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12 luglio 2013

Letteratura di viaggio: Londra

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When a man is tired of London, he is tired of life; for there is in London all that life can afford.
- Samuel Johnson


Antica eppure modernissima, tradizionalista e multiculturale, frenetica ma ricca di oasi nascoste dove potersi ritirare per sfuggire al delirio della modernità, Londra è una metropoli unica.
E piovosa. Nonostante il clima infelice e il cibo innominabile, gli italiani adorano Londra (non sono altrettanto sicura che gli inglesi adorino gli italiani, ma essendo mediamente un popolo paziente ne sopportano abbastanza bene l'invasione), vuoi per la sua vivacità, vuoi per il fascino delle sue tradizioni o per il vastissimo repertorio di divertimenti e intrattenimenti culturali che la capitale inglese offre. Per quel che mi riguarda, Londra è una città che non mi stanco mai di visitare e ad ogni visita finisco sempre per scoprire qualche caratteristica nuova e misteriosa che me la fa adorare ancor di più e so per certo che non potrei mai suggerivi un elenco di libri veramente esaustivo che vi permetta di assorbire i mille spiriti della città.
Come potrà confermarvi qualunque inglese, Londra è qualcosa di unico all'interno della stessa Inghilterra, per cui merita un capitolo a sé nel panorama della nostra letteratura di viaggio. Quello che voglio suggerire qui è qualche spunto che vi dia un'infarinatura su com'è cambiata la vita e la cultura londinese negli ultimi due secoli; vedrete che, in rispetto degli innumerevoli volti della metropoli, la scelta copre un numero infinito di generi, dal fantasy al thriller, dal saggio al romanzo sentimentale. 
Se poi la vostra curiosità dovesse esser stuzzicata suggerisco questo meraviglioso sito (oltre a una bella gitarella nella capitale inglese!): London Fiction


Perdonatemi ma inevitabilmente non posso che partire da Dickens. Se già siete un po' pratici di letteratura inglese vi autorizzo a saltare questa sezione, altrimenti mi spiace dirvi che lo zio Charles è tappa obbligata, perché nessuno come lui ha saputo descrivere la Londra vittoriana dai quartieri più eleganti ai sobborghi più umili in modo così vivido e realistico. Non per niente alcune agenzie turistiche forniscono oggi la possibilità di tour guidati nella Londra di Dickens. Tra i suoi romanzi una buona parte è ambientata nella capitale, io personalmente sorvolerei sull'ultracitato Oliver Twist e mi butterei sui suggestivi Il nostro comune amico  (Our mutual friend) e Casa Desolata (Bleak House). Nel primo due vicende s'intrecciano: quella del giovane Harmon, legittimo erede delle fortune paterne di cui non riesce a entrare in possesso, e la storia dell'avvocato Eugene innamorato di Lizzy. Fra tentati omicidi, cadaveri ripescati nel Tamigi, clausole legali e riconciliazioni finali, l'atmosfera del romanzo è dominata dal cupido potere del denaro.
Il secondo invece è una satira della costosa e rovinosa procedura dell'antica corte della Cancelleria, illustrata dal caso di eredità Jarndyce & Jarndyce, che viene interamente assorbita dalle spese legali, provocando la rovina e la morte d'un giovanotto inconcludente, Richard Carstone che, con la cugina con cui si era segretamente sposato, mirava a mettere le mani su quella eredità. Il libro è pieno di scene truci come un romanzo nero, dove, tra i vicoli bui e maleodoranti, si muovono figure sospette e anche le cose assumono un'aria sinistra.
Le nostre recensioni:
Il nostro comune amico
Casa desolata

 
Facciamo un salto avanti di qualche decennio e gustiamoci una Londra di fine Novecento, così come se l'era immaginata G.K. Chesterton in Il Napoleone di Notting Hill. In questo romanzo distopico, scritto nel 1904, l'autore immagina una Londra in cui il lavoro massacrante e la burocrazia abbiano prosciugato lo spirito umano. Quando un occhialuto impiegatuccio di nome Auberon Quinn viene estratto a sorte come nuovo regnante, egli decide di trasformare la città in un carnevale medievale per il suo personale divertimento. Un uomo, Adam Wayne, prende la trasformazione sul serio e organizzia un esercito a Notting Hill per combattere l'invasione dai quartieri vicini. Dapprima il progetto stupisce tutti, ma alla fine la sua deidizione di dimostra contagiosa e i risultati saranno deliziosi.

Avanziamo nella Londra della Seconda Guerra Mondiale per leggere il romanzo più bello di Graham Green, Fine di una storia (The end of the story). Henry è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandestini. Durante uno di questi momenti d'intimità, una bomba esplode nell'edificio in cui si trovano. Maurice è privo di conoscenza o forse addirittura morto. Sarah fa voto di interrompere la loro storia, se il suo amato si riprenderà. Poco dopo l'uomo si risveglia misteriosamente e così smettono di vedersi. Anni dopo, Maurice incontra Henry, che teme di essere tradito dalla moglie. Lo scrittore, ancora innamorato e ferito, non riesce a rimanere indifferente al pensiero che Sarah frequenti un altro. Inizia a farla pedinare da un detective, cerca d'incontrarla. In realtà Sarah non ha nessuna relazione, ma è in fin di vita. La verità sulla brusca interruzione del loro amore e la morte dell'amante gettano Maurice nella disperazione.

Una decina di anni dopo incontriamo un altro must della cultura londinese: Principianti assoluti (Absolute beginners) di Colin MacInnes. Scritto nel 1959, il romanzo ricostruisce i fermenti e le dinamiche all'origine di quel fenomeno che sarebbe stato battezzato come ribellione giovanile. Tra Soho e Notting Hill, tra i fumosi jazz club, bar di quart'ordine e bizzarri personaggi della "working class" che lottano per rimanere a galla nei bassifondi della metropoli, il giovane fotografo Colin è alfiere nel mutamento dello stile di vita per tanti "principianti assoluti", in una nuova era fatta di status symbol e di scontri razziali per le strade. Con una prosa schietta e affilata, il romanzo celebra la Londra avviata a diventare "swinging" negli anni Sessanta, attestandosi come un classico della cultura mod, il manifesto di chi vive per "l'anima e lo stile".

Ci sarebbe poi tutta la produzione di Peter Ackroyd, il cui culmine dal nostro punto di vista è sicuramente Londra, La biografia - non racconto cronologico, non canonica monografia - di una città unica al mondo per storia, fascino, spessore e varietà urbanistica. Londra come labirinto di pietra e di carne, organismo vivente e vorace, che ingoia cibo, merci e persone per alimentare la sua incessante espansione. La rumorosa città medioevale, con il ruggito di una mostruosa creatura, e le urla che squarciano le notti di Whitechapel al passaggio di Jack lo Squartatore. Islington che prende il posto dei campi assolati, e Notting Hill riportata all'ottocentesco splendore. E poi i bordelli romani e gli attuali night-club, le insegne delle antiche botteghe e i crudi graffiti metropolitani, la cucina carnivora, le sontuose architetture e i vicoli più oscuri...

Mi piace poi citare un'autrice inglese poco conosciuta in Italia, Iris Murdoch (qualche anno fa è uscito un po' in sordina un bellissimo film a lei dedicato, Iris, con Kate Winslet e Judi Dench), che a Londra ha ambientato il suo Una testa tagliata. Pubblicato nel 1961, è un romanzo che ha per tema la natura dell'amore: o meglio, del piacere amoroso, dell'attrazione sessuale, la natura del possesso e della gelosia, della vanità e della debolezza nella schermaglia d'amore. Amore, s'intende, giocato tra adulti che sanno quel che fanno in un mondo dove tutto è permesso. A prenderla di lontano, si potrebbe dire che il romanzo pigli l'avviata da una matta di scozzese che ti scodellò, a suo tempo, due figlioloni, uno di padre americano e l'altra di padre ebreo, sessualmente irresistibili. Il figlio americano fa lo psicanalista, la figlia ebrea l'antropologa. E poi ci sono due fratelli angloirlandesi, che si ritengono sessualmente più irresistibili di quanto in realtà non siano: i Lynch-Gibon (e uno di questi, Martin, racconta la storia). Ma ahimè questi due, come équipe, sono un po' disgraziati perchè finiscono per dover gareggiare solo tra loro. La moglie di uno dei Lynch-Gibon, Antonia (che è anche il bandolo della ingarbugliata matassa), ha 46 anni, cinque più del marito a cui anche è superiore per condizione sociale: è avida di potere, di ammirazione e ha assolutamente bisogno di un costante conforto sessuale. C'è poi anche una ragazza, Georgie, di professione economista e capace, sembra, di amore disinteressato (e qui viene in mente il Cocktail Party di Eliot). Tra tutti e cinque questi personaggi si disputa, lungo l'intero romanzo, una specie di torneo di tennis a squadre: inutile dire che padroni del campo, alla fine, restano i due irresistibili...

Un vero e proprio must per assorbire la London Culture è ovviamente Nick Horby, del quale possono andare benissimo Febbre a 90, Alta fedeltà, Un ragazzo e Non buttiamoci giù. La sua è la Londra pop degli anni '90 e 2000, quella delle cartoline con la cabina telefonica rossa in primo piano e il Big Ben sullo sfondo, quella che potete osservare quando, seduti i metropolitana, alzate lo sguardo dal libro di Horby che state leggendo. Per simpatia personale (e perché mi era piaciuto il film con John Cusack) vi parliamo di Altà fedeltà:in una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni ancora pieni di voglia di vivere. Commovente, scanzonato, amaro, ma soprattutto molto divertente.


C'è un poi un atuore cult fra gli scrittori inglesi contemporanei di narrativa grottesca e surreale, ed è Will Self. Voglio qui citare il suo How the Dead Live sebbene non esista la traduzione italiana. Per chi si volesse cimentare con l'originale, la storia è quella di Lily Bloom che dopo la morte viene trasportata in una nuova casa nel nord est di Londra, accompagnata da uno spirito guida grazie al quale imparerà ad adattarsi allo stile di vita dei morti.

Spostiamoci nel 21esimo secolo, dove il tema predominante nella letteratura sembra esser diventato quello della multiculturalità e dell'integrazione, sebbene Londra multiculturale lo sia da secoli, a causa del suo passato coloniale. Partiamo da quello che sta già diventando un classico moderno, Denti bianchi di Zadie Smith. Due famiglie, i Jones e gli Iqbal, le cui vite sconclusionate racchiudono gli ottimismi e le contraddizioni del secolo appena concluso. Archie Jones è un tipico proletario inglese, mentre il suo migliore amico è il bengalese e mussulmano Samad Iqbal. Si sono conosciuti su un carrarmato alla fine della Seconda guerra mondiale, diretti a Istanbul e ignari del fatto che la guerra era già finita. Riunitasi a Londra trent'anni dopo, questa coppia improbabile si ritrova coinvolta nel ciclone politico, razziale e sessuale di quei tempi.
La nostra recensione: Denti bianchi.


Altro romanzo molto carino che ci dà un'idea chiara della Londra moderna è Sette mari tredici fiumi (Brick lane) di Monica Ali che ci porta a scoprire le nuove comunità indiane e del Bangladesh che popolano l'ara attorno a Brick Lane. Nazneen ha sempre saputo che ribellarsi al Destino è una battaglia persa, fin da quando sua madre, convinta di essere preda di un'indigestione, l'ha partorita più morta che viva nel fango di un villaggio del Bangladesh. Nessuno l'ha soccorsa in quell'occasione. E nessuno è intervenuto quando, anni dopo, si è trasferita a Londra per sposarsi con Chanu Ahmed, un uomo grasso con la faccia da rana e il doppio dei suoi anni. Scelto da suo padre. Immigrata tra immigrati nel cuore dell'East End londinese, le sue giornate si susseguono al chiuso di un appartamentino soffocato da mobili scuri. Il fiume della vita scorre davanti ai suoi occhi malinconici, mentre il velleitario Chanu dedica tutto il tempo a inseguire una promozione che non arriverà mai.

Concludiamo con un opera un po' particolare: Nessun dove di Neil Gaiman, particolare perché ambientata in una Londra immaginaria situata nel sottosuolo. Sotto le strade di Londra c'è un mondo che la maggior parte delle persone non riesce neppure a immaginare. Una città di mostri e di santi, di assassini e di angeli, cavalieri in armatura e pallide ragazze in velluto nero: questa è l'altra Londra di chi è precipitato tra le fenditure. Richard Mayhew è un giovane uomo d'affari che sta per scoprirla: un singolo atto di generosità lo catapulta lontano da una vita tranquilla e prevedibile e lo fa entrare in un mondo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. C'è una ragazza di nome Porta e delle persone che vogliono ucciderla. C'è un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, un signore, Old Bailey, che abita sui tetti. Ci sono ratti intelligenti e un Conte che tiene il proprio seguito sulla carrozza di un treno della metropolitana. Un ponte nella notte sta a guardia della perigliosa via verso Knightsbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c'è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la piú fervida immaginazione… Richard, che vorrebbe solo tornarsene a casa, troverà ad attenderlo uno strano destino. Laggiú, sotto le strade della sua città - in quel luogo chiamato Nessun dove.

Lo ripeto, questa è giusto una misera selezione delle possibilità offerte, partite da dove volete secondo le vostre preferenze, buona lettura e Mind the gap!

Articolo di Valetta 



Nota: immagini liberamente reperite su Google. Le sinossi dei libri accanto delle copertine sono tratte da Amazon. 

09 luglio 2013

Nati per leggere

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Immagino che i frequentatori della Stamberga siano appassionati lettori, quando anche autentici divoratori di libri: in quanto tale, spesso mi sono chiesta in che modo avrei potuto contagiare i miei figli con l'amore per la lettura.
Devo dare ragione a Daniel Pennac, che sostiene che "leggere" è un verbo che non ammette l'imperativo, tanto quanto "amare" o "odiare": puoi anche legare qualcuno alla sedia come Alfieri, ma non potrai mai costringerlo a leggere e soprattutto a farlo, prima o poi, con passione.
"Nati per leggere" promuove la lettura ad alta voce per i bambini dai sei mesi ai sei anni: "la stimolazione e il senso di protezione che genera nel bambino il sentirsi accanto un adulto che legge e racconta storie già dal primo anno di vita(...) è impareggiabile. Il beneficio che il bambino trae dalla lettura a voce alta, operata in famiglia in età prescolare, è documentato da molti studi. Il precoce e quotidiano contatto con i libri e la lettura mediati da mamma e papà favorisce il futuro successo scolastico dei bambini".
Il bambino, seduto tra le braccia di una persona amata, si sente sicuro e protetto, nonché al centro dell'attenzione: il momento della lettura diventa così un piacere, una coccola che il bambino prima accetta volentieri e che, poi, sarà lui stesso a richiedere. E sarà per ricreare e ritrovare questa atmosfera di tenerezza e piacere che, da grande, prenderà in mano lui stesso un libro.
Certo, leggere per un pupetto di sei mesi non è cosa da poco. Innanzitutto la soglia dell'attenzione a questa età è molto bassa, quindi i primi tentativi potrebbero essere frustranti. L'immagine del logo, con questo abbraccio tenero mamma-bebè, e il pupo tutto attento al libro sarà replicabile solo per alcuni...secondi, almeno nei primi tempi: poi sarà tutto un divincolarsi e un cercare altri svaghi. Starà al genitore inventarsi nuovi modi di attirare l'attenzione del figlio, trasformandosi in attore e leggendo con grande enfasi. Esistono librini di soli "ehh!", "ahh!", "oooohhh!!", che a noi adulti paiono assurdi, mentre per un bimbo di pochi mesi sono interessantissimi, se intonati come si deve.

Siccome non tutti nasciamo attori, le biblioteche organizzano letture animate per i più piccoli, grazie a volontari e veri attori che si prestano al gioco: mi assicurano che assistere a questi incontri è divertente anche per gli adulti.
E la biblioteca si propone anche come luogo accogliente per i bambini, dove leggere è un piacere e un gioco, grazie a spazi arredati appositamente per i piccoli lettori, con cuscinoni, tappeti di gomma, poster colorati. Spesso i libri si trovano in scatole colorate insieme a pupazzi di peluche e altri giochi.
Qui un genitore potrà trovare ispirazione per le letture dei propri figli: "Nati per leggere" propone un catalogo di letture adatte ad ogni età, che sicuramente i bibliotecari conoscono e possono consigliare.
Come primo approccio, si consigliano rime, filastrocche e ninne nanne, perché ritmo e ripetizione aiutano la memoria e producono piacevoli effetti sonori, da accompagnare anche con movimenti del corpo.
Ci sono libri proposti per le fasi critiche dello sviluppo del bambino: le prime pappe, la nanna e l'uso del vasino (i libri sulla cacca sono gettonatissimi!). E storie che vengono in aiuto nei momenti di crisi, come i capricci o i comportamenti che a un adulto possono sembrare inspiegabili: ecco che il libro diventa una coccola, un'occasione per "stemperare in un sorriso tensioni e malumori", un gioco per far tornare il sorriso a genitori e figli.
E quando il bimbo diventa più grande, insieme a lui crescono anche i libri, con storie più complesse, approfondimenti sulla natura e la vita di tutti i giorni, argomenti che stimolino la sua curiosità.
Importante, per il genitore, è non scoraggiarsi di fronte ai primi insuccessi; procurare al pupo libri che possano essere maltrattati, meglio se robusti, o di stoffa o plastica: i bambini mettono in bocca tutto e non hanno ancora la buona grazia necessaria a maneggiare un libro prezioso; non imporre mai la lettura e, viceversa, mai rifiutarsi di rileggere la stessa storia, anche se fosse la millesima volta (e guai a cambiare una parola!).

I tecnicismi li lascio al sito dell'iniziativa e agli incontri che la promuovono - consiglio di partecipare, ne vale la pena. Certo, dopo aver appreso che è nei primi mesi di vita che le connessioni neuronali hanno il maggiore sviluppo e che affinché ciò avvenga è necessario stimolare il più possibile il bambino, anche il genitore modello entra in crisi, roso da dubbi e assillato dall'insicurezza "lo stimolerò abbastanza, questo pupo?". E una volta a casa, ecco il genitore preparare la stanza dei giochi con pianoforte e batteria, per stimolare movimento e udito; oggetti di tutti i materiali e le consistenze, per il senso del tatto; percorsi-vita che metterebbero alla prova anche un atleta olimpico.
No, signori, non serve leggere "Guerra e pace" in versione ridotta per sei-mesenni: l'obiettivo non è creare dei piccoli geni. Come ben dice il pediatra spagnolo Carlos Gonzales, "quello che i genitori danno al figlio quando giocano con lui non sono conoscenze o tecniche di studio, ma la meravigliosa sensazione di sentirsi amato [...]". (Da "Bésame mucho", 2008)
L'importante è fare le cose con amore e per amore. Lettura compresa.

Bibliografia essenziale:
  • Nati per leggere - Una guida per genitori e futuri lettori, a cura di Nives Benati, 2008
  • Me lo leggi?, Giorgia Cozza, 2012
  • Come un romanzo, Daniel Pennac, 1993
  • Libri e lettura da 0 a 6 anni, Rita Valentino Merletti, 2001
Articolo di Pythia

04 luglio 2013

Young Adult: letteratura o spazzatura?

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Oggi parliamo di Young Adult. Ecco, già vedo molti di voi saltellare entusiati di fronte allo schermo mentre altri tenteranno di strangolarsi con il cavo del mouse. Eh sì, perché l'invasione endemica in tutt'Italia di titoli e collane con questa etichetta ha toccato livelli così estremi che le reazioni di fan e oppositori del genere hanno oramai raggiunto livelli piuttosto violenti.
Diciamo le cose apertamente: per il lettore mediamente esperto dire Young Adult (da qui in poi YA, per brevità) equivale a parlare di cazzate, complici soprattutto le orde di ragazzine urlanti pronte a sacrificare la propria virtù all'altare di un vampiro sberluccicante e le case editrici piccole e grandi determinate a spremere la Twilight Mania fino allo stremo, inondando il mercato di libri-fotocopia dalle copertine accattivanti e dalle trame insulse.
Diciamo altrettanto apertamente che dietro questi giudizi negativi c'è anche un po' di spocchia da parte di chi fa di tutta l'erba un fascio e ci tiene a sottolineare lui/lei a quindici anni leggeva Guerra e Pace in lingua originale e non certe idiozie da adolescenti ormonalmente instabili.
Lasciando da parte il fatto che i ragazzini sono appunto ragazzini e che se in gruppo si lasciano andare a fenomeni di isteria collettiva per uno pseudo-vampiro, un po' perché ci credono e un po' perché fa figo, ciò non li rende necessariamente cerebrolesi destinati a diventare tronisti o olgettine, è importante osservare che i romanzi identificabili come YA includono un'area molto vasta di letteratura tra cui si annoverano porcherie mostruose e lavori di ottima qualità.

Partiamo col dire che lo YA più che un genere è una categoria di mercato o

comunque un macro-genere, in quanto comprende opere che spaziano dal fantasy al romanzo sentimentale, dal giallo al romanzo distopico, e che si riferisce a quelle opere scritte e pubblicate rivolgendosi ad un pubblico di adolescenti e pre-adolescenti (grossolanamente la fascia d'età compresa tra i 12 e il 18 anni). Altra precisazione è che, sorpresa sorpresa, non si tratta di una categoria inventata dai pubblicitari ma di una realtà letteraria di cui si parla apertamente da più di due secoli, ovvero da quando gli scrittori iniziano a riconoscere la diversità fra lettori bambini e ragazzi e concepiscono così opere che possano intrattenere un pubblico di quell'età. Nascono così classici immortali come Oliver Twist, Grandi Speranze, Alice nel paese delle Meraviglie, Le avventure di Tom Sawyer, L'isola del tesoro e Lo Hobbit.
La caratteristica principale che distingue questi primi esempi dal concetto di YA moderno è il fatto che i libri citati furono scritti da adulti con lo scopo di intrattenere i ragazzini. Si riconosceva agli adolescenti gusti più complessi di quelli di un bambino ma non ancora così sofisticati come quelli di un adulto e si mirava a divertirli e appassionarli con racconti avventurosi che ancora includessero una certa dose di fantasia ma avessero allo stesso tempo una trama in qualche modo elaborata.


Il grande cambiamento arriva a metà del 1900 ed esplode appieno a partire

dagli anni '60. Gli adulti prendono coscienza del "lato oscuro" dell'adolescenza: l'instabilità dell'età della crescita porta i ragazzini ad annaspare in una società in evoluzione in cui realtà come il divorzio, la maggior libertà sessuale ma anche la droga e la violenza si diffondono all'improvviso. Ecco che allora gli scrittori decidono di affrontare a viso aperto i drammi e le difficoltà dei giovani adulti, dapprima semplicemente raccontando come narratori esterni e poi rivolgendosi direttamente al proprio pubblico tentando di immedesimarsi nelle storie raccontate.
Comincia così l'epoca di romanzi "scandalo" (che ai nostri occhi smaliziati in alcuni casi fanno un po' sorridere) come Il giovane Holden e Il signore delle mosche, in cui ribellione esplicita all'autorità, depressione e violenza entrano dirompenti nella letteratura per adolescenti.
Il vero spartiacque è però considerato l'uscita de I ragazzi della 56° strada di S.E. Hinton, fondamentale perché è per la prima volta un giovane adulto a raccontare i suoi coetanei, e la prospettiva che offre non è certo di quelle zucchero e miele diffuse fino ad allora.

Da questo momento in poi gli autori, siano essi adulti o adolescenti loro stessi, si mettono al livello dei protagonisti dei loro racconti sia nelle trame delle loro opere che diventano sempre più realistiche ed attuali, sia nel linguaggio che tende a rispecchiare il più possibile quello dei giovani. E' l'evoluzione moderna del vecchissimo romanzo di formazione (avete presente Pinocchio?): quelle coming of age novels che piacciono tanto agli americani e che hanno per protagonisti adolescenti alle prese con i problemi e i drammi tipici della crescita. Lo scopo è quello sia di raccontare ad un pubblico in costante crescita storie con cui possa facilmente identificarsi e relazionarsi, sia quello educativo di guidare e offrire ai ragazzi una voce amica. E' così che argomenti come il divorzio dei genitori, le prime esperienze sessuali, i primi amori, l'omosessualità, la droga, e l'alcolismo fanno il loro ingresso in massa nella letteratura in opere oramai diventate di culto come Noi siamo infinito. Ragazzo da parete di Stephen Chbosky, uno dei romanzi di riferimento per i ragazzini degli anni Novanta, entrato di diritto nella pop culture della civiltà occidentale.
Il realismo e la qualità di queste opere hanno fatto sì che avessero un enorme successo non solo nel giovane pubblico a cui si rivolgevano, ma anche tra lettori più adulti. 


Il giovane Holden di J.D.Salinger

"Non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. Niente di più di quel che ho raccontato a D.B., con tutto che lui è mio fartello e quel che segue. Sta a Hollywood, lui. Non è poi tanto lontano da questo lurido buco, e viene qui a trovarmi praticamente ogni fine settimana. Mi accompagnerà a casa in macchina quando ci andrò il mese prossimo, chi sa. Ha appena preso una Jaguar. Uno di quei gingilli inglesi che arrivano sui trecento all'ora. Gli è costata uno scherzetto come quattromila sacchi o giù di lì. E' pieno di soldi, adesso. Mica come prima. Era soltanto uno scrittore in piena regola, quando stava a casa".

I ragazzi della 56° strada
di S.E. Hinton

Ponyboy ha quattordici anni, ma sa da tempo quanto è difficile la vita: per lui, per i suoi fratelli e per tutti gli amici della banda di Greaser, colpevoli di vivere "nel lato sbagliato della metropoli". Ambientato nell'America degli anni Sessanta, il romanzo è percorso dai segni della solitudine, del disadattamento, della violenza; ma anche dal bisogno di affetto, di giustizia, di amicizia. Se alla fine prevale la catarsi sulla tragedia, è perché, come nel grande modello dei Ragazzi della Via Pal, il cuore dei giovani è sempre più grande della società che li ospita. In appendice le schede illustrative propongono: documenti e testimonianze dirette sulla realtà americana che fa da scenario al romanzo; un dossier attualissimo sull'origine e le caratteristiche dei gruppi giovanili in Italia (dai punks ai paninari); parametri storici e sociali per aiutare i giovani lettori a interpretare criticamente gli inquietanti episodi di violenza che la cronaca ci propone ogni giorno. Da questo libro Francis Coppola ha tratto il film omonimo.

Noi siamo infinito. Ragazzo da parete di Stephen Chbosky

Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.


Quella a cui abbiamo assistito nell'ultima decina d'anni è per certi aspetti un'involuzione di questa tradizione letteraria: i ragazzini sono diventati soprattutto una categoria di mercato da irretire e sfruttare selvaggiamente. Per questo motivo, molte delle problematiche affrontate nel decennio precedente sono state messe da parte per far posto ad un unico tema centrale, il primo amore. Abilmente camuffati dietro l'accattivante aura del fantasy (che da Harry Potter in poi è diventato un genere mainstream) i nuovi YA sono di fatto dei romanzetti d'amore in cui il brutto anatroccolo si scopre cigno e conquista il cuore del più figo della scuola che, incidentalmente, è bellissimo, ricchissimo e solitamente un vampiro. Niente di male nelle storie d'amore se non fossero costruite su personaggi piatti e privi di personalità che popolano racconti banali, prevedibili e senza spina dorsale, adatti più a un gruppo di educande che a fan del fantasy e dell'horror i quali, giustamente, fuggono scandalizzati da questo tipo di opere.
Vampiri vegetariani che brillano al sole, battaglie combattute senza spargimenti di sangue ma solo a colpi di blande discussioni, buoni che vincono contro ogni probabilità e cattivi insulsi destinati inevitabilmente alla sconfitta sono solo alcune delle caratteristiche che rendono libri come Twilight, Marked, Il diario del vampiroSwitched e compagnia cantante, lavori di qualità medio-bassa che davvero spiace veder associati alla saga del maghetto. Nemmeno i libri di J.K.Rowling sono opera di un genio ma hanno da subito dimostrato di possedere intrecci e misteri in grado di sfidare l'intelligenza anche di un adulto e presentano personaggi ambigui e imperfetti, a partire dal protagonista; ma soprattutto la Rowling ha dato prova di fregarsene del tenero cuore dei suoi lettori eliminando personaggi preferiti a destra e a manca senza alcuna pietà. Non stiamo nemmeno a soffermarci sullo stile: queste autrici tendenzialmente conoscono quattro aggettivi e li utilizzano a rotazione nei loro romanzi, ignorano totalmente il concetto di ironia e tre quarti delle loro conversazioni sono del tutto insignificanti.

Fiumi di inchiostro (virtuale) sono

stati spesi per stabilire se questi libri hanno comunque una loro utilità nell'avvicinare i più giovani alla lettura o se sono invece estremamente dannosi per il tipo di valori che veicolano. A dirvela tutta non condivido alcune visioni catastrofiste: ci sta che le ragazzine fantastichino a occhi aperti sull'amore eterno come ci sta che parlino del Twilight del momento come di un capolavoro assoluto. Cresceranno e faranno esperienze, imparando che ci sono altre ambizioni oltre a sposarsi a diciassette anni col primo amore, che si è a malapena baciato. Mi preoccupa di più quando vedo lettrici che l'adolescenza l'hanno sorpassata da un po' e ancora definiscono libri di questo genere bellissime ed esemplari storie d'amore, oppure li esaltano come gioielli della letteratura mondiale. Così come mi preoccupa pensare che molte autrici di YA sono donne adulte che da come si esprimono e da ciò che raccontano sembrano più inesperte di un gruppo di scolarette.
Soprattutto se si considera che molto spesso questi romanzi veicolano un'immagine della donna totalmente dipendente e dominata da figure maschili prevaricatrici, pronta a rinunciare ai propri desideri e alle proprie ambizioni in nome di un fantomatico amore eterno che sa tanto di desiderio di possesso da parte dell'uomo. Oltretutto, spesso si suggerisce una criminalizzazione del sesso, per cui più un uomo è innamorato e meno desidera andare a letto con la sua amata e io mi chiedo come sia possibile che una donna adulta non si renda conto dell'assurdità di certe affermazioni o di quanto sia povero e insulso lo stile di ciò che sta leggendo. L'ho ribadito più volte: non c'è niente di male nell'amare le romanticherie né nel concedersi un po' di trash ogni tanto, l'importante è rendersi conto del valore di ciò che si ha tra le mani. E allora concediamoci qualche guilty pleasure ogni tanto, ma cerchiamo anche di recuperare un po' di senso critico e capire che Romeo e Giulietta o Cime Tempestose stanno al Twilight di turno come Johnny Depp sta a Danny DeVito.

Sul nostro blog abbiamo già osservato più volte però che non tutti i nuovi YA sono spazzatura. Tra chi si cimenta nel genere ci sono ancora scrittori degni di questo nome che sanno imbastire una trama articolata e complessa, anche se non sempre originalissima, che sappia puntare su qualcosa di più che il solito dramma del triangolo amoroso e che abbia abbastanza rispetto per i suoi lettori da racconti che stimolino un minimo di riflessione al di là del puro intrattenimento. Abbiamo ad esempio citato le saghe di Hunger Games e di Matched come esempi di romanzi distopici per i più giovani che, pur coi loro difetti, meritano sicuramente una lettura. Val la pena anche di segnalare autrici come Elleen Hopkins che in romanzi come Crank e Tricks affronta con linguaggio esplicito e crudo realtà scioccanti come la tossicodipendeza e la prostituzione minorile, o ancora John Green autore di bestsellers quali Città di carta, Will Grayson, Will Grayson e l'osannato The Fault in Our Stars.
Certo è inevitabile osservare, con un po' di sconforto, come tra gli YA quelli che sono semplicemente "Harmony travestiti" sono quelli che vanno per la maggiore vendendo quantità di copie imbarazzanti; questo dà particolarmente da pensare se si osserva che il 55% dei lettori di questo tipo di opere in realtà non è più tanto young ma è arrivato all'età adulta oramai da un pezzo.
Possiamo strapparci i capelli gridando allo scandalo fino alla morte oppure accettare che ci sono argomenti che arrivano alla pancia del lettore più facilmente e che uno stile più semplice e immediato è di maggior impatto per un pubblico più vasto. Poi ci sono le mode, il passaparola e l'infinito potere del marketing che fanno sì che ciclicamente dobbiamo subire un qualche nuovo fenomeno editoriale di dubbio valore e grande successo. Il che non significa che dobbiamo adeguarci alla maggioranza, se un libro fa schifo diciamolo pure ad alta voce e cerchiamo di promuovere romanzi che ci sembrano più meritevoli, ma evitiamo di vedere nel successo del Twilight di turno un segno del crollo della civiltà occidentale e di salire sul pulpito del predicatore che condanna senza appello alla lobotomia le vittime del vampiro.

Hunger Games di Suzanne Collins

Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Crank di Elleen Hopkins

Kristina Georgia Snow è la figlia perfetta: una studentessa modello, seria e tranquilla. Quando si trasferisce a casa del padre la sua vita cambia: la ragazza giudiziosa scompare e una nuova personalità sembra emergere, quella di Bree. L'incontro con il mostro, Crank, avverrà per opera di Adam, il ragazzo dei suoi sogni, tutto muscoli scolpiti e sorrisi smaglianti, di cui lei si innamorerà, senza realizzare che quell'amore ne farà a pezzi la vitalità, la giovinezza, l'entusiasmo. Quella che inizialmente sembrava una montagna russa di emozioni e di svaghi ben presto si trasformerà nell'inferno della dipendenza e di una totale perdita di controllo. Bree tenterà di trovare una via di scampo, tra mille difficoltà, e la sua sarà una battaglia per recuperare la sua anima e la sua mente: in altri termini, la sua vita.

Città di carta di John Green

Quentin è innamorato di Margo Roth Spiegelman da sempre. Tra loro c'è un legame speciale da quando, all'età di nove anni, hanno ritrovato insieme in un parco il corpo di un ragazzo morto suicida. Dopo anni di amicizie ed esperienze diverse, poco prima del diploma Margo riappare alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Sembra l'inizio di una nuova fase insieme. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente, come ha già fatto altre volte. Solo che questa è diversa. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.


Sappiate però che il fenomeno, dopo quasi un decennio di gloria sta un po' andando in crisi: le lettrici di YA stanno crescendo e cercano qualcosa di nuovo. Ma non disperate, le case editrici si sono già messe all'opera e si sono inventate un nuovo genere di sana pianta: il New Adult, per quei giovani che non son più adolescenti ma nemmeno del tutto adulti. Qui bisogna dire che le prospettive sono molto peggiori rispetto a quanto detto per gli YA e dietro al nome accattivante sembra nascondersi il nulla più totale. Ma questa è un'altra storia che vi racconteremo nel prossimo articolo!


Articolo di Valetta 

Nota: immagini liberamente reperite su Google. Le sinossi dei libri a sinistra delle copertine sono tratte da Goodreads. 
Per maggiori informazioni: le nostre recensioni a Alice nel paese delle meraviglie, Il signore delle mosche, Noi siamo infinito, Twilight, Marked, La saga di Harry Potter, Switched, Hunger Games, Matched, Città di carta, Cime tempestose.


14 giugno 2013

Scrittori contro il regime

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“A drop of ink may make a million think.”
- George Gordon Byron

Il potere delle parole. Un clichè usato e abusato che ha la sua origine nelle civiltà pre-cristiane, dagli Antichi Egizi ai grandi filosofi greci come Platone. In tempi più recenti anche Edgar Allan Poe scrisse un racconto breve con questo titolo (non fra i più memorabili a dire la verità).
E qualcosa ci deve essere di vero in questo stantio luogo comune che va al di là di astratte speculazioni di intellettuali un po' snob se ancora oggi, nel 2013, ogni volta che un governo imbocca una strada autoritaria e repressiva, i primi a farne le spese sono quegli intellettuali che hanno avuto il coraggio di contestare il regime con loro parole e con i loro scritti.
Le parole comunicano le idee, veicolano informazioni, spingono le persone a pensare ed agire. Per questo chi le parole le sa usare al meglio, scrittori, poeti e giornalisti, si trova fra le mani un'arma potentissima, un'arma che i governi riconoscono e sono pronti a sfruttare quando asseconda le loro decisioni e a schiacciare senza pietà quando queste decisioni vengono contestate.
E' di pochi giorni fa la dichiarazione del Premio Nobel turco Orhan Pamuk che, insieme ad altri intellettuali suoi connazionali, ha pubblicamente criticato la svolta oppressiva del governo di Erdogan, schierandosi di fatto con le migliaia di manifestanti che stanno subendo nelle ultime settimane le violenze repressive della polizia turca.
Pamuk, che già da diversi anni soggiorna principalmente negli Stati Uniti, già nel 2005 era stato incirminato a seguito di alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera riguardanti il massacro, da parte dei turchi, di un milione di armeni e di trentamila curdi in Anatolia durante la prima guerra mondiale, massacro sul quale ancora oggi il governo turco mantiene una posizione ambigua rifiutandosi di ammettere che quanto accaduto rientri nella definizione di genocidio. L'incriminazione nei confronti Pamuk fu poi ritirata nel 2006, quando entrò in vigore il nuovo codice penale, nel frattempo però un sottoprefetto di Isparta aveva già ordinato la distruzione dei suoi romanzi nelle librerie e biblioteche.

Un'iniziativa che riporta facilmente alla memoria gli infami roghi di libri perpretati in Germania durante il regime nazista tra il 1930 e il 1945, quando in diverse occasioni furono pubblicamente distrutte le opere di oppositori politici e scrittori considerati sconvenienti e immorali per il contenuto delle loro opere, le loro opinioni politiche o le loro origini etniche. Tra di esse val la pena di ricordare le opere di Sigmund Freud, che nel 1933 commentò filosoficamente: "Come è avanzato il mondo: nel medioevo avrebbero bruciato me!". E naturalmente non aveva torto: il Medioevo vanta una ricca tradizione nell'eliminazione fisica dei pensatori scomodi e la Chiesa Cattolica, data l'egemonia culturale e politica conservata per secoli, ricopre senz'altro una posizione di primo piano nella classifica dei regimi che con più violenza si sono opposti alla diversità di pensiero. E' infatti "grazie" alla Chiesa Cattolica che il mondo ha potuto conoscere il brivido di un Indice dei Libri Proibiti, compilato ufficialmente nel 1558 dal Sant'Uffizio sotto papa Paolo IV e soppresso solo nel 1966. Impossibile riportare qui la lista completa di letterati, filosofi e scrittori finiti all'indice, ci limiteremo quindi a citare Bacon, Balzac, Cartesio, Giordano Bruno (finito lui stesso sul rogo), Voltaire, Zola, Sarte e Moravia.
Ritornando al secolo appena passato, uno dei governi più tristemente celebri per la repressione degli avversari politici è sicuramente il regime sovietico, che si occupava in prima persona di organizzare la vita letteraria del paese e di orientarne i temi attraverso l'Unione degli scrittori. Chi si dimostrava refrattario a tessere le lodi del governo veniva presto costretto all'esilio, alla prigione o al campo di concentramento, come Mandel'štam, o più semplicemente giustiziato, come Nikolaj Stepanovic Gumilëv.
Il poeta futurista Vladimir Majakovskij scelse il suicidio, mentre altri, come Michail Bulgakov, Boris Pasternake Vasilij Grossman, continuarono il loro lavoro di romanzieri clandestinamente o pubblicando nel samizdat, l'editoria clandestina artigianale. Tuttavia il nome più famoso che ci viene in mente è sicuramente quello del Premio Nobel Aleksandr Solženicyn, arrestato nel 1945 per aver criticato Stalin in una lettera privata a un amico. Fu condannato a otto anni di lavoro nei gulag e, scontata la pena, al confino perpetuo. Nel suo Arcipelago Gulag, saggio-autobiografia in tre volumi, l'autore descrive minuziosamente l'utilizzo della giustizia politica e dei campi di concentramento utilizzati dal regime sovietico. Sappiamo bene però che non serve andare troppo lontano per trovare esempi di repressione intellettuale: il regime fascista in Italia ha una triste storia censura e oppressione delle figure chiave della letteratura. Anche qui c'è un nome che per primo torna alla memoria, ed è quello di Antonio Gramsci, filosofo e giornalista tra i fondatori del Partito Comunista in Italia, incarcerato nel 1926 e liberato solo nel 1934 quando le sue condizioni di salute erano così deteriorate che fu costretto a trascorrere i pochi anni di vita rimastigli in una clinica. I suoi Quaderni dal carcere (scritti non per essere pubblicati) raccolgono le riflessioni di Gramsci durante tutto l'arco della sua prigonia e costituiscono di fatto il testamento di questa importante figura. Di fianco a Gramsci è bene ricordare anche Piero Gobetti, giornalista ucciso a Parigi in seguito a un'aggressione squadrista, e gli scrittori Ignazio Silone ed Emilio Lussu, entrambri costretti ad abbandonare l'Italia per evitare il carcere.

Sempre di stampo fascista è l'assassinio, nella vicina Spagna, del poeta Federico García Lorca avvenuto nell'agosto del 1936 in piena guerra civile spagnola, quando García Lorca fu prelevato dalla casa dell'amico poeta falangista Luis Rosales Camacho da ex rappresentanti della CEDA (la Confederazione Spagnola delle Destre Autonome), fucilato e sepolto in una fossa comune perché comunista e omosessuale. La censura contro il poeta continuò anche dopo la sua morte: durante il regime franchista le sue opere furono dapprima bandite completamente e poi pubblicate con pesanti epurazioni. Solo dopo la morte di Franco nel 1975 la figura di García Lorca è tornata a essere celebrata come una delle più importanti della cultura spagnola.
Al di là dell'oceano, numerosi sono gli intellettuali che hanno subito il carcere durante il regime castrista. Figura di spicco è quella di Reinaldo Arenas, che subito dopo essersi allontanato da Castro negli anni Sessanta iniziò a subire molestie e censure per le sue posizioni apertamente contro il regime, culminate con l'incarcerazione nel 1973 a causa della sua omosessualità, in seguito alla quale fu costretto a interrompere definitivamente il proprio lavoro. Riuscito finalmente a fuggire da Cuba, si stabilirà a New York dove scriverà quella che è a oggi la sua opera più conosciuta, l'autobiografico Prima che sia notte. Un altro nome conosciuto è Alejandro Torreguitart Ruiz, scrittore cubano pesantemente censurato in patria e che in Italia possiamo conoscere grazie all'interesse di Giordano Lupi che si occupa di tradurre i suoi libri-denuncia, il più noto dei quali è Vita di jinetera, racconto delle difficili condizioni di vita dell'isola attraverso gli occhi di una prostituta.
E infine, per rimanere sull'attualità, come non citare il nome di Liu Xiaobo, critico e scrittore cinese da sempre attivo sulla questione dei diritti umani nel suo paese, condannato nel 2009 a 25 anni di carcere per l'accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato” e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2010, una scelta provocatoria che ha causato non poche tensioni fra la Norvegia e il governo socialista cinese.
La censura e la repressione degli intellettuali non è un fenomeno remoto da riferirsi a tempi bui ormai superati. Al contrario è una realtà quanto mai attuale di cui dal 1960 si fa portavoce il Writer in Prison Commettee, comitato istituito per difendere intellettuali di tutto il mondo, fondato dal PEN (Poets, essaysts, novelists), l'organizzazione internazionale dei letterati. Il comitato pubblica ogni due anni un libro bianco che documenta le violazioni del diritto di libertà di espressione in tutto il mondo. In base alle loro fonti, attualmente sono oltre 900 gli scrittori imprigionati, torturati, uccisi o anche semplicemente minacciati a causa della pratica della loro professione. Cina, Russia, Iran, Messico, sono paesi vicini e lontani, in mano a governi profondamente diversi fra loro per natura e ideologia, dove ogni giorno avvengono privazioni del diritto fondamentale di ogni essere umano di esprimere le proprie idee, soprattutto quando queste sono voce di un disagio che l'ordine costituito vuole nascondere e secretare. Se volete approfondire l'argomento, oltre che il Sito Ufficiale del PEN, vi ricordiamo che nel 1998 Feltrinelli ha pubblicato in Italia Scrittori dal carcere. Antologia PEN di testimonianze edite e inedite, una raccolta per celebrare il 75esimo anniversario dell'associazione che contiene lettere, i diari, le poesie di scrittori incarcerati per motivi politici.


Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzhenitsyn
La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle "isole" del Gulag. Un implacabile atto d'accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell'URSS.





Quaderni del carcere di Antonio Gramsci
I Quaderni costituiscono un classico del pensiero politico del Novecento.Gramsci fu un uomo politico e nella politica è da cercare l'unità della sua opera. Anche negli anni del carcere fascista, che ne logorò irrimediabilmentela fibra e ne spense prematuramente la vita, Gramsci fu "un combattentepolitico", un grande italiano e un riformatore europeo. Nel movimentocomunista egli fu l'iniziatore della critica più pregnante dello stalinismo edel marxismo sovietico. Ma il suo pensiero trascende l'orizzontestorico-politico del suo tempo e, quando più passano gli anni e le sue operesi diffondono in contesti culturali lontani da quello in cui furonooriginariamente concepite, tanto più la sua ricerca si afferma come un"crocevia" delle maggiori "questioni" del nostro tempo: i delemmi dellamodernità, la soggettività dei popoli, le prospettive dell'industrialismo, la crisi dello Stato-nazione, il fondamento morale della politica.



Prima che sia notte di Reinaldo Arenas
Scrittore e omosessuale: due colpe imperdonabili per il regime castrista, che
perseguitò Reinaldo Arenas, lo incarcerò lo colpì negli affetti e lo condannò a un umiliante programma di riabilitazione. Arenas riuscì a fuggire, ma l'esilio gli rivelò altri orrori: l'ambiguità presente nel mondo degli esuli cubani, così come l'ipocrisia della sinistra occidentale, viziata dal mito della rivoluzione cubana. Nella sua struggente autobiografia, uno dei massimi scrittori cubani delle ultime generazioni ripercorre tutta la sua esistenza, la lotta per la sopravvivenza, gli interrogatori, la fuga, la malattia. Congedandosi tuttavia, prima del suicidio, con parole in cui risuona uno slancio di speranza e libertà. La nostra recensione: Prima che sia notte.


Vita da jinetera di Ruiz Torreguitart Alejandro
Romanzo erotico sconvolgente e conturbante. In appendice il racconto inedito "Ricordando Hemingway". Donne bellissime dalle forme abbondanti e dalle curve sinuose che abbordano uomini sul lungomare. Cuba e i sogni infranti. Cuba e il ballo. Cuba e il rum. Cuba e le notti di sesso. Un giovane cubano ci racconta la vita di una jinetera, una prostituta per turisti, attraverso le sue avventure sessuali in una città cadente e rassegnata alla sconfitta.



Scrittori dal carcere AA.VV.
Questa raccolta celebra il settantacinquesimo anniversario di PEN, l'associazione di scrittori che ha difeso personaggi come Vaclav Havel, Artur Koestler, Federico García Lorca e altri che hanno dovuto affrontare il carcere, la tortura e persino la morte, per la semplice colpa di esprimere le proprie idee. Un'antologia che esemplifica uno dei più notevoli, e per lo più trascurati, generi letterari del nostro tempo: le opere di scrittori incarcerati per motivi politici. Le loro lettere, i diari, le poesie e i ricordi accompagnano il lettore attraverso l'esperienza della prigionia. 


Articolo di Valetta

Nota: immagini liberamente reperite su Google. Le sinossi dei libri a sinistra delle copertine sono tratte da Amazon.

24 aprile 2013

I classici e la riscrittura: parte IV

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Riassunto delle puntate precedenti: nella prima parte, dopo un'introduzione sul fenomeno della riscrittura, avevamo parlato dei romanzi contemporanei ispirati al mito, all'epos e al ciclo bretone-arturiano. La retrospettiva è proseguita nella seconda parte con le opere derivate dalle fiabe e dalla letteratura per ragazzi e, nella parte terza, con le riscritture di opere più 'femminili' quali i romanzi di Jane Austen, Charlotte Bronte, Louisa May Alcott, talvolta con esiti orrorifici o parodistici.

Continuiamo adesso con un approfondimento sui romanzi gialli ispirati ai classici: nome famoso in tal senso è
Matthew Pearl, autore di tre storie del mistero dedicate ad altrettanti nomi immortali della letteratura: Il circolo Dante, incentrato sulla Divina Commedia dantesca, L'ombra di Edgar, che si occupa della fine del grande Edgar Allan Poe, e Il ladro di libri incompiuti, basato sull'ultimo lavoro di Charles DickensIl mistero di Edwin Drood, rimasto incompiuto. Edwin Drood è un'opera che sembra fatta apposta per la gioia dei romanzieri: non solo, come dicevamo, è rimasta incompiuta, ma, a differenza della maggior parte delle opere del grande romanziere, si tratta di un giallo in piena regola che la morte dell'autore ha condannato a restare irrisolto. Non sorprende quindi che numerosi autori si siano cimentati nell'opera di completamento, oppure si siano fatti ispirare dalle atmosfere cupe e angoscianti del libro per ideare nuovi gialli, a partire da un giovane tipografo del Vermont che, quattro anni dopo la morte di Dickens, scrisse il finale dichiarando che gli era stato dettato nientemeno che dallo spirito dello scrittore. Fra di essi vogliamo citare Leon Garfield che nel 1980 ha dato alle stampe nuovamente Il mistero di Edwin Drood, aggiungendo di proprio pugno i capitoli mancanti, ideando la conclusione della storia in base agli indizi lasciati da Dickens nei suoi appunti e nei capitoli precedenti. Altra opera degna di nota è La verità sul caso D. degli italiani Fruttero e Lucentini che chiamano in causa i migliori detective della letteratura per risolvere il mistero della scomparsa di Drood. Infine grande successo ha ottenuto il romanzo Drood di Dan Simmons, in cui l'autore mescola realtà e fantasia immaginando che Drood fosse una figura realmente esistita, la cui vita si è misteriosamente intrecciata con quella dello stesso Dickens.
Altro autore specializzato nel genere dei gialli letterari è il britannico Jasper Fforde, autore della saga dedicata alla Detective Letteraria Thursday Next, che è in grado di saltellare dentro e fuori le pagine dei libri per riportare l'ordine nei grandi classici della letteratura. In Italia sono stati attualmente tradotti quattro dei sette libri della serie, Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro, Il pozzo delle trame perdute e C'è del marcio, in cui la protagonista dividerà le sue avventure con i più disparati personaggi della letteratura, dalla dolce Jane al tormentato Amleto.
Ma naturalmente il protagonista incontrastato di questo tipo di riscritture è il geniale Sherlock Holmes, il più grande fra i detective, protagonista dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle. Al pari di quanto avviene per la Austen, potremmo passare una settimana a elencare e discutere l'enorme mole di seguiti, riscritture, parodie e spin-off dedicate a Holmes: ci scusiamo quindi se qui per questioni di brevità citeremo solo pochi nomi. Il primo è quello di Laurie R. King, autrice della serie Mary Russel, in cui l'autrice immagina un Holmes ritirato a vita privata ma sempre con un cervello di prim'ordine, affiancato in nuove avventure da una ragazzina dall'ingegno quasi pari al suo. La serie conta già dodici libri, sebbene in Italia al momento siano stati tradotti solo i primi due (L'allieva e l'apicultore e Il
gioco). 
Qualcuno ha anche voluto cavalcare l'onda della passione di certe fan dell'Investigatore per le storie omosessuali, ed ecco che Rohase Piercy nel suo Mio diletto Holmes rivisita in chiave romantica il rapporto amichevole e professionale che si instaura tra Holmes e il suo assistente, fingendo il ritrovamento di appunti su avventure che Watson aveva deciso di non rendere pubbliche per non incorrere nella condanna (morale e penale) dell'epoca. E perché non un bel crossover in cui il detective dovrà indagare sui misteri più famosi della letteratura, ha pensato qualcuno? E' questo il soggetto di Sherlock Holmes contro Dracula e di Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Holmes di John H. Watson (Loren D. Estleman).
Citiamo infine un maestro della letteratura che ha voluto cimentarsi con un racconto apocrifo dedicato alla creatura di Doyle: si tratta nientemeno che di Stephen King, che nella sua antologia Incubi e deliri ha inserito un racconto intitolato Il caso del dottore. Nella storia in questione il detective, afflitto da una terribile allergia ai gatti, viene beffato dal suo assistente Watson, che risolverà il caso prima di lui.

Giacché abbiamo nominato il capolavoro di Bram Stoker: i
l vampiro, entrato nel mondo della letteratura e consacrato al rango di mostro letterario dall'autore irlandese, continua ancor oggi a essere gallina dalle uova d'oro per gli editori, grazie a opere tutto sommato pregevoli come quelle di Anne Rice, e - purtroppo - agli esseri amorfi che si ostinano a chiamare vampiri dei
romanzi sentimentali di Stephenie Meyer e correligionarie varie. Ma il mito di Dracula, di quell'essere infernale affascinante e malefico che dispensa morte e non amore, non è ancora defunto.
Nel 2009 a tentare di dare una continuazione al romanzo si è cimentato nientemeno che il pronipote dell'autore, Dacre Stoker, con il suo seguito Undead - Gli immortali che utilizza alcuni appunti di Bram. Venticinque anni dopo la fine di Dracula, ritroviamo il Dottor Seward sulle tracce di una contessa vampira, il figlio di Mina e Jonathan Harker - Quincey - che sogna di diventare un attore, il professor Abraham Van Helsing, e naturalmente Dracula in persona sotto mentite spoglie.
Kim Newman è invece autore di una popolare saga ambientata in un mondo ucronico in cui Dracula non è mai stato sconfitto, originando così una storia mondiale alternativa in cui il vampirismo si è integrato nella società. Il ciclo è attualmente composto da tre romanzi, tutti tradotti in italiano, più uno previsto per questo 2013. Anno Dracula, il primo, è ambientato nel XIX secolo, mentre il secondo e il terzo, Il barone sanguinario e Dracula Cha Cha Cha, rispettivamente durante la prima guerra mondiale e gli anni '60, e presentano cammei o apparizioni ricorrenti di personaggi provenienti da altri romanzi o film, come Le notti di Salem di Stephen King, Barnabas di Dark Shadows, Carmilla, il Dr Moreau, Mycroft Holmes o Joshua York da Il battello del delirio di G.R.R. Martin. 
A immaginare la discendenza del vampiro ci pensa invece la scrittrice californiana Jeanne Kalogridis ne I diari della famiglia Dracula, tre romanzi in forma di diario che intraprendono la storia addirittura cinquant'anni prima del romanzo di Stoker: protagonista del primo libro, Il patto con il Vampiro, è Arkady, nipote di Vlad e costretto da un patto di famiglia a procurargli le vittime di cui si nutre.
Affascina gli autori contemporanei anche il degno rivale del vampiro. Il professore olandese Abraham Van Helsing, appassionato d'occulto, medico e filosofo, è stato recentemente recuperato dalla tradizione grazie a un film che lo mostrava nei muscolosi panni di Hugh Jackman. Nello stesso periodo, sono
stati pubblicati in Italia alcuni romanzi a lui ispirati: Il diario del professor Abraham Van Helsing di Allen C. Kupfer, per esempio, che finge il ritrovamento del diario del professore. O ancora, il fittizio Trattato di vampirologia ad opera di Abraham Van Helsing, di Brasey Edouard, saggio romanzato sul fenomeno del vampirismo.
Ahinoi, se il panorama contempla letture che riescono in un modo o nell'altro a preservare l'atmosfera orrorifica e gotica dell'opera originale, purtroppo non potevano mancare le riscritture sentimentali: in Dracula in Love di Karen Essex, per esempio, protagonista è la giovane Mina che rilegge la storia di Stoker 'a suo modo'. Van Helsing, colpevole di essere vecchio e brutto - massimo reato in un romanzo sentimentale -, viene trasformato dall'autrice in uno psichiatra folle e misogino. Stessa sorte tocca al Dottor Seward, autore di gravi torture fisiche ai danni della povera Mina, che ha seguito Jonathan nel manicomio in cui si è ritirato dopo la prigionia in Transilvania. E laddove i buoni diventano villain, a chi tocca la palma del principe azzurro se non al Conte, che promette alla sfortunata l'immortalità se si unirà a lui?

Siamo giunti dunque alla fine del nostro approfondimento, rammaricandoci ancora una volta di aver dovuto escludere dal nostro articolo molte opere pure tradotte in italiano (alcune perché ritenevamo non aggiungessero nulla di nuovo al panorama, altre perché, sfuggendo a qualsiasi categorizzazione, risultavano difficili da inquadrare) e di non aver potuto spaziare per ovvie ragioni nell'universo delle riscritture internazionali.

Speriamo in ogni caso di aver fatto cosa gradita a chi desiderasse approfondire l'argomento, e il box commenti resta a disposizione di chiunque volesse segnalare agli altri lettori opere tralasciate.
Seguono, come sempre, le schede delle opere cui abbiamo accennato nell'articolo.


Il circolo Dante di Matthew Pearl
Boston, 1865. In un'America appena uscita dalla guerra civile, un gruppo di letterati, tra i quali il poeta Longfellow, lavora alla traduzione inglese della "Divina Commedia". Il comitato direttivo dell'università di Harvard, di ferrei principi protestanti e conservatori, cerca di ostacolare la diffusione delle superstizioni "papiste" di Dante, ma quando la città viene insanguinata da una serie di efferati delitti, i membri del Circolo Dante saranno gli unici in grado di scoprire il colpevole. Sembra infatti che l'assassino si ispiri alle torture e alle pene descritte nell'"Inferno" per martoriare le sue vittime. 

L'ombra di Edgar di Matthew Pearl
Baltimora, 3 ottobre 1849. Edgar Allan Poe - scrittore di genio e inventore del prototipo di tutti gli investigatori, C. Auguste Dupin - viene trovato in stato confusionale e con indosso vestiti non suoi. All'ospedale, prima di morire, pronuncia frasi incoerenti e grida più volte "Reynolds!". Dal mistero tuttora insoluto degli ultimi giorni di Poe prende l'avvio il nuovo thriller letterario di Matthew Pearl, autore del "Circolo Dante". Quentin Hobson Clark, ricco ammiratore dello scrittore, vuole scoprire la verità sulla sua morte. Si mette così sulle tracce di Auguste Duponte, l'investigatore francese presunto ispiratore del personaggio di Dupin. 

Il ladro di libri incompiuti di Matthew Pearl
Un giovane con lo sguardo spiritato e un fascio di fogli bagnati sotto il braccio si aggira per il porto di Boston. E il 1870. Di lì a poco viene trovato morto: il suo nome era Daniel Sand, lavorava per l'editore James Osgood e i fogli, ormai scomparsi, erano i nuovi, attesissimi capitoli dell'ultimo libro di Charles Dickens, Il mistero di Edwin Drood. A peggiorare le cose, arriva la notizia della morte di Dickens e con essa la certezza di aver perso per sempre il finale del suo unico romanzo giallo. Per far luce sulla vicenda, l'editore e Rebecca Sand, sorella di Daniel, vengono trascinati in una rischiosa indagine, dove la verità supera di gran lunga qualsiasi immaginazione. Un thriller avvincente, che scava in uno dei capitoli più misteriosi della storia della letteratura.
 
Il mistero di Edwin Drood di Leon Garfield
Ultimo e incompiuto romanzo di Dickens (la stesura fu interrotta dalla morte dell'autore) viene qui presentato in una nuova traduzione così innovativa da rendere pressoché evidente la soluzione del giallo. Perché di giallo si tratta, con tanto di cadavere (forse...) scomparso e di personaggi che indagano. La vicenda, ambientata a Rochester, è quella di un matrimonio contrastato con il futuro sposo che misteriosamente scompare. La mancata sposa è naturalmente contesa da laidi ed equivoci personaggi sui quali ricadono i sospetti della sparizione. L'affascinante indeterminatezza del tutto è significativamente sottolineata ed esaltata dal ricorrente tema dei fumi dell'oppio: il testo si apre e chiude in una fumeria. L'assenza della "soluzione" è forse metafora dell'apatia generata dalla droga? O piuttosto della caduta in Dickens dell'illusione di poter descrivere la realtà con gli strumenti della letteratura? 

La verità sul caso D. di Carlo Fruttero e Franco Lucentini
lI 9 giugno 1870 Charles Dickens muore nella sua casa di Gadshill lasciando irrisolto "Il mistero di Edwin Drood", che da quel momento diventa il più intrigante, affascinante, dibattuto romanzo della letteratura inglese. Un caso complesso e tuttora aperto. Fruttero & Lucentini si fanno aiutare dai massimi investigatori d'ogni tempo e paese: Holmes e Dupin, Padre Brown e Maigret, Marlowe, Wolfe, Poirot & Company; li riuniscono a Roma, grazie a onnipotenti sponsor giapponesi; e li mettono all'opera ciascuno con la sua esperienza, il suo intuito, il suo personalissimo metodo... È nato così un geniale cruciverba indiziario dove il 'Mistero' di Charles Dickens e l''Inchiesta' di Fruttero & Lucentini si completano con un effetto di doppia suspense irresistibile. 

Drood di Dan Simmons
Nel giugno del 1865, durante un viaggio in compagnia della sua amante, Charles Dickens rimane coinvolto in un incidente ferroviario, in seguito al quale incontra un sinistro personaggio di nome Drood che cambierà per sempre la sua vita. Il racconto degli avvenimenti che seguirono è affidato al suo migliore amico ed eterno rivale, Wilkie Collins, autore di libri come "La donna in bianco" e "La pietra di luna", che viene coinvolto in una serie di indagini nell'underworld di Londra, attraverso sotterranei oscuri e misteriosi, colonie umane di derelitti, fumerie d'oppio clandestine, pratiche di mesmerismo e sette segrete. Quando Drood sembra avvicinarsi alle loro ricerche, egli viene messo da parte da Dickens, il quale comincia a mostrare segnali inquietanti di cambiamento. Come se non bastasse, anche Collins inizia ad avere visioni inspiegabili, allucinazioni, un senso costante di minaccia. Provato fisicamente e mentalmente ma avvinto da questo gioco mortale, Collins si dibatte tra la paura della follia e il dubbio che tutto faccia parte di un diabolico piano della creatura che si fa chiamare Drood. Centrato sulle figure di due degli scrittori inglesi più influenti della modernità, è un romanzo storico-letterario sul mistero dell'ultimo omonimo romanzo rimasto incompiuto di Dickens, un inquietante racconto sovrannaturale e un'indagine psicologica sui recessi più oscuri della mente umana. Un'opera ambiziosa nella produzione narrativa di uno dei maestri contemporanei del romanzo americano.  

Serie "Thursday Next" di Jasper Fforde: Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro, Il pozzo delle trame perdute, C'è del marcio, First Among Sequels, One of Our Thursday is Missing, The Woman Who Died a Lot.
È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie. Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce "Jane Eyre" dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria. Reduce dalla guerra di Crimea (che imperversa da centotrent'anni), ha in sospeso un amore. Le indagini la riportano a Swindon, sua città natale; sbarcata da un dirigibile di linea, salta in groppa a una fuoriserie decappottabile dai mille colori. Riuscirà a salvare Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita? Prefazione di Luca Crovi.


Serie "Mary Russel" di Laurie R. King: L'allieva e l'apicultore, A Monstrous Regiment of Women, A Letter of Mary, The Moor, O Jerusalem, Justice Hall, Il gioco, Locked Rooms, The Language of Bees, The God of the Hive.
È una giornata fresca e soleggiata dell'aprile del 1915 in Inghilterra. L'epoca della regina Vittoria è ormai trascorsa. Automobili, elettricità e telefono si insinuano persino nelle vite di chi abita in campagna e risuonano gli echi degli orrori della guerra di trincea. Trascinandosi dietro uno zaino sdrucito, Sherlock Holmes, il genio dell'investigazione, si è rifugiato nel Sussex per darsi allo studio di un comportamento animale certamente più nobile di quello criminale: il comportamento delle api. Così, in una fresca e soleggiata giornata del 1915, ha inizio il sodalizio tra Mary Russell e Sherlock Holmes, l'allieva e l'apicultore, un sodalizio destinato a lasciare il segno nel mondo del crimine.


Mio diletto Holmes di Rohase Piercy
Sherlock Holmes e John Watson erano legati da più di una semplice amicizia, secondo i tacquini confidenziali ritrovati da Rohase Piercy che gettano nuova luce non solo sulla vita privata del grande detective ma anche sulle circostanze della sua "morte" alle Cascate Reichenbach. In questo libro Holmes è impegnato dapprima a indagare sul caso dell'Ape Regina, una ricattatrice che fa tremare l'Inghilterra vittoriana. Nel corso di tale avventura Watson non sentendosi sentimentalmente corrisposto dall'amico, decide di sposarsi abbandonando Baker Street. Succesivamente Holmes, mentre si prepara all'estremo duello con Moriarty, "Il Napoleone del crimine", ricorre di nuovo a Watson il quale, nei tacquini ora ritrovati, svela inediti retroscena del "problema finale" e del drammatico "ritorno" dell'amico. Intorno a queste avventure si dipana il dramma romantico che spingerà infine Watson a dichiararsi all'amico detective, proprio mentre in Inghilterra infuria lo scandalo omosessuale che porterà alla condanna di Oscar Wilde. 

Sherlock Holmes contro Dracula di John H. Watson (Loren D. Estleman)
È l'anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l'equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato, l'unico passeggero è un sinistro cane nero. Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo è pane per i denti dell'inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell'arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell'equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l'espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave - cinquanta casse di terra? Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce del re dei vampiri in persona - il Conte Dracula...

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Holmes di John H. Watson (Loren D. Estleman)
Un delitto raccapricciante sconvolge la buona società londinese: l'omicidio del parlamentare Sir Denvers Carew monopolizza le prime pagine dei quotidiani e arriva perfino a turbare gli ambienti ovattati di Buckingham Palace... Scotland Yard brancola nel buio. Edward Hyde, l'assassino subito identificato, sembra scomparso nel nulla... La regina Vittoria in persona decide che c'è un solo uomo che può dipanare una matassa che appare diversamente inestricabile: Sherlock Holmes. Ecco, narrato dalla viva voce del Dr Watson, il resoconto di come si svolsero i fatti che portarono il principe degli investigatori a incrociare la propria strada con Henry Jekyll ed Edward Hyde. Anche un certo Robert Louis Stevenson si occupò di questa storia, traendone un'opera letteraria di un certo successo, ma basandosi su notizie di pubblico dominio o su particolari messi insieme in modo frammentario e non sempre rispondenti esattamente alla realtà...
 
Il caso del dottore (inserito nella raccolta Incubi e deliri) di Stephen KingUn dito che emerge da uno scarico del lavandino, giocattoli che si trasformano in micidiali strumenti di morte, mosche che si annidano in un vecchio paio di scarpe da tennis, il deserto del Nevada che inghiotte una Cadillac... la leggenda di Castle Rock ritorna per ammaliare l'attonito lettore. La fertilissima immaginazione di Stephen King e la potenza della sua vena narrativa non sono mai state così efficaci, e terrificanti, come in questa antologia di racconti, capace - letteralmente - di togliere il sonno.

Undead - Gli immortali di Dacre Stoker
Inghilterra, inizio '900. Da alcune morti violente di giovani donne, il gruppo di cacciatori di vampiri che aveva sconfitto Dracula nell'opera di Bram Stoker, intuisce che il famigerato conte non è affatto morto, ma è tornato a colpire. Del gruppo di "eroi", che dopo l'impresa hanno preso le distanze l'uno dall'altro, forse per dimenticare e rifarsi una vita, fanno parte un avvocato londinese, Jonathan Harker, sua moglie Mina, e altri tre personaggi: un ricco londinese e due medici. Ma il vampiro che lascia la sua scia di morte per le strade di Londra non è Dracula, bensì la bellissima contessa ungherese Elisabetta Bathory. È lei, capelli corvini, pelle bianchissima, capace di trasformarsi prendendo fattezze diverse e spesso palesandosi come nebbia che avvolge tutto, la responsabile degli omicidi. Non solo, ma è anche decisa a eliminare quelli che, venticinque anni prima, hanno deciso di togliere di mezzo Dracula. 

Serie "Anno Dracula" di Kim Newman: Anno Dracula, Il barone sanguinario, Dracula Cha Cha Cha.
Inghilterra, 1888. Dopo aver sconfitto Van Helsing e i suoi amici, il conte Dracula domina sul Regno Unito. Il re dei vampiri ha sposato la regina Vittoria, trasformandola in una non-morta, e i nosferatu imperversano. Le strade della Londra notturna sono battute da bande di vampiri in cerca di preda e, nella luce dei lampioni, prostitute-vampiro adescano i clienti in cambio di una pinta di sangue. Nelle ombre di questa metropoli si aggira uno spietato assassino che uccide solo giovani donne non-morte e si fa chiamare Jack Lo Squartatore....
Charles Beauregard, agente speciale alle dipendenze del misterioso club Diogene, e Geneviève Dieudonné, vampira gentile di una stirpe che si contrappone a quella del conte di Transilvania, uniscono le loro forze per scovare l'autore di questi efferati delitti, che minacciano di sovvertire l'ordine sociale.


Serie "I Diari della famiglia Dracula" di Jeanne Kalogridis: Il patto con il Vampiro, I figli del Vampiro, Il signore dei vampiri.
Questa trilogia, scritta in forma di diario, pone l'inquietante figura di Dracula al centro di un puzzle particolarmente intricato. Partendo cinquant'anni prima dell'inizio del romanzo di Stoker, "Il patto con il Vampiro" svela infatti l'esistenza di un antico e segreto accordo nella famiglia Dracula. Arkady, pronipote del principe Vlad Tsepesh, meglio conosciuto come Dracula, vìve nell'incubo di una terribile minaccia, costretto a procurare sempre nuove vittime al suo adorato prozio per salvare la vita alle persone amate. Coinvolto in un abisso di morte e di sangue, Arkady oserà ribellarsi al suo tragico destino e sfidare Dracula, per il bene della sua famiglia. Nei "Figli del Vampiro" Arkady, divenuto anch'egli un vampiro, ha un unico, bruciante desiderio: distruggere Vlad prima che riduca in eterna schiavitù il suo primogenito Stefan. Nel "Signore dei Vampiri" è Abraham a cercare di porre fine all'atroce patto di sangue che da secoli riduce in schiavitù la famiglia Tsepesh. 

Il diario del professor Abraham Van Helsing di Allen C. Kupfer
Il professor Allen C. Kupfer insegna letteratura inglese e da sempre è appassionato di storie horror, però non ha mai dubitato che fossero unicamente opere di fantasia. Una certezza che crolla quando, in soffitta, tra le carte del nonno, ritrova il diario del professor Abraham Van Helsing, il medico protagonista del capolavoro di Bram Stoker, Dracula. Quel manoscritto dimostra non soltanto che Van Helsing è realmente esistito, ma pure che, affidando al nonno di Kupfer quel documento inquietante, ha voluto farlo partecipe della sua lotta disperata contro i vampiri. Si assiste così all'incontro con una letale creatura che lo ammalia con occhi fiammeggianti, alla strage compiuta da un lupo infernale, alla spaventosa "malattia" della moglie, e si scopre altresì come, viaggiando dall'Ungheria all'Olanda, dall'Inghilterra al Medio Oriente, Van Helsing abbia disperatamente cercato una cura per la sterminare quella razza diabolica e sia giunto a una sconcertante scoperta. Eppure... Verità? Finzione? Kupfer lascia al lettore decidere se credere o no all'autenticità di questo diario.

Trattato di vampirologia ad opera di Abraham Van Helsing di Brasey Edouard
"Tutti ne parlano, ma quanti sanno chi sono, davvero, i vampiri? Da dove vengono, dove si annidano e, soprattutto, come si eliminano? Perché se non stiamo in guardia, un giorno non lontano potremmo ridestarci su una terra popolata solo dai Non-Morti. Parola dell'unica vera autorità in materia, il professor Abraham Van Helsing, ovvero colui che ha sconfitto il vampiro per eccellenza, il conte Dracula in carne e ossa (se così si può dire). In questo volume riemerso da un polveroso oblio di oltre cent'anni, Van Helsing spalanca davanti a noi le porte delle tenebre. Tenebre brulicanti di vampiri (e vampire!), lamie, larve, risurgenti, upiri, vurdalak e altre sinistre creature, che riaffiorano dalla notte dei tempi con un unico desiderio: bere il nostro sangue... Un trascinante excursus tra mito, realtà e leggenda, antichi trattati e testimonianze letterarie, che compone un ritratto inquietante e nitido del nostro nemico più subdolo. Da tenere a portata di mano, accanto a collane di fiori d'aglio e paletti acuminati."

Dracula in Love di Karen Essex
Londra, fine Ottocento. Mina Murray è una giovane donna fidanzata con Jonathan Harker. Assiste la direttrice di un rinomato collegio femminile, insegnando buone maniere, ma ce in lei un'inquietudine segreta, un io misterioso che, represso durante l'infanzia e l'adolescenza, si manifesta ora sotto forma di sogni, visioni, episodi di sonnambulismo. Quando il fidanzato di Mina, notaio, viene chiamato in Austria da un misterioso Conte per affari, Mina approfitta dell'occasione per andare a trovare un'amica, Lucy, in vacanza al mare. Ma viene a sapere pervie soprannaturali che Jonathan è gravemente malato in Austria e deve correre ad assisterlo. Dopo aver frettolosamente sposato Mina, Jonathan le rivela di essere rimasto vittima di creature diaboliche. Sono forse le stesse presenze da cui è ossessionata Mina? E il Conte da cui Jonathan si è recato è forse la stessa creatura misteriosa che protegge Mina e nello stesso tempo sembra volerla attirare in un abisso di perversione? Quando Jonathan, disperato, decide di farsi ricoverare nell'ospedale psichiatrico dell'ambiguo dottor Seward, Mina lo segue . senza sospettare che sarà lei, e non il marito, a subire le cure del medico, vere e proprie torture che hanno già provocato la morte dell'amica Lucy. Mina sarà salvata dal misterioso Conte, che le rivelerà l'esistenza di un mondo parallelo, in cui Mina, unendosi a lui, potrà attingere l'immortalità - a meno che l'imprevedibile non intervenga a riportarla accanto a Jonathan. 


Articolo di Sakura87 e Valetta

Nota: immagini liberamente reperite su Google. Le sinossi dei libri a sinistra delle copertine sono tratte da IBS.
Per maggiori informazioni: le nostre recensioni a Il ladro di libri incompiuti, Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro, L'allieva e l'apicultore, Mio diletto Holmes, Anno Dracula.


 

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