atmosfera nera che ben restituisce il buio Settecento francese. Si notano metodo e rigore nella composizione poetica, nonché conoscenza della materia, precisione di linguaggio e coraggio di trasgredire (particolarmente vivide e coraggiose le parole «La sua leggerezza è per me forza, linfa vitale;/ se solo fosse stato Cristo un libertino, ah, sì,/ avrei abusato ancora e ancora della sua corona/ come del suo ano, fino a moltiplicarne/ i piaceri più smodati al pari di pani e di pesci»). La scelta di temi scabrosi e la puntualità con cui vengono affrontati ne fanno un'opera che, in un'epoca in cui Cinquanta sfumature è considerato un romanzo erotico e trasgressivo, potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno.

Giudizio:
n/a

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Enfer
  • Autore: Fabrizio Corselli
  • Editore: Ciesse Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Blue
  • ISBN-13: 9788866600800
  • Pagine: 80
  • Formato - Prezzo: Brossura - 8,00 Euro

10 ottobre 2013

The Vincent Boys - Abbi Glines

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I Contenuti

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero. Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits. Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere... Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...

La Recensione di Romi Blanche

Confesso che il timore nell'accettare di recensire questo libro era dovuto al fatto di ritrovarmi faccia a faccia con Dawson, Joey e Pacey, protagonisti del famosissimo telefilm di fine anni 90 intitolato "Dawson's Creek", in versione però moderna e spregiudicata. Temevo di non riuscire a reggere il colpo e già proiettavo la mia mente a vivere un altro teen drama in piena regola, con l'aggiunta del sesso spregiudicato fra adolescenti, non semplice da digerire insomma. In effetti la somiglianza c'è, i tre protagonisti di "The Vincent boys", si frequentano fin da bambini, si vogliono bene e si conoscono alla perfezione, tutte cose già viste, indubbiamente. Ciò che di positivo ha questa somiglianza è che se avete amato Dawson's Creek, non potrà non piacervi anche il libro di Abbi Glines.
Fra tutte le pubblicazioni uscite quest'anno, di genere erotico, confesso che solo le avventure di Ashton, Beau e Sawyer hanno catturato la mia attenzione. L'autrice ha uno stile di scrittura moderno, con un buona alternanza di sostantivi e aggettivi (come invece non accadeva con le 50 sfumature di grigio). 

Certo, parliamoci chiaro, non stiamo parlando di Vladimir Nabokov, padre del celeberrimo "Lolita", non siamo a livelli di scrittura alta o aulica: rimaniamo in un lessico semplice, diretto e immediato, e questo secondo il mio modestissimo parere è già un vantaggio. La narrazione scorre veloce, così come le azioni dei personaggi, e ho trovato davvero buona la capacità dell'autrice nel sincronizzare linguaggio verbale e azioni dei protagonisti; mi spiego meglio: come ho scritto, dal momento che il libro ha un lessico semplice, la narrazione scorre altrettanto velocemente, e altrettanto veloci sono gli eventi che si succedono. Mentre infatti Sawyer si trova fuori città in campeggio con la sua famiglia, Ashton soprattutto e poi Beau, non perdono certamente tempo per "riavvicinarsi", proprio come potrebbe succedere a due diciassettenni innamorati. E' davvero stimolante l'accoppiata accadimenti/stile narrativo adeguato, ed era un bel po' che in questo genere di pubblicazioni non la riuscivo a trovare, mi annoiavo già alla cinquantesima pagina. Abbi Glines ha scritto un libro per adolescenti, con un linguaggio indubbiamente adolescenziale, e mi spiace ma non ho nulla da recriminarle in questo, anche perché fino a oggi, rispetto alle pubblicazioni uscite nel 2012/13, è l'unica che ha reso il lessico pertinente alla scena.
Ho letto qualche recensione in cui si metteva in discussione l'uso di parole stupide e sboccate usate dall'autrice durante le scene sessuali fra Ashton e Beau. Io non sono d'accordo: trovo quelle parole adatte ai due adolescenti descritti nel libro, in particolare adatte a un personaggio, come Beau, cresciuto senza padre e con una madre molto discussa per via delle sue presunte abitudini sessuali. Cosa ci si può aspettare da un personaggio del genere? Che usi soltanto parole adatte a una ragazzina vergine o, al contrario, che si differenzi dal cugino perfetto e che diversamente da lui sia sboccato e maleducato? Devo però, proprio per dovere verso l'universo femminile, porre l'accento su due termini che mi hanno lasciata un po' basita, non tanto per la loro sfrontatezza, quanto per il ridicolo ricorso a termini quali "buchino" o "patatina": che Beau si riferisse agli organi sessuali di Ashton perché essendo una vergine aveva tutto ancora ben "stretto"? Ecco, imbarazzante è questa mia affermazione quanto ridicolo il ricorso a tali vezzeggiativi, che rimangono in ogni caso a uso di moltissime persone, e proprio per questo non del tutto passibili di giudizio negativo.
Indubbiamente, leggendolo a trent'anni anni vi verrà da sorridere, ma nemmeno troppo se pensiamo a quanto è cambiato oggi il linguaggio fra adolescenti. Le scene di sesso sono coinvolgenti, sfrontate e piene di ormoni infuocati, badate bene, con preservativo al seguito, il più delle volte, almeno. Alcune pagine del libro, devo ammetterlo, sono sicuramente strane o almeno poco credibili, come l'episodio che vede coinvolti Ashton e Beau, dove lei, come se fosse ipnotizzata da qualcosa di non ben definito, si avvicina a lui accarezzandoli il petto, per rendersi conto di quello che sta facendo solo una manciata di minuti dopo. Ritengo molto poco realistico un accadimento del genere, se non sotto droghe, direi. I personaggi presentati sono ben caratterizzati, l'autrice lascia diverse cose in sospeso ma questo credo sia perché è solo la prima di due pubblicazioni. Ashton è indubbiamente una protagonista indecisa e molto insicura, caratteristiche che accompagnano la sua crescita personale fino a portarla ad una consapevolezza e maturità alla fine del libro, pur conservando l'atteggiamento del "un piede in due staffe" che mi ha ricordato moltissimo Bella, la protagonista della saga Twilight. Il fattore "dolore", ben presente in tutte queste pubblicazioni a carattere erotico, è esorcizzato dalla scrittrice attraverso il ricorso al sesso, discutibile ma assolutamente accettabile; quando infatti la protagonista femminile perde la nonna, unica figura nel libro a conoscere davvero la sua personalità ribelle (oltre a Beau), Ashton decide di "esorcizzare" questa morte andando a letto con Beau. Ora, scelta assurda o possibile alternativa al dolore? Non sta a me giudicarlo, ma è mio compito affermare che, per quello che ho visto, nella vita c'è anche questo genere di "medicina", non me la sento perciò di etichettare la scena come assurda.
Un libro leggero, a tratti infantile, appassionato e coinvolgente, il regalo perfetto per chi vive i primi amori, la lettura adatta per chi ha nostalgia del passato e non pretende molto da una lettura dal sapore estivo. Diciamo che fra tutte le trovate commerciali che ho avuto il dispiace di leggere, questa è quella che sa far bene il suo lavoro.

Giudizio:
+3stelle+

La Recensione di Valetta

Sinceramente non so nemmeno da dove partire nel commentare questo libro.
Possiamo cominciare col dire che non è per niente chiaro perché venga classificato come "New Adult": non ci sono adulti qui e sicuramente non c'è nulla di nuovo.
Ciò che abbiamo è l'ennesimo triangolo amoroso tra diciassettenni con la brava ragazza contesa fra il ragazzo perbene e il "bad boy" del paese. Peccato che Sawyer più che un ragazzo per bene non sia altro che un bigotto mentre Beau si è guadagnato la fama di scapestrato semplicemente per il fatto di bere birra, far sesso con la fidanzata e giocare a biliardo nel pub dove la madre fa la cameriera. E qui l'autrice dà alla storia un vero e proprio colpo di classe: la madre di Beau è cameriera in un bar (e naturalmente risponde allo scontatissimo nome di "Honey")per cui può automaticamente essere classificata come zoccola.
Riassumendo: visto che Beau vive in una roulotte con la madre cameriera mentre il padre, noto buono a nulla, è morto da tempo la città non può che considerarlo un tipo pericoloso, in quanto "macchiato dal sangue del padre" e proveniente da un "cattivo seme", come ci ricorda più volte il predicatore del villaggio (che ovviamente è anche il padre della protagonista). Alla faccia della solidarietà cristiana.
Chiude il triangolo la gatta morta Ashton, la quale dopo un'infanzia passata a comportarsi da maschiaccio decide senza apparente motivo di doversi trasformare nell'ideale della brava ragazza che, nella mentalità medievale di Sawyer significa sorridere sempre, essere remissiva e naturalmente evitare il sesso come la peste.Il cuore del romanzo si sviluppa quindi attorno a questa ridicola battaglia interiore in cui Ashton si sforza di conformarsi ad un ideale di perfezione mentre in cuor suo vorrebbe solo divertirsi come qualsiasi altra ragazzina. Ma non temete, la battaglia ha vita breve: basta che Sawyer lasci la città per un paio di settimane perché Ashton butti alle ortiche le aspirazioni di beatificazione e conceda le sue grazie al bel Beau.
Seguono a questo punto una decina di capitoli del trito "ti amo ma non posso stare con te", condito con il "dramma" derivante dal fatto che i due contendenti sono cugini e amici fraterni e da un colpo di scena finale talmente infimo da suscitare più di una risata.
Il tutto scritto nello stile di una quattordicenne che ha visto troppe puntate di Gossip Girl, con la protagonista femminile perennemente urlante "OH MIO DIO" in caratteri cubitali e i due ragazzi che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti, adeguati a cavernicoli quali sono.
E non dimentichiamo l'immancabile figura della adorata nonna che, come capita sempre in questo tipo di racconto, è la migliore amica e confidente della nostra Ashton e dimostra di avere una mentalità molto più aperta dei rigidi genitori, praticamente spingendola fra le braccia del bel Beau perché "comportarsi bene è noioso". 

Eh no, cara Abbi Glines, sei tu ad esser noiosa. Quello che ci hai rifilato non è solo un pessimo romanzo, è una pessima storia d'amore con personaggi e situazioni stereotipate fino all'estremo, assenza totale di profondità psicologica e nemmeno capace di riscattarsi nelle scene di sesso, totalmente prive di sensualità e abbastanza dozzinale. Se non sapessi che le autrici di YA ci hanno finora abituati a protagoniste di una virginalità monastica mi chiederei qual è la causa di tanto scalpore.
A voler esser generosa definirei The Vincent Boys un "Harmony" per teenagers di cui le teenagers (e non solo loro) potevano tranquillamente fare a meno.

Giudizio:
+1stella+


Dettagli del libro
  • Titolo: The Vincent Boys
  • Titolo originale: The Vincent Boys
  • Autore: Abbi Glines
  • Traduttore: Manuela Carozzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Chrysalide 
  • ISBN-13: 9788804629733
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

23 febbraio 2013

A nudo per te - Sylvia Day

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I Contenuti

Lei è Eva Tramell, giovane neolaureata che sta per iniziare il suo primo lavoro in un'importante agenzia pubblicitaria a Manhattan. Lui è Gideon Cross, carismatico e affascinante uomo d'affari, proprietario dell'agenzia e del lussuoso palazzo in cui entrambi lavorano. Quando si incontrano, l'attrazione tra loro è istantanea e irresistibile, di quelle che non lasciano scampo. Gideon desidera Eva sopra a ogni cosa, ma rifiuta qualunque coinvolgimento sentimentale, perché non vuole mescolare sesso e amore. Eva, dal canto suo, è travolta da una passione che non pensava avrebbe mai provato, ma non accetta di farsi trattare come un semplice oggetto del desiderio o una trattativa d'affari da portare a termine rapidamente e con successo, cosa a cui lui è abituato da sempre. Entrambi devono fare i conti con un passato difficile e tormentato, e quando inizia a farsi strada un sentimento più profondo, le barriere che hanno faticosamente costruito negli anni per proteggersi rischiano inevitabilmente di crollare. Sullo sfondo della New York sfavillante dell'alta finanza, dove apparenza e ricchezza contano più di ogni altra cosa, Eva e Gideon sono costretti a mettersi totalmente in gioco e a lasciarsi andare alla loro ossessione. "A nudo per te" è il primo romanzo della Crossfire Trilogy

La Recensione

Ho intravisto questo libro circa due mesi fa, se non ricordo male, in una libreria Arion di Roma. Faceva bella mostra su una pila di libri dello stesso genere ed era immancabilmente accostato all'ormai celeberrimo Cinquanta sfumature di grigio. L'ho preso e sfogliandolo ho deciso di non comprarlo perché mi sembrava molto simile nello stile al suo amichetto uscito tempo prima. E' stato dopo un altro mese che ho pensato, ritrovandomelo sotto il naso di nuovo, che leggerlo era quasi un dovere. Io leggo quasi tutto, (gli horror proprio non fanno per me), e se non avessi letto il nuovo libro di Sylvia Day non avrei potuto farmi un'opinione.
Sfogliando le prime pagine vi troverete davanti ai ringraziamenti che l'autrice fa a Pinco e a Pallino, fra questi spunterà anche la James, che secondo me avrebbe potuto benissimo farle causa per plagio: forse è per questo che la cara Sylvia ha messo le mani avanti. (Dai, questa era divertente). Qui non troverete un paragone fra i due libri erotici dell'anno, ma più semplicemente una critica all'ultimo uscito. Dico questo perché ho trovato diverse recensioni del libro, anche ben fatte, che però lo paragonano continuamente al romanzo della James_ in questo caso si tratta di discutere solo di A nudo per te, con qualche accenno a Cinquanta sfumature di grigio.
Vediamo nel dettaglio i punti deboli e quelli di forza del libro, iniziando da questi ultimi: nonostante la storia ricalchi fedelmente la trama della James, a differenza di quest'ultima è intrigante, almeno fino alla metà del libro. Il lettore è in qualche modo catturato perché la protagonista, Eva, è una donna sicura di sé e ricca, una protagonista che non si lascia dominare ma che tiene il protagonista maschile, Gideon, sulla corda per diverso tempo. I personaggi e le ambientazioni variano, il lettore non è annoiato, e la trama scorre con tranquillità. Sylvia Day non parla solo ed esclusivamente d'amore, ma inserisce tematiche varie fra cui l'amicizia e l'amore materno. Dimostra quindi di voler dare spessore al romanzo, che al contrario del libro della James risulta poco monotono in tutti i suoi aspetti. Le scene di sesso sono molto realistiche e varie. I luoghi, i momenti, le situazioni e le posizioni, intriganti e seducenti quel tanto che basta a farti arrivare a metà libro in due ore. L'autrice, furbescamente, ha saputo sfruttare l'onda del successo della sua collega, e stimolando la curiosità ormai sollazzata delle lettrici della James ha ricreato una storia simile a quella tra Ana e Christian.
Passando ai punti deboli: la volgarità. Non ho ancora ben compreso perché la cara Day abbia preferito usare il sostantivo "cazzo", piuttosto che "membro", "fallo" o che altro ne so io. Espressioni come voglio il tuo cazzo dentro impoveriscono il pathos della narrazione. Se stessimo parlando di un dialogo vocale sarebbe sicuramente fuori luogo dire "voglio il tuo fallo dentro di me", ma se io, scrittrice, stessi descrivendo una scena così calda e non volessi perdermi il lettore per strada, lo avvolgerei con il lessico, lasciando non detti alcuni termini che, per quanto calzanti, distraggono, lasciando la lettrice un po' spiazzata. Perché quest'osservazione sulla volgarità? Per il semplice motivo che la nostra Eva Tramell passa da un oh, come vorrei che anche lui provasse qualcosa per me a, dopo trenta secondi, scopami, dammi il cazzo come se non ci fosse un domani. Mi sfugge qualcosa? Eva è bipolare? L'uso di questi termini così forti è talmente in contrasto con quello che pensa la protagonista che alle volte mi sembrava si stesse parlando di due persone diverse. Inoltre Eva si "innamora" di lui troppo velocemente, errore che accomuno anche alla James: entrambe spezzano l'emozione dell'innamoramento arrivando subito al pathos amoroso, vanno di corsa, sembra che dal giorno alla notte queste donne si scoprano follemente innamorate. Quando lo sappiamo tutti di cosa sono innamorate dopo cinquanta pagine.
Ancora: un calderone di tematiche. Nel romanzo (e siamo solo al primo, non voglio immaginare gli altri) si affrontano le tematiche di: amore, stupro, sesso, amicizia, rapporto malato con i genitori. Se questi temi fossero affrontati in un libro con una trama diversa lo accetterei, ma visto che chi compra A nudo per te sa già che cosa aspettarsi, e cioè un libro che parla di sesso e di un uomo di potere che ha solo una cosa in testa; la protagonista lo aiuterà a riemergere dalla melma che avvolge il suo passato e lui capirà quanta paura si nasconde dietro il suo timore di un rapporto sano. Qui le cose sono ben diverse: sono entrambi psicologicamente provati e a tratti disturbati, e un libro che dovrebbe essere un innocuo passatempo ti regala frasi tipo: e lui, per evitare che parlassi, spezzò il collo del mio gatto e me lo lasciò sul letto. Sono inorridita. Non serviva, Sylvia, non serviva proprio.
E dopo averci riempito la testa con i loro problemi, ecco che l'autrice pensa bene di inserire il classico siparietto a tre, dove la terza donna è innamoratissima del nostro supermegafantasmagorico Gideon. Banalità... un elemento imprescindibile. Non bastava il gatto morto? Lo stupro ripetuto per anni e anni ai danni di Eva o l'immagine di Gideon che si sveglia in piena notte facendosi una sega indemoniata e rischiando di staccarsi l'uccello? Serviva anche la terza donna, Sylvia? Anche stavolta, non serviva, suvvia. 
Arriviamo quasi alla fine e Gideon, il nostro uomo tanto fragile e tanto, ma tanto figo, le fa capire che è un dominatore. Ma come, alla fine? Che senso ha buttare là una cosa così importante quando, nel corso della storia, questo piccolo fatto non è mai emerso? Mi sembra di dover ribadire il concetto del calderone. Troppe cose, troppa confusione. 
Finiamo in bellezza narrando la vicenda che vede protagonista il migliore amico di Eva, anche lui molto problematico e vittima di un passato poco piacevole. Che questo ragazzo abbia dei costumi sessuali espliciti ce lo dice la cara Sylvia fin dalle prime pagine, ma che arrivi alla fine del libro a prendere parte a un'orgia con il rischio di causare problemi alla sua migliore amica e salvatrice, è altra verdura al nostro minestrone contenuto nel calderone. 
Che dire, già, che dire. Leggerò il secondo e non vi dirò di non leggerlo perché, Moccia a parte, ho letto molto di peggio, e questo in tutta onestà si fa leggere. Escludiamo la banalità, la tristezza nel vedere come le donne raccontano le donne in alcuni libri, e la semplicità di linguaggio. Il mio umilissimo parere è stato abbondantemente sviscerato, a voi la scelta di leggerlo o meno. 
Sylvia Day è una scrittrice molto prolifica, dei suoi romanzi, solo quelli in puro stile Harmony sono stati tradotti in italiano al momento. Indubbiamente potremmo avere delle piacevoli sorprese leggendo qualcosa di diverso scritto dalla sua penna.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Romi Blanche

Dettagli del libro
  • Titolo: A nudo per te
  • Titolo originale: Bared to you. The Crossfire Trilogy. Vol. 1
  • Autore: Sylvia Day
  • Traduttore: Zucca S.
  • Editore: Mondadori  
  • Data di Pubblicazione: 2012 
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804625346
  • Pagine: 334 pagine
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,90 (disponibile anche in ebook a € 6,99)

13 agosto 2012

Cinquanta sfumature di grigio - E.L. James

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I Contenuti

Ana, diplomanda ingenua e sprovveduta, e Christian, ricco imprenditore fascinoso, si intrattengono in una torbida relazione dai risvolti sadomaso.

La Recensione

In testa alle classifiche da tempo, lodato quanto criticato, sta ahimé diventando un caso editoriale. Madonna disse "che ne parlino bene o male, purché ne parlino" - e questo parlare non fa altro che aumentare la curiosità anche dei più immuni ai "casi editoriali" e alle fascette che strillano l'ennesimo successo del passaparola. Con me la curiosità ha avuto la meglio come in quegli scienziati che provano su di sé le proprie teorie, sprezzanti del pericolo: ho scelto di immolarmi, di sacrificare il mio tempo (poco) per evitare che altri incappino nella mia stessa tentazione - ma temo di non fare altro che il gioco del marketing, scrivendone male e nonostante ciò aumentare la curiosità dei lettori della Stamberga. Spero vivamente non sarà così. Oscar Wilde diceva che ogni libro letto è una notte d'amore in meno, e io aggiungo "che ne valga almeno la pena". Queste "Cinquanta sfumature di grigio" (CSG da qui in poi) non valgono di perdere nemmeno un bacio: spiegherò perché, avvertendo che ci saranno anticipazioni sulla trama.
Cominciamo dal fatto che CSG è nato come fanfiction di Twilight: dovrebbe essere sufficiente come deterrente, ma forse ci vuole di più.
Proseguiamo con i personaggi:
Ana, l'altra ego di Bella, così identica da sembrare la sua gemella separata alla nascita: castana, con i capelli indomabili, autostima ai livelli della Fossa delle Marianne, incredibilmente goffa. Ha 21 anni e potrebbe essere la degna protagonista del sequel di "Mai stata baciata": va bene, un paio di bacetti li ha dati, ma poi stop. Quindi sì, signori, è vergine, degno frutto della letteratura per giovani adulti contemporanea, in cui, strano ma vero, gli ormoni e i bollenti spiriti vengono sopiti in nome di un Bene Supremo. In realtà Ana pare abbia scansato qualsiasi occasione di contatto, negandosi ai compagni di scuola interessati - snob che non è altro. Poi arriva Lui, Mr. Impossibile, su cui letteralmente frana addosso, e amore fu. "Matto e disperatissimo", verrebbe da dire, tanto che da frigida disinteressata diventa la regina delle lenzuola (e non solo). Soffre di una personalità multipla e schizoide, con vocine che le urlano in testa, una "dea interiore" che assomiglia a Geany di "Strega per amore" solo più sporcacciona, e un subconscio che tanto "sub" non è. Segni particolari: il suo guardaroba contiene solo jeans e nonostante abbia un lavoro pagato, non è in grado di comperarsi un vestito decente. Preferisce rubarli alla sua coinquilina.
Soffre di una forma acuta di "sindrome della crocerossina", che neanche Candy Candy.

Christian Grey, altrimenti noto come "issimo": bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, cattivissimo, scostantissimo, misteriosissimo, sensualissimo, ecc ecc. Chissà se Oltreoceano esiste lo stesso prodotto per tingere in casa, fatto sta che è poco piacevole leggere "Mr Grey" e sentire l'eco automatica "ottimo direi". Da brivido.
Mr Issimo ha un vizietto, ovvero è dedito a pratiche sadomaso nelle vesti di Dominatore. Lui non fa l'amore, "f***e senza pietà". Eppure per Ana fa uno strappo alla regola. Lui non è interessato a relazioni tradizionali, lui vuole essere il Signore e vuole che la sua donna sia la sua Sottomessa. Eppure per Ana fa uno strappo alla regola. Lui non ha mai diviso il suo letto con una donna, se non per farci le "cose vastase", ma per Ana... sì, abbiamo capito l'antifona. Il massimo del romanticismo per lui è far firmare all'amichetta di turno un accordo di riservatezza. Riesce a provare qualche emozione solo tramite la violenza, fisica e verbale. Quel che si dice un principe azzurro, insomma.

Kate, coinquilina di Ana, detta Miss Altalena: di buona famiglia, vive in un appartamento acquistato dai genitori e dopo il diploma si trasferirà in un altro appartamento ancora concesso dai parenti. Ovviamente farà uno stage presso una testata giornalistica di grande prestigio, grazie ai contatti di paparino. Ovviamente farà colpo sul fratello meno ricco ma se non altro più normale di Christian. Riguardo a costui, dovrebbe schiarirsi le idee: prima è viscido, poi incoraggia Ana a lasciarsi andare ai propri sentimenti, poi lui non le piace, ma "Ana, è cotto di te", poi "è meglio se gli stai lontana", e così via. Al momento giusto, ovvero quando la sua presenza non è più richiesta, parte per Barbados, nota località turistica senza internet e senza telefono. Tanto valeva farla investire da un pirata della strada e lasciarla in coma qb.

José: ha un che del Jacob di Twilight, ma è decisamente insipido. Il suo unico ruolo è quello di ingelosire mr Grey.

L'ambientazione.
Le vicende si svolgono tra Portland e Seattle, ma avrebbero potuto essere Rockford e Chicago, o Roma e Fregene, non sarebbe cambiato di una virgola nel testo originale se non il nome delle città. Da notare che i genitori di Ana sono separati, che la madre abita in Georgia e che il nuovo marito si fa male, impedendo alla madre di essere presente nella vita della figlia. Mi ricorda qualcosa.

La trama.
"Una Cenerentola sadomaso", per dirla in tre parole. Oppure "un Twilight a luci rosse".
L'intreccio base dei romanzi d'amore è stato codificato secoli fa e non è più cambiato: lei, lui, tensione, amore, epilogo. Sta nella bravura dell'autore creare situazioni e storie che rendano unici questi tre ingredienti base: uova, zucchero, burro, farina. Dove alcuni sono riusciti in composizioni mirabolanti, vuoi per estetica, vuoi per sapori, E.L. James si limita a una quattro quarti, pure senza lievito.
Lei frana addosso a lui, scocca un'attrazione fatale reciproca. Ma Lui è così ricco, io sono una povera diplomanda sfigata. Lui passa a prenderla in elicottero, Lei è pronta a fiondarsi sotto le sue lenzuola senza troppe storie - storie che incredibilmente fa Lui, con l'accordo di riservatezza prima e le regole d'oro del Sadomaso poi, in 15 pagine di dettagli e pretese. Lei, anziché chiamare un taxi e chiedere asilo politico a Timbuctù, accetta di pensarci su e nel frattempo gli concede la propria virtù. (Scusate le rime)
Lui la copre di regali costosi, che Lei prontamente rifiuta per non sentirsi una donna di facili costumi.
Dopo qualche amplesso senz'infamia e senza lode, nei quali lei dimostra una bravura e una resistenza degne della regina del porno, e pratiche sadomaso ridotte a una sculacciata, un frustino e un flagello, arriva la crisi e l'epilogo del primo episodio.
Sì, perché all'improvviso Lei si rende conto che Lui ha qualche rotella fuori posto: difatti è normale che un uomo ti faccia firmare un contratto di riservatezza, come è normale che in casa abbia una stanza delle Torture in stile Inquisizione Spagnola, come è normale che si fiondi a casa tua per un messaggio incompreso o che conosca il tuo indirizzo sebbene non sia sull'elenco. È ancora normale che Lui ti voglia trasformata in schiava personale, costringendoti a rispondere sempre e solo "sì, signore", a costo di consumare sul tavolo del ristorante. Mettere nero su bianco ogni pratica sessuale concessa o no, ogni "limite", perfino le parole magiche per mettere fine alle torture, è normale. Nel momento in cui, però, Lei lo provoca pur sapendo di non doverlo fare, lo incoraggia nella sua perversione, addirittura gli concede di farle il massimo del male di cui è capace (anche se qui è lecito dubitare che una cinghiata sia il massimo del male che possa uscire dalla stanza delle torture, stipata di bastoni, verghe e fruste), subendo l'umiliazione senza interromperla con la parola magica, allora qui lui si rivela nel malato che realmente è. No, dico, svegliarsi prima pareva brutto?

Lo stile.
E. L. James deve senz'altro ignorare l'esistenza dei dizionari dei sinonimi e dei contrari. Mr Grey è "bello, bello, bello" (il termine compare almeno 60 volte nel testo), gli occhi di chicchessia sono sempre o colorati o "ardenti" (30 ricorrenze), le pudenda sono "proprio ".
Da segnalare la totale incapacità di suscitare empatia nel lettore. Gli unici brividi sono quelli provocati dalle scene a luci rosse, e non è detto che sia per l'argomento trattato - e se togliamo queste, tutto il resto non sta in piedi. A farla breve, ci sono Harmony scritti meglio (trovo che gli Harmony siano un'ottima compagnia nei viaggi in treno, ove il malcostume impone allo sventurato viaggiatore suonerie a tutto volume e conversazioni private a squarciagola - vedete voi la concentrazione che fine fa).
Se proprio non potete resistere alla tentazione di un bel romanzo rosa, con patemi d'animo, un po' di sesso e una trama davvero avvincente, consiglio la Woodiwiss, lei sì che almeno vale una notte d'amore in meno. E se invece volete qualcosa di veramente forte, non dimenticate il Marchese De Sade, noblesse oblige.

Considerazioni.
Da un romanzo del genere c'è di cui sentirsi profondamente offese - parlo al femminile perché al solito siamo noi del gentil sesso a subire.
La protagonista è disponibile a qualsiasi violenza pur di tenersi stretto il suo uomo: "devo fare buon viso a cattivo gioco e accettare qualsiasi cosa decida di volere, qualsiasi cosa decida di soddisfare". Perché l'amore guarisce ogni ferita, l'amore porta la luce alla tenebra, l'amore salva. E allora sculacciami, picchiami, ricattami, io sarò al tuo fianco e ti mostrerò cosa è l'amore.
Ana, tesoro, lui è in terapia da anni e ha ammesso di non conoscere altro amore che quello nato dalla sofferenza (altrui). No, io lo salverò!
Cara, lui è un approfittatore che se ne infischia della tua innocenza, ti prende la virtù senza capire il grande dono che gli stai facendo e ti ricatta con i suoi giochetti. No, io lo amo!
Bambina, tu sei diversa perché sei l'unica che non è una vera sottomessa e questo lo stuzzica, non è amore. No, lui è innamorato ma non lo sa!
CSG legittima il farsi usare dall'uomo, il diventare una pezza da piedi e come tale essere usata e poi gettata. Legittima il ricatto (se vuoi stare con me, queste sono le regole. Zì, badrone) e la violenza, non solo quella fisica ma anche quella psicologica. Legittima lo stalking, esplicito ma non meno invadente, e lo fa passare per interesse (Oh, che tesoro, è riuscito a rintracciare il mio cellulare fino in Georgia e ha preso una suite nello stesso hotel dove sto bevendo un drink con mammina: questo è ammore!).
Quello tratteggiato dall'autrice non è un vero rapporto sadomaso, è una relazione morbosa. Nel sadomaso i partner sono consenzienti, entrambi sanno cosa implica il gioco e quali siano le regole. Qui Lui ha un'infanzia traumatica e un'adolescenza di abusi (no, Lei non ha mai abusato di me, mi amava!) che sembrano giustificare la sua sessualità traviata - malata, vien da dire, sbagliando. E Lei, Lei fa la parte dell'innocente convinta del proprio libero arbitrio, quando libera non è. Certo si prende la sua parte di godimento, ma è una forzatura, è una violenza camuffata.
Ci sono già abbastanza donne che giustificano ogni schifezza con il bollino dell'amore, mancava solo un romanzo ad avallare gli abusi con la scusa del sadomaso.
Tremendo: come recitava un vecchio spot, "se lo conosci lo eviti". Evitatelo, ve ne prego.

Giudizio:
+1stella+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Cinquanta sfumature di grigio
  • Titolo originale: Fifty Shades of Grey
  • Autore: E. L. James
  • Traduttore: T. Albanese
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 978880462323
  • Pagine: 552
  • Formato - Prezzo: Brossura -  14,90 Euro

21 gennaio 2012

I peccati dei Borgia - Sarah Bower

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I Contenuti

Quando Violante, giovane ebrea di Toledo, parte per l'Italia nel 1492, non può immaginare i magnifici eccessi di cui sarà presto testimone. Sola e inesperta, fa il suo ingresso come dama di compagnia in una delle corti più fastose d'Europa: quella splendida e misteriosa dei Borgia. Diventata prediletta della bellissima Lucrezia, che la tiene sempre con sé, e innamorata di suo fratello Cesare, che ne farà la propria amante, la fanciulla gode dell'ambiguo privilegio di veder nascere gli intrighi più perversi, le vendette più feroci, i rapporti più lussuriosi di una famiglia celebre per aver fatto del potere, e del peccato, il proprio credo. Compreso il patriarca, Rodrigo Borgia, alias papa Alessandro VI, che mentre allunga le mani su Roma non si fa mancare i favori della stupenda, e giovanissima, Giulia Farnese. Ma a palazzo, in realtà, nessuno è come appare. Se le lussuose stanze celano una Lucrezia ignota a chi la ritiene soltanto una donna volgare e depravata, e se i mormorii su Cesare non possono svelare l'anima dell'uomo a cui Violante ha dato il cuore, quest'ultima, dal canto suo, nasconde più di un segreto: un passato con troppi lati oscuri, e una missione inconfessata...

La Recensione

Inizio la recensione dichiarandomi indecisa sull'inquadramento di questo romanzo in un genere. Non perché sia importante, ma perché mi è impossibile comprendere se è il caso di considerarlo un romanzo storico fortemente sentimentale, o un sentimental-erotico (volgarmente detto harmony) a sfondo storico: nella narrazione prevale ora il primo, ora il secondo aspetto, senza che sia ben chiaro dove l'autrice voglia andare a parare con precisione. Un elemento è chiaro per certo: la Bower vuole che la lettrice si identifichi con l'insipida protagonista innamorata e sessualmente attratta da Cesare Borgia. Il che è facile, data la suddetta insipidezza della protagonista in questione, e il prurito alle parti intime che il semplice nome di Cesare Borgia suscita in una donna eterosessuale che abbia studiato un po' di storia rinascimentale italiana e che magari si sia documentata anche solo superficialmente sulle leggendarie perversioni del casato dei Borgia. 

Ester Sarfati, ebrea, è costretta a fuggire da Toledo a causa delle espulsioni decretate dai Re Cattolici. Dopo una difficoltosa traversata, a soli sei anni giunge a Roma presso il padre, banchiere al servizio della potente famiglia valenzana Borja. 

La storia vera e propria inizia nel 1501, nove anni dopo l'insediamento di Rodrigo Borgia sul trono pontificio con il nome di Alessandro VI, due dopo la presa di Imola da parte di Cesare, e uno dopo la morte del secondo marito di Lucrezia, Alfonso di Bisceglie. Ester, ormai quindicenne, viene portata dal padre alla corte di Madonna Lucrezia e offerta come dama di compagnia. Battezzata con il nuovo nome di Donata, inizia per lei una nuova vita all'insegna dello sradicamento: non più ebrea ma nemmeno propriamente cattolica, strappata alla famiglia e gettata in un ambiente pericoloso ed estraneo in cui dovrà imparare a sopravvivere, Donata trova un'unica amica in Angela Borgia, cugina di Lucrezia. La sera del suo battesimo, ebbra di vino, viene letteralmente raccolta da terra dal Duca Valentino, figura la cui leggendaria crudeltà terrorizzava Donata fin da bambina. E' il primo incontro con l'uomo che inciderà sulla sua vita.
 

Il lungo romanzo ripercorre con ritmo narrativo altalenante l'ambiente cortigiano negli anni 1501-1507, soffermandosi in special modo sul biennio 1502-1503. La ricostruzione storica, quanto ad ambientazione, è minuziosa: mi riferisco in particolare alle scene di corte e di mercato, accurate e realistiche. Quando però dall'ambientazione si passa all'azione storica, ecco che la Bower subordina tutto alla vicenda privata di Donata (da Cesare soprannominata Violante, cioè colei che viene meno alle promesse): i cenni all'influsso dei Borgia sulla storia d'Italia (la politica di Rodrigo, le battaglie condotte da Cesare nel centro-nord, i matrimoni combinati di Lucrezia) sono rarefatti e a volte, per stessa ammissione dell'autrice nella postfazione, imprecisi. Con queste premesse, la storia rinascimentale ridotta a palcoscenico della vita privata di un personaggio inventato, soprattutto durante la prima metà del romanzo in cui l'ambientazione attira ben poco l'attenzione in una narrazione imperniata quasi esclusivamente sull'ossessivo pensiero dei ruvidi polpastrelli di Cesare Borgia in mezzo alle gambe e sui capezzoli, comprenderete perché non riesca a collocare il romanzo nel genere storico. Tuttavia nemmeno l'aspetto sentimental-erotico riesce a spiccare del tutto, sebbene la tensione sessuale si respiri per tutto il romanzo.
La protagonista, che è anche il narratore della storia in prima persona, è pressoché inesistente. Paradossalmente, poiché è lei motore, occhi e voce di tutta l'azione, il suo carattere è così debole che si tende a dimenticare quell'inconsistente filtro tra lettore e vicende chiamato Violante: è questo un espediente tipico del romanzo sentimentale, la creazione di una sagoma vuota in cui ogni lettrice si possa raffigurare per avere l'illusione di vivere per un momento quella storia. E' difficile provare qualsiasi sentimento nei suoi confronti, che sia compassione, rabbia, complicità, sebbene le spesso discutibili azioni e reazioni della protagonista ne darebbero ben ragione. Il personaggio che più spicca nel romanzo, naturalmente, è Cesare Borgia, l'uomo che non deve chiedere mai. Il Cesare di Sarah Bower eredita le caratteristiche che le leggende popolari gli hanno attribuito: abile nel circuire le donne e nel sedurre gli uomini, fisicamente non bellissimo ma sicuramente attraente, roso da una sfrenata ambizione che lo condurrà a tentare la conquista dell'Italia, crudele e lascivo nei momenti e nei modi più imprevedibili. La sua figura, più che ricordare i grandi conquistatori dei romanzi storici, si presta più al ruolo di eroe maschile dei romanzi erotici: l'affascinante bastardo capace di conquistare il cuore di una donna con la sua prepotente virilità, il macho così sensualmente eccitante da essere in grado di convincere una donna ad allargare le gambe poco dopo avere gettato dalla cinta muraria del castello il corpicino della nipote nata morta. Di nuova prospettiva viene invece illuminata la figura di Lucrezia, cui generalmente viene attribuitita pericolosa bellezza, malizia senza pari e, anche lei, sregolata perversione: la Lucrezia della Bower è piuttosto una donna morbida - non eccezionalmente bella - e malinconica, capace di violente passioni ma sempre, agli occhi della sua cortigiana, impenetrabilmente chiusa a custodire un segreto. 
Se si eccettuano alcuni personaggi secondari di spicco, quasi tutti storici, il frequente cambio di ambiente e di corte genera una quantità impressionante di comprimari più o meno intercambiabili tra loro: tra i primi, particolarmente ben riusciti sono Angela Borgia, bella e civettuola, leale all'amicizia di Violante ma pur sempre una Borgia; don Ferrante d'Este, mecenate di bel carattere molto legato a Violante ma in realtà omosessuale; il violento cardinale Ippolito d'Este, in competizione con il  benevolo fratellastro Giulio per ottenere il cuore di Angela; Gideone, fittizio orefice ebreo coinvolto nella congiura per uccidere Alfonso d'Este, marito di Lucrezia e duca di Ferrara.
 
Si tratta senza dubbio di un libro ben scritto (la Bower ha una prosa fantastica, questo non si può negare) e tecnicamente ben costruito. La narrazione scorre serenamente, senza alti picchi d'attenzione ma anche senza annoiare; rare sono le scene particolarmente pruriginose o truculente, tutte caratteristiche che ne fanno un buon romanzo d'evasione, rilassante e piacevole, nulla di più e nulla di meno.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: I peccati dei Borgia
  • Titolo originale: Sins of the House of Borgia
  • Autore: Sarah Bower
  • Traduttore: Deppish M., Converso C.
  • Editore: Sperling&Kupfer
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Pandora
  • ISBN-13: 9788820051372
  • Pagine: 531
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 17,90 Euro

06 luglio 2011

Uomini da mangiare - Christine Leunens

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I Contenuti

Rinchiusa nella dispensa, la piccola Kate fissa con astio le ombre dei prosciutti appesi. Sua madre, un'irascibile vedova lituana, la rinchiude lì per costringerla ad abbandonare la sua innata avversione per il cibo. Nell'oscurità riesce a sentire il battito del suo cuore e può abbandonarsi a complicate fantasie. La mente di Kate è fervida e impaziente, ma nessuno si preoccupa di rispondere alle sue domande sul mondo, e così lei si crea delle idee tutte sue su quello che gli uomini e le donne fanno quando sono soli. Gli innamorati si mangiano. Affamati gli uni degli altri si staccano morsi di frutti proibiti che crescono sotto i loro vestiti. Per questo Kate ha paura di mangiare. I suoi occhi sgranati una volta hanno visto un uomo e una donna preda della passione: si consumavano a vicenda sulle lenzuola di un letto, come se fosse una tavola apparecchiata. C'è un'intera cosmogonia nel mondo di Kate: forse tutto l'universo è commestibile. Forse mangiare ed essere mangiati è il solo prodigioso modo di perpetrare la vita. Ma è nel giorno della sua prima comunione che tutto le appare finalmente chiaro. Sentendo sciogliersi in bocca quel fragile velo di pane, Kate inizia per la prima volta ad aver fame; proprio quando il suo corpo sta diventando quello di una donna e l'adolescenza la sospinge verso i segreti chiusi nelle bocche degli adulti.


La Recensione


Il romanzo di Christine Leunens ha davvero qualcosa di Lynch, così come riporta la quarta di copertina, riprendendo un commento di Vogue. È pieno di immaginazione onirica, di effetti speciali convertiti in metafore alimentari. Un corollario di personaggi che forse non raggiungerà la piacevole follia di Twin Peaks, ma per la crescita biologica della protagonista è fin troppo.Una madre ossessiva e lituana che crede nei “soldi che lavorano sodo”, un padre morto in un incidente d'auto imbarazzante, una sorella con cui ha in comune solo i vestiti cuciti dalla madre, (stesso modello, stesso colore), una casa vicino a un canale e idee fantasiose ed economiche a tavola. Questa è Kate, o meglio questo è quello che non vorrebbe essere. Perché le bocche degli adulti sono piene di parole che inghiottono invece di sputare. Le verità se le mangiano, lasciando ai bambini solo l'uso dei sogni per capire i fatti della vita. E così, a forza di usare termini come mordere, mangiare, salsicce, uova e carne, Kate pensa di dover soccorrere Ursula, un'amica della madre, mentre patteggia a letto un armistizio con il marito fedifrago. Kate offre all'uomo, intento a riempire di chiazze rosse il corpo di Ursula, gli avanzi di bistecca, porri e carote della sera prima, sperando di salvare la vittima dal suo carnefice. Una bambina sensibile e ironica, che rifiuta il cibo per rivendicare la sua infanzia e dare voce al suo corpo, anche questo commestibile, un ammasso di carne a cui gli adulti non danno importanza. La madre diventa la cantina da cui fuggire, anche perché una donna che serve il coniglio per pasqua, usa un portatovaglioli decorativo come albero di natale, e cucina i pezzi più viscidi della macelleria è davvero difficile da amare senza qualche riserva. Kate in risposta sputa le banane lebbrose, nasconde nel vestito i reni di chissà quale animale, libera i granchi che dovrebbe arrostire e rifiuta intingoli e prugne, perché non sono cose da bambini. Una lotta per la sopravvivenza, divertente e rivoltante, dove alla fine Kate diventa grande, come la sua fame, un istinto che aveva ignorato da piccola e che riversa sugli amanti. Sceglie le prede, le seduce e poi le investe con l'intero contenuto del frigorifero. Del resto l'appetito vien mangiando. E in questo mondo o mangi o sei mangiato. E il libro finisce davvero così.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Lorem Ipsum

Dettagli del libro
  • Titolo: Uomini da mangiare
  • Titolo originale: Primordial soup
  • Autore: Christine Leunens
  • Traduttore: Maurizia Balmelli
  • Editore: Meridiano zero
  • Data di Pubblicazione: 2003
  • Collana: Primo parallelo, 3
  • ISBN-13: 9788882372262
  • Pagine: 170
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 14,00


23 giugno 2011

Tam_9.0 - Alessio Gradogna

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I Contenuti

"Tam_9.0" è una storia in bilico tra erotismo, perversione, possesso, avidità, materialismo, gelosia e ossessione. Una torbida discesa nel buio della mente, nel quale il sesso diviene un nemico capace di condurre verso il limite della follia. Brian e Tamara sono amanti, e godono di una straordinaria ed appagante sintonia sessuale. Un giorno lui le propone di provare a mettere a frutto le loro capacità per ottenere un guadagno economico, e le chiede di diventare una webcam girl. Tamara accetta, in breve tempo scopre un mondo che la entusiasma, e diventa una stella del sesso virtuale, idolatrata dai clienti che spiano i suoi conturbanti spettacoli attraverso il computer. Quello che era iniziato come un gioco, si trasforma però gradualmente in un incubo: Tamara non può più fare a meno di esibirsi, e Brian si sente trascurato, tradito, preso in giro. L'uomo perde il controllo della propria vita, e inizia a covare propositi di vendetta... 
 
La Recensione

La protagonista di questo libro è un personaggio da lettura estiva, l'aggettivo “facile” la connota nella sua interezza, dai capelli rosso fuoco alle caviglie strette. Tamara non è solo facile sessualmente, è facile in qualunque aspetto che la riguardi. È facile a prendere decisioni, a chiudere un rapporto, a diventare una webcam girl, ad ambire a soddisfare più clienti possibili per fare soldi e comprarsi ninnoli, a sopportare quella lagna di Brian, l'amante che spinge Tam nel sesso internauta e il lettore nella storia. Tam è facile da giudicare, il lettore capisce subito da quale parte della bilancia si manifesta la giustizia, e di solito non è quella dove la psicosi manovra un corpo femminile. La protagonista si lascia prendere la mano, trascura il suo protettore e fa del suo secondo lavoro una mania, o almeno questo è quello che ci dice Brian. Quello che ci vuole fare credere. O almeno questo è quello che vuole l'autore per preparare un finale a sorpresa, che pone tutti sopra il carro dei perdenti. Una storia estiva, un gelato da gustare sotto l'ombrellone ma di cui non si capisce il gusto: c'è il sesso ma non c'è erotismo, c'è la tensione di un omicidio ma non c'è assassino o vittima, c'è la voglia di psicoanalisi ma poi ci si ripensa tanto ci sono i soldi, ci sono due personaggi noiosi, una può vestirsi di pizzo e l'altro brandire un coltello ma la voglia di leggere altro prima o poi prende. Che Brian sia geloso di ciò che ha creato, e si scopra un uomo uguale a tanti altri poco importa. Si lamenta per tutto il libro mentre Tam geme di fronte a una webcam. Durante la lettura si sente una vocina che ripete “Brian levati dalle scatole e fammi vedere cosa fa Tam”, e poi dopo aver visto Tam la vocina continua “Ma non è meglio leggere l'ultimo di Stephen King?”. E tra una vocina e l'altra il libro viene riscritto secondo regole che non sono dell'autore. L'incipit è un'eiaculazione precoce, uno spogliarello prematuro, si dà troppo al lettore per poi non riuscire a gestire il ritmo durante la narrazione. L'explicit al contrario è un coito interrotto, vuole indurre alla riflessione senza concedersi del tutto. Il piacere bisogna saperlo gestire dall'inizio alla fine. È una questione di ritmo e non solo di realizzazione, un'idea va gestita e non espansa per includere più generi se non strettamente necessario. In ogni caso questo libro può definirsi un esempio di scrittura maschile, soprattutto nei dialoghi. La resa del personaggio femminile è un altare sacrificale per delineare quello maschile e comprenderne l'evoluzione. Peccato che tutto langue in un sentore di déjà vu. Basta accendere la televisione e guardare Italia 1.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Lorem Ipsum

Dettagli del libro
  • Titolo: Tam_9.0
  • Autore: Alessio Gradogna
  • Editore: CIESSE Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Pink
  • ISBN-13: 9788897277798
  • Pagine: 134
  • Formato - Prezzo: Brossura - 13,00 Euro

03 aprile 2009

L'amante di Lady Chatterley - David H. Lawrence

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I Contenuti

Connie Chatterley è moglie di sir Clifford, un aristocratico che in seguito a una ferita di guerra è diventato impotente (metafora della sterilità intellettualistica della sua cultura e della sua classe). Connie desidera la maternità e la sua carica vitale la spinge verso il guardacaccia Mellors. Nasce tra i due una passione e quando Connie si accorge di aspettare un bambino, lascia il marito e va a vivere insieme a Mellors. Per il verismo tattile con il quale racconta l'amore sessuale, per la critica aperta alle convenzioni sociali, per l'apparente esaltazione dell'adulterio, l'opera più famosa di Lawrence (colpita da sentenze di oscenità e volgarità) uscì "purgata" nel 1928, in Inghilterra; sarà pubblicata in edizione integrale solo nel 1960.

La Recensione

Un classico a lungo censurato di un autore sottovalutato.
Nonostante il tema amoroso, appare evidente come sia stato scritto da un uomo: poca dolcezza, molto erotismo, eppure l’effetto è strabiliante.
Lady Chatterley è una donna dal temperamento indipendente, che avvizzisce pian piano nonostante non abbia nemmeno trent’anni. Questo perché incatenata a un marito paralizzato dalla vita in giù, che non sa donarle amore, né passione, ma che ha bisogno di lei.
Cresciuta in una famiglia molto liberale, Constance ha scoperto presto il sesso, ma gli ha sempre preferito la comunione intellettuale: amava, in un uomo, la bellezza del poter conversare con lui, e vi si concedeva solo come ultima risorsa prima di perderlo inevitabilmente. Dopo aver sposato Lord Chatterley, rimasto invalido in guerra dopo solo un mese di nozze, Connie inizia il suo precoce invecchiamento: intrappolata in una magione circondata dalla trivialità di un villaggio di minatori, e dal terribile panorama della miniera di carbone, vessata da un ambiente capitalista che lentamente va incarnandosi nel marito, e perseguitata dall’ipocrisia degli artisti che bivaccano in casa sua.
Connie tenterà disperatamente di non perdere il proprio io, prima gettandosi tra le braccia di un artista odiato dal marito, ipocrita e vanesio come tutti gli altri, poi scoprendo il piacere di amare e di godere nella compagnia del guardiacaccia della tenuta. Questi, misantropo tormentato dagli spettri del passato –una moglie arpia-, faticherà molto per trovare il proprio equilibrio e dunque ridonarlo all’amante.
La protagonista de L'amante di Lady Chatterley è una donna squisitamente moderna, che tenta di dibattersi in un mondo ancora maschilista, e di riaffermare i valore della spontaneità nell’ipocrita società moderna di inizio secolo, e della naturalezza in un mondo ormai devastato dall'industrializzazione. Un personaggio delizioso, acuto e intelligente, e soprattutto
mobile.

Il pregio di quest'opera, anche più della storia d’amore e degli indugi sessuali, (che negli anni '20 fecero scandalo, ma capirete che ormai non suscitano alcuna impressione) sono le opinioni di Constance nei confronti dei vari strati della società che la circondano: il marito e la piccola nobiltà, gli artisti, i minatori, tutte filtrate dal suo temperamento genuino e sincero; un'acuta analisi, insomma, della società inglese di inizio secolo.

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro


  • Titolo: L'amante di Lady Chatterley
  • Titolo originale: Lady Chatterley's lover
  • Autore: David H. Lawrence
  • Traduttore: Franconeri F.
  • Editore: Giunti Editore
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Biblioteca Ideale Giunti
  • ISBN-13: 9788809033665
  • Pagine: 480
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 8.50 Euro
 

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