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31 ottobre 2013

Cinque libri per festeggiare Halloween

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31 Ottobre, la notte delle streghe. Questo post è rivolto a voi anime in pena che questa sera, invece di vagare di festa in festa mascherati nel modo più raccapricciante possibile, vi chiuderete in casa cercando di ignorare vanamente questa sorta di carnevalata fuori stagione. Per sopravvivere all'ennesima replica di Italia1 di Final Destination 87, evitando di sfogare la vostra ira sui poveri sparuti pargoli che verranno timidamente a bussare a casa vostra chiedendo "dolcetto o scherzetto", vi proponiamo qualche lettura rilassante (più o meno) per cogliere il meglio di questa festività all american da cui oramai, volenti o nolenti, siamo stati invasi.

Poiché sappiamo che avete palati raffinati cercheremo di evitare le ovvietà e non vi rimanderemoi all'opera omnia di Stephen King, preferendo indirizzarvi verso un'autrice che lo stesso King ha più volte indicato come uno dei suoi maestri: Shirley Jackson.
Di lei abbiamo due proposte: Abbiamo sempre vissuto nel castello e L'incubo di Hill House.

Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson (Adelphi, Fabula, 2009)


"A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre L'incendiaria di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo La lotteria. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male - un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai "cattivi", ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia


L'incubo di Hill House di Shirley Jackson (Adelphi, Fabula, 2004)

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.


Se questi romanzi sono troppo classici per i vostri gusti potete invece buttarvi sul fenomeno del momento: gli zombie. Oltre ad essere protagonisti di una serie tv, The Walking Dead, la cui fama non accenna a diminuire quest'anno i putrescenti non-morti si sono visti anche al cinema mentre tentavano di mangiarsi il sempre bello Brad Pitt. Per chi non lo sapesse World War Z è stato tratto dall'omonimo libro del 2006 di Max Brooks, che racconta la sua versione della pandemia in forma epistolare.

World war Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks (Cooper,Cooper Storie, 2013)

Comincia in uno sperduto paesino della Cina. E subito dilaga in tutto il mondo. La piaga, la peste ambulante, l'epidemia. La guerra degli zombi. Creature mostruose che contagiano e fagocitano il nostro pianeta, la nostra casa. I sopravvissuti sono pochi. Una storia irreale? Il semplice parto della fantasia di uno scrittore? Forse. Max Brooks, con l'artificio di una raccolta di interviste "sul campo", dà vita a un affresco in cui le tante e diverse voci ricreate e animate in questo libro parlano di guerra, sofferenza e solitudine, ma anche di speranza, coraggio e nobiltà

Pubblicato nello stesso periodo ma completamente diverso come approccio all'horror è la prima opera di Mark Z. Danielewski, che mescola horror e satira in una cofezione inusuale: l'impaginazione infatti obbliga a tratti a rigirare il testo, secondo lo stile stile della letteratura ergodica. 


Casa di foglie di Mark Z. Danielewski (Mondadori, Le strade blu, 2005)

Un libro-labirinto, a metà strada tra horror e thriller psicologico, ma anche un trattato postmoderno di critica letteraria. Johnny Truant è ossessionato da un manoscritto trovato nell'appartamento del vecchio Zampanò, morto da poco. Si tratta dell'analisi e della ricostruzione di un film documentario intitolato "The Navidson Record". In esso un famoso fotografo racconta della sua vita in una misteriosa casa di campagna. Una casa più grande dall'interno che all'esterno, con un muro nel quale compare all'improvviso una porta. Il fotografo, la sua famiglia, i suoi amici si avventurano nei corridoi infiniti che si aprono dietro la soglia, in un crescendo di traversie fisiche e psicologiche, che finiranno per riflettersi anche su chi legge...

Concludiamo con un ritorno al classico, una lettura imprescindibile per gli amanti del genere, Il giro di vite, racconto di fantasmi di Henry James che magistralmente genera tensione e paura con uno stile evocativo e ricco di suggestioni. Oltre ad essere stato portato sul grande schermo almeno una ventina di adattamenti, l'ultimo dei quali nel 2009, l'opera ha anche ispirato il celebre film The Others, con Nicole Kidman


Giro di vite di Henry James (Mondadori, Oscar Classici, 2003)

Apparso in dodici puntate nella rivista "Collier's Weekly" dal 27 gennaio al 16 aprile 1898, Giro di vite è uno dei capisaldi dell'opera di Henry James, quello forse che ha ottenuto più attenzione sia da parte della critica che da parte del pubblico. Ispirato da una storia di fantasmi narrata allo scrittore dall'arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, questo romanzo breve narra la vicenda di due bambini affidati alla servitù di una vecchia villa di campagna dove avvengono sconcertanti apparizioni. L'atmosfera di un Male incombente è resa ancor più intollerabile dall'ambientazione quasi pastorale e dal senso di pace e luminosità che questa sembra irradiare tutt'attorno. Il terrore che scaturisce da tale contrasto è di natura psicologica, nasce dalla mente del narratore più che dalla descrizione dei fatti: sottile e modernissimo espediente che anticipa la sperimentazione letteraria del Novecento.

Come sempre speriamo di avervi dato qualche suggerimento interessante e di avervi aiutato ad entrare un po' di più nello spirito della festa che forse non ci appartiene tanto ma è oramai entrata di prepotenza nelle nostre case e poi, suvvia, ogni tanto qualche brivido di paura non fa male a nessuno!
Articolo di Valetta

06 agosto 2011

Clandestination - Kiril Kirilov Maritchkov

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I Contenuti

Il Lager è un piazzale di cemento con tanti piccoli garage, circondato dal filo spinato. Si trova vicino Roma, nel giardino della villa di un costruttore italiano. Nei garage ci abitano immigrati soprattutto dall'Est Europa: pagano 100 euro al mese per un posto letto, vivono in condizioni estreme e di giorno lavorano in nero nei cantieri o negli appartamenti dei quartieri "bene". Molti sono clandestini, proprio come Ivan, un giovane laureato in architettura. L'Italia gli sembra un paese libero, pieno di speranze, dove un ragazzo come lui non dovrebbe faticare per vivere. Gli basta poco per capire che le cose non stanno così. Dal Lager, vera e propria prigione a pagamento per clandestini, finisce nelle baracche lungo le rive del Tevere, dove per sopravvivere è costretto ad accettafe pericolosi compromessi. Tra sfruttamento, illegalità, omicidi e prostituzione, Ivan viene inghiottito da una spirale di miserie e subumanità che non lascia spazio ai buoni sentimenti. Immigrazione, schiavitù moderne, degrado sociale: un ritratto scomodo del nostro paese, un romanzo crudo e avvincente.


La Recensione

Già pubblicato dalla Sovera Edizioni nel 2005, Clandestination viene riproposto da Cooper nel 2010, romanzo d'esordio di un autore bulgaro, ma naturalizzato nel nostro paese (scrive in italiano) e che, come lui stesso ha dichiarato, è basato sulle storie raccolte da lui stesso in qualità di legale dell'Ambasciata bulgara in Italia. Il protagonista del libro è Ivan, un architetto che, dopo una serie di delusioni e di disavventure, decide di abbandonare il suo paese per tentare l'avventura di una nuova vita in Italia. La fiducia riposta in una agenzia bulgara, che gli aveva promesso un lavoro sicuro, si rivelerà un tragico errore. Una volta arrivato in Italia Ivan si rende conto della truffa di cui è stato vittima. Decide di rimanere e di cercarsi da solo un lavoro. Da questo momento comincierà per lui una serie di tragiche disavventure. Non è in discussione la credibilità delle storie che Maritchkov racconta. Ciò che ritengo non convincente è la scelta dell'autore di insistere sempre sul registro del dramma sentimentale. Dal momento che il protagonista appare sempre come vittima (e non stentiamo a credere che quasi sempre sia così nella realtà per tutti gli Ivan che tentano la fortuna in Italia) una buona dose di ironia avrebbe certamente giovato al romanzo. La scelta di narrare in terza persona una vicenda incentrata completamente sulla figura del protagonista è, a mio avviso, assai infelice. L'uso della prima persona avrebbe permesso effetti stranianti molto più interessanti. Ne sarebbe potuto uscire una sorta di romanzo picaresco. In questo modo il lettore non entra mai completamente dentro questo personaggio, ma osserva le sue tragiche vicende sempre con un certo distacco. Per questo il romanzo si ferma al livello del documento. E senza dubbio è centrato, sotto questo punto di vista. Se l'intenzione dell'autore era semplicemente quello di documentare attraverso una testimonianza un mondo sconosciuto, parallelo a quello dove vivono i "comuni mortali", se questo era il suo scopo, sicuramente ci è riuscito.


Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Lorenzo Pompeo

Dettagli del libro
  • Titolo: Clandestination
  • Autore: Kiril Kirilov Maritchkov
  • Editore: Cooper
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: Cooper storie
  • ISBN-13: 9788873941064
  • Pagine: 244
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16 euro
 

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