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24 febbraio 2013

Le domande di Brian - David Nicholls

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I Contenuti

Inghilterra 1985. Brian Jackson è un diciottenne come tanti: vive in provincia con la madre vedova, gli piace ascoltare musica, leggere e guardare i quiz televisivi. Anzi, ha una vera mania per "University Challenge", un gioco televisivo molto popolare. Finalmente ha l'età giusta non solo per andare al college dove si iscrive alla facoltà di Letteratura ma soprattutto per partecipare al suo quiz preferito. Proprio durante le qualificazioni si imbatte in Alice e ne rimane folgorato. Lei è la tipica ragazza splendida, irraggiungibile e fin troppo consapevole di piacere, che subito sfrutta la sua avvenenza per farsi suggerire le risposte. Ma non è l'unica "conquista" di Brian nei trionfali primi giorni da matricola: anche Rebecca, un'altra compagna di studi, è sensibile al suo fascino da giovane Holden colto e spiritoso. Tanto Alice è leggiadra, femminile e sensuale, tanto Rebecca è mascolina, aggressiva e spigolosa, e lo diventa ancora di più quando scopre di dover competere con una "gatta morta" che disonora la storia del femminismo moderno. Così, fra domande esistenziali ("Come si chiamavano i fratelli Karamazov? Qual è la composizione chimica precisa dell'aroma deliziosamente emanato dai capelli di Alice?") e avventure dei sensi (più che altro immaginarie), Brian scopre un segreto fondamentale: ciò che una donna apprezza davvero in un uomo è una dose considerevole di cultura generale...

La Recensione

E' questo il primo romanzo di David Nicholls, quotato autore televisivo inglese. Il libro ha avuto grande successo in patria e da esso è stato tratto un film non circolato in Italia. Nel nostro paese Nicholls è stato apprezzato maggiormente per il suo secondo romanzo, intitolato "Un giorno". Quest'ultimo è decisamente più sentimentale e rispondente al gusto femminile. Non so se voglia anche significare che le lettrici sono in numero maggiore dei lettori.
In questo romanzo, con grande umorismo, vengono affrontate alcune tematiche esistenziali dal punto di vista del protagonista diciottenne: l'amicizia, l'amore e le differenze sociali.
"Le domande di Brian" può definirsi un romanzo di formazione. Brian è un ragazzo molto colto, dotato di ottima memoria, con disposizione alla lettura, e ha conseguito il diploma di scuola superiore con ottimi voti, tanto da indurlo a iscriversi all'università nella facoltà di Lettere a Bristol. Vive in una cittadina di provincia con la madre vedova che tende ad essere protettiva. Lei ha anche un "fidanzato" i cui rapporti con Brian sono, all'inizio di questa storia, un po' ambigui, dato che lui tende ad idolatrare il padre defunto e vede un intruso nell'altro uomo. La famiglia di Brian è di estrazione sociale piuttosto bassa e mai nessuno, prima di lui, era mai entrato in un college. Qui incontra Alice, bellissima ragazza della upper class, tanto disinibita quanto superficiale, con cui inizia una relazione tumultuosa. Il rapporto è travolgente per Brian, ma lo pone davanti ai limiti della propria estrazione sociale -molto più sentita in Inghilterra che in Italia- con la consapevolezza che non riuscirà mai a superare l'abisso che lo separa dalla ragazza. Divertentissimo è l'incontro del protagonista con i genitori di Alice, fautori del nudismo, nella cui casa viene invitato a trascorrere qualche giorno. Dal punto di vista intellettuale Brian sarebbe più attratto da Rebecca, conosciuta a una festa fra studenti, al primo anno di legge, femminista impegnata politicamente. Ma, si sa, agli ormoni non si comanda e, anche quando lui lascerà gli studi universitari, non si sa ancora se provvisoriamente o in via definitiva, le due ragazze rimarranno in contatto con lui.
Nel romanzo viene toccato anche il rapporto di Brian con gli amici. Quello dell'amicizia è un aspetto importante nella vita di ogni persona, ma specialmente nel periodo adolescenziale. Quando Brian si innamorerà, si verrà a creare una frattura fra lui e i suoi compagni di sempre: il bel tenebroso ma psicologicamente fragile Spencer e il più aggressivo Tone. Brian si ritroverà ad essere geloso e quindi diffidente verso gli altri uomini, perfino verso Spencer, il suo amico migliore, fino a quando non deciderà di tornare in famiglia riprendendo i rapporti di sempre.
Il libro, forse il più esilarante che abbia mai letto, ricorda un pò la prosa piena di humor di Hornby in "Alta Fedeltà". Problematiche esistenziali e drammi personali sono trattati con ironia, senza mai cadere nel banale, anche se un pò superficialmente. Si ride ma non si può fare a meno di confrontare le proprie esperienze passate -chi da giovane non si è innamorato perdutamente?- a quelle di Brian e ci si sente vicini al protagonista. Forse è per questo che il pubblico femminile, non trovando un personaggio in cui identificarsi, ha apprezzato meno questo primo romanzo di Nicholls.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Le domande di Brian 
  • Titolo originale: Starter For Ten 
  • Autore: David Niccholls 
  • Traduttore: Stefano Bortolussi
  • Editore: Sonzogno
  • Data di Pubblicazione: maggio 2004  
  • ISBN-13: 8845411583
  • Pagine: 378
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00

04 luglio 2011

Strega. Cronache dal Regno di Oz in rivolta - Gregory Maguire

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I Contenuti

Ai margini del Regno di Oz una donna di rara bellezza dà alla luce Elphaba, una creatura con la pelle verde e i denti da squalo. La piccola pare una maledizione, tanto che la bambinaia è tentata di sopprimerla. Con il tempo però cresce sana e forte, si conquista l'amore della madre e, reputata intelligente, viene mandata a studiare in una prestigiosa scuola del Regno. Qui Elphaba scopre che a Oz, sotto la dittatura del Mago, le cose non vanno affatto bene: la povertà imperversa e gli animali - persino quelli un tempo eletti, come la capra-professore che le insegna biologia - rischiano di diventare presto carne da macello. Appassionandosi alla loro causa e dimostrando di avere, oltre alla carnagione verde, anche un carattere ribelle e una tempra da guerriera, si lancia allora in un'epica e fantasmagorica crociata, che la vede nascondersi in un cupo eremo e sfrecciare nei cieli a cavallo di una scopa, impossessarsi del magico libro del "Grimmiere" e guidare in battaglia un drappello di animali contro l'esercito di Oz.


La Recensione
"...nella vita delle streghe non esiste un per sempre; nel per sempre delle streghe non esiste un felicemente; nella storia delle streghe non esistono postille"
Attenzione: prima di consumare leggere attentamente le avvertenze! Questo dovrebbero stampare a caratteri cubitali su questo libro, altrimenti, tra titolo, grafica e quarte di copertina troppo generiche, il rischio di generare lettori delusi e/o furiosi è altino.
"Cornache dal Regno di Oz in rivolta" recita il sottotitolo dell'edizione italiana, generando la (legittima) impressione che si tratti di un libro per bambini, al pari della famosa favola di Baum a cui è ispirato . Vero è che anche per Il mago di Oz le interpretazioni della storia in chiave di allegoria politica non sono mancate, ma rimane abbastanza certo che l'autore si rivolgesse ad un pubblico di bambini e ragazzi. Qui, invece, il target è sicuramente più maturo, non solo per la presenza di scene sessualmente esplicite e di un'ironia non alla portata di un bambino, ma soprattutto per le tematiche trattate,che hanno lasciato perplesso più di un lettore di fantasy. Streghe, rivolte, magia e la promessa di rivisitare una famosa fiaba dal punto di vista del cattivo sono tutti elementi che prospettano un fantasy originale, avventuroso e coinvolgente ma che risultano fuorvianti per quello che è il vero sviluppo della narrazione. Ad esser sincera per almeno un terzo del libro ho fatto fatica a capire cosa avessi tra le mani e se ciò che stavo leggendo mi piacesse oppure no. Gregory Maguire infatti, più che il piglio del narratore possiede quello del filosofo, per cui il suo racconto non ha un ritmo uniforme (anzi ha volte proprio non ha ritmo), non ha una struttura organica, è fatto di intense accelerazioni e frenate improvvise, poca azione e molta riflessione. Dopo i primi capitoli passati tra dibattiti sulla vera natura del male e considerazioni di etica e morale, nei quali la trama sembra spesso solo un elemento di contorno, il lettore è completamente disorientato e non ha la minima idea di dove il racconto voglia andare a parare. 
Una certezza però il lettore ce l'ha ed è che sta leggendo la storia di un personaggio indimenticabile, che vale davvero la pena di seguire fino in fondo. La futura Strega Cattiva del'Ovest, bambina dalla pelle verde e i denti da squalo, studentessa brillante dalla lingua tagliente, donna appassionata e passionale, è quanto di più lontano ci si possa immaginare dallo stereotipo della strega malvagia delle fiabe. Maguire non solo magistralmente riabilita uno dei personaggi più cattivi di sempre, ma offre una prospettiva del tutto nuova da cui guardare l'abusatissimo dualismo fra Bene e Male. Elphaba ( nome creato giocando sulle iniziali di L.F.Baum) è impossibile da incasellare in qualunque rappresentazione del malvagio tipo, le tradizionali speculazioni da psicologia spicciola sull'origine del male a lei non si applicano, anzi la definizione stessa di male viene messa per lei in discussione. Ne esce un personaggio così adorabile che viene spontaneo abbandonare ogni perplessità, tanto che l'ultima parte del romanzo si legge tutta d'un fiato e veramente col cuore in gola.
Inno al diverso, esaltazione dell'anticonformismo, pamphlet politico, trattato filosofico, prendetelo come volete ma non lasciatevi sfuggire questa fiaba moderna, geniale e ricca di humour.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Valetta

Dettagli del libro
  • Titolo: Strega. Cronache dal Regno di Oz in rivolta
  • Titolo originale: Wicked. The life and times of the Wicked Witch of the West
  • Autore: Gregory Maguire
  • Traduttore: M.Piumini
  • Editore: Sonzogno
  • Data di Pubblicazione: 2006
  • Collana: Fantasy
  • ISBN-13: 9788845413568
  • Pagine: 432
  • Formato - Prezzo: Brossura- 7,98 Euro

16 giugno 2009

L'ultimo Catone - Matilde Asensi

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I Contenuti


Ladri di reliquie, le Chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente, un’oscura confraternita religiosa e La Divina Commedia sono gli elementi chiave di questo intrigo mozzafiato lungo diciassette secoli. A raccontare tutto è Suor Ottavia Salina, in fatto di paleografia massima autorità dell’Archivio Segreto del Vaticano. Un giorno, mentre è china su una ruvida pergamena, viene convocata urgentemente dalle più alte gerarchie pontificie che le affidano un compito di estrema segretezza. Suor Ottavia è l’unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio – sette croci e sette lettere in greco antico che formano la parola stauros, ovvero croce – inciso sul cadavere di un etiope ritrovato sui monti della Grecia. Da questo enigma sembrano dipendere le sorti di tutte le Chiese cristiane, tanto più che accanto al corpo sono stati rinvenuti tre pezzetti di legno che probabilmente sono schegge della croce di Cristo. Affiancata dall’inflessibile Guardia Svizzera Kaspar Glauser-Röist e dall’archeologo Farag Boswell, la suorina paleografa finisce per indagare su una setta tanto misteriosa quanto dimenticata: gli Staurophiyakes, ovvero i Guardiani della Vera Croce, incaricati nel IV secolo di vegliare sul Sacro Legno e ora fermamente intenzionati a trafugarne tutti i frammenti dalle principali chiese del mondo. Ma come scovare i fantomatici ladri, le cui tracce sembrano scomparire in un remoto passato? La soluzione –sveleranno i tre investigatori- è celata in un unico vastissimo codice, il capolavoro assoluto del membro più illustre della Confraternita: Dante. Può dunque suonare come un indizio concreto la terzina del Purgatorio: “Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero/ché ‘l velo è ora ben tanto sottile,/certo che ‘l trapassar dentro è leggero”? Quali canti nascondono riferimenti ai rituali e ai luoghi di ritrovo reali degli Staurophiyakes? Cercando significati reconditi in ogni singolo verso del Purgatorio, sottoponendosi a pericolose prove iniziatiche e passando attraverso le sette città simbolo dei peccati capitali – Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia -, Suor Ottavia e i suoi due compagni metteranno a repentaglio le loro vite per sciogliere il mistero finale: chi è l’ultimo Catone?

La Recensione


Questo libro mi ha interessata sin dalle prime pagine. Mi ha affascinata l'ambientazione attuale in un luogo oltremodo 'privato e inaccessibile' come lo Stato del Vaticano. Per chi lo legge il paragone con 'Il Codice da Vinci' è ovvio eL'ultimo Catone si associa al genere del thriller-religioso. Contiene però molta archeologia e notizie storiche precise. Una suora e paleografa dell'Archivio Segreto del Vaticano, un capitano della Guardia Svizzera e un archeologo egiziano si trovano coinvolti in un caso affascinante e misterioso: il ritrovamento del corpo di un etiope solcato da strane incisioni, lettere greche e croci. In tre protagonisti si ritrovano a dover indagare su una setta antichissima che si reputa l'unica depositaria della Vera Croce, il legno sul quale venne crocifisso Gesù Cristo. Il punto di riferimento è uno solo: la seconda cantica della Divina Commedia: Il Purgatorio. Il simbolismo di Dante la fa da padrone e d'altronde i misteri dello scrittore fiorentino forse non verranno mai svelati tutti quanti! La scrittura è semplice ed avvincente. La trama è un crescendo di emozioni e aspettative. I protagonisti sono ben delineati e carichi di sfumature. Non manca la solita storia d'amore che però in questo caso affronta anche un problema religioso: una suora che deve decidere di abbandonare o meno l'abito. Il libro si svolge come se fosse un pellegrinaggio presso i maggiori luoghi di culto di oggi come di ieri: Roma, Gerusalemme, Istanbul, Alessandria d'Egitto. Per raggiungere le conoscenze necessarie a svelare il mistero degli 'staurophylakes' ovvero i Guardiani della Vera Croce, questi investigatori così ben assortiti dovranno affrontare delle dure prove. Ho trovato fuori luogo e indifferente per la narrazione l'associazione donna siciliana, dunque, proveniente da famiglia mafiosa. Mostra una scarsità d'informazione e denota un pregiudizio che, ripeto, non aggiunge nulla alla trama del romanzo. Al di là di questo il ritmo della narrazione è veloce e coinvolgente ma il finale è lento e deludente. Se può sembrare inverosimile e fantasiosa la storia in sè e per sè, figuriamoci le scelte finali che, oltre ad essere scontate, sfiorano il ridicolo. Un vero peccato ma nel complesso una buona opera prima che tiene il lettore incollato alle sue pagine.

Articolo di Melly25

Dettagli del libro

  • Titolo: L'ultimo Catone
  • Titolo originale: El ùltimo Catòn
  • Autore: Matilde Asensi
  • Traduttore: Andrea Carlo Cappi
  • Editore: Sonzogno
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • ISBN-13: 9788845412141
  • Pagine: 483
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 6.00 Euro

 

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