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22 agosto 2013

La Regina Nulla - Andrea Zanotti

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I Contenuti

Grazie al colpo di stato assestato dal Generale Marcos, l'immobilismo della Lega di Hoilos è giunto al punto di rottura. Nuove schiere si vanno formando con l'intento di soccorrere i popoli delle Terre del Vento, per proprio tornaconto personale. Nel mentre, CorvoRosso tenta di ottenere l'aiuto dell'imprevedibile Regina Nulla, pronto a sacrificarle se stesso, fratelli ed amici, per un bene superiore. Da oriente, nuove forze vengono risvegliate dai pericolosi Ranovoi, decisi a dare una lezione ai barbari del deserto che hanno osato sfidarli, invadendo il loro Impero. Le Forze Ancestrali che governano i Mondi sono infine schierate, su tutte però vigilano presenze ancora sconosciute, tenutesi in disparte fino ad ora. Dall'alto delle loro Torri saranno queste a forgiare il destino degli uomini a dispetto delle macchinazioni degli Antichi. 
La Regina Nulla (Mondo 1.2) è il seguito di Forze Ancestrali (Mondo 1.1 in download gratuito)

La Recensione

La Regina Nulla è il seguito di Forze Ancestrali, e naturalmente occorre aver letto quest’ultimo per avere una comprensione totale dell’universo fantasy creato dall’autore Andrea Zanotti. 
Inizio subito dicendo che La Regina Nulla è un libro maggiormente curato rispetto al suo predecessore, ma che risente ancora di numerosi refusi e di continue informazioni che spezzano la trama e non aggiungono nulla (le cosiddette infodump). 

La storia narra le vicende dei protagonisti sopravvissuti nel primo libro e della loro lotta contro il figlio del dio del fuoco Asul e i suoi seguaci. Le battaglie si fanno cruente fin dalla prima pagina e numerosi colpi di scena lasceranno spesso il lettore a bocca aperta. Rimane quindi la grande capacità creativa dell’autore che con descrizioni particolareggiate ci fa immergere in un mondo violento e affascinante nel quale gli dei e le creature mitologiche camminano tra gli esseri umani. 
I personaggi principali se la cavano bene e si muovono con discreta credibilità attraverso le continue prove cui vengono sottoposti. Ci sono ancora delle carenze nella caratterizzazione e si fa una certa fatica a distinguerli tra loro, ma anche in questo caso si può notare un miglioramento. 
Passando alla prosa, questa è pomposa e a volte macchinosa, tanto che capita di leggere delle lunghe perifrasi che avrebbero potuto essere tranquillamente accorciate in poche parole. Personalmente credo che questo stile si attagli bene al genere fantasy, ma nel caso de La Regina Nulla un maggiore equilibrio nell’uso delle parole sarebbe stato d’obbligo. Anche l’aggettivazione avrebbe avuto bisogno di una maggiore attenzione nella scelta, giusto per alleggerire la prosa satura. Capita poi di imbattersi continuamente in errori ortografici o in ripetizioni del tipo “appaiati a due a due” che con un po’ più d’accortezza avrebbero potuto essere evitati. Questi difetti rovinano la lettura e, nonostante ci sia stato un leggero miglioramento rispetto al primo romanzo, la strada per arrivare a un prodotto finale curato è ancora lunga. 

In conclusione, La Regina Nulla è un passo in avanti rispetto a Forze Ancestrali, però il bersaglio non viene centrato appieno. L’influenza di G.R.R. Martin si è fatta più marcata (ad esempio i continui cambi di scena in stile POV o l’elenco dei personaggi alla fine della storia) e i colpi di scena sconvolgono il lettore quanto basta per tenerlo incollato alle pagine, ma l’opera non raggiunge ancora la maturità necessaria per farla diventare un must read nel panorama del fantasy italiano. Comunque sia, il prezzo esiguo a cui si può trovare è un convincente incentivo.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Daniele

Dettagli del libro
  • Titolo: La Regina Nulla
  • Autore: Andrea Zanotti
  • Editore: Narcissus.me venduto da Amazon
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B00AGODKAC
  • Pagine: 388
  • Formato - Prezzo: E-book Kindle - 1.99 Euro

05 luglio 2013

Tutte pazze per il rosa - Laura Schiavini

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I Contenuti

Sue, Cameron e Liz sono tre amiche che lavorano e vivono nell’ambiente universitario di Oxford e che condividono la stessa passione per i romanzi rosa.
Una passione che si consuma, con serate di lettura, in gran segreto nella libreria di Molly. Perché, se solo si sapesse in giro, diventerebbero lo zimbello di tutta l’università.
Ma è così liberatorio potersi confrontare fra amiche che sono sulla stessa lunghezza d’onda e lasciarsi andare, di tanto in tanto, a sognare il grande amore!
Sue è dolorosamente consapevole che la vita è un'altra cosa rispetto ai romanzi, tanto più che Charles, suo marito, è un uomo egocentrico e distratto che non sa che cosa sia il romanticismo. E quando Cameron Liz e Molly, alla fine trovano il Principe Azzurro, si ritrova ancora più sola e sconsolata.>
Tuttavia, anche nella vita vera può accadere che un marito distratto si renda finalmente conto di quanto la moglie sia infelice e decida di far sì che il suo sogno, si trasformi in realtà.

La Recensione

Ho ritrovato in questo libro tutto il sapore del women romance in stile harmony, solo che questa volta a scriverlo è stata un'autrice italiana. Una piacevole sorpresa. I libri che ricalcano il modello romantico americano, pur trattando argomenti importanti come quello dell'amore, decidono di non andare troppo a fondo nelle questioni sentimentali, lasciandole come sospese. Ci sia aspetta una storia a lieto fine e si desidera vivere con la protagonista quel pathos d'amore un po' infantile e a tratti davvero prevedibile che questo genere ama raccontare. Queste letture sono molto leggere, non hanno pretese e vengono affrontate o per vivere la quotidianità in maniera più spensierata o per cercare di evadere dalla solita routine. Sono letture scacciapensieri e talvolta si prendono la colpa di illudere donne romantiche che possano davvero esistere gli uomini descritti in quelle pagine. Dall'altro lato della medaglia però, sono l'espressione di un inguaribile romanticismo da parte di scrittrici che non amano avventurarsi nella scrittura usando espedienti particolarmente complicati per esprimersi, e che vogliono invece cimentarsi in maniera semplice nella descrizione dei "drammi" del cuore.
Questo libricino di appena 28 pagine ricalca alla perfezione questo modello. L'espediente del club romance è molto carino, peccato non sia approfondito per nulla. Peccato in generale che ci siano solo ventotto pagine di lettura e che questo numero esiguo penalizzi il racconto, rendendolo in più punti affrettato e sommario. La fine è molto surreale e ad essere sincera ho sorriso quando l'ho letta, pensando a quanto sia altamente improbabile che un uomo faccia una cosa del genere. In fondo, però, in questo genere è di questo che si parla: dell'improbabilità degli eventi amorosi e di quanto sia eccitante fantasticarci sopra.
Mi sembra di aver trovato un solo refuso, cosa davvero insolita trattandosi di un'autopubblicazione. L'autrice padroneggia il genere e sa esprimersi a dovere, il suo stile è sobrio ed elegante, cosa non facile da ritrovare ultimamente.
Se amate il genere, avete mezz'ora di tempo libero e siete amanti dei romanzi d'evasione, ve lo raccomando.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Romi Blanche

Dettagli del libro
  • Titolo: Tutte pazze per il rosa
  • Autore: Laura Schiavini
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B00A9NERP2
  • Pagine: 28
  • Formato - Prezzo: Ebook Kindle - 0,99 €

02 febbraio 2013

BIO Cyberpunk - Samantha Baldin

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I Contenuti

… Matrice L1MB0 attivata.
Inserimento Progetto BIO03 in corso.
Elaborazione dati.
Attendere scansione…
Progetto BIO03 inserito con successo.
Premere invio.
Rinascita: Imprigionato nella Matrice Limbo per oltre quarant'anni, Bio Cyberpunk riesce a fuggire grazie all'aiuto di un giovane hacker. Reciso il collegamento neuronale col corpo, Alessio Merisi inizia una nuova esistenza in rete come Entità Bio.
È il 2056.
Missione: Attaccare la Shiba, potente multinazionale che controlla la matrice, per liberare Michela, la donna che ama.
Interferenze: Bio riceve dei file crittografati sotto forma di cristalli. Estrarrà dei video che gli mostreranno Michela mentre vive una vita alternativa in Milano nel 2011. Molti saranno i suoi dubbi, ma nulla lo distoglierà dal liberare Michela finché non scoprirà il mittente e sconvolgenti analogie con i filmati.
Due realtà stratificate e complesse.
Bio vi mostrerà la rete dall'interno. Michela, invece, sembrerà vivere una vita comune, ma è solo apparenza.
Si consiglia la lettura a un PUBBLICO MATURO.
Per info: www.biocyberpunk.com

La Recensione

Volendo prescindere dalla solita Pat Cadigan, leggere un romanzo cyberpunk scritto da una donna sembra un'impresa possibile. Se poi l'autrice è anche italiana, l'impresa sembra ancora più titanica. Purtroppo BIO Cyberpunk non sembra un buon romanzo destinato a lasciare un segno positivo nella storia del genere, almeno nella sua attuale configurazione e strutturazione.
La promessa è quella di un romanzo a due voci, stratificato, che unisce un intreccio romantico, sfondo cyberpunk e un gioco metanarrativo che vuole ridisegnare di volta in volta una sempre più mutevole realtà. Un romanzo adulto, almeno leggendo l'indicazione sul sito dell'autrice che dichiara di rivolgersi a un pubblico maturo. Così non è, e sotto una grande molteplicità di punti di vista e profili.
La struttura narrativa rispecchia in maniera nitida le caratteristiche della trama: da un lato la voce di Alessio/Bio, hacker, esperto totale del mondo tecnologico e virtuale, che all'inizio del romanzo si ritrova imprigionato in un mondo illusorio, dal forte sapore cyberpunk; dall'altro lato, la voce di Michela, una comune liceale italiana che in un amore inatteso trova riscatto, salvezza, ma anche avventura e tanti rischi. Le due voci si alternano secondo una rigorosa divisione narrativa, ognuna impressa su un proprio piano spaziotemporale: il presente per Michela, il futuro per Alessio/Bio. L'idea è accattivante, e il ritmo sarebbe anche incalzante, ma le due parti si raccordano malissimo e impediscono il raggiungimento di una omogeneità e coerenza interna di tutto il romanzo. La fortissima ambientazione cyberpunk, che per immaginazione non ha nulla da invidiare ai grandi nomi del genere, cozza con estrema violenza con le parentesi romantiche di mocciana memoria, che a conti fatti hanno pure il sopravvento sul totale della trama. I personaggi sono poco credibili, spesso stereotipati, inconsistenti, persino innaturalmente incoerenti; Alessio  è la quintessenza del ragazzo ideale, mentre Michela nel suo voler rappresentare l'intera categoria della "ragazza comune" si trasfigura in una macchietta e niente più. Sotto il profilo psicologico a suscitare un lieve interesse è Alessio, almeno nel conflitto tra la sua personalità e quella del suo alter-ego virtuale, Bio; ma a parte questo, i personaggi non conoscono alcuna evoluzione nel corso del romanzo. Ancora più evanescente è l'ambiente nel quale si muovono, sintomo, purtroppo, di una generale incuria: a leggere questo romanzo, sembra che al mondo esistano solo Michela e Alessio, che godano di risorse infinite, che siano privi delle responsabilità dovute al vivere in una società civile, e altrettanto privi risultano in fatto di relazioni sociali, con parenti, amici, datori di lavoro e quant'altro. Il dato più evidente è sicuramente quello stilistico: lo sdoppiamento del punto di vista non si accompagna, come sarebbe giusto aspettarsi, a una stratificazione linguistica e stilistica, che risulta invece piatta, sciatta, banale. Tutt'altro che per un "pubblico maturo".
L'intreccio narrativo, che pure suscita interesse e curiosità a lungo, si perde sempre più; il romanzo sembra non proseguire in una precisa direzione, e il conflitto reale/virtuale, tipico della fantascienza, risulta più confusionario che altro. La narrazione si sviluppa così in un procedere casuale, un collage di situazioni mal assortite assolutamente prive di logica e continuità. Si capisce solo che i ricordi di Michela, che costituiscono tutto il suo filone narrativo, non sembrano veri, e che l'unico evento reale sia il risveglio di Alessio come Bio nel futuro, in seguito a un incidente che viene spesso citato, in attesa di venire spiegato nella trama, per poi finire dimenticato. Come se non bastasse, nel disegno dell'autrice è previsto un secondo romanzo che continui la storia: ma questo non giustifica assolutamente un finale mozzo, improvviso, inconcludente. La sensazione è che il romanzo finisca laddove sembrava finalmente cominciare, esaurita una successione mal gestita di antefatti.
L'unico punto di forza, che merita certo attenzione e alta considerazione, è l'ambientazione fantascientifica, perfettamente curata dell'autrice, evidentemente buona intenditrice del genere. Chiarezza, grande conoscenza e buona immaginazione sono gli ingredienti fondamentali, tutti posseduti dall'autrice. Ma è troppo poco. Di fronte alla totale incoerenza della trama, alla debolezza strutturale, fiacchezza dei personaggi e il livello elementare della scrittura, le invenzioni cyberpunk, che peraltro richiamano un target limitato, passano inosservate. Saltano subito all'occhio invece certi erroracci e sviste ortografiche che non mi piace mai citare in una recensione, che non è un'opera di revisione editoriale: ma la carenza in fatto di editing è tale da non poter essere taciuta.
BIO Cyberpunk è un romanzo che è nato dalla Rete, nella Rete: proprio per il suo essere una creatura spontanea mi permetto dunque pochi ma preziosi consigli. Idee buone, e ci siamo, ma soprattutto: avere chiaro che cosa si vuole raccontare, come la si vuole raccontare, personaggi ben definiti, che non sembrino muoversi in un mondo muto e trasparente, e una buona scrittura che non sia solo il mettere una frase corretta dietro l'altra.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Tancredi

Dettagli del libro
  • Titolo: BIO Cyberpunk
  • Autore: Samantha Baldin
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788867554393
  • Pagine: 291
  • Formato - Prezzo: ebook - 3,49 Euro

19 dicembre 2012

La voce del muto - Fabio Mazzoni

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I Contenuti

Alla fine degli anni '90 si comincia a parlare di new economy, la new age spopola e un nuovo secolo si avvicina con angosciante ottimismo. Un aspirante scrittore disoccupato si mette in cerca di uno stile che possa dire suo. A una festa notturna conosce un'appassionata di letteratura che lo introduce ai piaceri della carne e in seguito alla via dello spirito. E' convinto che la grande città sia il posto più adatto ad alimentare una vena creativa, ma finirà in un minuscolo paese tra le montagne più alte d'Europa, a badare a un gruppo di anziani apparentemente inermi. Nel momento preciso in cui l'Italia cerca di riscrivere il passato per guardare al futuro, lo scrittore incontrerà una donna che non doveva essere sua, troverà la propria voce in quella di un vecchio e una storia nella frattura che ha cambiato la vita di un villaggio di montagna e il corso dell'intero Novecento.

La Recensione

La voce del muto, romanzo autoprodotto, è la prova che sapere scrivere abbastanza bene e avere qualcosa da dire non bastano, ancora, a dare vita a un romanzo accattivante, di qualità.
La trama, che pure potrebbe apparire convincente nel suo intreccio di crescita personale, provincia italiana, critica sociale e racconto storico, viene penalizzata da una scrittura in fondo fiacca, anonima, sufficiente, da uno stile da affinare e una certa debolezza strutturale. Ma veniamo innanzitutto alla storia. Sul finire degli anni Novanta, tra new economy, new age e fin de siècle, l'anonimo protagonista, aspirante scrittore, si ritrova a vivere una transizione a più tappe: conosce l'amore, folgorante, abbandona tutte le sue convinzioni, si arma di uno zaino e si rifugia in uno sperduto paesino della più profonda e lontana provincia italiana, svolgendo l'obiezione di coscienza in un centro per anziani. Santopinoz, il paesino pittoresco i cui abitanti guardano con diffidenza qualunque novità e biascicano un dialetto incomprensibile, poco a poco rivela i suoi segreti, a partire dal racconto del Muto, un ex partigiano della seconda guerra mondiale, un sopravvissuto che si oppone con il suo feroce silenzio al racconto revisionista al quale il paesino ha scelto di credere. Quello del Muto è sicuramente il personaggio più riuscito, cardine indiscutibile di tutto il romanzo, contemporaneamente fulcro del conflitto interiore del protagonista - che nella scelta di dare voce al Muto, scrivendo quella verità negata e sopita finisce con lo smarrire e poi ritrovare se stesso - e della storia del paese, che si fa emblema della critica al revisionismo storico. Ma più ci si allontana da questo punto nodale, più inconsistente si fa la storia, i personaggi, il romanzo intero. Debolezza strutturale, si è detto: la prima parte, più "urbana", relativa al colpo di fulmine verso una donna che appare e poi scompare per molto, mal si accorda alla seconda parte, in una frattura spaziale (e temporale?) insanabile. I movimenti interiori del protagonista si fanno sempre più confusi, spingendosi in direzioni che tengono sempre più distante il lettore; impalpabile appare lo sfondo del romanzo, fatta eccezione per il racconto storico, più vividamente tratteggiato. E quando, nella parte finale, il romanzo si fa romanzo di se stesso, con il protagonista che scrive e pubblica il libro dallo stesso titolo, l'autoreferenzialità travolge ogni cosa, mentre la polemica contro certi vizi dell'editoria nostrana lascia il tempo che trova. Su tutto questo irrompe un finale scontato, eccessivamente idilliaco.
Non si possono tacere nemmeno le debolezze stilistiche: la scrittura è discreta, ma piatta, dalla punteggiatura minimale (non si deve essere necessariamente puntigliosi per avvertire come emblematica la totale assenza di un punto e virgola, ad esempio); la narrazione riposa su una costruzione del periodo essenzialmente paratattica, ma senza che questa emerga come una consapevole scelta personale. Manca infatti una cifra caratteristica dello stile, che va affinato soprattutto in cerca di una dimensione personale, manca un qualcosa che dia corpo e carattere al testo, che faccia emergere il romanzo dalla sensazione di un grigio anonimato - qualcosa, insomma, che in mancanza di una scrittura matura, con alle spalle una buona esperienza, non può che derivare da una buona opera di editing.


Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Tancredi

Dettagli del libro
  • Titolo: La voce del muto
  • Autore: Fabio Mazzoni
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: 
  • ISBN-13: 9788863699524
  • Pagine: 234
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro 

16 dicembre 2012

Merkavah - Daniele Versari

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I Contenuti

La storia narrata in Merkavahsi articola su due piani temporali: il primo (siamo nel medioevo) indaga le ragioni vere che spinsero Papa Innocenzo III a dirottare la Quarta Crociata (originariamente diretta a Gerusalemme) verso Costantinopoli. In base alla ricostruzione di Versari, il Papa intendeva recuperare una preziosa reliquia custodita proprio a Costantinopoli, nella chiesa di S. Maria di Blacherne. La reliquia doveva essere tenuta nascosta perché svelava un segreto in grado di minacciare l’intera Chiesa cattolica e quindi una volta giunta in Italia dopo alterne vicende, venne custodita (a insaputa dei fedeli e della Chiesa ufficiale) nel Duomo di Orvieto,  sotto stretta sorveglianza di un gruppo segreto, l’Ordo Custodum.
A questo punto gli eventi passati si intrecciano con quelli presenti; Elena, nella sua attività di restauro del Duomo di Orvieto, scopre, in una cavità sotto il pavimento, dei resti umani e chiede a Marzio, un suo amico (“con privilegi” per usare un’espressione americana) anatomopatologo, di raggiungerla da Pisa per darle la sua opinione. Da questo momento iniziano a succedere dei fatti strani: Marzio ed Elena capiscono di essere sorvegliati e di dover fare molta attenzione se vogliono svelare il mistero del Duomo di Orvieto senza rimetterci la vita. Attorno ai due protagonisti ruotano altri personaggi: un misterioso uomo soprannominato “Il Giardiniere”, Piero e Carla (coinvolti, loro malgrado, nel segreto custodito dall’Ordo Custodum), Giannina (un’anziana affittacamere che, inconsapevolmente, metterà Marzio ed Elena sulla giusta strada), padre Riccardo (parroco del Duomo).

La Recensione

Merkavah” di Daniele Versari si inserisce nel filone dei thriller esoterici, di cui l’antesignano per eccellenza è “Il Codice da Vinci” (Dan Brown, 2003): di conseguenza tutti i libri di questo genere scritti dopo devono aggiungere elementi originali allo schema di Dan Brown per differenziarsene e non essere delle semplici variazioni sul tema.
A differenza del suo cuginopiù famoso, la storia narrata in Merkavahsi articola su due piani temporali: il Medioevo della quarta crociata e l’Italia dei giorni nostri, ma a parte questo stratagemma narrativo tutti gli altri clichè del thriller esoterico sono presenti. Nel libro di Daniele Versari, come da schema appunto, c’è un gruppo (l’Ordo Custodum) che, in seno alla Chiesa, protegge ad ogni costo un segreto riguardante la vita di Gesù (un segreto talmente importante da non poter essere rivelato senza mettere in crisi i Principi della religione cristiana così come ce li hanno insegnati); c’è un codice segreto da decifrare per svelare il segreto; ci sono due intrepidi e preparati studiosi (Elena, archeologa, e Marzio, anatomopatologo) che, per caso, si trovano coinvolti nelle attività dell’Ordo Custodum e, a rischio della loro vita, riescono a svelare il mistero custodito da millenni; ci sono elementi fattuali (in questo caso di carattere storico, medico, esegetico) a supporto della verità svelata dai due protagonisti; c’è la storia d’amore e di sesso tra i due personaggi principali.
La parte della vicenda ambientata nel medioevo è quella che io ho preferito: ho trovato i personaggi (Innocenzo III, Pietro Capuano, il doge Enrico Dandolo) più realistici e la trama (almeno sino a quando Giovanni D’Alagno arriva a Costantinopoli) più plausibile. L’incipit nel Kashmir del 97 d.c. mi è piaciuto molto e, anche in questo caso, i personaggi di Issa e Adarsh mi sono sembrati ben caratterizzati. Rispetto alla seconda linea narrativa (cioè quella ambientata ai giorni nostri), le parti di ricostruzione degli antecedenti storici hanno un maggiore equilibrio tra descrizione dei dettagli e caratterizzazione dei personaggi (che avviene prevalentemente attraverso l’azione e il dialogo).
Ho apprezzato meno lo svolgimento della vicenda ai giorni nostri. I personaggi, tutti, mi sono apparsi piatti e poco realistici.
Marzio ed Elena vengono presentati come dei ricercatori ma poi, nei fatti, agiscono con la prontezza di agenti segreti abituati a prendere decisioni con grande rapidità in situazioni ad alto rischio. Anche in altre situazioni, non sono chiare le motivazioni che portano i personaggi ad agire in un determinato modo.
Un altro elemento che rende poco scorrevole la lettura è l’abbondanza di particolari nelle descrizioni: la sensazione che ho avuto è che l’autore voglia inserire tutto il materiale che ha raccolto per documentarsi, ad esempio nella descrizione minuziosa del duomo di Orvieto (in alcuni passi sembra di leggere una guida turistica o ancora con un eccesso di dettagli fisiologici nelle descrizioni.
La competenza medica dell’autore, invece, è opportuna nella descrizione dell’agonia in croce di Gesù: tutti i dettagli fisiologici supportano le tesi dei protagonisti e lasciano il lettore con il dubbio che non sia tutta un’opera di fantasia.

Giudizio:
+1stella+

Articolo di Patrizia

Dettagli del libro

  • Titolo: Merkavah
  • Autore: Daniele Versari
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788863696561
  • Pagine: 298
  • Formato - Prezzo: Ebook - Euro 0,99

25 ottobre 2012

Forze ancestrali - Andrea Zanotti

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I Contenuti

I popoli credono di aver raggiunto il giusto equilibro. I Regni consolidano i propri confini, vivono in armonia, senza più bramosia di espansione. Le Città Stato prosperano grazie ai loro commerci e alle loro leggi.
Eppure, il Reietto, il saggio sciamano dei Corvi della Sabbia, sa che è sufficiente una scintilla per attizzare il fuoco sopito del desiderio di conquista e sopraffazione.
Se tale innesco scaturisce da una profezia riguardante il figlio Divino del Dio del Fuoco Asul, allora l'incendio che ne deriverà sarà di proporzioni tali, e la sua furia sarà così indomita, da rischiare di rendere la terra stessa una pira immane, le cui lingue di fuoco non risparmieranno alcunché, neppure le ingiallite pagine dei Libri delle Cronache.


La Recensione

“Forze ancestrali” è un fantasy autopubblicato italiano ed è la prima parte di una trilogia. Per chi ha continuato a leggere nonostante queste premesse poco invitanti dico che nonostante evidenti difetti il libro si fa leggere più che volentieri e l’autore Andrea Zanotti ha talento, anche se ancora acerbo.
Ma andiamo con ordine: nel romanzo si narra di un immaginario mondo in cui gli dèi esistono e leggenda e storia si fondono. La storia si dipana attraverso le gesta di vari protagonisti, un po’ come succede ne “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di G. R. R. Martin. Samael, il figlio del dio Asul, adorato dai popoli nomadi e barbari che vagano nelle terre oltre i confini della civiltà, sta tornando per portare scompiglio e rompere i già fragili equilibri tra i popoli. Toccherà ad uno sparuto gruppo di guerrieri, guidati da uno sciamano chiamato il Reietto e dal capo CorvoRosso, portare la terribile notizia attraverso le genti e tentare di organizzare una difesa.
In maniera molto stringata, questo è quello che succede in “Forze ancestrali”. Come detto, la narrazione è piena di difetti, alcuni anche abbastanza grossolani. La prosa è zoppicante nonostante sia piena di termini aulici. Il continuo uso di aggettivi ridondanti all’inizio mi ha ricordato Robert E. Howard, del quale l’autore è un fan a giudicare dalle citazioni iniziali, ma poi mi sono sembrate solamente eccessive e, in alcuni casi, anche fuori luogo. Alcune descrizioni sono scialbe e altre sono caricate al parossismo, mentre altre ancora sembrano delle infodump belle e buone. La punteggiatura, poi, sembra essere messa a caso, con i vocativi completamente ignorati. Considerato che si sta parlando di una prosa che punta molto su questo caso di declinazione dei nomi nei discorsi diretti, personalmente mi è sembrata una mancanza grave. Non tutto però è da buttare, come detto all’inizio. I personaggi, nonostante non siano nulla di originale e non abbiano particolari approfondimenti psicologici, sono appassionanti. Mancano quella scaltrezza e quella imparzialità nella costruzione che hanno fatto grandi i fantasy di Martin, tanto per fare un esempio, ma durante la lettura non si farà fatica a immedesimarsi nelle loro gesta. La storia, anche se non innovativa, ha la giusta dose di originalità, soprattutto in un genere che di nuove idee ha bisogno come il pane e un mercato come quello italiano che sembra snobbare il fantasy, tanto che di autori buoni ce ne sono veramente pochi nel bel paese. Infine, il mondo creato dall’autore è suggestivo e vario, sia le città che gli spazi aperti.
In conclusione, “Forze ancestrali”, nonostante titolo e copertina poco accattivanti e numerosi difetti anche grossolani, vale una lettura, anche solo per le descrizioni delle battaglie, molto accurate e coinvolgenti. Il giudizio riguarda l’edizione che ho letto. Con la mano di un editor paziente il voto potrebbe salire di una stella.


Giudizio:
+2stelle+ 1/2

Articolo di Daniele

Dettagli del libro
  • Titolo: Forze ancestrali
  • Autore: Andrea Zanotti
  • Editore: Youcanprint (brossura), Narcissus Self Publishing (ebook)
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788866186236
  • Pagine: 428
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,50 Euro; Ebook - 0,99 Euro

27 giugno 2012

The Wall - Ornella Spagnulo

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I Contenuti

The Wall è un concept book ispirato all’album “The Wall” dei Pink Floyd. Ogni capitolo è come a sé stante e basato su ogni singolo brano del disco, ma sono presenti anche temi ricorrenti che tengono legato il testo. Uno di questi è il tema del muro, inteso come divisione dagli altri (a cui si riferisce il racconto sulla psicoanalisi). Un altro tema spesso presente è il primo amore, un rapporto adolescenziale naufragato che torna in diversi momenti della narrazione. Ci sono poi le descrizioni di mura vere e proprie: le mura aureliane e leonine a Roma, le mura di Avila in Spagna e quelle di Berlino. Un contenitore di frammenti che riconosce nel ricordo di un’adolescenza conflittuale la leva per costruire un’identità riflessiva e cosciente.

La Recensione

The Wall è il racconto di una crescita e di un viaggio a più livelli: il continuo salto oltre il muro della propria individualità, i muri ostacoli della vita, fino alle mura autentiche, materiali, di alcune città europee. Con la costante presenza delle canzoni dei Pink Floyd, il muro diviene filo conduttore di riflessioni, pensieri e disquisizioni di vario genere.
Un libro che così si presenta manifesta già qualche problema: per quanto siano riduttive e spesso fastidiose le etichette, un simile libro, privo delle benché minima definizione, finisce col suscitare curiosità e scetticismo in parti uguali. Un concept book, in risposta al concept album dei Pink Floyd: ma passare dalla musica alle parole non sempre è facile.
Il risultato è dunque piuttosto deludente, per innanzitutto una forte debolezza strutturale. I Pink Floyd e l'immagine del muro non bastano a dare organicità all'insieme: ciò che resta è un insieme frammentato di pensieri sparsi, apparentemente senza criterio, che difficilmente attrae la lettura. Più che un libro, sembra una raccolta di frammenti preparatori per un libro che non c'è. 
Anche dal punto di vista contenutistico la resa è insoddisfacente: si passa da capitoli meramente descrittivi a riflessioni estemporanee a racconti di vita. I primi sono poco bilanciati: il capitolo che apre il libro, ad esempio, pare voler suscitare nel lettore un senso di nostalgia, ricostruendo un ambiente, dettaglio dopo dettaglio. L'operazione non riesce: due pagine di minuta descrizione senza un solo punto e a capo stordiscono il lettore, che a quel punto volta pagina. I passi più introspettivi e riflessivi sono invece sintomo di una sensibilità piuttosto evidente, ma che non riesce a esprimersi, perdendosi in una fastidiosa ridondanza e cedendo talvolta all'inganno di qualche cliché. Quanto alle esperienze vissute, il racconto in prima persona è talmente invadente da suscitare nel lettore addirittura imbarazzo, come fosse costretto a guardare attraverso uno spioncino.
Tutto questo non riesce ad amalgamarsi, il libro procede così, saltando da un pensiero all'altro, da una canzone all'altra, senza che alla sua brusca chiusura ne emerga una chiara direzione, ne emerga un senso.
Non posso tacere l'ottima padronanza linguistica e stilistica dell'autrice; un ingrediente fondamentale, certo, ma da solo non basta a fare un buon libro. La tecnica c'è, la volontà pure: all'autrice non posso che consigliare di chiarirsi le idee, e chiedersi: che storia voglio raccontare? Cosa ho veramente da dire? A chi mi voglio rivolgere, e che cosa voglio suscitare? Altrimenti rimane un dialogo muto, un monologo contro un muro sordo.

Giudizio:
+2stelle+ 

Articolo di Tancredi

Dettagli del libro
  • Titolo: The Wall
  • Autore: Ornella Spagnulo
  • Editore: Narcissus self-publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788863698510
  • Pagine: 96
  • Formato - Prezzo: ePub - 1,99 Euro

26 gennaio 2012

La soglia proibita - Paolo Barbera

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I Contenuti

Nel XXV secolola Terra è un pianeta tecnologicamente avanzato, eppure il viaggio nell'Iperspazio è ancora utopia.
Il volo sperimentale, effettuato trecento anni prima dal genio Nirobi, si è concluso tragicamente, scatenando l’odio degli umani verso l’androide Shanor, accusato di aver ucciso lo scienziato. Esiste un solo modo per abbattere la barriera dell'Iperspazio, ma significherebbe sacrificare il bene più grande per gli esseri umani.
Dopo secoli di tranquillità, l’arrivo inatteso di un’astronave sconosciuta nel settore di Moster solleva il sospetto che qualcuno sia riuscito a superare quella soglia, riportando a galla la paura verso i robot positronici. Chi è Rubelia? La Terra è in pericolo?
Per svelare il mistero, l’elettroneuronico Nadar, l’archeostorica Alteria e i loro amici dovranno indagare tra misteriose leggende e una oscura profezia, fino a scoprire il terribile segreto nascosto tra le pieghe dell'Iperspazio.
Un’avventura fantascientifica tra Robotica e Umanità.

La Recensione

Che un romanzo parta da un'idea 'banale' come lo scontro tra ragione e sentimento, per semplificare molto il concetto di base del racconto di fantascienza 'La soglia proibita', non è necessariamente un difetto: dai tempi di Salomone non c'è nulla - o quasi - di nuovo sotto il sole e se quello dovesse essere un parametro di valutazione innumerevoli capolavori della letteratura mondiale non avrebbero mai visto la luce.
Di certo però la scelta di un tema alto e insieme comune richiede una forte struttura narrativa e una capacità espressiva e stilistica elevata.
La partenza è buona: sulla plancia di un astronave diretta verso la terra due androidi sono alle prese con un problema tecnico e un incidente inaspettato mette in crisi un piano, provocando una serie di problemi che danno il via alla narrazione. Si crea una certa attesa su tutta la realtà di fantasia che si innesta nel corso della storia e si hanno delle aspettative sulla credibilità di questa realtà di natura fantascientifica.
Ed è qui uno dei problemi: non viene data una spiegazione convincente ed esaustiva di come e perchè nel 2477 si sia persa la memoria del passato storico, di quali eventi abbiano portato a trasformare il mondo in un gruppo di comunità, di quali siano i motivi della situazione presente. Ci si trova un po' spaesati nel mezzo di iperspazio, androidi positronici e archeostoria: è vero che degli accenni sono presenti nello svolgimento della storia ma sono poco articolati e non riempiono del tutto i vuoti del lettore.
Questa forma di inconcretezza si trascina oltre che nella trama anche nella caratterizzazione dei personaggi, che si presentano forse troppo numerosi per essere tutti sfaccettati in modo profondo, e cambiano troppo spesso atteggiamenti passando da una posizione all'altra in modo poco credibile. Per esempio Poris, uno dei membri del Gran Consiglio che governa la Terra, fanatico religioso contrario agli androidi, dopo uno scontro durissimo con l'avversario, sindaco Harrenius, che lo manda anche agli arresti, ne diventa amico e collaboratore fidato, in modo davvero repentino.
Così anche gli androidi che a differenza degli umani non dovrebbero provare emozioni sembrano invece avere una gamma espressiva molto vasta; certo poi si capisce nella trama che alcuni di essi non sono ciò che sembrano ma i vari passaggi lasciano delle spiegazioni spesso deludenti.
Sembra quasi che l'idea di partenza sia affetta, almeno a parere di chi legge, da una dose eccessiva di buonismo legata all'idea della bontà delle emozioni e della necessità, pure condivisibile in assoluto, per gli esseri umani di collaborare insieme per la salvezza e il progresso comune: alla fine tutti gli arroganti mostrano una dose di umiltà, tutti gli scontri si ricompongono nell'armonia di un gruppo di amici, quelli che sembravano umili - anche senza motivi forti, come nel caso di Myros - vedono premiata la loro modestia con il riconoscimento della gloria da ogni parte, infine, come una colata di melassa, l'amore corrisposto corona ogni coppia che si forma dall'inizio del libro, dopo aver superato incomprensioni o separazioni.
Le stesse ingenuità si ritrovano nello stile: l'uso continuo una punteggiatura invadente spezza la lettura, i puntini di sospensione ricorrono in media una dozzina di volte per pagina, mentre l'espediente delle virgolette per marcare come soggettiva l'espressione del personaggio tolgono al lettore la facoltà, centrale dal suo punto di vista, di interpretare il testo senza raggiungere un effetto di naturalezza.
Un peccato perchè queste piccole ma frequenti cadute, che verrebbe quasi da definire di ingenuità narrative, finiscono per appiattire un'idea che gestita altrimenti potrebbe essere buona e che mostra comunque un ottimo livello di cura editoriale.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Polyfilo

Dettagli del libro
  • Titolo: La soglia proibita
  • Autore: Paolo Barbera
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: -
  • ISBN-13: 9788863692013
  • Pagine: 480
  • Formato - Prezzo: Paperback - Euro 26,00
 

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