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31 dicembre 2013

Bilancio del 2013 - Speciale nuovo anno

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Oggi è l'ultimo giorno del 2013 ed è tempo di bilanci: ma come si può istituire il bilancio di un anno di letture di più di dieci persone? Per rendere l'idea, un po' di numeri: quest'anno abbiamo recensito 263 libri, pubblicato 110 articoli di varia natura, e intervistato 4 autori. Abbiamo pubblicato diversi approfondimenti e articoli d'opinione, infittito le news, e inaugurato - oltre alla rubrica settimanale Listopia - uno speciale tematico a cadenza mensile che finora si è occupato dei vincitori del Premio Hugo, di quelli del Premio Nobel, e dei romanzi a tema natalizio (domani conoscerete il nuovo Speciale che ci terrà compagnia per gennaio).
In più volevamo mettervi al corrente di una nuova notizia: a partire da gennaio vorremmo creare una newsletter mensile a cui potrete iscrivervi e che vi informerà con un'unica mail dei nostri migliori contenuti pubblicati durante il mese trascorso. Nei prossimi giorni vi daremo tutte le informazioni del caso.
Infine, come facciamo ormai da anni, abbiamo stilato una lista rappresentativa di libri che ci sono piaciuti particolarmente o che particolarmente non abbiamo apprezzato: ecco a voi una selezione di quindici recensioni pubblicate quest'anno, secondo i criteri che seguono:



+5stelle+ Cinque dei libri più belli recensiti quest'anno +5stelle+

La festa del caprone di Mario Vargas Llosa - Einaudi
Scrive Patrizia:

Il romanzo si snoda attraverso tre linee narrative. La prima, quella che apre il romanzo, ha la voce di Urania Cabral, affermata professionista che ha lasciato Santo Domingo all’età di quattordici anni e vi torna dopo 34 senza un motivo specifico. Forse, dopo tanti anni, è pronta a fare i conti con il proprio passato e i suoi passi, durante l’abituale corsa mattutina, la portano sulla soglia della vecchia casa di famiglia, dove vive ancora il padre Agustin Cabral, ex Presidente del Senato ai tempi di Trujillo, immobilizzato a causa di un ictus e con il quale aveva interrotto tutti i contatti dal giorno della partenza per gli Stati Uniti. Urania, nel corso della sua lunga giornata, si ritrova anche a parlare con nostalgici anziani e con giovani che hanno mitizzato il periodo della dittatura ricordando con nostalgia che tutti lavoravano e non c’era microcriminalità; l’orrore è diventato mito, si trova a pensare una stupefatta Urania che ricorda bene la mancanza di libertà, anche nella propria vita personale, imposta dal regime di Trujillo.

Il mio nome è rosso di Orhan Pamuk - Einaudi
Scrive Valeria Pinna:

Il mio nome è rosso è un libro molto complesso: per arrivare all'ultima pagina e comprenderlo a fondo sono richieste molta pazienza e dedizione. Ma vi assicuro che il risultato è un'esperienza senza dubbio appagante. L'amore, il sesso, la morte, l'omicidio, la bellezza, l'arte, la miniatura, la religione, i conflitti interiori dell'animo umano sono tutti protagonisti di questo grande affresco di una Istanbul di fine Cinquecento ritratta in un'atmosfera realistica e magica allo stesso tempo.

Padiglione Cancro di Aleksandr Solgenitsin - Newton Compton
Scrive Antonio:

Nello spirito primitivo del premio Nobel, i libri di Solgenitsin sono pregni di idealismo. Ciò che Solgenitsin condanna è la corruzione, la superficialità, il qualunquismo che mal si adattano alla sua visione di una scelta di vita ascetica ma piena di disponibilità verso il prossimo. L’eroe di Solgenitsin è quello che, per quanto colpito dalle sventure e dalla perfidia del prossimo, riesce a rimanere ancorato ai propri principi di solidarietà ed abnegazione.

Limonov di Emmanuel Carrère - Adelphi
Scrive Polyfilo:

Carrère, con l'abilità di uno sceneggiatore professionale, raccoglie in prima persona e racconta le esperienze del suo protagonista in maniera esemplare, unendo momenti lirici e aneddoti sordidi, mettendo in mostra tutti gli angoli nascosti della sua policroma personalità ed evidenziandone contraddizioni e lati oscuri. Ma quel che è più importante è che riesce a cucire in modo perfetto, senza eccessi e senza sbavature, il ritratto di un dissidente e artista con il ritratto di una nazione. Si rimane nell'ambito del romanzo di formazione e nello stesso tempo, come in un saggio di geopolitica, la storia, quella recente degli ultimi due decenni del crollo dell'URSS, dell'era di Eltsin e degli oligarchi e infine della democrazia di Putin dalle forti venature di cesarismo, irrompe con tutta la sua forza nella narrazione.

Prima che sia notte di Reinaldo Arenas - Guanda
Scrive Tancredi:

Nella sua autobiografia, che ripercorre una vita umile eppure pulsante, energica, instancabile, che non si piega mai, Arenas intreccia gli affetti e le passioni e i tormenti: gli uomini che l'Isola ha offerto al suo desiderio insaziabile (più di cinquemila, proclama); la passione della scrittura, soffocata dal regime, tradita dagli amici scrittori ipocriti, mai ripagata dagli editori stranieri; i regimi, prima quello di Batista, poi quello di Castro, e quella brevissima, di una illusoria felicità, parentesi rivoluzionaria cui aveva pure aderito, salvo indovinare ben presto il colore dell'operazione condotta dal lider maximo. L'amore (omosessuale), la scrittura, la politica sono le tre passioni di Arenas, ma anche i tre volti di Cuba, che l'autore demolisce e ricostruisce in un infinito gioco di specchi: Cuba è l'isola di sole e mare, di spiagge popolate di bei ragazzi, di amori urlati con vitalità e fierezza; Cuba è anche l'immenso salotto letterario che Arenas e i suoi popolavano, un salotto umile, alla buona, più una taverna che un circolo di intellettuali; Cuba è, ed è diventata soprattutto, l'isola del mare negato, delle spiagge popolate di militari, delle prigioni e dei campi di lavoro forzato.

+1stella+ Cinque dei libri recensiti cui è stato assegnato il voto minimo +1stella+

Sul lato sbagliato della strada di Amanda Mazzi - Erasmo
Scrive Pythia:

Questo romanzo non avrebbe dovuto essere pubblicato così com'è. È una questione di rispetto per i lettori, che spendono denaro e tempo per un prodotto non conforme, e anche per l'autrice, che nonostante la cura, la passione e la dedizione sicuramente impiegate viene penalizzata da un lavoro a metà. Manca decisamente una revisione degna di questo nome, per forma e contenuti: il buono c'è, ma si perde in una marea di imperfezioni.

Il buon Gesù e il cattivo Cristo di Philip Pullman - Tea
Scrive Sakura:

Definito "apocalittico" dal Guardian, questo romanzetto non merita certo tanto scalpore (e in effetti il libro in Italia è passato pressoché inosservato): sebbene l'esistenza di Cristo, passata sotto silenzio, incarni ancora una volta l'aspra critica di oscurantismo rivolta dall'autore alla chiesa cattolica, nonché i travisamenti di cui i testi sacri sono sempre stati oggetto, Pullman rinuncia alla sua vena polemica, o non riesce a esprimerla appieno. La narrazione è pacata, fin troppo politically correct nell'evitare di approfondire episodi particolarmente controversi che avrebbero potuto essere spunto di critica, come il rapporto tra Maria Maddalena e Gesù o l'incontro di quest'ultimo con la donna di Canaan.

Tutto ciò che sappiamo dell'amore di Colleen Hoover - Rizzoli
Scrive Valetta:

Come sempre evito ogni spoiler, ma non posso fare a meno di inveire contro la stupidità del finale in cui tutti gli ostacoli che separavano i nostri innamorati svaniscono nell'aria come per magia e Will finalmente comprende che la sua aspirante fidanzata è molto più importante del benessere del suo fratellino di nove anni che non ha nessuno al mondo. Splendido messaggio. Molto maturo. A dirvela tutta ci sarebbero mille altre cose che ho odiato a proposito di questo libro, ma mi sembra inutile e tedioso lamentarmi per pagine e pagine, perciò concluderò dicendo che l'ho trovato prevedibile, superficiale, noioso e, a dispetto delle infinite tragedie che l'autrice si è ostinata a infilarci, assolutamente poco toccante.

Drood di Dan Simmons - Elliot
Scrive Valetta:

Questo è il terzo romanzo che leggo collegato o ispirato dall'opera incompiuta di Dickens, includendo Il ladro di libri incompiuti di Matthew Pearl e Il mistero di Edwin Drood riveduto e completato da Leon Garfield, ed è sicuramente anche il più deludente, il che è tutto dire se si considera che il libro di Pearl era stato un potentissimo sonnifero. Dickens era sicuramente un romanziere pieni di difetti ma ha creato personaggi e storie straordinarie, come sia possibile che coloro che decidono di ispirarsi a lui producano solo schifezze proprio non si spiega. Sarà il desiderio di emulazione senza averne il talento, sarà l'idea che i lettori sono una manica di ignoranti che non possono leggere un romanzo ambientato nell'800 senza subire una conferenza scritta sull'epoca vittoriana, fatto sta che sto seriamente considerando di abbandonare tutte le speranze e curare la mia astinenza da Dickens rileggendo le sue opere per l'ennesima volta.

Confessioni di un barman di Paolo Marini e Mirco Cavalli - Curiosando Editore
Scrive Polyfilo:

Il problema di base dell'esperimento di Marini è che pare essere mancato un serio intervento di editing che riuscisse trasformare - ammesso che fosse possibile - del materiale grezzo da diario privato in un prodotto editoriale potabile. La classica zucca in carrozza, insomma. Se anche l'idea in sé potrebbe essere intrigante e offrire buoni spunti di sviluppo - e lo insegna Tom Cruise in Cocktail -, nel percorso intimo di Cuper Bennati, barman con base fiorentina ma cosmopolita e vagabondo nell'anima oltre che nel cuore, manca una trama vera e propria.

+5stelle+ Piccoli e medi editori a cinque stelle +5stelle+

La nemica di Iréne Nèmirovsky - Elliot
Scrive Polyfilo:

Da un lato l'analisi spietata dell'ipocrisia imperante in certi strati sociali e all'interno dei meccanismi famigliari, in particolare nel rapporto fortemente autobiografico tra madre e figlia, prelude a temi che saranno caratterizzanti in romanzi successivi, in particolare in Jezabel, dall'altro lo stile, per quanto non privo di ingenuità sentimentali, manifesta una notevolissima capacità descrittiva, un tratto abile nel cesellare con poche pennellate situazioni e personaggi, forse senza scendere in profondità come avverrà nei romanzi più tardi, ma perfettamente in grado di mostrare i tormenti dell'animo nella complessità di accenti e sfumature che contraddistingue la scrittura di grande valore.

Il portiere e lo straniero di Emanuele Santi - L'asino d'oro
Scrive Daniele:

Emanuele Santi affascina con toni enfatici ed evocativi, tanto che sembra quasi di essere con Camus mentre vola da un palo all’altro prima di vedere la propria carriera sportiva stroncata dalla tubercolosi. Così, attraverso l’ardore indipendentista che infiammava gli animi degli algerini che, non potendosi riversare in altri contesti a causa delle repressive leggi coloniali francesi, si concentrava tutto nelle partite di calcio, il lettore vede quanto Camus fosse influenzato dalla propria patria e fosse sensibile ai soprusi che subiva dalla Francia. L’autore ha effettuato una ricerca molto approfondita riguardo quel periodo e, unendola alla propria capacità di raccontare storie di sport, ha creato un credibile e affascinante punto di vista su quanto vissuto - sportivo e non - l’autore de “Lo straniero” abbia messo nelle sue opere. Quindi, fin dal titolo, “Il portiere e lo straniero”, mostra al lettore il nodo principale dell’argomento. Dalla prima pagina all’ultima ci si trova davanti a un’opera che non mostra mai cali nell’intensità della narrazione, sempre precisa nel dimostrare la tesi alla propria base e avvolgente quasi fosse un romanzo.

Un'eredità di avorio e ambra di Edmund de Waal - Bollati Boringhieri
Scrive Mara:

La tristezza e il rimpianto per lo splendore perduto in modo irrimediabile, che investono Edmund de Waal e chi legge dapprima davanti al Palazzo parigino, ora sede di un istituto di previdenza privato; indi a quello viennese, contemporaneo del primo, dove ora è la società che riunisce i casinò austriaci. Pure il percorso illustrato si fa via via più intimo e drammatico allorché si giunge sulla Ringstraße. L’Autore si sofferma sulla figura del trisavolo Ignace, del quale ci mostra un perspicuo ritratto. Nella nostra storia incontriamo ben tre Ignace: divertente e facile ritrovarli. Questo trisavolo, neri i folti capelli e la barba, così come ce lo presenta una fotografia del 1871, era uomo d’affari spregiudicato e passionale, con numerose amanti, padre di tre figli, che vediamo poco dopo, ragazzini: il minore è Viktor, il futuro padre di Elisabeth, nonna amatissima da Edmund e figura chiave nel racconto. Ignace, in quell’anno, si fece costruire il palazzo scintillante sulla Ringstraße e volle che, proprio nella grande sala da ballo, ben visibili da tutti, la serie di dipinti alle pareti raffigurasse episodi biblici tratti dal libro di Ester: Ester incoronata regina di Israele, in ginocchio al cospetto del gran sacerdote vestito con gli abiti rabbinici… E poi gli Ebrei che annientano i figli di Aman, il nemico di Israele.

Berlino segreta di Franz Hessel - Elliot
Scrive Mara:

Lo stile è scorrevole, quasi musicale, in grado di adattarsi al registro itinerante del racconto. I toni ci sono tutti, con preferenza verso l'umoristico e l'ironico, come il contrasto tra i "sogni di gloria" di Wendelin e la modesta realtà della pensioncina in cui egli vive , "al quarto piano sopra negozi ed uffici, tra Friedrichstrasse e Unter den Linden". Protagonista assoluto è il paesaggio cittadino, che emerge discreto, il supporto imprescindibile, il sipario sul quale s'intrecciano le vite degli stravaganti personaggi, tutti ritratti con cura dal vivo. I cognomi adottati sono espressione del personaggio stesso, ma in una sorta di rovesciamento sarcastico: ad esempio, un tale Schilfkrot (Ranocchia, in tedesco) è un applaudito cantante, ispirato ad una celebrità dell'epoca, realmente esistita e famosa a Berlino in quel periodo. Donne fatali, alla Marlene Dietrich (alla quale Hessel dedicò un suggestivo libretto, nel 1931), come Margot, che ama indossare camicie maschili e passeggiare a cavallo nel Tiergarten, in compagnia di baldi giovani, Wendelin in testa, va da sé. O come l'inquietante, sessualmente ambigua, Fancy Freo, la cui specialità consiste nell'eseguire "le più audaci canzonette berlinesi con il massimo di raffinatezza e il minimo di sguaiataggine".

Il candelabro sepolto di Stefan Zweig - Skira
Scrive Mara:

Anno 455 e.v.: Roma è conquistata e saccheggiata dai Vandali di Genserico. L’imperatore Petronio Massimo fugge abbandonando la città, ma viene ben presto ucciso dalla folla esasperata. E’ il papa Leone Magno, poi diventato santo, a fermare i Vandali chiedendo loro di non distruggere Roma e di non massacrare la popolazione. In pochi giorni la Città è spogliata delle sue ricchezze: l’operazione viene effettuata in modo rigoroso, sistematico… teutonico, senza incontrare alcuna resistenza da parte degli abitanti atterriti. Nella pacifica Comunità Ebraica locale si diffonde il terrore: tutti sono consapevoli che la sventura occorsa al popolo ospitante si tradurrà in dolore e nuove persecuzioni per gli Ebrei.

Ringraziandovi ancora una volta - calorosamente - di averci seguito per tutto il 2013, ci auguriamo che continuerete a farlo anche quest'anno. I nostri buoni propositi? Continuare a offrirvi il meglio che possiamo, come sempre.


Lo staff della Stamberga


25 dicembre 2013

Natale 2013

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15 dicembre 2013

Consigli natalizi - 2013 [Seconda parte]

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Come promesso eccoci di nuovo a voi con la seconda parte dei nostri consigli per gli acquisti di Natale; sperando che già la prima parte dell'articolo vi abbia fornito nuove e succose idee ci accingiamo ora a completare quelle categorie che mancavano nel nostro precedente elenco ma che sicuramente saranno presenti nelle vostre liste di regali.

Cominciamo questo secondo giro di consigli con le "clienti più delicate", quelle che per un motivo o per l'altro vorremmo sempre vedere felici, ovvero le mamme e le suocere. Un primo suggerimento, quasi obbligato, è quello di scegliere una raccolta di racconti di Alice Munro, fresca fresca di Nobel per la Letteratura. Una buona opzione è Nemico, Amico, Amante... (Einaudi), opera della maturità in cui troviamo nove ritratti di donna tutti diversi e tutti attuali. Questi racconti possiedono la straordinaria capacità di trascinare il lettore nei meandri di una memoria che non è la sua per risvegliare emozioni che sono di tutti.
Altro titolo di pregio è Troppa felicità (Einaudi): dieci racconti in cui l’autrice fotografa con uno stile lapidario ed efficace eventi particolari della vita di altrettante donne, mostrando in quanti differenti modi si sperimenta la felicità.

Se si tratta di signore che apprezzano i classici, questa è una buona occasione per far loro scoprire (o riscoprire) una grande autrice vittoriana, George Eliot, il cui capolavoro, Middlemarch, è stato ripubblicato di recente da Rizzoli per la collana BUR. Al centro della storia è proprio l'immaginaria cittadina inglese di Middlemarch, all'interno della quale si articolano i destini di quattro personaggi e di due matrimoni infelici, indagati da George Eliot nei loro più impercettibili interstizi attraverso lo strumento chirurgico di uno stile espressivo sempre acuminato. Il romanzo che permette di comprendere la solidissima fragilità dell'Inghilterra vittoriana. Classico moderno adatto al Natale è invece Le regole della casa del sidro (Bompiani) di John Irving: la descrizione dei boschi innevati e del freddo gelido del Maine unita alle storie degli orfani accuditi dal medico-padre Wilbur Larch, che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Se l'idea vi piace considerate anche di abbinarla al DVD del film omonimo con Michael Caine, Tobey Maguire e Charlize Theron.
Se vi piace l'ambientazione storica ma preferite restare in Italia, una buona scelta è Il cavaliere del giglio di Carla Maria Russo (Piemme). Vi si racconta la storia di un giovane e impavido condottiero nell’anno 1200, Farinata degli Uberti, guida la riscossa di Firenze contro la nemica di sempre, Siena, sullo sfondo del conflitto che oppone Guelfi e Ghibellini. Una donna senese che impugna le armi e si oppone, invano, alla conquista della sua città. Un amore che nasce dalla spada.
Se invece preferite puntare sull'umorismo un'ottima proposta è Alle sette di mattina il mondo è ancora in ordine di Eric Malpass (Bompiani). Nella tradizione del celebre La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrel, questo romanzo descrive con raffinato ed arguto umorismo una qualunque vita di una qualunque famiglia della media borghesia inglese a metà degli anni Sessanta attraverso le amicizie, le domande, le paure e le considerazioni di un bambino. Un romanzo divertente e a tratti anche commovente. Altra storia familiare è I ragazzi Burgess di Elizabeth Strout (Fazi), che in modo straordinariamente vivido dipinge i rapporti tra tre fratelli ormai adulti: Jim, brillante avvocato di successo, Bob, modesto impiegato anche lui nel mondo forense, e Susan, l'unica rimasta nel paese natale di Shirley Falls insieme al problematico figlio Zach. Quando Zach compie una bravata che rischia di costargli molto, i tre fratelli si riuniscono per sostenerlo. E sempre di famiglie si parla ne Il ragazzo sbagliato di Willy Russell (Rizzoli), la storia di un ragazzo che proviene da una famiglia normalmente disastrata e che, per una serie di circostanze assurde, viene considerato un ragazzo cattivo e per questo emarginato.

Per non perdere il senso vero del Natale privilegiate questo L'ospitalità è un mito? Un cammino tra i racconti del Mediterraneo e oltre (Il nuovo Melangolo) di Donatella Puliga, saggio che racconta il percorso storico della pratica dell’ospitalità, l’incontro con l’ospite straniero vissuto con lo spirito di sacralità e la devozione che nasce dalla mitologia. Un libro eroico dopo i recenti fatti di Lampedusa.
Se le mamme o suocere sono di quelle buone, cui volete bene, non quelle impiccione e suscettibili, un bel regalo sarebbe un manuale di cucina di altissimo livello, L'antichef di Letizia Nucciotti (Nuovi Equilibri), una cuoca patinata dalle solide origini toscane che con questo manuale, ormai un po' datato ma attualissimo, assolutamente non glamour ma densissimo di sostanza e di sapori, ha inteso tornare alle radici della cucina, quella delle mamme e delle nonne di una volta appunto.
Sempre in ambito gastronomico ma con una vena di sperimentalismo in più le Ricette scorrette di Andrea Perin (Eleuthera) propongono una versione culinaria del multiculturalismo, di cui parla tanto e spesso a vuoto. Non sono tanto ricette nel senso tecnico ma una serie di incontri sincretisti tra diverse tradizioni della tavola, che sempre di più vengono a contatto anche attraverso le dinamiche dell'immigrazione.
Invece per una suocera o una madre troppo presenti un consiglio interessante e molto di moda, visto che Adelphi da diversi sta pubblicando tutta la produzione dell'autrice, potrebbe essere Jezabel di Iréne Nemirovsky. E' la storia di una madre, Gladys Eysenach, che non intende rinunciare alla sua bellezza e al suo ruolo di donna, come una versione femminile di Dorian Gray, e rifiuta di invecchiare, sacrificando alla vanità ogni barlume di sentimento umano e famigliare.

Se tra i vostri amici o colleghi c’è n’è qualcuno incuriosito dagli scrittori postmoderni statunitensi, un libro che gli farà sicuramente piacere è Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi (Einaudi), interessante biografia di David Foster Wallace scritta da D. T. Max che è riuscito a ripercorrere la vita di questo scrittore così controverso senza cadere nell’esaltazione del mito o nell’interpretazione delle cause del suo suicidio.

In concomitanza con l’uscita sugli schermi del secondo film tratto da Lo Hobbit, potete regalare il libro di Tolkien nella sua versione a fumetti Lo Hobbit a fumetti: o La riconquista del tesoro (adattamento del testo di Chuck Dixon e Dean Deming, illustrazioni di David Wezel David Wenzel; Rusconi Libri): sarà un regalo apprezzato da chi ama leggere graphic novels senza trascurare la qualità del testo. Un bel libro è Dettagli di un sorriso (Quarup Editrice): un ex-poliziotto passato dall’altro lato della barricata, una lunga giornata in giro per le strade assolate della Sardegna e la consapevolezza ch niente è quello che sembra sono gli ingredienti di questa road novel dell’esordiente Gianni Zanata. Altro romanzo di un esordiente è Un maledetto freddo cane (Lorusso) di Luca Palumbo, che racconta le vicende di operatori di strada e barboni nel corso di un lungo e freddo inverno in cui la precarietà del lavoro e dell’esistenza non è solo dalla parte di chi vive per strada.  E per restare sul leggero, niente di meglio di un thriller giovanile di George R.R. Martin, autore della famosa saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco recentemente adattata nella serie tv Il trono di spadeArmageddon Rag (Gargoyle), che offre un sottile bilancio di quel che resta della generazione hippie quasi vent'anni dopo le sue rivolte. Un mystery ambientato nel mondo della musica underground, sulle note della fittizia band Nazgul.
Per chi ama invece letture più impegnative e strettamente legate all'attualità vi segnaliamo Le Spade di Allah (Edizioni Koinè), analisi del conflitto perenne che oppone i resistenti afgani, i Mujaheddin, alle truppe di occupazione delle valli dell’Afganistan, da Alessandro il Macedone fino all’Armata Rossa e, in ultimo, alla forza internazionale al comando degli Stati Uniti. Il focus è sulla guerra combattuta dall’Unione Sovietica e il punto di vista è quello dei Mujaheddin. Le tattiche di combattimento e la ricerca della logica di una resistenza dura combattuta in un paese altrettanto duro. Sempre per restare nella saggistica, con particolare riguardo alle scienze, non c’è niente di meglio di Breve storia di (quasi) tutto di Bill Bryson (Guanda). Se invece preferite la filosofia, cimentatevi con Le menzogne di Ulisse di Piergiorgio Odifreddi (Tea). Quest’ultimo sarà particolarmente gradito dalle persone un po' saccenti: arrivare alla fine e poter affermare di avere capito tutto è un bel traguardo. 

Per l'amica o collega inguaribile fanatica di Downton Abbey o del periodo vittoriano in generale, un regalo che non potrà non andare a segno: si tratta de Le stanze buie di Francesca Diotallevi, l'ottimo esordio per Ugo Mursia Editore di una giovane autrice. Protagonista del romanzo è Vittorio Fubini, maggiordomo appena giunto da Torino in una villa nelle Langhe per eseguire le ultime volontà del defunto zio. Al suo arrivo dalla città Vittorio trova una casa trasandata, una servitù da rimettere in riga, un padrone burbero perennemente in conflitto con la moglie giovane e bizzarra, una bambina solitaria, e... misteri a non finire.

E se non l’avete ancora letto non fatevi sfuggire La Regina degli Scacchi di Walter Travis (Minimum Fax). Si potrebbe definire un romanzo di formazione al femminile di una ragazza speciale, non bellissima ma intelligente, che trova negli scacchi la possibilità di elevarsi da una vita altrimenti opaca.
Se invece avete qualche amica che ancora si rifiuta di affrancarsi dalle pile di paranormal romance tutti uguali, regalatele piuttosto L'incanto di cenere dell'italianissima Laura MacLem (Asengard Edizioni), una nuova rivisitazione della storia di Cenerentola in chiave gotica. La bruttissima, sgraziata e malvagia sorellastra Genoveffa lascia qui il posto a un'eroina indipendente e moderna che dovrà combattere le arti nere della pericolosissima Christelle, la quale, dietro un aspetto così bello da sembrare angelico, nasconde inclinazioni diaboliche. Restiamo nel fantasy ma con una proposta totalmente diversa e un po' più seriosa: si tratta di Un altro mondo di Jo Walton (Gargoyle), vincitore l'anno scorso del Premio Hugo per il miglior romanzo. Romanzo di formazione, oltre che fantasy, racconta la storia della quindicenne Mori fuggita da una madre folle e strega che, con la magia, ha causato un incidente invalidante per lei e mortale per l’amata gemella. Dal Galles si trasferisce in Inghilterra dove il padre, appena conosciuto, la spedisce in un collegio. Qui Mori imparerà a rifarsi una vita con l'aiuto di creature fatate e delle letteratura fantascientifica.

Se la destinataria del vostro regalo legge solo le ultime uscite potete magari regalarle qualcosa di diverso dal solito scegliendo l'ultima opera di J.K Rowling, pubblicata sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith: Il richiamo del cuculo (Salani), interessante giallo ambientato nel mondo dell'alta moda londinese dove il detective Cromoran Strike deve investigare sulla misteriosa morte di una famosa top model. All'amica in coppia, La corretta manutenzione del maschio di Jacopo Fo (Guanda), per imparare a conoscere la nostra croce e delizia, anche da un punto di vista ironicamente antropologico: perché le donne si illudono di poter cambiare i maschietti, ma è un'impresa impossibile quando si ha a che fare con qualcuno il cui "cervello ha la semplicità disarmante di un ferro da stiro". Alla neomamma, Besame mucho di Carlos Gonzales (Coleman Editore), dolce come una tazza di latte caldo e altrettanto consolatorio, ottimo sollievo per un periodo tra i più difficili quanto meravigliosi della vita di una donna. Mentre all'amica appassionata di cucina, La bottega dei cuori golosi di Jenny Colgan (Piemme), un chick-lit spassoso e agrodolce: da gustare avvolte in una calda coperta, sorseggiando thè allo zenzero.
Decisamente più serio è invece il seguente consiglio: Stupro. Una storia d’amore di Joyce Carol Oates (Bompiani), la storia di Teena che subisce uno stupro di gruppo sotto gli occhi della figlia dodicenne: un’esperienza tremenda ma sopravvivono. Una fortuna, penseremmo noi; invece Teena e Beth scopriranno che quello che segue (interrogatori, articoli sui giornali, sguardi dei vicini) può essere molto peggio. Un romanzo breve che fa riflettere sui pregiudizi che ancora le donne devono affrontare. 

Eccoci infine alla nosra categoria preferita, quella in cui potete veramente sbizzarrivi ovvero il trash del trash, quei libri che tendenzialmente comprereste a chi la carta la usa solo per accendere il camino o a coloro che durante l'anno avreste voluto strangolare più e più volte ma a cui le circostanze vi costringono a portare un regalo. Sappiamo che segnalare romanzi erotici che ancora seguono la scia di Cinquanta Sfumature come la cacca fa col pesce è sparare sulla Croce Rossa, ma non siamo riusciti a resistere all'ennesima ridicolaggine di una trilogia pubblicata da Rizzoli pubblicata quest'estate, tutta made in Italy: Io ti guardo, Io ti sento, Io ti voglio. Una parodia non avrebbe saputo far di meglio: da regalarsi a persone con una pessima o assente vita sessuale, magari iniziano a darsi da fare invece di leggere le improbabili contorsioni sul materasso di protagoniste più odiose che mai.

Tra l'erotico e il sentimentale è invece il nuovo filone New Adult che manda in visibilio le fan di Twilight uscite dalla pubertà. Tra i tanti "pregevoli" titoli sicuramente da segnalare sono The Vincent Boys di Abbi Glines (Mondadori) e Uno splendido disastro di Jamie McGuire (Garzanti), rari esempi di insulsaggine spacciati per racconti romantici.  Per l'amico perennemente in cerca di emozioni forti e originalità, invece, c'è il nuovo libro di Fabio Volo, La strada verso casa (Mondadori). Perché ci sono giorni che durano una giornata intera, e chi dorme non piglia pesci, e insomma, l'abito non fa il monaco, non c'è giorno che passi senza che passi un giorno, e il primo amore non si scorda mai. Capire e accettare queste difficili verità è il primo passo verso una vita migliore.  
E per l'amico gombloddaro!11! che crede che le scie kimike ci facciano votare Berlusconi!1! che crede che le bombe d'acqua in Sardegna siano colpa degli esperimenti del governo per controllare il clima!1111! che il NWO abbia assoldato gli elienni per condurre esperimenti sui vegani11!! che gli hamburger del McDonald contengano nicotina per assuefare i consumatori al fumo così da riempire le casse dello Stato per finanziare la costruzione di una Morte Nera per la prossima guerra intergalattica!1111! per lui l'ultimo imperdibile libro di Adam Kadmon: Illuminati. Viaggio nel cuore nero della cospirazione mondiale (Piemme).

Se volete approfondire: le nostre recensioni a Nemico, amico, amante..., Middlemarch, Alle sette di mattina il mondo è ancora in ordine, I ragazzi Burgess, Jezabel, Un maledetto freddo cane, Breve storia di (quasi) tutto, Armageddon Rag, Le stanze buie, La regina degli scacchi, L'incanto di cenere, Un altro mondo, Il richiamo del cuculo.


Lo staff della Stamberga

08 dicembre 2013

Consigli natalizi - 2013 [Prima parte]

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Come ogni anno, vi vediamo già correre nel panico più totale dentro e fuori i negozi, oberati di gente come voi in preda alla follia degli acquisti natalizi. Magari vi eravate rifugiati in libreria nella speranza di trovarvi un po' di tranquillità in più rispetto a una profumeria o a un negozio di casalinghi, e invece no: disorientata, confusa, intimorita dalla gran quantità di carta stampata, la gente si aggira spasmodicamente anche lì, buona parte della quale per la prima volta in tutto l'anno. Loro si scaglieranno sulle pile di libri di Fabio Volo e di Paulo Coelho più a portata di mano per accaparrarsi un regalo che piacerà per forza, è sempre in classifica, se piace a tutti ci sarà un motivo, o in alternativa assedieranno il povero commesso/libraio per avere dei consigli. Voi sgomiterete per raggiungere gli scaffali dei libri che, ne siamo sicuri, già sapete a chi regalare. E se non lo sapete ancora vi veniamo in aiuto noi, come ogni anno, con i nostri consigli natalizi per bambini, ragazzi, mamme e papà (o suoceri e suocere), fratelli, sorelle, amici e colleghi.

Cominciamo dei consigli per i più piccoli: un’idea originale sono i libri pop-up (cioè quei libri in cui particolari tecniche di piegatura della carta danno l'illusione del movimento) o i libri animati (che abbinano agli elementi pop-up anche elementi semovibili che permettono al bambino una forma più elaborata di interattività: tirando alcune linguette predisposte gli elementi sulla pagina si muovono mostrando o celando le figure).
E’ un regalo adatto a bambini di almeno cinque anni, o più in generale in grado di capire che l’avvertimento “Non lo tirare perché si strappa” corrisponde alla verità dei fatti e non hanno bisogno di sperimentarlo in prima persona. Molti classici per ragazzi hanno una versione Pop-up; un libro di questo genere è Il Piccolo Principe (Bompiani) che, oltre a dei pop-up molto belli, ha anche il pregio di riportare il testo originale dell’opera di Saint-Exupery (infatti è più adatto dai dieci anni in su). Per bambini più piccoli (dai sette anni per una lettura autonoma, ma a qualsiasi età se leggono i genitori) è il libro pop-up de La fabbrica di cioccolato di Robert Dahl (Salani): insieme alle classiche figure tridimensionali, ha diverse linguette che riportano parte del testo e rendono divertente la lettura (non si tratta comunque della versione integrale, ma di una ridotta). La versione integrale andrà bene anche per i più grandicelli: per i pochi che ancora non la conoscessero, la storia è quella di Charlie, bambino di famiglia molto povera che vive in una piccola casetta insieme ai genitori e ai quattro nonni. Per il compleanno ha la fortuna di ricevere un lusso: una tavoletta di cioccolata. Ma le sorprese non finiscono qui: questa contiene infatti lo speciale e desideratissimo foglio dorato che permette una visita nella fabbrica di cioccolato Wonka. La visita si rivelerà per Charlie un'incredibile avventura con un finale del tutto inaspettato.
Volendo rimanere sul tradizionale esistono anche libri animati de Un Canto di Natale di Charles Dickens (ad esempio la versione di IdeeAli Editore) oppure de La Regina delle Nevi (sempre IdeeAli editore, illustrazioni di Manuel Sumberac). Libri pop-up molto belli sono anche quelli che riguardano argomenti scientifici: vi suggeriamo Viaggio nel nostro corpo, Argh! Uffa! Urrà!, libro pop-up sulle emozioni (entrambi Editoriale Scienza) o, ancora, Atlante illustrato con linguette (Usborne edizioni).
Per i bambini che stanno ancora imparando a leggere vogliamo segnalare la serie Sbucaditino (ABraCadabra), libriccini cartonati di poche pagine, che hanno per protagonista un animale diverso che "sbuca" dalle pagine e può essere animato con un dito. Per piccoli lettori e grandi divertimenti.
Per lettori ancor giovani, ma un po' più grandicelli, consigliamo Erba alta di Gianluca Gemelli (Photocity):

narra le avventure di Giampa, un ragazzino di 12/13 anni che, in vacanza dalla nonna paterna, scopre insieme agli amici che un anziano viene tenuto segregato dai familiari che vogliono ereditarne gli averi. Interessante da segnalare che sia la madre che il padre di Giampa si sono costituiti una nuova famiglia.
Se non troppo impressionabili consigliamo senz'altro Coraline di Neil Gaiman (Mondadori): cosa ci sarà dietro la porta della nuova casa della piccola Coraline, che dà su un muro di mattoni? Un giorno la giovane protagonista riesce a varcarla, e scopre che al di là di un corridoio oscuro si trova una casa identica alla sua con una mamma identica alla sua. Solo che ha dei bottoni cuciti al posto degli occhi.
La Casa Editrice Giuntina, invece, festeggia i prossimi 34 anni di attività presentando una nuova collana per bambini (e non solo!) dal nome Parpar, in ebraico Farfalla. Può essere quindi questa l'occasione per scoprire questa nuova serie, inaugurata da un testo di Heidi Smith Hyde, con illustrazioni di Johanna van Der Sterre e traduzione di Shulim Vogelmann, La fisarmonica di Mendel che racconta la storia del giovane Mendel che suona la fisarmonica nel natio villaggio di Melnitz (Polonia) insieme coi suoi amici musicisti klezmer. Sopraffatto dalla povertà, un giorno vende le sue poche cose, tranne l'amata fisarmonica, e salpa per l'America, in cerca di fortuna. A New York egli troverà lavoro, si sposerà e darà vita ad una vasta famiglia. La sua musica, così tradizionale, sembra dimenticata: i suoi figli e i suoi nipoti preferiscono il jazz e il rock and roll fino a quando il suo bisnipotino Samuel, in una delle sue scorribande in soffitta, trova, dentro una scatola, una vecchia fisarmonica.
Chiudiamo questa sezione con una scelta completamente diversa: Il cielo intorno a noi - Viaggio dalla Terra ai confini dell'ignoto per capire il nostro posto nell'Universo di Margherita Hack (Dalai Editore). Se volete far sviluppare nei vostri figli la curiosità per quei puntini luminosi che vedono in cielo di notte, questo è il libro che fa per voi. Attenzione, però: in alcuni punti la Hack, sempre con un linguaggio molto fruibile, usa termini tecnici dell'astronomia, preparatevi a sentire i vostri figli usare termini come "Perielio" o "Parsec".


Per i ragazzi amanti del fantasy consigliamo la nuova ristampa della prima saga di Shannara di Terry Brooks in un'edizione che non sfigurerà sotto l'albero: raccolte in unico volume rilegato le prime storie ambientate nelle Quattro Terre, La spada di Shannara, Le pietre magiche di Shannara, La canzone di

Shannara (Mondadori). Ideale per lui e per lei (ma anche per la zia e per il nonno). E, poiché è sempre una buona idea regalare un Pratchett, vi segnaliamo l'ultima pubblicazione in casa Salani (decisamente non l'ultima in casa Pratchett, tuttavia): All'anima della musica!, dedicato alla nipote di Morte, Susan Sto Helit, indaffarata ad assumersi l'onere dell' ...attività di famiglia, dal momento che il nonno ha deciso di prendersi una pausa per riflettere sul significato della vita. E intanto nel Mondo Disco imperversa una nuova musica, una musica con le rocce dentro.
Se Gaiman è invece la vostra passione (o quella dei vostri figli) non potrete farvi sfuggire l'ultima opera dello scrittore, L'oceano in fondo al sentiero (Mondadori). Nonostante il protagonista sia un adulto che ricorda una magica esperienza accadutagli quando era un bambino di sette anni, questo libro andrebbe regalato a un ragazzo per fargli comprendere quanta magia può esistere anche nelle piccole cose. La figura femminile è la vera protagonista di questo affascinante romanzo, vincitore anche della categoria Fantasy su Goodreads.
Se volete regalare un libro a un adolescente senza risultare troppo "vecchi e barbosi", la scelta più ovvia è di puntare su una delle saghe che imperversano in libreria in questo periodo. Insieme a molte cose dimenticabili, ci sono romanzi interessanti che val la pena di leggere. Tra di essi segnaliamo innanzi tutto la trilogia Divergent di Veronica Roth, composta dai romanzi Divergent, Insurgent e Allegiant, pubblicati in Italia da DeAgostini (Allegiant in realtà arriverà in italiano all'inizio dell'anno prossimo, ma prima di allora ci sono ben due romanzi con cui tenersi impegnati!). Definita l'erede di Hunger Games, questa nuova saga distopica garantisce suspence e avventura sia per i ragazzi che per le ragazze. 

Un po' più specifica per il pubblico femminile è invece la trilogia scritta da Libba Bray con protagonista la

sedicenne Gemma Doyle: Una grande e terribile bellezza, Angeli ribelli e La rivincita di Gemma (Elliot) costituiscono questa saga "new gothic" ambientata nell'Inghilterra vittoriana che, a differenza di molti paranormal romance usciti sulla scia di Twilight, si distingue per un'eroina indipendente, spiritosa e di carattere alle prese con problemi un po' più grossi dei soliti dilemmi sentimentali che di solito si trovano in questi romanzi (a dispetto dei titoli poco incoraggianti e decisamente fuorvianti). In alternativa potete sempre puntare su un classico come Il giovane Holden di J.D. Salinger (Einaudi), libro cult degli anni '50, da rileggere anche da adulti. Eponimo degli adolescenti di ogni epoca, Holden ha 17 anni ed è scappato da solo a New York per non voler ammettere ai suoi genitori che è stato espulso da scuola per i suoi voti troppo bassi. Incompreso dagli adulti e dal mondo circostante, Holden vive nel sogno di un mondo tutto suo, e forse rappresenta il sentimento che molti di noi provavano a quell'età.

E come ogni anno ci sarà un padre (ma anche un figlio, o una compagna) in attesa di scartare sotto l'albero l'ultimo Stephen King, stavolta non un'uscita invernale giacché è in libreria da più di sei mesi: ci riferiamo a Joyland (Sperling&Kupfer), mystery ma anche romanzo di formazione, ambientato in un luna park.


Devin Jones, piantato dalla ragazza e con la prospettiva di dover sgobbare per tre mesi in un parco divertimenti, si ritrova per di più invischiato in un caso di omicidio archiviato da anni: una delle vittime di un omicida seriale fu uccisa proprio nel tunnel dell'orrore di Joyland, e il suo fantasma - si dice - da anni si mostra al personale del parco. O ancora, grande classico regalo per papà è un libro del maestro della spy-story John Le Carré. Proprio quest'anno la Mondadori ha pubblicato l'ultimissima fatica di questo autore instancabile: Una verità delicata. Come sempre al passo con l'attualità, Le Carré mescola in questo nuovo romanzo la lotta al terrorismo con le ambiguità della politica, narrando le avventure del vice Primo Ministro britannico alle prese con un complotto internazionale dagli esiti potenzialmente disastrosi.
Rimaniamo nel giallo ma con un'ambientazione totalmente diversa: Un covo di vipere (Sellerio) dell'intramontabile Andrea Camilleri è uno dei tutoli più gettonati per un regalo. In questa nuova avventura il Commissario Montalbano viene costretto da una telefonata di Catarella a occuparsi della morte del ragionier Barletta, una figura all'apparenza tranquilla e al di sopra di ogni sospetto che rivela ben presto i segni di un'ambigua personalità. Per il padre dal cuore tenero, invece, Trick. Storia di un cane di Fulvio Tomizza (Bompiani), la storia di una coppia che, non riuscendo ad avere un figlio, si prende un cane. Quando tuttavia il figlio arriva ormai insperato, si trovano a dover fare una scelta non potendo tenere entrambi. E sarà il bambino, una volta cresciuto, a cercare di ritrovare il cane.
Recentemente riportato alla ribalta dal cinema è invece il nostro prossimo consiglio, La Versione di Barney


di Mordechai Richler (Adelphi). L'ironica vita di un ebreo-canadese scontroso e misogino non può che piacere al padre/suocero di turno se ha un minimo di ironia e amore per la lettura. In alcuni punti potrebbe anche ritrovarcisi, addirittura. In più, potreste anche organizzare una serata a tema con visione del film - protagonisti Paul Giamatti e Robert De Niro - più discussione. Usciamo adesso dall'ambito dell'intrattenimento puro per proporvi un'opera che ha fatto molto parlare di sé quest'anno: Se ti abbraccio non avere paura di Fulvio Ervas (Marcos y marcos), storia del rapporto tra un padre e il figlio autistico, perché anche i padri sono capaci di sentimenti profondi e assoluti, anche se non sempre sono in grado di dimostrarlo. Una storia vera capace di commuovere anche i duri più duri.
Seguendo la scia delle letture meno leggere, è stata appena data alle stampe (italiane, con ben sei mesi di ritardo sull'uscita britannica) un'opera un po' più impegnativa di J.R.R. Tolkien, consigliata non (solo) agli amanti del fantasy: La caduta di Artù (Bompiani) è infatti un poema allitterativo inconcluso del grande scrittore e filologo britannico, ispirato alle leggende del ciclo arturico di epoca medievale. E ancora per il lettore più impegnato, Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Umberto Eco (Bompiani), opera saggistica in grado di catapultare il lettore nella storia e nella leggenda di mondi fantastici quali Atlantide, Iperborea, Eldorado. Meraviglioso da leggere e da regalare, il consistente volume è arricchito da illustrazioni a colori.
All'apparenza più sul faceto ma in realtà piuttosto serio è Babbo Natale giustiziato di Claude Lévi-Strauss, un breve saggio nel quale il noto antropologo francese prende spunto da un episodio di cronaca avvenuto a Digione nel 1951 per dibattere le origini della sua figura di Babbo Natale e le sue radici in miti e strutture magico-religiose della tradizione folklorica.
L'opera, molto smilza (appena una quarantina delle eleganti paginette di Sellerio), è densa di notizie e analisi della tradizione culturale sul Natale in varie parti del mondo e in diversi periodi storici, dai Saturnalia romani agli spiriti Katchina degli Indiani d'America, ed è scritto con semplicità e ironia. Ideale per fare bella figura con un suocero dai gusti radical-chic o con un padre un po' intellettuale.
Infine se la persona ama le scoperte letterarie vi segnaliaamo che Erri De Luca, scrittore, studioso e traduttore autodidatta dall'ebraico e dallo yiddish, ci dona in un unico libretto, leggibile su entrambi i lati, due inediti, da lui resi nella nostra lingua dall'originale yiddish, scritti dai fratelli Isaac Bashevis e Israel Joshua Singer. Il primo è il 65° capitolo del grande romanzo La famiglia Mushkat, rimasto finora sconosciuto al pubblico. Mentre il 64° capitolo chiudeva l'epopea di questa famiglia di Ebrei polacchi in modo tragico e senza speranza, sotto le bombe naziste nel 1939, il 65° capitolo è di tono del tutto opposto, aperto ad una grande speranza. Oltre al piacere della lettura di questo breve scritto, il lettore, che non conosce il romanzo, sarà senz'altro invogliato a cimentarsi con una delle opere più rilevanti dell'Autore, Premio Nobel per la letteratura 1978. Il secondo è un piccolo gioiello uscito dalla penna del fratello maggiore, morto prematuramente nel 1943 a New York, Israel Joshua, conosciuto per gli stupendi La Famiglia Karnowski e I fratelli Ashkenazi. Il titolo è La stazione di Bakhmatch e narra, con tono realistico, scanzonato, paradossale, le avventure occorse ad un ebreo polacco durante un viaggio in treno nella Russia del 1919.

Se volete approfondire, vi segnaliamo le nostre recensioni ad alcuni dei romanzi fin qui consigliati: Erba alta, L'oceano in fondo al sentiero, Divergent, Joyland, Un covo di vipere, La versione di Barney. E continuate a seguirci, perché nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell'articolo.

Lo staff della Stamberga

30 novembre 2013

La vetrina degli incipit - Novembre 2013

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L'incipit in un libro è tutto. In pochi capoversi l'autore cattura l'attenzione del lettore e lo risucchia nel vortice della storia. Oppure con poche banali parole lo perde per sempre...
Quanti libri, magari meritevoli, giacciono abbandonati dopo poche righe sui comodini di ogni lettore? E quanti altri invece sono stati divorati in poche ore perché già dalle prime righe non siamo più riusciti a staccare gli occhi dalle pagine?
Anche questo mese vogliamo condividere con voi gli incipit dei libri che stiamo leggendo, perché alcuni di voi possano trarre ispirazione per le loro future letture e perché altri possano di nuovo perdersi nel ricordo di personaggi e atmosfere che già una volta li avevano rapiti...
Lo staff della Stamberga



 

 
 


***
«La morte è un ottimo argomento di conversazione. Quasi fosse una cosa radicata negli esseri umani, e sono davvero poche le azioni compiute da molta gente nel corso della vita, di cui si parli in modo tanto esauriente e che vengano tanto amorevolmente analizzate, quanto quella di abbandonarla. Anche la persona più loquace ha le labbra sigillate, quando l’argomento di conversazione si sposta sulla procreazione o sulla nascita, e quanto ai dettagli intimi di un matrimonio, della crescita dei figli e della vita familiare, nel migliore dei casi vengono confidati solo agli amici più intimi.
Ma la morte è un’altra cosa. C’è quasi un piacere morboso nell’esaminare al microscopio l’ultima lenta malattia, corredata da tutti i suoi sintomi; e maggiore è la sofferenza, più lunga la malattia, più orribile la fine, più le teste si scuotono preoccupate.
E dunque, il trapasso di un anziano gentiluomo, che muore tranquillamente nel suo letto, di norma non darebbe adito a grandi conversazioni. Ma è un dato di fatto che esista un altro argomento su cui la gente ama soffermarsi ancor più che sulla morte. Quell’argomento è il denaro. Quindi, se si da il caso che l’anziano gentiluomo sia ricco, le teste verranno scosse con non meno vigore, ma ci si preoccuperà solennemente delle dimensioni del suo patrimonio, del modo in cui è stato accumulato e (cosa più importante di tutte) come –e in favore di chi- è stato lasciato in eredità.
»
Gramercy Park, di Paula Cohen - Antonio
 
«Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all'aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell'aeroporto e l'insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.»
Norwegian Wood, di Haruki Murakami - Valeria Pinna

«'Cara scrittrice,
sono una studentessa siciliana, di un piccolo paese alle falde dell'Etna chiamato Santo Pellegrino. Sta di fronte a un'isola disgraziata eppure bellissima che lei conosce bene e che io amo ma di cui sento addosso i difetti come tante pulci affamate.
Mi chiamo Chiara. Questo non le dirà nulla, ma per me invece è molto, moltissimo. Su questo nome luminoso, cristallino, su questo nome che parla di trasparenze pensose, mi sto rompendo la testa. L'origine della scelta è semplice, quasi banale: mia madre è molto religiosa e ha voluto mettermi il nome di Chiara perché sono nata proprio il giorno in cui si festeggia la santa, l'11 agosto, che poi sarebbe il giorno della sua morte, perché il giorno della sua nascita non è noto come non si conosce con esattezza l'anno, il 1193 o il 1194. [...]'
»
Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza, di Dacia Maraini - Mara

«Che peso ha una vita? E' il risultato delle nostre azioni costruttive e meritevoli, senza tener conto di quelle cattive? O è soltanto quello del corpo umano, messo sulla bilancia - novanta chili di vita?
Punto una pistola alla testa di mio figlio: peserà all'incirca sessanta chili, la pistola meno di uno. Un altro modo di vedere la cosa: la vita di mio figlio Lincoln pesa solo quanto la pistola che tengo in mano. O quanto il proiettile che sta per ucciderlo? E dopo lo sparo, avrà ancora un peso?
Ride. Sono terrorizzato. Premerò il grilletto e morirà, eppure sorride come se l'arma (il fetale metallo) che ha contro la testa fosse il dito di qualcuno che ama.
Chi sono? Come posso fare questo a mio figlio? Ascoltate...
»
L'assenza, di Jonathan Carroll - Tancredi

«Urania. I genitori non le avevano fatto un favore; il suo nome dava l'idea di un pianeta, di un minerale, di tutto tran­ne che della donna snella e dai tratti sottili, dalla carnagione bruna e dai grandi occhi scuri, un po' tristi, che lo specchio le rimandava. Urania! Ma che bella invenzione. Per fortuna più nessuno la chiamava così, ma Uri, Miss Cabral, Mrs Cabral o Doctor Cabral. A quel che ricordava, da quando era venuta via da Santo Domingo («O meglio, da Ciudad Trujillo», quando era partita non avevano ancora restituito il suo nome alla capitale), né a Adrian, né a Boston, né a Washington D.C., né a New York, nessuno l'aveva più chiamata Urania, come prima a casa sua e al Colegio Santo Domingo, dove le sisters e le sue compagne pronunciavano in modo ultra-corretto l'insensato nome che le avevano inflitto alla nascita. Poteva essergli venuto in mente a lui, a lei? Troppo tardi per accertarsene, ragazza; tua madre ormai era in cielo e tuo padre un morto vivente. Non lo saprai mai. Urania! Assurdo quanto fare quell'affronto all'antica Santo Domingo de Guzmàn chiamandola Ciudad Trujillo. Anche quella era stata forse un'idea di suo padre?»
La festa del caprone, di Mario Vargas Llosa - Patrizia

«Oggi è stato il mio compleanno, ho compiuto diciassette anni, sono un "seventeen". La mia famiglia, papà, mamma e mio fratello, tutti lo hanno ignorato o hanno finto di ignorarlo. Allora anch'io ho taciuto.
La sera mia sorella, infermiera presso l'ospedale dell'esercito di difesa, è tornata a casa ed è venuta in bagno mentre mi stavo insaponando a dirmi: «Diciassette anni anni eh, non hai voglia di prenderti in mano la carne?» A causa di una forte miopia deve portare gli occhiali e se ne vergogna, convinta per questo che non si sarebbe mai sposata è entrata nell'ospedale militare. Mentre si disinteressa del progressivo peggioramento della vista non fa altro che leggere libri "a tutto spiano". Anche quelle parole che mi ha detto le avrà di sicuro rubate da qualche libro. Comunque almeno uno della mia famiglia s'è ricordato del mio compleanno, intanto che mi lavo questo mi solleva, anche solo per poco, dal senso di solitudine. Poi mentre continuo a rimuginare sulle sue parole, tra la schiuma del sapone improvvisamente il pene mi diventa duro e vado a chiudere a chiave la porta del bagno.
»
"Seventeen" da Il figlio dell'Imperatoredi Kenzaburō Ōe - Sakura

«JUNE 21, 1895

Bombay, India

“PLEASE TELL ME THAT’S NOT GOING TO BE PART OF MY birthday dinner this evening.”
I am staring into the hissing face of a cobra. A surprisingly pink tongue slithers in and out of a cruel mouth while an Indian man whose eyes are the blue of blindness inclines his head toward my mother and explains in Hindi that cobras make very good eating.
My mother reaches out a white-gloved finger to stroke the snake’s back. “What do you think, Gemma? Now that you’re sixteen, will you be dining on cobra?”
»
A Great and Terrible Beauty, di Libba Bray - Valetta

«Questo è un racconto sulla magia, su dove va e, cosa forse più importante, da dove viene e perché, sebbene non pretenda dare una risposta a tutti questi interrogativi. O a nessuno di essi.
Tuttavia può contribuire a spiegare perché Gandalf non si era mai sposato e perché Merlin era un uomo. Perché questo è anche un racconto sul sesso. Anche se, probabilmente, non nel senso di atletiche acrobazie molto spinte. A meno che i protagonisti non sfuggano totalmente al controllo dell'autore. Il che è possibile.
Comunque, questo è anzitutto il racconto di un mondo. Eccolo che viene. Osservate con attenzione, gli effetti speciali sono assai costosi.
Risuona una nota bassa. È un accordo profondo, vibrante. Annuncia che la sezione degli ottoni può intonare da un momento all'altro una fanfara per il cosmo. Perché lo scenario raffigura la tenebra del profondo spazio, rotta da poche stelle brillanti come la forfora sulle spalle di Dio.
Poi in alto appare, più grande del più grande e temibile incrociatore stellare mai concepito dall'immaginazione di un produttore cinematografico megalomane: una tartaruga, lunga diecimila miglia. È la Grande A'Tuin, uno dei rari astrochelonidi provenienti da un universo dove le cose sono meno di come sono e più come la gente immagina che siano. Trasporta sul suo guscio costellato da crateri di meteore quattro giganteschi elefanti, che sorreggono sulle loro spalle enormi la grande ruota del mondo-Disco.
Via via che la scena gira, l'intero mondo si fa visibile alla luce del suo minuscolo sole orbitante. Ci sono continenti, arcipelaghi, mari, deserti, catene montuose e al centro perfino una piccolissima calotta ghiacciata.
Gli abitanti di questo luogo, è ovvio, non si preoccupano di teorie globali. Il loro mondo, circondato da un oceano che precipita senza sosta nello spazio in una enorme cascata, è tondo e piatto come una pizza geologica, sebbene senza le acciughe.
Un mondo simile, che esiste soltanto perché agli dei piace scherzare, è un luogo dove la magia può sussistere. E anche il sesso, naturalmente.
»
L'arte della magia, di Terry Pratchett - Daniele

«Quel giorno quando tornai a casa e vidi mia madre di sfuggita, pensai che fosse insolito che girasse per casa in accappatoio. Sì, insomma, strano. Non mi sembrava che avesse i capelli avvolti nell’asciugamano, né che fossero bagnati, tra l’altro, ma lì per lì non ci feci troppo caso. Ero più impegnata a temere che la mia divisa si fosse fusa con la mia pelle in quel caldo appiccicaticcio, così andai in soffitta a prendere dei vestiti puliti, e trovai mia madre, col suo usuale grembiule da casa, che stirava. Ci voleva il coraggio suo per stirare con 30 gradi all’ombra in un’area non ventilata, ma non fu quello che mi turbò.
«Ma tu non eri di sotto?»
Mia madre giustamente mi guardò per un attimo come se fossi pazza, poi passò all’empatia mentre pensava semplicemente “il caldo l’ha rincoglionita”.
«’more de mamma, non sarà mica il caso di mettersi un cappello quando vieni a casa?» mi disse infatti con una punta di ilarità, ma anche con tutta l’amorevolezza possibile.
E rincoglionita pensai d’esserlo pure io (non era poi così improbabile), fino a quando arrivai al pianerottolo coi vestiti puliti e vidi Elena, mia sorella, probabilmente venuta a prendere chissà cosa, che salutava l’altra madre (quella con l’accappatoio addosso, per intenderci) con uno sguardo un po’ stranito. «Perché vai in giro così?» Allora non ero matta, cazzo.
La madre in accappatoio non rispose, piuttosto spostò la sua attenzione verso di me.
«Mammaaaa...» chiamai, con una certa urgenza nella voce.
La madre in accappatoio rispose «Sì, tesoro?»
La madre in soffitta, invece, col suo usuale, tamarrissimo: «EH?»
In dialetto le dissi di venire giù, mentre comunicavo a cenni facciali con Elena, che subito spinse la confusa mamma in accappatoio in cucina. Nel frattempo trovai un martello che mio padre teneva sul pianerottolo insieme ad altri attrezzi, poi spinsi la madre in soffitta ad andare in cucina insieme a Elena e la madre in accappatoio.
La madre in grembiule ebbe una strana reazione nel vedersi in accappatoio ma senza l’aiuto dello specchio. «Ma che è un...?» ci chiese.
«Mi sa.» rispose Elena.
«Embè in accappatoio? Guarda là, mi si vede tutto!»
Di tutte le cose che poteva dire questa non me l’aspettavo, tanto più che non era vero che si vedeva tutto, ma tant’è. «Cazzo ne so, ma’, questi cosi sono tutti strani.» risposi io.
La mamma in accappatoio intanto non faceva una piega.
«Alla tv non sono così tranquilli. Cioè, guardala, non dice niente.» disse Elena.
«In accappatoio!» insistette mia madre, evidentemente turbata dalla scelta d’abbigliamento della sua sosia.
«Ma scherzi, c’è da farla fuori!» esclamai io.
«Ho capito che c’è da farla fuori, ho solo detto che non sono così pericolosi come dicono in tv.» ribatté Elena.
»
Alieni in Italia, di Fabrizia Pizzuti - Pythia

«Quando si trattò di avere per la prima volta a pranzo il signor di Norpois, siccome mia madre diceva che era proprio un peccato che il professor Cottard fosse in viaggio e che lei avesse smesso del tutto di frequentare Swann, perché l'uno e l'altro avrebbero di certo interessato l'ex ambasciatore, mio padre rispose che un convitato eccellente, un illustre scienziato come Cottard non poteva mai sfigurare in un pranzo, ma Swann con la sua ostentazione, e quel suo modo di strombazzare le conoscenze più insignificanti, era un volgare sbruffone che il marchese di Norpois avrebbe di sicuro giudicato, secondo la sua espressione, "pestifero".
Ora questa risposta di mio padre richiede qualche parola di spiegazione: alcuni ricorderanno forse un Cottard molto mediocre e uno Swann che portava alla più estrema delicatezza, in materia mondana, modestia e discrezione. Ma per quanto riguarda il secondo era accaduto che allo "Swann figlio" e anche allo Swann del Jockey, il vecchio amico dei miei genitori aveva aggiunto una qualità nuova (e che non doveva essere l'ultima), quella di marito di Odette.
»
All'ombra delle fanciulle in fiore, di Marcel Proust - Polyfilo



 

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