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27 settembre 2012

Una catena di piume - Matteo Zanellati

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I Contenuti

Quando siamo motivo di delusione ognuno di noi si difende e punisce come meglio può. Con fatica e con il tempo, il Maestro Parisi è riuscito, comunque, a mettere tutto in un cassetto, anche se ha continuato a tenerlo socchiuso. Una mattina però, il fato torna a bussare alla vetrina della Liuteria Parisi ma esistono davvero le seconde possibilità?.

La Recensione

Una catena di piume è il romanzo d'esordio di Matteo Zanellati; concepito originariamente come una sceneggiatura cinematografica ne mostra tutte le caratteristiche, nello stile immediato ed estremamente visivo che è contemporaneamente pregio e difetto di quest'opera. 
Zanellati racconta una storia semplice, un breve scorcio nella vita di un liutaio di fama internazionale a cui il destino offre un'opportunità più unica che rara: quella classica "seconda occasione" che molti di noi hanno desiderato per rimediare ad un errore commesso in gioventù e che ha stravolto la nostra esistenza. Quando nel suo laboratorio si presenta Francesco, giovane studente desideroso di apprendere ogni dettaglio sulla fabbricazione dei violini, per Parisi si spalancano inaspettatamente le porte di un passato che credeva sepolto, sconvolgendo la vita di quieta rassegnazione che conduceva da troppi anni, da quando il guizzo creativo che aveva fatto la sua fortuna l'aveva abbandonato, insieme all'amore di una vita.
La vicenda si sviluppa velocemente, tra fugaci conversazioni, insistenti deja-vu e lunghi silenzi, attraverso i quali l'autore presenta i suoi personaggi, i loro pensieri e le loro emozioni, proprio come accadrebbe in un film, in cui non c'è spazio per lunghe e approfondite descrizioni. Infatti l'unica sequenza descrittiva è presente all'inizio del racconto, quando Zanellati delinea l'ambientazione della sua storia, la città di Ferrara, e i suoi protagonisti, e, in tutta onestà, si tratta di una delle sequenze meno riuscite dell'opera perché eccessivamente lineare e ripetitiva. La descrizione di Ferrara sembra infatti presa dalla quarta di copertina di una guida turistica; ad essa fanno seguito le presentazioni dei personaggi principali strutturate in modo più adatto al copione di un film che ad un'opera narrativa. Se Una catena di piume fosse rimasta la sceneggiatura di un film non sarebbe un problema ma volendolo divulgare come racconto queste sequenze andrebbero rivedute ed arricchite, così come andrebbe sistemata la coordinazione tra le diverse scene che spesso si susseguono con stacchi troppo netti e senza un vero nesso logico, sensazione che solitamente non si avverte di fronte ad una pellicola cinematografica, nella quale siamo abituati a vedere condensati in un paio d'ore storie che si sviluppano anche nel corso di anni, ma che in un romanzo tolgono organicità al racconto. L'opera rimane comunque piacevole e scorrevole, sebbene a dir la verità la vicenda risulti piuttosto prevedibile; è infatti chiaro fin dalle prime pagine quale sia la vera identità del giovane Francesco e quali eventi del passato abbiano privato il povero Parisi della sua creatività. Anche i personaggi risultano piuttosto stereotipati: il giovane proiettato vero il futuro che crede che la tecnologia possa rimpiazzare totalmente la creatività, l'anziano liutaio che sa che il segreto per costruire un buon violino risiede nell'anima, l'enigmatica "femme fatale" che spunta dal nulla e nel nulla svanisce, come ogni grande amore che si rispetti, il fedele aiutante dalla mente semplice ma dal cuore grande. In definitava una storia significativa e coinvolgente ma un po' "telefonata".


Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Valetta

Dettagli del libro
  • Titolo: Una catena di piume
  • Autore: Matteo Zanellati
  • Editore: AltroMondo editore
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN: 9788890676161
  • Pagine: 124
  • Formato - Prezzo: Brossura - 15,00 Euro 

    13 maggio 2011

    Tutto il nulla - Giuseppe Mossa

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    I Contenuti

    Un percorso di analisi filosofica dove ogni tappa del percorso, coincide con un fatto quotidiano. La normalità diventa il punto di partenza per riflettere, per porsi delle domande, frutto di un malessere esistenziale. Piccole scintille di saggezza per trovare nuove occasioni di valutazioni critiche sulla realtà che ci circonda.

    La Recensione

    "Ciò da cui muove la mia ricerca è il desiderio di evitare di non vivere appieno la vita per il timore della morte; ma più si sa, più si crede di dominare le cose."
    Questa citazione del testo potrebbe forse bastare a dare un'idea chiara dei propositi dell'autore e dei contenuti di questo libro; un insieme di riflessioni che potremmo dire esistenziali, ma non necessariamente filosofiche. Lo sguardo non si alza verso il cielo, la mente e gli occhi rimangono concentrati sul panorama, complesso, apparentemente vuoto, ma pieno di tutto, della nostra realtà. Muovendosi così tra religione, politica, filosofia, il flusso spontaneo delle sue riflessioni lucidi carezza la vita di tutti i giorni. Senza pretendere di avere tutte le risposte, convinto che, appunto, la somma algebrica delle conoscenze non reca con sé la salvezza. Il tutto da un punto di vista agnostico, come l'autore ribadisce e rivendica spesso, e con un leggero ma piacevole velo di ironia.
    Queste le premesse ed i propositi di Tutto il nulla: il risultato, tuttavia, non convince. La struttura del libro non risulta particolarmente adatta; sembra di avere davanti una tesi di laurea, rigorosa e rigida nella sua impostazione, nella presenza di note, bibliografia, e quant'altro. Apprezzabile il contributo bibliografico, ma pare fortemente fuori luogo, finisce spesso con lo stridere con i contenuti. Ci sono passaggi piuttosto semplici, sostenuti da richiami bibliografici altisonanti e assolutamente sconosciuti per il lettore medio. Nel suo infinito spaziare l'autore sembra pescare a caso. Altre volte, i passaggi diventano fin troppo ostici e criptici, e il lettore non può contare sul supporto delle note.
    Non è solo un problema di struttura formale: il testo manca completamente di organicità. Risulta ancora più evidente se inserito in questa struttura da tesi di laurea, sembra mancare, banalmente, proprio la tesi centrale. Manca un filo conduttore, il lettore si trova completamente spaesato. Come se non bastasse, i frequenti cambi di registro, dovuti all'inserimento di sequenze narrative e romanzate, complicano il quadro. Infine, da segnalare anche una vistosa ridondanza di contenuti e riflessioni. Come la disputa terminologica tra l'ateismo e l'agnosticismo, che si ripropone più volte nelle stesse modalità e nei stessi termini.
    Va bene voler esprimere delle riflessioni, delle suggestioni spontanee senza volerle inserire in un disegno chiaro e preciso, ma sarebbe opportuno mantenere un minimo di fluidità. Il lettore non sa che pesci pigliare, la sua attenzione non può che scemare sempre di più; e nel continuo, e sempre più fiacco tentativo di inseguirne il senso, ci si ritrova di colpo alla fine del libro, senza un solo pensiero che sia rimasto impresso nella memoria.


    Giudizio:
     +2stelle+

    Articolo di Tancredi

    Dettagli del libro
    • Titolo: Tutto il nulla
    • Autore: Giuseppe Mossa
    • Editore: Altromondo
    • Data di Pubblicazione: 2010
    • Collana: Iride
    • ISBN-13: 9788862815222
    • Pagine: 156
    • Formato - Prezzo: brossura - 13,00 Euro
     

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