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25 gennaio 2010

La campana di vetro - Sylvia Plath

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I Contenuti

In un albergo di New York per sole donne, Esther, diciannovenne di provincia, studentessa brillante, vincitrice di un soggiorno offerto da una rivista di moda, incomincia a sentirsi "come un cavallo da corsa in un mondo senza piste". Intorno a lei, sopra di lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta. Un mondo alienato, una vera e propria campana di vetro che schiaccia la protagonista sotto il peso della sua protezione, togliendole a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell'elettroshock.


La Recensione

“La Campana di Vetro” racconta di una metamorfosi, la metamorfosi di Esther Greenwood, diciannovenne di provincia che passa dall’essere una brillante collegiale all’essere una pazza visionaria incapace di scrivere anche il suo nome.
Il romanzo si sdipana fondamentalmente lungo tre ambientazioni: la prima è la sfavillante New York degli anni ‘50, in pieno bipolarismo, quando Joseph McCarty cominciò a diffondere la sua dottrina politica.
A New York Esther lavora presso un’ importante rivista femminile, il “Lady’s Day”.
Durante questa esperienza la protagonista diventa amica di una sua collega, Doreen, che cerca di emulare ad ogni costo.
Terminato il praticantato al giornale, Esther ritorna nella sua città natale (seconda ambientazione), dove comincia il graduale, ma inesorabile decadimento psicologico e fisico.
Lei non riesce più a dormire, né a scrivere; così consulta uno psichiatra, il quale le prescrive un ciclo di elettroshock. La terapia ha effetti negativi su di Esther, la quale tenta più volte il suicidio senza successo.
Viene allora ricoverata in una clinica psichiatrica dov’è sottoposta ad elettroshock fino alla guarigione.
Questo romanzo può essere considerato un roman a la clef, un romanzo a chiave, perché l’autrice Sylvia Plath descrive con particolari agghiccianti i sentimenti provati dalla protagonista durante l’infermità mentale, della quale era affetta anche la Plath, che terminò col suicidio avvenuto nel 1963.
Un altro importante parallelismo che si può notare tra la protagonista e l’autrice è il praticantato in un giornale femminile; il fittizio “Lady’s Day” nel caso di Esther ed il reale “Mademoiselles” nel caso della Plath.
Lo stile della Plath è semplice e pulito, direi quasi puro, facendo si che la potenza delle parole arrivi diretta al lettore, senza fronzoli o tocchi barocchi.
Bellissima anche la metafora della Campana di Vetro: si può avvertire l’aria sporca e viziata che preme addosso alla protagonista.
Sarà interessante per il lettore guardare come Esther distruggerà quella crudele Campana, lottando fino alla perdita di ogni energia.

Articolo di Andrew93

Dettagli del libro
  • Titolo: La Campana di Vetro
  • Titolo originale: The Bell Jar
  • Autore: Sylvia Plath
  • Traduttore: A. Bottini,A. Ravano
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Oscar Scrittori Moderni
  • ISBN-13: 9788804545040
  • Pagine: 238
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 8.50

02 gennaio 2010

Così parlò Zarathustra - Friedrich Nietzsche

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I Contenuti

Un antico profeta persiano, che aveva visto nella lotta tra il Bene e il Male l'asse intorno a cui ruotano le umane vicende, torna in un mondo moralmente lacerato per porre riparo al suo fatale errore. Zarathustra diventa così profeta della saggezza dionisiaca, che è gioiosa accettazione della vita in ogni suo aspetto e affronta una difficile esperienza tra gli uomini, deciso a redimerli e soprattutto a liberarli dalla morale cristiana.


La Recensione

Ho cominciato a studiare filosofia quest'anno e devo dire che non mi ha colpito particolarmente.
Sarà forse complice la datazione dei primi filosofi, che avevano un modo di pensare ben distante dal nostro, ovviamente influenzato dal progresso tecnologico e dalle scienze.
Il mio professore però continuava a fare dei confronti con un filosofo di età a noi molto più vicino, un certo Nietzsche.
Essendomi quindi incuriosito feci qualche ricerca su questo Nietzsche: scoprii che aveva avuto molte influenze sul movimento nazista, parlava della morte di dio e anche di un "superuomo".
Il "superuomo" è stato l'elemento del suo pensiero che mi ha incuriosito di più, perciò ho deciso di approfondire l'argomento leggendo "Così Parlò Zarathustra".
Il libro è strutturato in tanti discorsi, ognuno è un racconto di Zarathustra (o Zoroastro), eroe fondatore di un culto noto col nome di Zoroastrismo che tende a vedere il mondo come una contrapposizione di contrari; in questi discorsi Zarathustra annuncia una nuova teoria, la teoria del Superuomo che spinge ogni uomo a superarsi, migliorandosi sia fisicamente che mentalmente.
Zarathustra può essere quindi considerato come una sorta di "nuovo Cristo" annunciatore di nuove verità.
E' proprio vero che questo è "un libro per tutti e per nessuno": chiunque può leggere le narrazioni che l'opera contiene, ma solo pochi possono intuirne il vero significato poichè i discorsi sono imbevuti di significati intrinsechi.
Colmo di metafore non del tutto chiare, lo "Zarathustra" può essere considerato il capolavoro di Nietzsche che continua nell'opera "Al di là del bene e del male" nel quale spiega in modo meno sibillino il suo pensiero.
Concludendo quindi posso dire che questo libro è stata un rivelazione in campo filosofico, anche se continuo a preferire le materie scientifiche a quelle umanistiche.

Articolo di Andrew93

Dettagli del libro
  • Titolo: Così Parlò Zarathustra
  • Titolo originale: Also sprach Zarathustra
  • Autore: Friedrich Nietzsche
  • Traduttore: M.F. Occhipinti
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2001
  • Collana: Oscar Mondadori
  • ISBN-13: 9788804499107
  • Pagine: 310
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12.00 euro

01 novembre 2009

Anna Karenina - Lev Tolstoj

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I Contenuti

"In Anna Karenina è rappresentata la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità. Accanto ad Anna e a Vronskij, che non possono essere felici insieme, vediamo come Levin e Kitty ottengono in fondo con facilità, nonostante qualche dibattito interiore, quello che è negato agli altri due: ma Kitty ha saputo dimenticare Vronskij e, rinunciando a lui, rinunciare agli ideali poetici, ricchi di fascino e di bellezza esteriore, ricchi di pregi mondani, della sua giovinezza. Rinunciando a questi ideali, Kitty scopre che la realtà usuale e consueta, lungi dall'essere meschina e squallida, è assai preziosa e bella. È questa la storia di molti personaggi di Tolstoj". (Natalia Ginzburg)

La Recensione

Il romanzo di cui voglio parlare si può riassumere in una sola parola: Grande.
Esso è grande in ogni pagina, in ogni riga, in ogni parola.
La sontuosità è instillata nei personaggi, caratterizzati in modo esemplare, e nelle ambientazioni, di fronte alle quali sembra di assistere a delle scenografie da oscar.
Pure la mole del tomo è imporessionante.
Il romanzo di cui sto tessendo le lodi è il magnifico “Anna Karenina” dello scrittore russo Lev Tolstoj.
Questo libro parla di Anna, una nobildonna russa della seconda metà dell’ottocento.
Lei è sposata ed ha un figlio, ma nel suo matrimonio non vi è amore, né gioia: Anna è innamorata dell‘aristocratico Vronskij ,col quale poi fuggirà, ma il suo cuore uscirà lacerato da questa vicenda tanto da far impazzire Anna e portarci al tragico epilogo di questa vicenda.
Attorno a queste vicissitudini nasce però l’amore di Levin e Kitty, spontaneo e puro.
Lo sfondo di questi accadimenti è la Russia del diciannovesimo secolo, e quando tutti erano omologati secondo rigidi canoni, Anna sfidò le regole e rifiutò l’imposizione di stupidi dogmi per pensare con la propria testa (la parola “Karenina” deriva infatti da greco kefalè che voleva dire “capo”, “testa”), per questo “Anna Karenina” è un romanzo immortale, che sarà sempre moderno ed attuale.
Il romanzo, oltre ad essere superbamente narrato da Lev Tolstoj, uno dei massimi scrittori russi assieme Fedor Dostoevskij, ha come tematica principale la vita ed il suo scorrere, rappresentato alla perfezione nel treno presente nella prima e nell’ultima scena in cui presenzia Anna.
In conclusione potremo dire che questo “gigante” della letteratura mondiale deve essere letto da qualunque persona che vuole fare sfoggio dell’appellativo di “lettore”.

Articolo di Andrew93


Dettagli del libro
  • Titolo: Anna Karenina
  • Titolo: Анна Каренина
  • Autore: Lev Tolstoj
  • Traduttore: Ginzburg L.
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 1993
  • Collana: Einaudi Tascabili.Classici
  • ISBN-13: 9788806175702
  • Pagine: 887
  • Formato - Prezzo: Brossura - 11.00

28 settembre 2009

L'Esorcista - William Peter Blatty

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I Contenuti

Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile.

La Recensione

Quando parliamo di cinema horror il primo titolo a cui pensiamo è certamente “L’Esorcista”, film del 1973 con Ellen Burstyn e Linda Blair che fu nominato in dieci categorie agli Academy Award e ne vinse però solo due : miglior colonna sonora e miglior sceneggiatura non originale.
Molti si stupirono all’epoca quando scoprirono che il film aveva alle spalle un libro omonimo, scritto dall’allora emergente scrittore William Peter Blatty.
La storia si consuma in un focolare domestico, a Georgetown, e vede protagoniste l’attrice Chris MacNeil e sua figlia Regan, due personaggi che il lettore faticherà a dimenticare.
Accanto alle due figure principali si intersecano due memorabili creazioni di Blatty: i preti Damien Karras,uno psichiatra con una vita disastrata, e Padre Lankaster Merrin, un anziano gesuita che aiuterà Karras nell’esorcismo di Regan, i quali, anche con un apparizione fugace riescono a dare un senso tragico all’opera.
Blatty ha saputo creare in questo romanzo un climax che porta dall’inquietudine iniziale delle prime pagine, in cui a poco a poco si delinea la sensazione del maligno, al profondo orrore che il lettore prova nei riguardi del Male negli ultimi capitoli.
L’unico punto debole del libro è, purtroppo, l’epilogo, che appare sbrigativo e non curato.
Forse, complici della “delusione” per il finale ,sono le storiche inquadrature di William Friedkin, accompagnate dall’angosciante colonna sonora di Lalo Schifrin.
Nel complesso, comunque, il libro resta un classico dell’horror, pronto a spaventare tante altre generazioni.

Articolo di Andrew93

Dettagli del libro
  • Titolo: L'Esorcista
  • Titolo originale: The Exorcist
  • Autore: William Peter Blatty
  • Traduttore: Peddis C.
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN-13: 9788864110325
  • Pagine: 400
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 19.00

22 settembre 2009

I love shopping - Sophie Kinsella

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I Contenuti

Rebecca Bloomwood è una giornalista in una rivista finanziaria e dispensa consigli ad investitori insicuri.Lei è bella ed intelligente, ma ha un unico difetto...ama lo shopping in modo patologico!Per lei comprare è "come svegliarsi al mattino e rendersi conto che è sabato. È come i momenti migliori del sesso". Non riesce ad uscire di casa senza tornare con una borsa piena di nuovi capi d'abbigliamento,ma la paura dell'estratto conto della visa la peseguita...

La Recensione

Cominciamo col dire che io non ho mai apprezzato appieno il genere “Chick-Lit”.
Però è quasi un anno che sento parlare in termini molto entusiastici del nuovo best-seller di questo genere così ho deciso di leggerlo.
Il libro in questione è “Confessions of a Shopaholic” tradotto in italiano con l’indicibile titolo di “I Love Shopping”, della scrittrice inglese Madeleine Wickham che preferisce firmarsi Sophie Kinsella.
Questo libro è stato una rivelazione!Mai avrei pensato che alla fine di questo libro il mio cuore avrebbe battuto così forte.
Ho provato tanti sentimenti mischiati assieme i quali sono molto difficili da spiegare ma ci proverò: se vedessi miss Wickham o Kinsella (o come cazzo si vuole chiamare) appesa per una mano al cornicione dell’ Empire State Building probabilmente le schiaccerei la mano con un paio di anfibi con la suola ferrata e spessa cinque centimetri.
La storia è più o meno questa: Rebecca (Bécca) Bloomwood è una giornalista fallita che lavora in una rivista economica pur non capendo un emerita merda di finanza.
Infatti la gentile (nel senso che la offre al primo che capita) ragazza compera cappotti Armani, valigie Vuitton, scarpe Manolo Blahnik, golfini di Gucci e compagnia bella pur avendo debiti che a quelli della popolazione americana nel ‘29 fanno un baffo.
Questa è più o meno la situazione che la protagonista si porterà dietro per tutto il libro, ovviamente accompagnata da buoni propositi di smettere con le spese folli e cercare di comportarsi da vera giornalista professionale…se.
La scrittrice con questo romanzo mira (o cerca di mirare) a far sentire i lettori vicini alla protagonista nelle sue peripezie, e ce la fa pure…il problema è che il lettore vorrebbe essere vicino alla protagonista non per assisterla, ma per strangolarla.
Becky ti assilla per tutta la durata del romanzo con le sue stramaledette pippe mentali che ti fa andare fuori di testa! Un discorso tipo nella testa della protagonista è :
Uffa! Sono povera in canna! Oh mio dio che carina quella tuta da palombaro di Gucci! Mi mancava proprio una tuta da palombaro di Gucci! Oh c’è anche il tubo per la respirazione coordinato! Ma io sono povera in canna… ma posso provare a vincere alla lotteria! Certo! Ora gioco e vincerò! Diventerò milionaria!Comprerò casa a tutti! Anche a Berlusconi!
Cioè…ma vi rendete conto?
Una che va avanti così per quasi quattrocento pagine…ma scherziamo?
Il libro è quasi sempre narrato con discorso indiretto libero in prima persona e quindi i momenti di dialogo quasi si azzerano…bello vero?
Ma qui viene il bello lo Shopaholism ,detto anche Shopping compulsivo (quindi un disturbo ossessivo-compulsivo…bene!) oppure oniomania, esiste davvero!
Non trovate assurdo che un branco di oche rimbecillite si indebitino fino al collo per avere un paio di Jimmy Choo alla modica cifra di 2469.99 $?
Nel complesso ,quindi, “I Love Shopping” è un romanzo che può andare sotto le voci di “commedia”, “deficienza” e “psicosi acuta”.

Articolo di Andrew93

Dettagli del libro

  • Titolo: I Love Shopping
  • Titolo originale: Confessions of a Shopaholic
  • Autore: Sophie Kinsella
  • Traduttore: Raffo A.
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Oscar
  • ISBN-13: 9788804589914
  • Pagine: 295
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 12,00 €
 

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