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19 novembre 2013

Wolf Hall - Hilary Mantel

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I Contenuti

L’Inghilterra all’inizio del 1500 è in un vicolo cieco, a un passo dal disastro. Se il re morisse senza un erede maschio, il Paese sarebbe condannato a una guerra civile. Enrico VIII vorrebbe annullare il suo matrimonio e sposare Anna Bolena, ma il Papa e la maggioranza dei regnanti d’Europa si oppongono. Sarà Thomas Cromwell ad occuparsi di questa impasse: figlio di un fabbro di Putney, uomo capace di redigere un contratto come di addestrare un falco, disegnare una mappa e sedare una rissa, arredare una casa così come di corrompere una giuria. Architetto machiavellico del regno di Enrico VIII e artefice dei destini della dinastia dei Tudor, il protagonista del pluripremiato romanzo di Hilary Mantel emerge in tutta la sua contraddittoria umanità: nonostante le sue umili origini, quest’uomo venuto dal nulla, dedito ai mestieri più disparati - mercenario in Francia, banchiere a Firenze, commerciante di tessuti ad Anversa – in virtù delle sole doti intellettuali sarà in grado di rompere le rigide regole della società inglese e rialzarsi da una drammatica situazione personale, e di lui si servirà il re per ottenere il divorzio da Caterina d’Aragona e unirsi ad Anna Bolena, dando così un nuovo corso alla storia della chiesa d’Inghilterra.

La Recensione

Non c'è bisogno di essere appassionati di storia per conoscere Enrico VIII e la sua ossessione per la ricerca di un erede maschio, che costarono al cristianesimo uno scisma come mai visti prima e alle sue sei mogli ben più di qualche grattacapo (in effetti alcune di loro si ritrovarono presto senza più alcun "capo" da grattare). Enrico e le sue disavventure matrimoniali hanno investito la casata dei Tudor di un fascino che dura tuttora, e dimostrato dalla sequela di romanzi, film e telefilm dedicati a quest'epoca storica, ultimo fra i quali la serie HBO "I Tudors". Se avete seguito il telefilm (e siete riuscite a staccare gli occhi per un attimo dal labbrone sensuale di Jonathan Rhys-Meyers per districarvi nel garbuglio di intrighi, alleanze e parentele che governavano le sorti della corte inglese) avrete forse notato un meschino personaggio dall'aria infida e calcolatrice che sarà il principale artefice della rovina di Anna Bolena.

Ecco, quello è Thomas Cromwell, ed è lui il nostro eroe.

La storia, si sa, è scritta dai vincitori, per cui la tradizione cattolica e la cultura illuminista ci hanno per secoli inculcato l'immagine agiografica di Tommaso Moro illuminato pensatore disposto a morire per difendere le sue idee sulla supremazia del Papa a capo della Chiesa, vittima di un tiranno crudele, Enrico, e di una prostituta d'alto bordo, la Bolena.

Hilary Mantel ribalta questa prospettiva e sceglie per il suo racconto l'antieroe per eccellenza, un uomo, Thomas Cromwell, che la storia ci ha consegnato come un arrivista senza scrupoli dal passato oscuro, celebre per i suoi intrighi che ne favorirono la sfavillante ascesa e la rovinosa caduta.
Basandosi sui fatti storici, l'autrice ci regala una diversa comprensione del Cromwell politico ma soprattutto del Cromwell uomo, non più una figura guidata dalla cieca ambizione ma un padre, un marito, un fratello deciso a ribaltare le sorti di un infanzia povera e violenta per offrire alla sua famiglia una posizione sicura e un benessere duraturo. Il racconto prende il via proprio da quest'infanzia, dal nostro eroe a terra in una pozza del suo sangue, ridotto in fin di vita dai calci e pugni del padre. E' un breve guizzo, un piccolo prologo prima di saltare avanti di un paio di decadi, dopo gli anni passati a combattere in mezza Europa, le istruttive esperienze coi mercanti italiani e fiamminghi, i contatti con le menti più coraggiose del fuoco riformista avviato da Martin Lutero, un balzo che ci porta direttamente alla corte di Enrico al servizio dell'allora onnipotente cardinale Wolsey. Da qui in poi è una corsa a capofitto verso la cima, raggiunta dribblando la caduta di Wolsey, a cui resterà comunque fedele fino all'ultimo, le cacce alle streghe di Moro, le macchinazioni dei Bolena, gli scatti d'ira di Enrico e le crisi di gelosia del suo seguito di conti, duchi e cardinali, grazie a una combinazione di arguzia, competenza e una giusta dose di sfacciataggine.

Ma al di là della mente brillante e la lingua tagliente è il Cromwell privato che conquista il lettore, il marito fedele e il padre coscienzioso, l'uomo che trae la sua essenza dalla sfera familiare tanto che, quando il destino lo priva dei suo capisaldi uno ad uno con metodicità incessante, egli provvede a ricrearsi una nuova famiglia prendendo in casa lontani parenti, pupilli e perfino impiegati che alleverà come figli propri. Il calore e l'intimità che permeano la quotidianità di quest'uomo imponente sono esaltate dallo stile confidenziale scelto dalla Mantel, una narrazione in terza persona dal punto di vista del protagonista e interamente al presente, per ribadire che no, non ci stiamo occupando di una figura oscura morta e sepolta da secoli, ma di un essere umano vero, vivo, vibrante di passioni che ha lasciato nella storia un'impronta indelebile che si scorge ancora oggi. Il continuo alternare il racconto degli eventi con i pensieri di Cromwell e le conversazioni riportate in discorso indiretto, come un unico stream of consciousness, unito con l'abitudine a riferirsi al protagonista con il semplice pronome "egli" a volte renda la narrazione veramente difficile da comprendere ma ha il vantaggio di annullare qualsiasi barriera fra lettore e personaggi dando al sensazione reale di trovarsi nella mente di Cromwell stesso.
Il suo sguardo attento e disincantato vede oltre i capricci lussuriosi di Enrico e coglie un sovrano tanto determinato a cambiare il corso della storia quanto tormentato dai dubbi e i sensi di colpa; intuisce la fredda determinazione di Anna Bolena e il fascino di una personalità capace di far dimenticare a ogni uomo una carnagione giallognola e un petto troppo piatto; soprattutto percepisce la natura fondamentalmente sadica di un uomo, Tommaso Moro, che la Chiesa venera come un campione della cristianità sorvolando sull'intransigenza che l'ha portato a ricorrere alle più crudeli forme di tortura verso chiunque sospettasse di eresia e ad essere incapace dei più banali gesti di compassione verso i suoi stessi familiari.

Certo alcuni storceranno il naso di fronte a questa nuova prospettiva degli eventi, ed è indubbio che alcune parti siano state romanzate, tuttavia ho molto apprezzato come la Mantel, pur non tacendo sull'arguzia e l'intraprendenza del suo eroe, abbia saputo smantellare l'immagine di un arrivista senza scrupoli liberando queste qualità dal pregiudizio che Cromwell ha da sempre subito in quanto unico commoner, uomo del popolo, nelle camere del potere, fino ad allora "territorio di caccia" esclusivo di nobili e alti prelati.
Ho già il seguito nella "to-read" list.  


The Thomas Cromwell Trilogy
 
  • Wolf Hall (Wolf Hall, 2011, Fazi) - Vincitore del Man Booker Prize 2009
  • Anna Bolena, una questione di famiglia (Bring up the bodies, 2013, Fazi) - Vincitore del Man Booker Prize 2012
  • The Mirror and the Light (inedito, pubblicazione prevista per il 2015)

  • Giudizio:
    +5stelle+

    Articolo di Valetta

    Dettagli del libro
    • Titolo: Wolf Hall
    • Titolo originale: Wolf Hall
    • Autore: Hilary Mantel
    • Traduttore: Giuseppina Oneto
    • Editore: Fazi
    • Collana: Le Strade
    • Data di Pubblicazione: 2011
    • ISBN-13: 9788864111957
    • Pagine: 784
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 18,00

    27 agosto 2013

    La bambinaia - Marco Tiano

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    I Contenuti

    Quando Giorgia e Simone, giovane coppia di avvocati romani, arrivano in provincia di Siracusa insieme al figlioletto Mattia per un’opportunità di lavoro, è la fine dell’estate. Le giornate sono ancora lunghe e calde e la casa che hanno comprato – una villa in stile ottocentesco – è un gioiello isolato nelle campagne assolate del siracusano, tra i campi di grano dorati e gli agrumeti. Ma tra gli anziani dei paesi vicini girano strane voci, vecchie storie – storie di sangue di un passato sepolto – a proposito di quella casa, e Giorgia e Simone non tarderanno a scoprire sulla loro pelle che Villa Teresa non è un luogo come tutti gli altri…

    La Recensione

    Sarebbe una buona idea, quella della Fazi Editore, di pubblicare in formato e-book brevi romanzi di autori esordienti. Lo sarebbe davvero, in un'Italia in cui gli autori esordienti devono sgomitare per farsi notare, se questi brevi romanzi meritassero realmente la pubblicazione sotto il marchio di un editore così noto.
    La bambinaia, duole dirlo, non ha molto più (e semmai ha molto meno) di tanti racconti autopubblicati o leggibili gratuitamente sulle maggiori piattaforme di fanfiction italiane.
    Il tema è già, di per sé, logoro: una famiglia si trasferisce in una villa nel siracusano ritenuta infestata da un fantasma che ha già causato diverse morti registrate come accidentali: nella nursery di Villa Teresa, infatti, più di cent'anni prima la piccola Sara, di sette anni, è stata uccisa dalla bambinaia, e sembra che il suo spirito aleggi ancora senza pace attorno alla casa, con il proposito di vendicarsi di ogni madre che vi si trasferisca con i figli.
    Non è tuttavia il tema della casa stregata, che a trecento anni dagli albori del romanzo gotico riesce ancora a riservare qualche sorpresa, il difetto principale dell'opera di esordio di Marco Tiano. Già dall’incipit, infatti, La bambinaia si presenta come un racconto decisamente amatoriale: laddove uno scrittore competente si limiterebbe a qualche dettaglio rivelatore per lasciare ai suoi lettori il compito di intuire i rapporti tra i coniugi e a qualche dialogo per spiegare cosa fanno in un’auto, dove stanno andando e da dove vengono, l’autore riassume vita, morte e miracoli degli occupanti dell’Opel. Oltre a questo continuo raccontare invece di mostrare (lo show, don't tell è ridotto ai minimi termini), sono presenti tutti i tipici difetti della scrittura degli esordienti italiani: abbondano le proposizioni esclamative nella voce narrante (Amava già quella villa!), le frasi sono brevissime e dal costrutto estremamente semplice, manca qualsiasi segno di interpunzione diverso dal punto e dalla virgola.
    Di thrilling e di horror, in questo romanzo, non c'è proprio nulla. La trama, linearissima, va dal punto A al punto B senza la minima sorpresa, e gli avvenimenti sovrannaturali che si susseguono nella villa infestata sono così abusati e usurati che strappano uno sbadiglio dopo l'altro. I personaggi sono che più scontati non si può: andiamo dalla madre a tempo pieno, Giorgia, da poco ripresasi da un esaurimento nervoso e quindi inizialmente ritenuta inattendibile dal marito Simone, avvocato, innamoratissimo della sua famiglia, al figlio Mattia, che dovrebbe avere sette anni ma che ha un ipod e un iphone, è iscritto a Facebook, esce da solo in bicicletta, parla come un tredicenne. C'è qualche comprimario, tutti sbiaditi o, al contrario, caricati fino al grottesco: padre Antonio, lo scialbo prete del paese; zia Lucia, la proprietaria del market della zona  presentata come una valchiria; Sara, che sembra la parodia di una bambina fantasma.
    C'è la sensazione non solo che l'autore conosca molto poco la scrittura, ma anche che non si premuri di assicurarsi del realismo o della veridicità di ciò che inserisce nella trama: un bambino di sette anni non parla né agisce come Mattia; due genitori in tensione per le voci che circolano attorno alla casa appena acquistata non lascerebbero mai scorrazzare il figlio di sette anni per tutta la giornata con un compagno di giochi che non si premurano nemmeno di conoscere; una donna incinta di due o tre mesi non può sentire scalciare il feto e dunque accorgersi di aver perso il bambino perché non riesce più ad avvertirne i movimenti.
    C'è ancora, per l'autore, parecchio lavoro da fare per raggiungere anche solo la sufficienza.

    Giudizio:
    +1stella+

    Articolo di Sakura87

    Dettagli del libro
    • Titolo: La bambinaia
    • Autore: Marco Tiano
    • Editore: Fazi Editore venduto da Amazon
    • Data di Pubblicazione: 2013
    • ISBN-13: 9788876253133
    • Pagine: 103
    • Formato - Prezzo: Ebook - 1.99 Euro

    20 agosto 2013

    Novità librarie in autunno: alcune uscite da tenere sott'occhio

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    La torrida estate non è ancora finita, ma io, che già da giugno sospiro le più tiepide temperature autunnali,
    rivolgo lo sguardo ai prossimi mesi e alle novità che ci aspettano in libreria. Le novità (selezionate tra gli elenchi di wuz) ci sono e sono interessanti, ma aspettiamo qualche annuncio succulento dell'ultim'ora, come una nuova dozzina di volumetti Newton Live.
    L'articolo, come al solito, non vuole essere un catalogo dei libri in uscita negli ultimi mesi, ma una selezione di titoli e ristampe che mi sono sembrati interessanti. Ricordo, naturalmente, che tutti i titoli, le eventuali copertine, le informazioni e le date di uscita sono puramente provvisorie, e possono variare da un momento all'altro.

    Settembre

    Per i fan di Terry Brooks, è in uscita i primi giorni di settembre un nuovo romanzo che inaugura il ciclo Gli oscuri segreti di Shannara:

    I guardiani di Faerie, di Terry Brooks - Mondadori, Omnibus - 400 pagine, 20.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    Nel mondo di Faerie, quando la terra era giovane, prima dell'arrivo degli esseri umani, la magia deteneva il potere e le pietre magiche proteggevano gli Elfi e le loro terre. Ma quando una ragazza del popolo degli Elfi si era perdutamente innamorata di un Figlio del Buio, lui le aveva spezzato il cuore scatenando una tremenda guerra tra le forze del bene e del male, che aveva portato alla scomparsa delle pietre magiche. Sono passati migliaia di anni e la situazione è sempre molto tumultuosa nel mondo, ora conosciuto come le Quattro Terre. La magia è in conflitto con le nuove scienze e gli Elfi si sono ormai separati da tutte le altre razze. L'ordine dei Druidi si sta estinguendo e i loro insegnamenti sono in forte pericolo mentre un losco personaggio è diventato primo ministro della potente Federazione, utilizzando il tradimento e l'assassinio. Leggendo un antico e dimenticato diario, la giovane druida Alphenglow Elessedil incappa nel racconto segreto di un cuore spezzato per amore e nella scioccante verità sulle pietre magiche scomparse. Mai una scoperta era stata così pericolosa. Ma la ragazza non può certo sottrarsi al cammino che il destino ha scelto per lei, soprattutto perché chiunque entri in possesso delle pietre magiche e del loro segreto potere potrebbe avvantaggiarsene nel peggiore dei modi. Saranno in grado di salvare il mondo?

    Previsto, sempre per Mondadori, un romanzo illustrato per ragazzi di Camilleri:

    Magarìa, di Andrea Camilleri - Mondadori, Contemporanea - 96 pagine, 15.00 Euro [cover non ancora disponibile]
    Lullina ha 6 anni e le piace molto passeggiare con suo nonno, perché le racconta tante storie e le spiega tante cose. Ma un bel giorno, a Lullina viene in mente di raccontare lei a suo nonno di uno strano sogno, più assurdo di qualsiasi favola e più fantasioso di qualsiasi invenzione: un nano vestito di giallo le ha rivelato sette parole magiche, parole misteriose col potere di far scomparire le persone... Ma attenzione a pronunciarle troppo forte, perché potrebbero funzionare davvero! Provare per credere: "Fiririri, borerò, parupazio, stonibò, qua non sto!" Un'affascinante fiaba di incantesimi e magia. Età di lettura: da 8 anni.

    In uscita per Feltrinelli il nuovo romanzo di Jonathan Coe, autore de La famiglia Winshaw e La casa del sonno:

    Expo 58, di Jonathan Coe - Feltrinelli, I narratori - 17.00 Euro
    L'Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine. In piena Guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d'intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra, Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d'intrighi internazionali di cui diventa un'inconsapevole pedina.

    Per gli amanti del thriller, un nuovo romanzo del francese Jean-Christophe Grangé, l'autore de I fiumi di porpora:

    Il respiro della cenere, di Jean-Christohpe Grangé - Garzanti, Narratori moderni - 450 pagine, 18.60 Euro
    Parigi. Nel buio di un garage viene ritrovato il corpo di una donna brutalmente assassinata. Accanto, un paio di guanti da chirurgo ancora intrisi di sangue. L'ennesimo spietato delitto del serial killer che da mesi spaventa Parigi. L'unico in grado di occuparsi di un'indagine così complessa è il solitario ispettore Olivier Passan. L'uomo sta attraversando il periodo più difficile della sua vita: la separazione dalla moglie Naoko, di origine giapponese e madre dei suoi due figli. Eppure non può permettersi distrazioni perché il modus operandi dell'assassino fa pensare ad una mente malata e pericolosa. Tutto porta verso un unico sospettato: Patrick Guillard, un'ermafrodita abbandonato dalla madre alla nascita. Passan è convinto che il colpevole sia lui. Ma ha tra le mani solo indizi, non c'è nessuna prova schiacciante. Proprio quando sta per incastrarlo, Guillard si dà fuoco, portando a termine il suo piano folle che si ispira alla leggenda mitologica dell'Araba Fenice: l'uccello che una volta morto rinasce dalle proprie ceneri. Tutto sembra perduto. In realtà per Passan è solo l'inizio. Il caso non è affatto concluso e una minaccia incombe su ciò che ha di più caro: i suoi figli. L'ispettore ha bisogno di risposte. Risposte che solo Naoko, fuggita in Giappone, può dargli. Risposte che affondano le radici in quella tradizione millenaria che li univa: l'arte dei samurai. Una verità inquietante lo aspetta, per cui tutto quello che ha sempre creduto vero è in realtà una bugia.

    Ottobre

    In uscita per i tipi Feltrinelli un inedito di Yukio Mishima, autore di Confessioni di una maschera e Neve di primavera:

    La scuola della carne, di Yukio Mishima - Feltrinelli, I narratori - 14.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    Taeko, elegante e avvenente donna di trentanove anni, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l'atelier d'alta moda di cui è proprietaria, le amiche con cui condividere racconti piccanti ed eventi mondani cui partecipare. Stereotipo della donna divorziata e indipendente, immersa nell'alta società nipponica del dopoguerra, ove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone a vecchie tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, scorge il giovane Senkichi in un gay bar e l'attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, i muscoli ben tesi, i lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d'occhio: proprio colei che aveva sempre voluto avventure di poco conto, si ritrova irrimediabilmente in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?

    I fan della popolarissima serie di fantascienza Doctor Who saranno sorpresi e deliziati dallo scoprire che è in uscita uno dei volumi della serie (moltissimi in UK, quasi nessuno tradotto in italiano), scritto nientemeno che da Douglas Adams, che si occupò della sceneggiatura di alcuni episodi della serie classica:

    Doctor Who. Shada, di Douglas Adams - Mondadori, Oscar Bestsellers - 400 pagine, 15.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    II Signore del Tempo professor Chronotis, vecchio amico del Dottore, si è ritirato all'università di Cambridge, dove nessuno si accorgerà mai che egli vive per secoli. Ma adesso ha bisogno dell'aiuto del Dottore, di Romana e K-9. Infatti ha portato con sé alcuni ricordi, per lo più innocui. Ma ce n'è uno molto, molto pericoloso, un libro che assolutamente non deve cadere nelle mani sbagliate. E quelle del sinistro Skagra sono le più sbagliate che si possano immaginare. Perché lui vuole quel libro a tutti i costi. Vuole scoprire la verità nascosta dietro Shada. E vuole la mente del Dottore... Un'avventura inedita basata sulla leggendaria serie televisiva.

    Sempre per Mondadori, in uscita a novembre un nuovo volume illustrato di Paolo Barbieri:

    Apocalisse, di Paolo Barbieri - Mondadori, Chrysalide - 104 pagine, 22.00 Euro [cover non disponibile]
    L'Apocalisse, il libro più immaginifico della Bibbia, l'ultimo delle Sacre Scritture, celebre per i suoi simboli inquietanti, le sue profezie sulla fine dei tempi e i suoi personaggi potenti, viene rivisitato da Paolo Barbieri con il suo stile gotico e fantasy.



    Ancora per Mondadori, l'edizione italiana dell'ultimo romanzo di Neil Gaiman, già recensito sulle nostre pagine:

    L'oceano in fondo al vicolo, di Neil Gaiman - Mondadori, Strade Blu - 200 pagine, 17.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    Il romanzo comincia quando il narratore lascia il cimitero dopo la fine di una cerimonia funebre e si mette alla guida della sua auto senza una destinazione apparente: in realtà va a visitare i luoghi della sua infanzia che non vede da tantissimo tempo. Alla fine si ritrova sul sentiero che porta a una vecchia fattoria e a uno stagno. C'è una anziana donna sulla porta, che lo conosce e gli offre una tazza di tè. Mentre aspetta che l'acqua bolla, il narratore viene trascinato di quarant'anni indietro dai suoi ricordi, quando un inquilino della casa di famiglia aveva rubato la loro auto, dentro alla quale si era suicidato, evocando antiche forze che andavano lasciate in pace. Da quei ricordi si scatenano oscure creature che vengono da chissà dove e il narratore deve ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso crea devastazioni indicibili. E il narratore, che ai tempi era solo un ragazzino, dispone come propria unica difesa di tre donne di una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro afferma che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricorda del Big Bang.

    In uscita per Einaudi un romanzo del 1983 di Javier Marías, autore di Domani nella battaglia pensa a me:

    Il secolo, di Javier Marías - Einaudi, L'arcipelago - 200 pagine, 13.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    "Il secolo" è quello attraversato da Casaldàliga, giudice cresciuto in una famiglia di banchieri e diventato poi spia del regime, che, ormai vecchio e costretto all'immobilità in una stanza di Lisbona, ripensa alla vita che sta per lasciare. All'oscuro della guerra civile che si combatte fuori dalle quattro mura del suo rifugio, Casaldàliga si abbandona alla memoria della propria infanzia, nei ricordi della madre austriaca ormai scomparsa, in quelli di un padre bibliofilo truffatore e morto pazzo e in quelli delle "prime corruzioni", in cui iniziarono a manifestarsi i sintomi di un'indole vile e arrivista. "Il secolo" contiene già tutti i grandi temi di Marías, dalla morte del corpo all'immobilismo di un paese, dal processo di reinvenzione della realtà all'ironia in grado di riscrivere i fatti.

    Ancora per Einaudi, il nuovo romanzo del premio nobel Mario Vargas Llosa, in uscita a settembre in Spagna e il mese successivo in Italia:

    L'eroe discreto, di Mario Vargas Llosa - Einaudi, Supercoralli - 360 pagine, 20.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    Quando riceve una lettera di minaccia con un ragnetto al posto della firma, Felicito Yanaqué non perde tempo e va alla polizia di Piura a sporgere denuncia. È proprietario di una ditta di trasporti, ha una moglie, due figli, e una giovane amante di nome Mabel: ha faticato troppo per lasciare che adesso qualcuno gli porti via tutto e, più di ogni altra cosa, a spaventarlo non sono certo i ricatti, ma il disonore. Peccato che dietro a quel tentativo di estorsione non ci sia la mafia locale, ma il suo figlioccio e la stessa Mabel... A Lima, intanto, Rigoberto, a un passo dalla pensione, viene chiamato a fare da testimone a Ismael, il suo datore di lavoro, che sposerà in gran segreto la domestica Armida, per impedire che il suo patrimonio venga dilapidato dai figli. Al ritorno dal viaggio di nozze, però, Ismael muore e Armida, spaventata dalle pressioni degli eredi, scappa a Piura, dalla sorella, che altri non è se non la moglie di Felicito. Sta a Rigoberto mantenere la promessa di testimone e sistemare la faccenda. Due storie dall'incastro perfetto in cui si riaffacciano personaggi memorabili e in cui il Premio Nobel fa finalmente ritorno al suo Perù, terra di segreti e scontri tra generazioni, di poesia e di miseria.

    Nuova pubblicazione (si fa per dire: è una raccolta di saggi del 1997) anche per Haruki Murakami, autore di Norwegian Wood e Kafka sulla spiaggia:

    Ritratti in jazz, di Haruki Murakami - Einaudi, Frontiere - 19.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
    Murakami Haruki ha gestito un jazz club per molti anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: ecco, leggendo "Ritratti in jazz" si ha l'impressione di essersi appena seduti a bere qualcosa a uno dei tavoli del club mentre il grande narratore giapponese racconta e commenta quello che si sta ascoltando. "Ritratti in jazz" regala al lettore un Murakami allo stesso tempo inedito e riconoscibile. Riconoscibile perché il jazz, ancora più della corsa, è una delle passioni che formano l'ossatura stessa della sua opera creativa. I suoi romanzi sono ricchi di allusioni a dischi e musicisti: in un'ipotetica ricetta della poetica murakamiana l'ingrediente "jazz" non può mancare. Inedito perché mai come in questo libro si ha l'impressione di sentire la voce autentica e senza mediazioni narrative di Murakami, che conduce il lettore nel suo mondo più quotidiano e sincero. Con un tono amichevole e coinvolgente, privo di tecnicismi eppure capace di regalarci una serie preziosa di informazioni e curiosità, Murakami compone una playlist eccezionale che non solo ci racconta il jazz come mai l'avevamo ascoltato, ma ci svela anche il modo in cui l'autore di "1Q84" osserva il suo universo letterario e la realtà che lo circonda.

    Sempre per Einaudi, in uscita la raccolta d'esordio di Alice Munro, già pubblicata dall'editore La Tartaruga e ormai fuori catalogo:

    La danza delle ombre felici, di Alice Munro - Einaudi, Supercoralli - 280 pagine, 19.50 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
    Quindici storie che hanno fondato l'immaginario portico di Alice Munro. "Vivevamo in una specie di piccolo ghetto di contrabbandieri, prostitute e scrocconi. Però era una vita interessante..." Lontana dal tumulto che incendiò il mondo durante gli anni Sessanta, la piccola città immaginaria di Alice Munro - che molto deve alla cittadina rurale dell'Ontario in cui l'autrice è cresciuta - schiude ai lettori i suoi segreti più profondi. Conosciamo così, per la prima volta, i nuclei narrativi, i personaggi, i luoghi, le situazioni e le case, i sentimenti e le cose che, decennio dopo decennio, Munro ha continuato ad esplorare, ricostruendo un mondo la cui mappa imperfetta contiene il movimento del tempo e la cruda bellezza di ogni vita. Dalla vicenda raccontata ne "La pace di Utrecht", "la prima storia che dovevo assolutamente scrivere", in cui la Munro affronta il faticoso rapporto con la madre malata di Parkinson, a quella brutale, poi spesso rivisitata, che si svolge in una fattoria adibita all'allevamento delle volpi ("Maschi e femmine"), fino al racconto che dà il titolo alla raccolta, in cui l'esecuzione del brano di Gluck accompagna l'irrompere di un miracolo, impensabile quanto inutile, nella più grigia e desolata quotidianità.

    BEAT ristampa in economica due romanzi interessanti: La figlia del boia, già recensito sulle nostre pagine, e Guanciale d'erba:

    La figlia del boia, di Oliver Pötzsch - BEAT - 432 pagine, 9.00 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
    Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.

    Guanciale d'erba, di Natsume Soseki - BEAT - 176 pagine, 9.00 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
    Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.

    Per Sellerio in uscita il nuovo romanzo di Camilleri, di cui non è ancora disponibile alcuna informazione:

    La banda Sacco, di Andrea Camilleri - Sellerio, La memoria - 204 pagine, 13.00 Euro









    Novembre

    Poco ancora si sa dei romanzi già annunciati per novembre. Il primo è uno dei seguiti del già citato La figlia del boia:


    La figlia del boia e il monaco nero, di Oliver Pötzsch - Neri Pozza, I narratori delle tavole - 432 pagine, 18.00 Euro








    Il secondo è il nuovo romanzo del bravo Stefano Pastor, autore de Il giocattolaio, recensito e intervistato su queste pagine:

    Figli che odiano le madri, di Stefano Pastor - Fazi - 9.90 Euro









    Infine, un nuovo romanzo dei Wu Ming, edito da Einaudi:

    L'armata dei sonnambuli, di Wu Ming - Einaudi, Stile libero big - 640 pagine, 19.00 Euro
    Marie è una donna del popolo che alla rivoluzione chiede pane e libertà per sé e per suo figlio. Finirà invece per ottenere una vita diversa. Leo è un attore immigrato a Parigi dall'Italia sulle orme del grande maestro Goldoni, in cerca di fortuna e successo. Scoprirà che la rivoluzione è il palcoscenico più promettente, ma dal quale si può cadere in maniera rovinosa. D'Amblanc è un medico molto particolare, allievo del grande Mesmer prima della rivoluzione, ne prosegue le pratiche anche nel tempo rinnovato dal grande cataclisma. Ma l'assioma che lo ha sempre guidato ormai vacilla e questo lo spinge a un'indagine che lo porterà fino al cuore della Francia e dei propri incubi. L'uomo che si fa chiamare Laplace è un paladino votato a una causa. Ha la pazienza del ragno. Sceglie di nascondersi tra i folli per mettere alla prova se stesso e le proprie teorie. Sogna un'armata di sonnambuli.


    Articolo di Sakura87


    11 agosto 2013

    I ragazzi Burgess - Elizabeth Strout

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    I Contenuti

    I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita. L'ultimo romanzo di Elizabeth Strout è un'istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell'animo e a scandagliare l'oscillazione perpetua della nostra emotività.

    La Recensione

    Un diciannovenne che getta una testa di maiale in una moschea durante le preghiere di Ramadan, in una meschina cittadina del Maine in cui tutti pensano che i somali stiano invadendo i sacrosanti spazi dei bianchi, senza dubbio scatenerebbe l’indignazione di qualunque lettore. 
    Ma il diciannovenne è Zach, ragazzo buono e un po’ stupido che cercava solo di attirare l’attenzione del padre andato via di casa quand’era solo un bambino. Quel tipo di ragazzo dall’aria così debole che solletica l’istinto di rivalsa di taluni, che ti fa venir voglia di spingerlo nel fango perché non avrebbe mai il coraggio o le forze per reagire, e vogliono farne un capro espiatorio. 
    Zach è l’unico figlio di Susan, una dei ragazzi Burgess, che ragazzi non sono più. Jim, il maggiore, ha lasciato il nido - Shirley Falls – da anni, è sposato con Helen, ed è uno degli avvocati difensori più in vista di Brooklyn. Anche Bob, gemello di Susan, vive a Brooklyn, è divorziato, e conduce una vita un po’ incolore nel mondo forense, sempre all’ombra del fratello maggiore. Solo Susan, anche lei divorziata, è rimasta a Shirley Falls con Zach, a consumare l’insoddisfazione di sé nel paese natio. 
    I ragazzi Burgess, accomunati dalla tragica morte del padre tanti anni prima, sono divisi e uniti tra loro come i vertici di un triangolo. Jim è un uomo freddo e duro, l’idolo dei fratelli minori, ma sarebbe disposto a uccidere per proteggere quei familiari che pure considera fastidiosi pesi che gravano sulla sua vita e sulla sua carriera; Bob, martoriato dal senso di colpa per aver ucciso il padre in un tragico incidente quando aveva solo quattro anni, è tiranneggiato dai fratelli per il suo carattere debole e indeciso, e proprio per questo si rivede nel giovane Zach; Susan vive in adorazione di Jim e continua a portare rancore a Bob per essere da sempre stato il preferito della dura madre. Nonostante i rancori, le gelosie e le alleanze, i ragazzi Burgess finiscono per riunirsi a sostenere Zach quando il ragazzo si mette nei guai.

    Con una scrittura non certo arzigogolata ma efficacissima, la Strout dipinge una galleria di variopinti personaggi, caratteri e culture perennemente contrastanti tra cui è impossibile trovare una causa con cui schierarsi, perché per ogni situazione la verità assoluta non è mai la somma di tutte le verità relative. Zach ha commesso un atto che non è solo un reato minore, la bravata di un ragazzo, ma la goccia che fa traboccare il vaso di un equilibrio complesso tra due popoli che convivono insieme: quello americano di Shirley Falls, chiuso, gretto e un po' razzista, e quello somalo emigrato, altrettanto chiuso nei suoi strani usi e nell'incapacità (linguistica e culturale) di comunicare. Jim ha una vita perfetta, da spot televisivo, con una villa da spot televisivo e una moglie mansueta e sorridente da spot televisivo, arrogante con i fratelli e concentrato sulla sua carriera, ma ha un segreto che lo tormenta da anni e un celato senso di colpa per non essere riuscito a occuparsi a dovere della famiglia al posto del padre. Poi c'è Bob, il brav'uomo per eccellenza, che irrita per la sua dabbenaggine, la sua mancanza di spina dorsale, la sua capacità di peggiorare ogni situazione a cui cerca di rimediare. E Susan, che ha sempre protetto il figlio debole senza mai tagliare il cordone ombelicale - una delle ragioni per cui il marito Steve l'ha abbandonata - nel tentativo di sopperire all'amore materno che la madre intransigente le ha sempre fatto mancare. E ancora Pam, l'ex moglie di Bob, che fin da bambina aveva desiderato avere una famiglia numerosa (tanto da diventare praticamente la quarta dei ragazzi Burgess) e che si è vista legata a un marito sterile. E cosa dire di Helen, che nella sua ottusità di donnetta della upper class risulta quasi da compiangere?
    L'autrice del premio Pulitzer Olive Kitteridge torna con un romanzo sulla famiglia, quel gomitolo di legami di sangue che talvolta appaiono indistricabili nonostante si sia tentato disperatamente di troncarli. Un romanzo di temi già sentiti, già visti, già letti, ma rielaborati in una storia trascinante che fa volar via d'incanto le sue quasi cinquecento pagine.
    Forse non all'altezza di Olive Kitteridge, ma comunque da leggere.

    Giudizio:
    +4stelle+

    Articolo di Sakura87

    Dettagli del libro
    • Titolo: I ragazzi Burgess
    • Titolo originale: The Burgess Boys
    • Autore: Elizabeth Strout
    • Traduttore: Castoldi S.
    • Editore: Fazi
    • Data di Pubblicazione: 2013
    • Collana: Le strade
    • ISBN-13: 9788864118994
    • Pagine: 447
    • Formato - Prezzo: Brossura - 18.50 Euro

    13 giugno 2013

    Cate, io - Matteo Cellini

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    I Contenuti

    "Ci sono guerre che non hanno tregua, eroi senza fanfare. Caterina è una di questi: una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa, e l'unica normalità che conosce è tra le mura di casa, in una famiglia di obesi. La sua identità scompare a contatto con il resto del mondo, perché fuori l'unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di "essere il paragone che salva": nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei. Caterina va a testa alta per il mondo ostile: attraversa le selve dei soprannomi, si veste del desiderio di essere invisibile, rifiuta la pietà degli altri. Il suo posto nel mondo è gravato dalla sproporzione, ma la sua scialuppa di salvataggio è l'intelligenza, la sua arma il sarcasmo con cui anticipa su di sé il giudizio degli altri per anestetizzarlo prima che colpisca duro. Matteo Cellini entra a gamba tesa nella vita di Caterina, e senza sconti ci racconta la sua guerra. Lo fa talmente bene che non è la pietà per Cate quella che ci rimane, ma è il rispetto. Rispetto per questa eroina condannata al fuori misura, e rispetto per un autore che la misura - letteraria - invece la conosce bene, con un racconto durissimo e lieve, implosivamente normale e ferocissimamente pieno di tenerezza." (Alessandra Casella)

    La Recensione

    Caterina è una ragazza di diciassette anni (quasi diciotto) obesa, ossessionata dal suo aspetto fisico che finisce per diventare uno scudo di protezione tra lei e il resto del mondo. Il mondo, per Caterina, è suddiviso in due categorie: le non-persone (in cui rientrano gli obesi), quasi dei paria che attraggono gli sguardi, a volte accusatori a volte imbarazzati, delle persone (categoria a cui appartengono tutti gli altri fortunati che non hanno problemi di peso).
    Al mercato, mi si vendesse a peso, costerei di più, tu meno, ma saremmo entrambi sogliole, totani o capponi.
    Invece tu sei una ragazza e io no […]
    Noi siamo obesi. E l’obesità non è semplicemente una categoria tra tante, non è un criterio per classificare le persone. Ma per dividere le persone dalle non-persone.
    In casa, dove tutti (i genitori e i due fratelli) condividono il suo problema, Caterina riesce a essere se stessa, anche se vive con insofferenza la tendenza dei suoi familiari a ignorare il problema che, secondo la sua analisi, impedisce loro di avere una normale vita relazionale.
    Nel momento in cui varca la soglia di casa, Caterina diventa Cate-ciccia, la bomba, la slavina.
    Sono irriconoscibile quando saluto mamma sulla porta, e non perché ho mezza faccia sotto la sciarpa, semplicemente, come il più triste dei supereroi, la mia identità scompare appena esco di casa, appena supero la cancellata – e non sono più Caterina. Mi chiamo Caterpillar ora, mi chiamo Cate-ciccia. Anche se non c’è nessuno.
    Tutti i suoi sforzi sono volti a immaginare i possibili commenti che la sua mole suscita tra le persone: in questo modo riesce (o crede di riuscire) ad anticipare e metabolizzare tutte le possibili sofferenze causate dal suo aspetto, ancora prima che le situazioni immaginate si realizzino. Non permette a nessuno dei suoi compagni di avvicinarsi alla vera Caterina e quando qualcuno ci prova, il suo comportamento viene svalutato e classificato tra coloro che sono semplicemente curiosi o superficiali. La strategia difensiva di Caterina funziona alla perfezione sino a quando si trova di fronte a un evento (la temuta festa per i suoi diciotto anni) che fa vacillare tutte le sue certezze.

    Ho voluto leggere questo romanzo perché attratta dalla tematica e incuriosita dalle soluzioni trovate dall’autore per trasformare il “problema”, come viene presentato nei manuali specifici sull’argomento, in personaggi in “carne e ossa”. Sono rimasta molto delusa. Sicuramente l’argomento è uno di quelli “forti” di fronte al quale ci si sente in obbligo di di mettersi nei panni degli altri e forse è su questo che si basano molte delle valutazioni positive che ho letto su questo libro; sicuramente è un merito dell’autore aver messo al centro del suo romanzo la diversità,senza lasciare troppo spazio al politicamente corretto. Purtroppo le scelte narrative e stilistiche, secondo me, non sono delle migliori.
    Gli eventi sono narrati senza sfumature di sorta. Va bene, mi sono detta, vedere il mondo a tinte forti monocromatiche (o è bianco o è nero) è una necessaria conseguenza di chi, come forma di difesa, struttura una falsa immagine di sé, dunque se Caterina pensa che nessuno voglia esserle amico deve giustificare questo assioma forzando gli eventi, attribuendo a ciò che le accade un significato che supporta la sua ipotesi e la rafforza. Caterina, insomma, ha bisogno di una psicoterapia che l’aiuti; sarebbe anzi meglio una bella psicoterapia familiare che aiuti tutti a superare la granitica convinzione che far finta di non vedere i problemi sia il miglior modo per risolverli. Ma ecco che all’improvviso la visione fosca che prevale nella prima parte del romanzo si tramuta in un rosa confetto (abbastanza stucchevole per i miei gusti) e Caterina si rende conto che il problema era solamente dentro la sua testa. I presunti cattivi diventano buoni, anzi lo sono sempre stati; i presunti disadattati si rivelano dei tipi introversi che, molto più semplicemente, preferiscono non raccontare della propria vita (intensa, ricca e piena di soddisfazioni); i buoni si rivelano molto cattivi ma, dall’alto della sua ritrovata saggezza, Caterina può perdonare tutto e tutti.
    Ebbene, di fronte a questo repentino cambiamento di colore degli eventi narrati non sono più riuscita a trovare giustificazioni se non arrendermi all’idea che, secondo me, questo non è un buon libro, perché l’autore non cerca di affrontare in maniera problematica un disagio che può avere conseguenze gravi, ma si limita a utilizzare vari stereotipi per sciogliere molto frettolosamente i nodi che erano stati descritti (in alcuni casi neanche troppo male) nella prima parte. Il linguaggio utilizzato da Matteo Cellini è inoltre pieno di metafore che in alcuni casi mi hanno lasciata perplessa; una citazione su tutte:
       […] il caffè macchia di un odore forte l’aria come un cane dalmata.
    Ho avuto la sensazione che l’autore si abbandoni a troppi virtuosismi linguistici per il solo gusto di farlo, senza che la scrittura arzigogolata sia una necessità della vicenda narrata. O almeno questa è stata la mia impressione. 

    Giudizio:
    +2stelle+

    Articolo di
    Patrizia

    Dettagli del libro
    • Titolo: Cate, io
    • Autore: Matteo Cellini
    • Editore: Fazi
    • Data di Pubblicazione: 2013
    • Collana: Le strade
    • ISBN-13: 978-8864115443
    • Pagine: 216
    • Formato - Prezzo: Brossura - € 16,00

    01 giugno 2013

    Premio Campiello 2013: la cinquina finalista

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    Insieme al Calvino e allo Strega, uno dei premi letterari italiani di maggior rilievo è senza dubbio il Premio Campiello. Istituito nel 1962 da alcuni industriali del Veneto, venne assegnato per la prima volta nel 1963 a La tregua di Primo Levi, e annualmente insignisce un romanzo di narrativa pubblicato nell'anno corrente, scelto tra una rosa di cinque finalisti selezionati dalla Giuria dei Lettori.
    Ieri, a Padova, la Giuria ha selezionato i cinque dei 65 titoli ammessi a concorrere. Il vincitore verrà annunciato il prossimo 7 settembre.
    Scopriamo insieme i cinque possibili successori de La collina del vento di Carmine Abate (Mondadori), vincitore dell'edizione 2012:

    1. L'ultimo ballo di Charlot di Fabio Stassi (Sellerio Editore)
    In una sera di Natale la Morte va a trovare Charlie Chaplin nella sua casa in Svizzera. Il grande attore e regista ha passato gli ottant'anni ma ha un figlio ancora piccolo e vorrebbe vederlo crescere accanto a sé. In un lampo di coraggio Chaplin propone un patto alla Vecchia Signora: se riuscirà a farla ridere si sarà guadagnato un anno di vita. Inizia così un singolare balletto con la Morte, e quella notte a salvarlo non sarà la tecnica consumata dell'attore ma la comicità involontaria che deriva dagli impacci dell'età. La questione però è solo rinviata: anno dopo anno, a Natale, la Vecchia tornerà a reclamarlo e bisognerà trovare il modo di suscitarle almeno una risata. Nell'attesa dell'incontro fatale Chaplin scrive una lunga e appassionata lettera al figlio. Vuole raccontargli la storia vera del suo passato, quella che nessuno ha mai ascoltato, ed ecco che dalle sue parole scaturisce l'avventura rocambolesca di una vita e il ritratto di un'epoca rivoluzionaria.

    2. La Caduta di Giovanni Cocco (Nutrimenti)
    L'ira, la cecità, la catastrofe. La violenza dell'uomo e la collera della natura. Dal primo rintocco del terzo millennio fino al dolente epilogo delle colonne di profughi in marcia nella polvere, una tumultuosa trama di eventi un disordine scientifico e incontrollabile - infrange l'illusione di pace dell'Occidente e ne annuncia la dissoluzione. Parigi è stretta nel cerchio di fiamme e rabbia delle banlieue. Londra esplode per quattro volte in un giorno di luglio. New Orleans è un fantasma d'acqua dopo il grande uragano. I vulcani, in silenzio per decenni, resuscitano oscurando il cielo. Un presidente nero annuncia la morte dell'uomo che ha attentato alle torri. Il sangue scorre a Tunisi, al Cairo, a Bengasi. Il ragazzo dai capelli rossi uccide dentro un cinema. L'immensa nave si piega su un fianco per l'ultimo inchino. L'uomo vestito da poliziotto, sull'isola, spara senza pietà. "La Caduta" racconta gli sconvolgimenti che hanno segnato il primo decennio del nuovo secolo attraverso un impianto narrativo poderoso, ispirato alla Torah e al libro dell'Apocalisse e modellato sui cicli pittorici rinascimentali. Un romanzo implacabile e trascinante, in cui il flusso della storia permea il destino degli individui, e ciascun personaggio condanna gli altri a pagare il prezzo delle proprie scelte, a espiare il castigo o a trovare la redenzione.

    3. Geologia di un padre di Valerio Magrelli (Einaudi)
    Negli ultimi dieci anni Valerio Magrelli ha raccolto, su foglietti sparsi, appunti riguardanti il padre. Quando quest'ultimo muore, quei documenti diventano un materiale prezioso, "il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie": i viaggi in auto d'estate in giro per l'Italia; le avventure d'amore e morte durante la guerra; i desolati pomeriggi che l'uomo ormai maturo trascorre spingendo il genitore sul girello; il giorno in cui il figlio, armato di forbici, libera l'anziano febbricitante dal bozzolo del maglione; lo stupore di riconoscere, davanti allo specchio, un'espressione del viso che gli restituisce la ferrea legge dei vincoli genetici; gli abbracci, le risse, l'amore per Borromini o i folli scatti di rabbia. Diviso in 83 capitoli (numero che corrisponde agli anni vissuti dal protagonista), il libro scava fra ricordi e storia patria, mentre la biografia sfuma nella paleontologia, se non nella geologia... L'enigmaticità di questo iroso anti-eroe, e insieme la sua lontananza, suggeriscono infatti una possibile identificazione con i resti umani di origine preistorica trovati in Ciociaria, a Pofi, suo paese d'origine. Cosi narrando, Magrelli, orfano ad honorem e padre a sua volta, procrastina il congedo definitivo grazie al racconto, e non desiste, ma si maschera, fugge, scegliendo la digressione per scendere ancora più in profondità nella vita del capostipite, e mostrarne, oltre alle virtù, anche quei difetti che lo rendevano "un vecchio esacerbato e vulnerabile".

    4. Tentativi di botanica degli affetti di Beatrice Masini (Bompiani)
    Primo Ottocento, primavera. Bianca Pietra, giovane donna di buona educazione e scarsi mezzi, lascia la casa natale sul lago di Garda per approdare nella campagna milanese, ospite di un poeta di chiara fama: don Titta ha l'estro dell'agricoltura sperimentale, che pratica nella sua tenuta, e in più coltiva fiori e piante esotiche nel parco della villa di Brusuglio. E Bianca, abile acquerellista, è chiamata a ritrarre il patrimonio botanico del padrone di casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si accinge al compito con slancio, entrando a far parte di una famiglia grande quanto complicata. Disegna, dipinge, esplora i giardini e studia con interesse la miriade di personaggi che popolano la grande dimora: tra di loro c'è Pia, una servetta orfana di acuta intelligenza e garbo innato che gode di singolari privilegi. Curiosa fino all'impudenza, sincera all'eccesso, incline alle fantasticherie, Bianca si convince che le origini di Pia nascondano un segreto e che don Titta con tutta la famiglia si stia dando molta pena perché esso resti tale: quanto basta per darle il desiderio di scoprire la verità avviando un'indagine appassionata. Ciò che Bianca, così acuta nell'osservare e illustrare la natura, si ostina a non comprendere è che questa ricerca del vero vede in gioco i suoi stessi sentimenti: ed è un gioco pericoloso, perché la botanica degli affetti non è una scienza esatta, non conosce regole e può rivelarsi profondamente ingannevole.

    5. L'amore graffia il mondo di Ugo Riccarelli (Mondadori)
    È come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita. Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo.

    La giuria dei letterati, inoltre, ha assegnato il riconoscimento Opera Prima al romanzo Cate, io di Matteo Cellini, già in corsa per il Premio Strega, definita «opera di forte maturità e di elegante felicità stilistica»:

    Cate, io di Matteo Cellini (Fazi Editore)
    "Ci sono guerre che non hanno tregua, eroi senza fanfare. Caterina è una di questi: una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa, e l'unica normalità che conosce è tra le mura di casa, in una famiglia di obesi. La sua identità scompare a contatto con il resto del mondo, perché fuori l'unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di "essere il paragone che salva": nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei. Caterina va a testa alta per il mondo ostile: attraversa le selve dei soprannomi, si veste del desiderio di essere invisibile, rifiuta la pietà degli altri. Il suo posto nel mondo è gravato dalla sproporzione, ma la sua scialuppa di salvataggio è l'intelligenza, la sua arma il sarcasmo con cui anticipa su di sé il giudizio degli altri per anestetizzarlo prima che colpisca duro. Matteo Cellini entra a gamba tesa nella vita di Caterina, e senza sconti ci racconta la sua guerra. Lo fa talmente bene che non è la pietà per Cate quella che ci rimane, ma è il rispetto. Rispetto per questa eroina condannata al fuori misura, e rispetto per un autore che la misura - letteraria - invece la conosce bene, con un racconto durissimo e lieve, implosivamente normale e ferocissimamente pieno di tenerezza." (Alessandra Casella)

    Articolo di Sakura87


    13 aprile 2013

    Butcher's Crossing - John E. Williams

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    I Contenuti

    "Bastava un solo sguardo, o quasi, per contemplare tutta Butcher's Crossing. Un gruppo di sei baracche di legno era tagliato in due da una stradina sterrata e poco oltre, su entrambi i lati, c'erano alcune tende sparse". Ecco lo sperduto villaggio del Kansas dove, in una torrida giornata del 1873, giunge Will Andrews, ventenne bostoniano affamato di terre selvagge. L'America sta cambiando, la ferrovia in breve scalzerà la tensione verso l'ignoto che aveva permeato il continente, lasciando solo il mito della frontiera. Eppure, il giorno in cui Will sente sotto i piedi la sua terra promessa, esiste ancora la caccia al bisonte, un'esperienza portentosa, cruenta e fondante, archetipo della cultura americana. È questo che il ragazzo vuole: dimenticare le strade trafficate ed eleganti di Boston e rinascere in una terra che lo accolga come parte integrante della natura. Ma in questi luoghi lontani dalla costa orientale e dalla metropoli gli uomini sono legnosi, stremati dall'attesa di un riscatto mai ottenuto e negli occhi custodiscono tutta l'esperienza del mondo. La caccia, l'atroce massacro di cui Will si rende complice, è un momento in cui si addensano simbologie, dove il rapporto tra l'essere umano e la natura diventa grandiosa rappresentazione, ma soprattutto è un viaggio drammaticamente diverso da ciò che il ragazzo si aspettava, da quel che immaginava di scoprire su se stesso e sul suo paese.

    La Recensione

    Secondo romanzo dell'autore americano John Edward Williams, più conosciuto per il successivo Stoner (di cui tutti parlano ma che nessuno sembra aver letto), Butcher's Crossing vede finalmente la luce in Italia dopo più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione originale. E' stato talvolta indicato, non a torto, come uno degli antecedenti più prossimi di temi cari a Cormac McCarthy: la lotta tra l'uomo e la natura selvaggia, la perfezione dei grandi spazi dell'incontaminato, la violenza e il decadimento. In un certo senso, si potrebbe dire che Butcher's Crossing mostra il passaggio verso l'era moderna dei territori di frontiera, gli stessi che McCarthy mostrerà nel loro declino.
    Ambientato intorno al 1870, il romanzo costituisce dunque un vivido spaccato della vita di frontiera: Butcher's Crossing è un ammasso di case al limitare della prateria, la cui principale fonte di reddito è il commercio delle pellicce di bisonte, in attesa dell'imminente costruzione della ferrovia.

    «Bastava un solo sguardo, o quasi, per contemplare tutta Butcher’s Crossing. Un gruppo di sei baracche di legno era tagliato in due da una stradina sterrata e poco oltre, su entrambi i lati, c’erano alcune tende sparse. Il carro ne superò una sulla sinistra, eretta in modo approssimativo, di color grigio militare, con i due lati arrotolati verso l’alto e una tavola appesa a un lembo del tetto, su cui era scritto alla meglio, in caratteri rossi «Joe Long-Barbiere». Sul lato opposto della strada c’era un edificio basso, quasi quadrato, senza finestre, con un pezzo di tela a mo’ di porta. Davanti alle assi di legno grezzo della costruzione c’era un’insegna più curata dell’altra, con su scritto, in nero, «Bradley-Tessuti». Di fronte all’edificio successivo, una lunga struttura rettangolare a due piani, la diligenza si fermò. Dall’interno proveniva un basso, continuo mormorio di voci, unito al tintinnio costante dei bicchieri che sbattevano l’uno contro l’altro. Una lunga tettoia schermava l’ingresso, ma sopra alla porta, nell’ombra, si distingueva un’insegna dai caratteri elaborati, rossi con i bordi neri, che diceva: «Jackson’s Saloon».»
    Tale è lo scenario che si offre agli occhi di Andrews Willis, giovane studente di Harvard in cerca di  «quella natura selvaggia [...] forma di libertà e bellezza, di speranza e vigore che gli sembrava alla base di tutte le cose più intime della sua vita, che pure non erano né libere, né belle, né piene di speranza o vigore. Ciò che cercava era l’origine e la salvezza del suo mondo, un mondo che sembrava sempre ritrarsi spaventato dalle sue stesse origini, piuttosto che ricercarle come la prateria lì intorno, che affondava le sue radici fibrose nella nera e fertile umidità della terra, nella natura selvaggia, rinnovandosi proprio in questo modo, anno dopo anno.» Il villaggio polveroso, la prateria sterminata, il miraggio di terre ancor più estreme e della vita da cacciatore operano in lui una vera e propria trasfigurazione: dimentico degli agi di Boston, decide d'impulso di investire i suoi risparmi in una spedizione che tutti in paese gli sconsigliano. Miller, cacciatore veterano, aspetta da dieci anni l'occasione della sua vita, una battuta di caccia ai danni di una colossale mandria di bufali avvistata in una valle tra le montagne del Colorado.
    I prati del Kansas lasciano ben presto posto al deserto, alle altezze vertiginose del Colorado, al verde eden da esse protetto e in cui penetra infine l'uomo. La natura incontaminata accoglie e ingloba Willis e i suoi compagni: Miller, l'uomo di ferro, roso dall'ossessione del cacciatore; Charlie, il conciatore monco dedito al whiskey e alla bibbia; Schneider, lo scuoiatore mercenario.
    Willis, a un passo dal trovare quella verità che di cui è alla ricerca, contempla con occhi vergini la maestosità del paesaggio che lo circonda, rendendosi complice della carneficina compiuta da Miller. La natura selvaggia finirà per trasformare gli uomini che vi sono penetrati: Miller vi si contrapporrà con un'esaltazione ai limiti della follia, restando vittima della sua stessa fame di sangue; Charlie, resosi complice di Miller, verrà privato del senno; Schneider, il pensiero sempre rivolto alla civiltà, finirà per essere il capro espiatorio della vendetta del Creato. Solo Willis, che vi si è assoggettato senza compromessi, trarrà infine una risposta alla sua ricerca di un senso, fornendo dunque la chiave di volta di Butcher's Crossing: la sua essenza di bildungsroman.
    Punto di forza del romanzo è la suggestiva ambientazione, che Williams restituisce con un magistrale talento evocativo: ma tale è la forza descrittiva, dei personaggi come dei paesaggi, che purtroppo finisce per annullare qualsiasi altro elemento. Butcher’s Crossing è come un film dalla fotografia superba che manca di una trama; come un documentario mozzafiato di terre estreme in un tempo ormai passato; come un arazzo di quasi quattrocento pagine: splendido da contemplare, ma privo di movimento.

    Giudizio:
    +3stelle+ (e 1/2)

    Articolo di Sakura87

    Dettagli del libro
    • Titolo: Butcher's Crossing
    • Titolo originale: Butcher's Crossing
    • Autore: John E. Williams
    • Traduttore: Tummolini S.
    • Editore: Fazi
    • Data di Pubblicazione: 2013
    • Collana: Le strade
    • ISBN-13: 9788864112817
    • Pagine: 359
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 17.50 Euro

     

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