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17 dicembre 2013

Speciale Natale: Regalo di Natale - De Giovanni, Giménez-Bartlett, James, Malvaldi, Manzini, Recami

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Alicia Gimenez-Bartlett (Almansa, 10 giugno 1951): Laureata in letteratura e filologia moderna all'Università di Valencia e conseguito il dottorato a Barcellona, ha insegnato per tredici anni letteratura spagnola. Dopo il successo dei suoi libri che hanno vinto in patria numerosi premi (fra l'altro nel 1997 ha vinto il Premio Femenino Lumen quale migliore scrittrice spagnola), si è dedicata interamente alla scrittura. In Italia è conosciuta prevalentemente per la serie di romanzi polizieschi che vedono come protagonista l'ispettrice di polizia Petra Delicado e il viceispettore Fermin Garzon. Maurizio De Giovanni (Napoli, 1958): Noto per una serie di romanzi gialli ambientati a Napoli negli anni '30, avente come protagonista il commissario Ricciardi, dotato del potere di percepire gli ultimi pensieri fatti dalle persone prima di morire. De Giovanni ha vinto numerosi premi fra cui nel 2010 come migliore autore italiano. Nel 2012 gli attori Scamarcio e Golino hanno acquistato i diritti del romanzo Per mano mia per farne una serie televisiva a cui collaborerà lo stesso De Giovanni. Francesco Recami (Firenze, 1956): La sua carriera di scrittore inizia con la redazione di testi divulgativi e guide di montagna per poi passare alla letteratura per ragazzi. Esordisce nella letteratura per adulti con il libro L'errore di Platini edito da Sellerio e i suoi maggiori successi li ha pubblicati appunto con la casa editrice siciliana. Antonio Manzini (Roma, 1964): Attore e sceneggiatore romano (allievo di Camilleri all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica), ha esordito nella narrativa con il racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini. Il primo romanzo, Sangue marcio, è stato pubblicato da Fazi. Segue La giostra dei criceti con Einaudi e Pista nera con Sellerio. Con quest'ultimo editore ha pubblicato diversi racconti. Bill James (Cardiff, 15 agosto 1928), pseudonimo di Allan James Tucker: Ha lavorato inizialmente per varie testate giornalistiche e ha usato diversi pseudonimi. E' famoso per aver scritto la serie di polizieschi che hanno come protagonisti i poliziotti Colin Harpur e Desmond Iles, e che annovera 28 romanzi e svariati racconti. Marco Malvaldi (Pisa, 1974): Laureato in chimica all'Università di Pisa, ha esordito nella narrativa nel 2007 con il giallo La briscola in cinque con la casa editrice Sellerio. Gli stessi personaggi della serie BarLume, da cui è nato il successo di Malvaldi, compaiono in altri tre romanzi. Sempre con la Sellerio sono stati pubblicati altri due gialli e numerosi racconti.

 
   

Il famoso ultimo momento è il tempo giusto per i regali di Natale. Lo sanno anche gli eroi dei gialli pubblicati dalla casa editrice Sellerio, noti ai nostri lettori per averli già incontrati nei romanzi. Costoro, però, siano (a seconda dei loro autori) poliziotti professionisti o investigatori capitati per avventura, per senso di giustizia o per carattere intrigante, incappano nell’ultima indagine festiva, proprio mentre sono in corsa per gli acquisti dei regali. Le complicazioni, le considerazioni amare e gli umori neri insiti nella vistosa contraddizione esistenziale: caccia al criminale/caccia al regalo, finiscono con l’accentuare, stilizzare, potenziare ancor di più i tratti caratteriali che li hanno resi più familiari ai lettori che li amano.
In questa raccolta, affrontano l’indagine del regalo di Natale gli investigatori: Petra Delicado e il vice Fermín Garzón (autrice: Alicia Giménez-Bartlett); Gelsomina Settembre, assistente sociale (che Maurizio de Giovanni ha appositamente immaginato per questa antologia); la Casa di Ringhiera (il caso e la necessità in versione mistero guidati da Francesco Recami); Rocco Schiavone (sempre più arruffato da Antonio Manzini); Harpur e Isles (la coppia angeli-demoni del gallese Bill James); e i vecchietti del BarLume (gli artisti del pettegolezzo investigativo inventati da Marco Malvaldi).

La Recensione

Sei racconti di altrettanti autori, quattro dei quali italiani, un ventaglio di scrittori abbastanza ampio da soddisfare il gusto della maggior parte dei lettori. Premetto che sono tutti racconti piacevoli ma, personalmente, l’umorismo che mi è più congeniale è quello di Francesco Recami con i suoi personaggi  della "casa di ringhiera", mentre mi è ostico quello del gallese Bill James. Volendo stilare una personale scala di preferenze, dopo Recami, metterei al secondo posto Marco Malvaldi con i simpatici vecchietti del BarLume specializzati nel pettegolezzo investigativo, e al terzo posto Alicia Giménez-Bartlett con l'investigatrice Petra Delicado. Inserirei il racconto di Maurizio De Giovanni al quarto posto, Antonio Manzini al quinto e all'ultimo, naturalmente, Bill James. 
Dei sei, il racconto più intonato alla ricorrenza del Natale e in particolare alla ricerca dei regali è proprio quello di Recami, dal titolo Scambio di regali nella casa di ringhiera. Nel racconto la signora Angela sta preparando il pranzo di Natale, quando una vicina di casa la prega di accompagnarla a fare un'operazione in banca. Pensando di poter tornare in tempo, lascia in forno l’arrosto, dato che deve cuocere lentamente per almeno un’ora. Purtroppo, mentre sta facendo la fila davanti alla cassa in attesa del proprio turno, viene bloccata nell'istituto di credito da un esilarante rapinatore solitario e questo le impedisce di arrivare a casa prima che l’arrosto bruci. Intanto il forno si surriscalda mandando in cortocircuito l'intero impianto elettrico, il che impedirà una morte accidentale, a conferma del proverbio che non tutto il male viene per nuocere, anche se nessuno, tranne l'interessato, conoscerà le circostanze che potevano portare alla tragedia
A questo proposito farei una distinzione tra il giallo umoristico e quello deduttivo o classico. In quest’ultimo non c’è –o non ci dovrebbe essere- spazio al caso; il colpevole verrà determinato a seguito di un ragionamento o un’intuizione che si basa sulla logica.  Nel giallo umoristico, invece, è proprio il caso che gioca il ruolo maggiore e determina l’effetto esilarante. Pertanto mi pare di poter affermare che, pur essendo filoni dello stesso genere, le regole sono diverse.
Nel racconto di Malvaldi, invece, è arrivato un nuovo commissario di polizia che, non conoscendo l'ambiente, chiede l’aiuto dei pettegoli vecchietti che bazzicano al Bar Lume per avere notizie dei clienti di una farmacia il cui titolare, assassinato, non si occupava solamente della vendita di medicinali, ma spaziava la propria attività anche nel campo dello strozzinaggio. Ecco quindi moltiplicarsi le persone che potevano avere un movente ad ucciderlo.

In quello della Giménez-Bartlett, alla cena di Natale degli agenti investigativi, si festeggiano anche i quarant’anni di lavoro di Fermin Garzon, il vice di Petra Delicado. A lui viene regalato uno smartphone di ultima generazione. Incredibilmente Garzon trova scritto sul display del  nuovo cellulare un messaggio che invita a fare attenzione a una certa principessa Umberta di origine italiana che, infatti, di lì a poco, rimarrà uccisa.
Nel racconto di De Giovanni troviamo come protagonista Gelsomina Settembre, assistente sociale, la cui vita è disturbata da un seno eccessivamente prosperoso e una madre petulante che continua ripeterle, testualmente, che, per trovare un uomo che la mantenga, deve imparare a essere zoccola.
Il protagonista della storia di Manzini è l'usuale e discutibile poliziotto corrotto, Rocco Schiavone, mentre in quella di James ritroviamo la coppia angeli-demoni Harpur & Isles.
In ogni caso una bella raccolta di racconti, delle piccole perle da assaporare una per una e che riescono a mettere il lettore di buonumore, cosa indispensabile nel periodo natalizio. Da consigliare ad amici e parenti, anche quelli che hanno poco tempo da dedicare alla lettura.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Regalo di Natale
  • Autore: Vari
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838931215
  • Pagine: 308
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

26 ottobre 2013

Argento vivo - Marco Malvaldi

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I Contenuti

C’è una rapina nella casa di uno scrittore molto noto; col bottino, sparisce il computer in cui è salvato il suo ultimo romanzo non ancora consegnato alla casa editrice e incautamente non conservato in altro modo. Da questo momento il file comincia a scivolare come argento vivo sul piano accidentato della sua avventura, e si insinua, imprendibile e vivificante come il metallo liquido degli alchimisti, nel tran tran quotidiano dei tanti e diversi protagonisti. Ognuno dei quali sarebbe per sorte lontanissimo dagli altri, ma si trova coinvolto occasionalmente a causa della deviazione che quel manoscritto ha impresso nella sua esistenza. Il grande scrittore e la moglie; il giovane ingegnere a tempo determinato che lotta con la vita insieme alla affannata compagna; la bella agente di polizia, che conduce l’indagine in competizione con il laido superiore; la banda dei balordi; il tecnico appena disoccupato che c’è capitato per caso; il vecchio editore e la giovane editor. Questa varietà di personaggi, con i loro pezzi di vita, l’autore muove intorno alle eventualità aperte dallo svolgersi dell’inchiesta di polizia, su cui a loro volta gli individui incidono inconsapevoli con le scelte che fanno, creando una commedia degli incroci della vita.
Al consueto umorismo fondato sull’equivoco della situazione e sull’effetto sorprendente di un dialogo surreale e ovvio insieme, Malvaldi innesta in questa commedia poliziesca un altro tipo di indagine: una investigazione ambientata in quella zona misteriosa in cui avviene l’incontro tra il caso, la libertà di agire, e il corso necessario delle cose.

La Recensione

Un paio di balordi costringono un tecnico di computer, sotto minaccia, ad aiutarli a compiere un furto in una abitazione. Per trasportare la refurtiva si impossessano di una vecchia utilitaria che, a fatto compiuto, viene posteggiata nuovamente nel luogo da cui era stata prelevata. In essa viene dimenticato, perché infilato sotto un sedile, un computer portatile rubato. Il proprietario dell'auto, cui fra l'altro Equitalia ha inviato una sanzione di oltre tredicimila euro per contravvenzioni non pagate, sospettato dalla polizia per il furto, dato che la targa dell'utilitaria è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza, già in contrasto con il suo capo per vari motivi, perde il posto. Riuscirà tuttavia a vendicarsi sia dei balordi che gli hanno sottratto l'auto mettendolo nei pasticci, sia dell'impiegato comunale che gli ha fatto inopinatamente inoltrare l'esosa sanzione amministrativa.

Malvaldi abbandona in questo romanzo i vecchietti terribili che bazzicano il Bar Lume e ci racconta una storia un po' surreale ma godibile e piena di equivoci esilaranti. Ogni tanto va fuori dal tema prettamente giallo per intrattenerci con qualche perla di cultura di carattere tecnico. Personalmente trovo piacevole queste divagazioni, ma qualche lettore potrebbe non apprezzarle. Troverete anche la spiegazione del titolo insieme a una piccola lezione sul mercurio. I latini lo chiamavano hydrargyrum, la cui traduzione è argento liquido. Plinio però contestava questa definizione, in quanto l'argento liquido era quello che si otteneva artificialmente con un lungo procedimento a partire dalle sabbie alluvionali e riteneva più consona la dicitura di argento vivo per quello che si otteneva dal cinabro. Visto che magistrati e avvocati, divenuti romanzieri, ci intrattengono con i loro legal-thriller, mi pare giusto che Malvaldi, laureato in chimica, inserisca nei propri libri qualche nozione della sua specifica materia di studio.
Diamo merito a Malvaldi di saper scrivere dialoghi sempre divertenti, cosa tutt'altro che facile, nonostante questa volta il romanzo si svolga interamente in lingua italiana, anziché nel colorito dialetto toscano. L'unica costante, rispetto ai precedenti romanzi, rimane l'umorismo graffiante dell'autore. E' ben vero, volendo sottilizzare, che nel romanzo si trovano situazioni al limite del paradossale che potrebbero far arricciare il naso ai giallisti più sofisticati, ritengo tuttavia che esse possano essere bene accette per lo spirito caustico con cui vengono inserite.
Non ci sono cadaveri in questo romanzo che mantiene peraltro la struttura del poliziesco. Ad indagare, in disaccordo con il proprio superiore, è una bella agente di nazionalità rumena. Non riuscirà a venire a capo dell'intricata matassa, dovendo anche seguire le direttive imposte dal questore, ma otterrà anche lei qualche piccola soddisfazione di carattere personale.
In definitiva è un romanzo godibile, soprattutto per chi non ama i gialli troppo cruenti, ma sa apprezzare l'arguzia tipicamente toscana di un autore nazionale.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Argento vivo
  • Autore: Marco Malvaldi
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838930799
  • Pagine: 276
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

05 ottobre 2013

La fine è nota - Geoffrey Holiday Hall

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I Contenuti

New York anni quaranta. Baycard Paulton è un uomo ricco e di successo. Ha una bella casa, una moglie affascinante, amici interessanti. Una sera, mentre sta rientrando nel palazzo dove abita, un uomo si toglie la vita cadendo dalla finestra del suo appartamento. Un incidente o un suicidio apparentemente inspiegabile che non soddisfa Paulton che ne rimane ossessionato. Inizia così a seguire a ritroso la vita dello sconosciuto per capire il motivo del suo gesto. Le indagini lo porteranno in giro per gli USA, trascurando la moglie, ospite di amici, che lo attende invano. Da questo libro è stato liberamente tratto il film omonimo sotto la regia di Cristina Comencini. Da segnalare che l’autore, che per diverso tempo per l’abilità nello scrivere si ritenne uno pseudonimo sotto cui si sarebbe nascosto Faulkner, è in realtà esistito veramente ed è nato a Santa Cruz nel New Mexico ed è morto nel 1981.

La Recensione

«Più di trent’anni fa – racconta Leonardo Sciascia nella presentazione a questo volume – precisamente nell’autunno del 1952, alla stazione ferroviaria di Caltanissetta acquistai l’ultimo dei “gialli” settimanali Mondadori: La morte alla finestra di G. Holiday Hall. E non che nei “gialli” Mondadori ne fossero mancati fino a quel momento di buoni, ma fin dalle prime pagine La morte alla finestra mi parve di qualità diversa, di livello più alto. Ero allora fortemente affezionato agli scrittori americani, da Steinbeck a Caldwell a Faulkner a Cain: e mi parve che in quella pleiade si accendesse il lumicino del giovane Holiday Hall, intruppato tra i “giallisti” ma di miglior vocazione e di diverso avvenire. Più precisamente avevo l’impressione che quel giovane scrittore (giovane e nuovo lo diceva la presentazione editoriale) avesse fatto i suoi latinucci sugli altri maggiori, e su Faulkner specialmente. Mi avvenne di leggere il libro qualche anno dopo, l’impressione di allora mi si confermò al punto che volli saperne di più. Scorsi l’elenco di tutti i “gialli” settimanali che erano nel frattempo usciti: ma non ne trovai altri di G. Holiday Hall. Andai a trovare Alberto Tedeschi, che della collana era direttore, per chiedergli di quell’autore, di quel libro. Tedeschi molto gentilmente cercò di soddisfare la mia curiosità, ma senza alcun risultato. G. Holiday Hall era scomparso dal mondo della detective story, né si era ripresentato al mondo letterario americano. Non ne seppi più nulla. Riletto dopo trentasette anni ancora mi pare valga la pena cercare di saperne di più sul suo autore. Un piccolo mistero che sarebbe divertente risolvere».
Un giallo nel giallo, quindi, ma alla piccola inchiesta di Sciascia sull’autore di questo strano giallo a ritroso (per il quale è parso giusto all'editore restituire il titolo originale tratto dal Giulio Cesare shakespeariano: La fine è nota), si possono aggiungere queste notizie: Geoffrey Holiday Hall scrisse nel 1954 un nuovo romanzo The Watcher at the Door (Qualcuno alla porta), poi più nulla; il suo editore americano non conserva più traccia di lui negli archivi; comparso in Francia col titolo L’homme de nulle part e con una conclusione diversa dall’originale, questo romanzo vinse nel 1954 il Grand Prix de la Littérature Policière; nemmeno l’editore francese ne sa di più su Geoffrey Holiday Hall.
Effettivamente, come dice Sciascia, Holiday Hall si eleva sopra molti giallisti per la qualità della scrittura, tipicamente "essenziale" com'è nella tradizione americana, e per la superba caratterizzazione psicologica dei personaggi che si "staccano" dalle pagine e fanno nascere nel lettore quell'empatia che si riscontra solo nei buoni scrittori. Ogni persona, che il protagonista, Baycard Paulton, incontra nella ricerca del motivo di quell'assurdo suicidio, racconta un periodo della propria vita in cui ha conosciuto la vittima e l'impressione che ne ha ricavato. Ma qualcuno non riferisce tutto ciò che sa e Paulton dovrà scoprire chi sia a nascondere episodi chiarificatori e perché non si vogliono rivelare quelle informazioni che potrebbero spiegare quella morte. C'è una costante in tutti i racconti e cioè la presenza di una donna che condiziona le scelte di vita della vittima. Anche in questo caso, quindi, risulta quanto mai azzeccato il detto francese cherchez la femme.
La letteratura è piena di amori fatali e questo raccontato in La fine è nota ricorda nelle sue linee essenziali quello cantato nella Carmen. Ma, una volta tanto, non si è in presenza di un femminicidio, il che, in considerazione dei fatti di cronaca di questi tempi, non è poco. Se però si volesse sapere come Geoffrey Holiday Hall giustifica l'ossessione di certi uomini verso donne da cui vengono respinti, questo nel libro non viene detto.
Per quanto la soluzione del "caso" sia ormai conosciuta, La fine è nota è un romanzo che si rilegge volentieri pur sapendo come vada a concludersi. Da segnalare, peraltro, che il finale del film della Comencini è diverso da quello del libro.

Giudizio:
+4stelle+ 

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: La fine è nota
  • Titolo originale: The end is known
  • Autore: Geoffrey Holiday Hall
  • Traduttore: Simona Modica
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 1990
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838906145
  • Pagine: 244
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,00 Euro

03 settembre 2013

La vita oggi - Anthony Trollope

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I Contenuti

Oltre ad essere il più lungo, La vita oggi è anche il più grande dei romanzi di Anthony Trollope, l'opera in cui meglio risalta il suo genio letterario. Genio vittoriano, che si affianca a quello di Dickens e di Thackeray, e che a detta di Henry James poggiava sulla "sua totale comprensione dell'usuale". "La vita oggi" è un'ambiziosa satira sociale e fu ispirato da una serie di scandali finanziari degli anni Settanta dell'Ottocento. Decine di personaggi attorniano il protagonista principale: un finanziere, August Meimotte, dall'oscuro passato, che impianta a Londra famiglia, affari e vita sociale, e si imbarca in un colossale investimento, che attrae e travolge, segnando innanzitutto la sua propria ascesa e caduta, capitali, talenti, fortune ed entusiasmi provenienti da ogni parte dell'aristocrazia del danaro e dei titoli. E ciascuno di questi sotto-protagonisti, assieme a familiari e affiliati, è posto al centro, come accade nella vita vera, di una sotto-trama, come il ramo che s'impianta nel tronco maggiore e si conclude a sé. Perché il protagonista vero, che il vittoriano Trollope mette in scena, è la disonestà dei suoi tempi, di perturbante attualità nel confronto spontaneo con i nostri. 

La Recensione

Quando si parla di scrittori profetici. Al centro del romanzo c'è un colossale scandalo finanziario in cui un paio di uomini d'affari senza scrupoli arraffano risparmi (veri) di ingenui e speranzosi risprmiatori e giocando al rialzo in borsa di azioni di una compagnia ferroviaria (falsa) accaparrando una fortuna (vera) lasciando gli sventati soci con un pugno di mosche in mano.
In altre parole, qualche squalo della finanza gioca in borsa sul nulla e un sacco di gente finisce sul lastrico.
La cosa vi è familiare? Aspettate di conoscere il personaggio chiave del romanzo, Augustus Melmotte, uomo d'affari immensamente ricco, volgare, maleducato, caciarone, di cui nessuno ha veramente idea di dove abbia preso i soldi ma tutti sono abbastanza certi si tratti di mezzi illeciti. I membri della vecchia aristocrazia lo disprezzano apertamente per la sua volgarità ma nel privato ne diventano amici, attirati dalle sue ricchezze. Il popolino lo adora per la sua immagine di successo di uomo "che si è fatto da solo", nonostante la dubbia origine della sua ricchezza. O forse proprio per quella. Per tentare di evitare di esser travolto dagli scandali finanziari, il grand'uomo, che oltre a essere immensamente ricco è anche immensamente arrogante, decide di scendere in politica come salvatore della patria. Ovviamente col partito conservatore. Ovviamente i suoi stessi colleghi di partito si vergognano di lui, ma non esitano a sostenerlo ciecamente finché la fortuna gira dalla sua parte. E altrettanto ovviamente gli avversari politici sono incapaci di arrestare la sua ascesa perché, a parte puntare il dito contro i difetti del grand'uomo, non sanno proporre una sola idea originale per contrastarlo. 

No, non vi sto riassumendo l'ultimo libro di Marco Travaglio, ma il romanzo capolavoro dello scrittore vittoriano Anthony Trollope, il quale, povera anima, si scandalizzava per la degenerazione morale dell'Inghilterra del 1870, dove l'unico valore dominante sembrava essere il dio denaro, e la metteva alla berlina in questa corposa opera dal titolo sarcastico e lievemente disgustato.
Non immaginava, il grand'uomo, che il bello doveva ancora venire e che, a parte qualche sottile variazione, le assurdità da lui ridicolizzate più di un secolo orsono ancora l'avrebbero fatta da padrone nell'occidente degli anni 2000.
Oggi forse non avremo più l'aristocrazia (per lo meno in Italia), ma i ricchi figli di papà e i nullafacenti politici incapaci di produrre alcuna forma di reddito ma pronti a contrarre debiti colossali coi soldi altrui direi che non ci mancano proprio.
Se non altro si è persa l'abitudine di vendere la propria figlia al miglior offerente in cambio di un buon vitalizio, come invece capita alle povere Marie Melmotte e Hetta Carbury in quest'opera, dove entrambe imparano ben presto che sentimenti e matrimonio hanno poco a che fare l'uno con l'altro. Alla faccia della sacralità del rito millenario che ci viene continuamente ricordata da qualche benpensante oggigiorno.
Fa veramente piacere osservare come nell'800 vittoriano fosse proprio un uomo ad accorgersi e denunciare nel suo romanzo la ridicola condizione di asservimento del genere femminile, trattato null'altro che come merce di scambio per rimediare agli sconquassi finanziari propdotti dagli uomini di famiglia, i quali, dal canto loro, non sembrano avere alcun obbligo morale se non quello di ricercare il proprio piacere.
In quest'opera Trollope ne ha per tutti: per gli uomini d'affari senza scrupoli, l'aristocrazia parassitaria, i figli di papà buoni a nulla e pieni di pretese, la Chiesa incapace di parlare di fede ma preparatissima a parlar di soldi, il disprezzo della donna e il razzismo verso gli ebrei. Attraverso le intricate vicende dei Carbury, dei Melmotte e dei Longstaffes, l'autore si scaglia con la sua penna sferzante verso una società ipocrita e senza principi morali, molto attenta alle forme e pronta a giudicare il prossimo ma incapace di correggere se stessa. Unica critica che gli si può rivolgere è che la sua ironia bruciante fa poco per appassionare il lettore alle vicende personali dei protagonisti, per cui si finisce per interessarsi di più al fato dei personaggi "negativi" che alle vicissitudini amorose del triangolo tra Hetta, Paul e Roger.
In vita Trollope ebbe modo di polemizzare con Dickens per il suo eccessivo sentimentalismo, ma forse non avrebbe guastato se avesse imparato ad aggiungere un po' di cuore alle sue opere, donando loro giusto quel pizzico di passione che le avrebbe rese perfette.
Rimane comunque un romanzo affascinante e godibilissimo che, nonostante le sue quasi ottocento pagine in lingua originale (più di mille dell'edizione italiana), scorre come un fiume, capace ancora oggi di risultare originale, divertente e coinvolgente, per cui consiglio sicuramente la lettura di questo romanzo per riscoprire un autore ormai quasi dimenticato in Italia e che invece meriterebbe uno spazio di primo piano nelle nostre librerie. 

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Valetta

Dettagli del libro
  • Titolo: La vita oggi
  • Titolo originale: The way we live now
  • Autore: Anthony Trollope
  • Traduttore: Romano Carlo Cerrone
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione:2010
  • Collana: La Memoria
  • ISBN-13: 9788838925139
  • Pagine: 1182
  • Formato - Prezzo: Tascabile (in due volumi) - Euro 22,10

31 agosto 2013

Aringhe rosse senza mostarda - Alan Bradley

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I Contenuti

Per Flavia de Luce, undicenne avventurosa, due fronti sono sempre aperti. L’uno: la resistenza attiva contro gli scherzi feroci delle sorelle maggiori, la colta Daphne e la frivola Ophelia, così diverse ma così solidali nel tormento alla sorellina. L’altro: l’investigazione degli strani casi del villaggio inglese di Bishop’s Lacey, dove sorge tra i cottage aggraziati la sua antica magione. Flavia è infatti di famiglia nobile, eccentrica come si deve e naturalmente squattrinata. La cosa più preziosa che ha ereditato da un avo è la passione fruttuosa per la chimica, che fa il paio, per affinità di metodo, con la vocazione investigativa.
Durante la fiera nel prato della parrocchia, ha la curiosità di consultare una veggente, alla quale giunge visione di Harriet de Luce, la madre morta in una escursione in montagna quando Flavia era bambina. Poco dopo, la zingara è aggredita nel suo carrozzone e ridotta in fin di vita. Il minaccioso episodio, sommato all’impossibile apparizione, sollecitano la piccola investigatrice. Qualcosa si è smosso, forse nei misteri del passato, forse in quelli del presente: stavolta è un cadavere vero che la ragazzina scopre, appeso, come un segno voluto, al tridente del Poseidone di una fontana nella sua tenuta, e con una posata dell’argenteria di casa infilzata nel naso. Impossibile non credere che sia un segnale mirato alla sua famiglia.
Le storie dell’incantevole Flavia, a metà tra il romanzo d’avventura e il giallo deduttivo, formano una serie di grande successo che possiede l’instancabile nutrimento dei colpi di scena continui, del brivido a ogni passo, della giocosità che prorompe dallo sfondo più tenebroso, proprio dei classici della letteratura per ragazzi. Il brio spumeggiante del libro che non può che avvincere a ogni paragrafo. Ma l’intreccio complesso e conseguente, lo spessore psicologico dei personaggi, la specificità dell’ambientazione appartengono alla letteratura universale.

La Recensione

La tradizione inglese vuole che le aringhe, specie se prive di condimento, siano "una pietanza grossolana, buona per uno stomaco volgare", un pasto per poveri, quindi, o, quantomeno, non per buongustai, tant'è che la frase da cui deriva il titolo è ricavata dalla tragicommedia del 1594 di Greene e Lodge "A looking-glass for London and England". In esso viene detto che un bicchiere di birra senza una donzella, ahimé è come un uovo senza sale o un'aringa rossa senza mostarda. Ma una "red herring" sta anche ad indicare nei paesi anglosassoni una falsa pista e il titolo del libro gioca sul doppio senso che ben si sposa con un romanzo giallo, dove ciò che sembra non è sempre ciò che è.
Il romanzo, come si evince anche dal ritmo giocoso, sarebbe destinato soprattutto ad un pubblico giovane, tuttavia le oltre 400 pagine che compongono il libro potrebbero rappresentare un serio ostacolo per i meno portati alla lettura.
L'investigatrice di questo caso poliziesco, che si svolge nel 1950, è Flavia de Luce, un'undicenne impicciona come miss Marple e supponente come Sherlock Holmes. Credo che la frase riportata la dica lunga sulla mentalità di questa ragazzina: Quando mi trovo insieme agli altri una parte di me rimpicciolisce. Soltanto da sola posso godermi pienamente la compagnia di me stessa. Flavia narra le proprie avventure con umorismo prettamente britannico e le sue considerazioni sono le parti più divertenti del romanzo. Amica inseparabile è Gladys, la sua bicicletta, con cui le piace discutere senza mai essere contraddetta. Flavia, che ha il pallino per la chimica, ama ogni tanto infiorettare il racconto con i componenti delle sostanze da lei analizzate (le lacrime sono come un brodo ricchissimo di ingredienti: acqua, potassio, proteine, manganese, vari enzimi, grassi, olii, cera, con l'aggiunta di un bel po' di cloruro di sodio per insaporire il tutto). Dispone di un laboratorio attrezzato in una delle tante stanze nella grande dimora, situata nella tenuta di famiglia nel villaggio di Bishop's Lacey in Inghilterra. L'abitazione è un po' decadente e in parte priva di riscaldamento, dati i gravi problemi finanziari del proprietario, il padre di Flavia, che, tuttavia, non si priva di un maggiordomo tuttofare ed una cuoca.
In questo romanzo la polizia non fa una bella figura, non raccogliendo indizi sulla scena dei crimini e facendosi precedere da una ragazzina nella soluzione del caso. I fatti si svolgono nella campagna inglese e i poliziotti di periferia, è risaputo, non sono in genere considerati i più astuti. Tuttavia, da quella volta che il coroner ha stabilito che il banchiere Roberto Calvi si era suicidato impiccandosi sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, niente può meravigliarci delle forze dell'ordine della Gran Bretagna.
Flavia de Luce è in perenne contrasto con le due sorelle maggiori che tendono a tiranneggiarla e con cui scambia spesso scherzi feroci. Flavia si pone pertanto, già alla sua giovane età, la domanda: si può amare e odiare nel medesimo tempo? La stessa questione se la poneva Catullo (Odi et amo) secoli prima, ma ad un'età molto più avanzata della nostra protagonista.
Per quanto riguarda la parte investigativa, essendo il romanzo destinato prevalentemente ad un pubblico giovane, c'è più azione che riflessione, ma gli indizi che l'autore inserisce per la scoperta del colpevole -o colpevoli- devono essere opportunamente interpretati dai lettori.
Dei romanzi della serie "Flavia de Luce" scritti da Bradley, canadese di nascita, classe 1940, giornalista ed autore radiofonico, questo è il terzo episodio. I primi due sono stati editi da Mondadori.


Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Aringhe rosse senza mostarda
  • Titolo originale: A red herring without mustard
  • Autore: Alan Bradley
  • Traduttore: Alfonso Geraci
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838930164
  • Pagine: 440
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

20 agosto 2013

Novità librarie in autunno: alcune uscite da tenere sott'occhio

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La torrida estate non è ancora finita, ma io, che già da giugno sospiro le più tiepide temperature autunnali,
rivolgo lo sguardo ai prossimi mesi e alle novità che ci aspettano in libreria. Le novità (selezionate tra gli elenchi di wuz) ci sono e sono interessanti, ma aspettiamo qualche annuncio succulento dell'ultim'ora, come una nuova dozzina di volumetti Newton Live.
L'articolo, come al solito, non vuole essere un catalogo dei libri in uscita negli ultimi mesi, ma una selezione di titoli e ristampe che mi sono sembrati interessanti. Ricordo, naturalmente, che tutti i titoli, le eventuali copertine, le informazioni e le date di uscita sono puramente provvisorie, e possono variare da un momento all'altro.

Settembre

Per i fan di Terry Brooks, è in uscita i primi giorni di settembre un nuovo romanzo che inaugura il ciclo Gli oscuri segreti di Shannara:

I guardiani di Faerie, di Terry Brooks - Mondadori, Omnibus - 400 pagine, 20.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
Nel mondo di Faerie, quando la terra era giovane, prima dell'arrivo degli esseri umani, la magia deteneva il potere e le pietre magiche proteggevano gli Elfi e le loro terre. Ma quando una ragazza del popolo degli Elfi si era perdutamente innamorata di un Figlio del Buio, lui le aveva spezzato il cuore scatenando una tremenda guerra tra le forze del bene e del male, che aveva portato alla scomparsa delle pietre magiche. Sono passati migliaia di anni e la situazione è sempre molto tumultuosa nel mondo, ora conosciuto come le Quattro Terre. La magia è in conflitto con le nuove scienze e gli Elfi si sono ormai separati da tutte le altre razze. L'ordine dei Druidi si sta estinguendo e i loro insegnamenti sono in forte pericolo mentre un losco personaggio è diventato primo ministro della potente Federazione, utilizzando il tradimento e l'assassinio. Leggendo un antico e dimenticato diario, la giovane druida Alphenglow Elessedil incappa nel racconto segreto di un cuore spezzato per amore e nella scioccante verità sulle pietre magiche scomparse. Mai una scoperta era stata così pericolosa. Ma la ragazza non può certo sottrarsi al cammino che il destino ha scelto per lei, soprattutto perché chiunque entri in possesso delle pietre magiche e del loro segreto potere potrebbe avvantaggiarsene nel peggiore dei modi. Saranno in grado di salvare il mondo?

Previsto, sempre per Mondadori, un romanzo illustrato per ragazzi di Camilleri:

Magarìa, di Andrea Camilleri - Mondadori, Contemporanea - 96 pagine, 15.00 Euro [cover non ancora disponibile]
Lullina ha 6 anni e le piace molto passeggiare con suo nonno, perché le racconta tante storie e le spiega tante cose. Ma un bel giorno, a Lullina viene in mente di raccontare lei a suo nonno di uno strano sogno, più assurdo di qualsiasi favola e più fantasioso di qualsiasi invenzione: un nano vestito di giallo le ha rivelato sette parole magiche, parole misteriose col potere di far scomparire le persone... Ma attenzione a pronunciarle troppo forte, perché potrebbero funzionare davvero! Provare per credere: "Fiririri, borerò, parupazio, stonibò, qua non sto!" Un'affascinante fiaba di incantesimi e magia. Età di lettura: da 8 anni.

In uscita per Feltrinelli il nuovo romanzo di Jonathan Coe, autore de La famiglia Winshaw e La casa del sonno:

Expo 58, di Jonathan Coe - Feltrinelli, I narratori - 17.00 Euro
L'Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine. In piena Guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d'intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra, Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d'intrighi internazionali di cui diventa un'inconsapevole pedina.

Per gli amanti del thriller, un nuovo romanzo del francese Jean-Christophe Grangé, l'autore de I fiumi di porpora:

Il respiro della cenere, di Jean-Christohpe Grangé - Garzanti, Narratori moderni - 450 pagine, 18.60 Euro
Parigi. Nel buio di un garage viene ritrovato il corpo di una donna brutalmente assassinata. Accanto, un paio di guanti da chirurgo ancora intrisi di sangue. L'ennesimo spietato delitto del serial killer che da mesi spaventa Parigi. L'unico in grado di occuparsi di un'indagine così complessa è il solitario ispettore Olivier Passan. L'uomo sta attraversando il periodo più difficile della sua vita: la separazione dalla moglie Naoko, di origine giapponese e madre dei suoi due figli. Eppure non può permettersi distrazioni perché il modus operandi dell'assassino fa pensare ad una mente malata e pericolosa. Tutto porta verso un unico sospettato: Patrick Guillard, un'ermafrodita abbandonato dalla madre alla nascita. Passan è convinto che il colpevole sia lui. Ma ha tra le mani solo indizi, non c'è nessuna prova schiacciante. Proprio quando sta per incastrarlo, Guillard si dà fuoco, portando a termine il suo piano folle che si ispira alla leggenda mitologica dell'Araba Fenice: l'uccello che una volta morto rinasce dalle proprie ceneri. Tutto sembra perduto. In realtà per Passan è solo l'inizio. Il caso non è affatto concluso e una minaccia incombe su ciò che ha di più caro: i suoi figli. L'ispettore ha bisogno di risposte. Risposte che solo Naoko, fuggita in Giappone, può dargli. Risposte che affondano le radici in quella tradizione millenaria che li univa: l'arte dei samurai. Una verità inquietante lo aspetta, per cui tutto quello che ha sempre creduto vero è in realtà una bugia.

Ottobre

In uscita per i tipi Feltrinelli un inedito di Yukio Mishima, autore di Confessioni di una maschera e Neve di primavera:

La scuola della carne, di Yukio Mishima - Feltrinelli, I narratori - 14.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
Taeko, elegante e avvenente donna di trentanove anni, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l'atelier d'alta moda di cui è proprietaria, le amiche con cui condividere racconti piccanti ed eventi mondani cui partecipare. Stereotipo della donna divorziata e indipendente, immersa nell'alta società nipponica del dopoguerra, ove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone a vecchie tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, scorge il giovane Senkichi in un gay bar e l'attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, i muscoli ben tesi, i lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d'occhio: proprio colei che aveva sempre voluto avventure di poco conto, si ritrova irrimediabilmente in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?

I fan della popolarissima serie di fantascienza Doctor Who saranno sorpresi e deliziati dallo scoprire che è in uscita uno dei volumi della serie (moltissimi in UK, quasi nessuno tradotto in italiano), scritto nientemeno che da Douglas Adams, che si occupò della sceneggiatura di alcuni episodi della serie classica:

Doctor Who. Shada, di Douglas Adams - Mondadori, Oscar Bestsellers - 400 pagine, 15.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
II Signore del Tempo professor Chronotis, vecchio amico del Dottore, si è ritirato all'università di Cambridge, dove nessuno si accorgerà mai che egli vive per secoli. Ma adesso ha bisogno dell'aiuto del Dottore, di Romana e K-9. Infatti ha portato con sé alcuni ricordi, per lo più innocui. Ma ce n'è uno molto, molto pericoloso, un libro che assolutamente non deve cadere nelle mani sbagliate. E quelle del sinistro Skagra sono le più sbagliate che si possano immaginare. Perché lui vuole quel libro a tutti i costi. Vuole scoprire la verità nascosta dietro Shada. E vuole la mente del Dottore... Un'avventura inedita basata sulla leggendaria serie televisiva.

Sempre per Mondadori, in uscita a novembre un nuovo volume illustrato di Paolo Barbieri:

Apocalisse, di Paolo Barbieri - Mondadori, Chrysalide - 104 pagine, 22.00 Euro [cover non disponibile]
L'Apocalisse, il libro più immaginifico della Bibbia, l'ultimo delle Sacre Scritture, celebre per i suoi simboli inquietanti, le sue profezie sulla fine dei tempi e i suoi personaggi potenti, viene rivisitato da Paolo Barbieri con il suo stile gotico e fantasy.



Ancora per Mondadori, l'edizione italiana dell'ultimo romanzo di Neil Gaiman, già recensito sulle nostre pagine:

L'oceano in fondo al vicolo, di Neil Gaiman - Mondadori, Strade Blu - 200 pagine, 17.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
Il romanzo comincia quando il narratore lascia il cimitero dopo la fine di una cerimonia funebre e si mette alla guida della sua auto senza una destinazione apparente: in realtà va a visitare i luoghi della sua infanzia che non vede da tantissimo tempo. Alla fine si ritrova sul sentiero che porta a una vecchia fattoria e a uno stagno. C'è una anziana donna sulla porta, che lo conosce e gli offre una tazza di tè. Mentre aspetta che l'acqua bolla, il narratore viene trascinato di quarant'anni indietro dai suoi ricordi, quando un inquilino della casa di famiglia aveva rubato la loro auto, dentro alla quale si era suicidato, evocando antiche forze che andavano lasciate in pace. Da quei ricordi si scatenano oscure creature che vengono da chissà dove e il narratore deve ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso crea devastazioni indicibili. E il narratore, che ai tempi era solo un ragazzino, dispone come propria unica difesa di tre donne di una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro afferma che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricorda del Big Bang.

In uscita per Einaudi un romanzo del 1983 di Javier Marías, autore di Domani nella battaglia pensa a me:

Il secolo, di Javier Marías - Einaudi, L'arcipelago - 200 pagine, 13.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
"Il secolo" è quello attraversato da Casaldàliga, giudice cresciuto in una famiglia di banchieri e diventato poi spia del regime, che, ormai vecchio e costretto all'immobilità in una stanza di Lisbona, ripensa alla vita che sta per lasciare. All'oscuro della guerra civile che si combatte fuori dalle quattro mura del suo rifugio, Casaldàliga si abbandona alla memoria della propria infanzia, nei ricordi della madre austriaca ormai scomparsa, in quelli di un padre bibliofilo truffatore e morto pazzo e in quelli delle "prime corruzioni", in cui iniziarono a manifestarsi i sintomi di un'indole vile e arrivista. "Il secolo" contiene già tutti i grandi temi di Marías, dalla morte del corpo all'immobilismo di un paese, dal processo di reinvenzione della realtà all'ironia in grado di riscrivere i fatti.

Ancora per Einaudi, il nuovo romanzo del premio nobel Mario Vargas Llosa, in uscita a settembre in Spagna e il mese successivo in Italia:

L'eroe discreto, di Mario Vargas Llosa - Einaudi, Supercoralli - 360 pagine, 20.00 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
Quando riceve una lettera di minaccia con un ragnetto al posto della firma, Felicito Yanaqué non perde tempo e va alla polizia di Piura a sporgere denuncia. È proprietario di una ditta di trasporti, ha una moglie, due figli, e una giovane amante di nome Mabel: ha faticato troppo per lasciare che adesso qualcuno gli porti via tutto e, più di ogni altra cosa, a spaventarlo non sono certo i ricatti, ma il disonore. Peccato che dietro a quel tentativo di estorsione non ci sia la mafia locale, ma il suo figlioccio e la stessa Mabel... A Lima, intanto, Rigoberto, a un passo dalla pensione, viene chiamato a fare da testimone a Ismael, il suo datore di lavoro, che sposerà in gran segreto la domestica Armida, per impedire che il suo patrimonio venga dilapidato dai figli. Al ritorno dal viaggio di nozze, però, Ismael muore e Armida, spaventata dalle pressioni degli eredi, scappa a Piura, dalla sorella, che altri non è se non la moglie di Felicito. Sta a Rigoberto mantenere la promessa di testimone e sistemare la faccenda. Due storie dall'incastro perfetto in cui si riaffacciano personaggi memorabili e in cui il Premio Nobel fa finalmente ritorno al suo Perù, terra di segreti e scontri tra generazioni, di poesia e di miseria.

Nuova pubblicazione (si fa per dire: è una raccolta di saggi del 1997) anche per Haruki Murakami, autore di Norwegian Wood e Kafka sulla spiaggia:

Ritratti in jazz, di Haruki Murakami - Einaudi, Frontiere - 19.50 Euro [cover italiana non ancora disponibile]
Murakami Haruki ha gestito un jazz club per molti anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura: ecco, leggendo "Ritratti in jazz" si ha l'impressione di essersi appena seduti a bere qualcosa a uno dei tavoli del club mentre il grande narratore giapponese racconta e commenta quello che si sta ascoltando. "Ritratti in jazz" regala al lettore un Murakami allo stesso tempo inedito e riconoscibile. Riconoscibile perché il jazz, ancora più della corsa, è una delle passioni che formano l'ossatura stessa della sua opera creativa. I suoi romanzi sono ricchi di allusioni a dischi e musicisti: in un'ipotetica ricetta della poetica murakamiana l'ingrediente "jazz" non può mancare. Inedito perché mai come in questo libro si ha l'impressione di sentire la voce autentica e senza mediazioni narrative di Murakami, che conduce il lettore nel suo mondo più quotidiano e sincero. Con un tono amichevole e coinvolgente, privo di tecnicismi eppure capace di regalarci una serie preziosa di informazioni e curiosità, Murakami compone una playlist eccezionale che non solo ci racconta il jazz come mai l'avevamo ascoltato, ma ci svela anche il modo in cui l'autore di "1Q84" osserva il suo universo letterario e la realtà che lo circonda.

Sempre per Einaudi, in uscita la raccolta d'esordio di Alice Munro, già pubblicata dall'editore La Tartaruga e ormai fuori catalogo:

La danza delle ombre felici, di Alice Munro - Einaudi, Supercoralli - 280 pagine, 19.50 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
Quindici storie che hanno fondato l'immaginario portico di Alice Munro. "Vivevamo in una specie di piccolo ghetto di contrabbandieri, prostitute e scrocconi. Però era una vita interessante..." Lontana dal tumulto che incendiò il mondo durante gli anni Sessanta, la piccola città immaginaria di Alice Munro - che molto deve alla cittadina rurale dell'Ontario in cui l'autrice è cresciuta - schiude ai lettori i suoi segreti più profondi. Conosciamo così, per la prima volta, i nuclei narrativi, i personaggi, i luoghi, le situazioni e le case, i sentimenti e le cose che, decennio dopo decennio, Munro ha continuato ad esplorare, ricostruendo un mondo la cui mappa imperfetta contiene il movimento del tempo e la cruda bellezza di ogni vita. Dalla vicenda raccontata ne "La pace di Utrecht", "la prima storia che dovevo assolutamente scrivere", in cui la Munro affronta il faticoso rapporto con la madre malata di Parkinson, a quella brutale, poi spesso rivisitata, che si svolge in una fattoria adibita all'allevamento delle volpi ("Maschi e femmine"), fino al racconto che dà il titolo alla raccolta, in cui l'esecuzione del brano di Gluck accompagna l'irrompere di un miracolo, impensabile quanto inutile, nella più grigia e desolata quotidianità.

BEAT ristampa in economica due romanzi interessanti: La figlia del boia, già recensito sulle nostre pagine, e Guanciale d'erba:

La figlia del boia, di Oliver Pötzsch - BEAT - 432 pagine, 9.00 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.

Guanciale d'erba, di Natsume Soseki - BEAT - 176 pagine, 9.00 Euro [cover di quest'edizione non ancora disponibile]
Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.

Per Sellerio in uscita il nuovo romanzo di Camilleri, di cui non è ancora disponibile alcuna informazione:

La banda Sacco, di Andrea Camilleri - Sellerio, La memoria - 204 pagine, 13.00 Euro









Novembre

Poco ancora si sa dei romanzi già annunciati per novembre. Il primo è uno dei seguiti del già citato La figlia del boia:


La figlia del boia e il monaco nero, di Oliver Pötzsch - Neri Pozza, I narratori delle tavole - 432 pagine, 18.00 Euro








Il secondo è il nuovo romanzo del bravo Stefano Pastor, autore de Il giocattolaio, recensito e intervistato su queste pagine:

Figli che odiano le madri, di Stefano Pastor - Fazi - 9.90 Euro









Infine, un nuovo romanzo dei Wu Ming, edito da Einaudi:

L'armata dei sonnambuli, di Wu Ming - Einaudi, Stile libero big - 640 pagine, 19.00 Euro
Marie è una donna del popolo che alla rivoluzione chiede pane e libertà per sé e per suo figlio. Finirà invece per ottenere una vita diversa. Leo è un attore immigrato a Parigi dall'Italia sulle orme del grande maestro Goldoni, in cerca di fortuna e successo. Scoprirà che la rivoluzione è il palcoscenico più promettente, ma dal quale si può cadere in maniera rovinosa. D'Amblanc è un medico molto particolare, allievo del grande Mesmer prima della rivoluzione, ne prosegue le pratiche anche nel tempo rinnovato dal grande cataclisma. Ma l'assioma che lo ha sempre guidato ormai vacilla e questo lo spinge a un'indagine che lo porterà fino al cuore della Francia e dei propri incubi. L'uomo che si fa chiamare Laplace è un paladino votato a una causa. Ha la pazienza del ragno. Sceglie di nascondersi tra i folli per mettere alla prova se stesso e le proprie teorie. Sogna un'armata di sonnambuli.


Articolo di Sakura87


03 agosto 2013

Un covo di vipere - Andrea Camilleri

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I Contenuti

"Sognando, Montalbano è entrato in un sogno dipinto da Rousseau il Doganiere. Si è ritrovato, insieme alla fidanzata Livia, nel respiro di luce e nella convivenza innocente di un'edenica foresta. Gli intrusi riconoscono il luogo solo grazie a un cartello inciso a fuoco. Sono nudi. Ma portano addosso l'ipocrisia di foglie di fico posticce, fatte di plastica. L'armonia dell'eden, la sua mancanza di volgarità e violenza, è una finzione pittorica. Non appartiene a nessun luogo reale. E neppure ai sogni. Ciononostante, anche nella cieca e brutale realtà può sopravvivere la delicatezza del canto discreto e cortese di un uccello del paradiso saltato giù dai rami dipinti o sognati. Montalbano viene svegliato dal fischiettare di un garbato vagabondo che intona II cielo in una stanza, con "alberi infiniti", imponendosi sul fracasso di un temporale. La filologia congetturale del commissario deve applicarsi al fondo torbido e malsano di esistenze nascoste e incarognite dal malamore, dagli abusi e dalle sopraffazioni, dalla crudeltà e dalla sordidezza, dalle ritorsioni e dai ricatti, dalla gelosia e dal rancore: non meno che dall'interesse. Il ragioniere Cosimo Barletta, sciupafemmine compulsivo e strozzino, è stato trovato morto: ucciso con modalità che a prima vista appaiono inesplicabili, e addirittura insensate. Montalbano indaga sui segreti impenetrabili di una famiglia e sui misteri di una comunità. Sui rapporti di sangue e quelli di affinità." (Salvatore Silvano Nigro)

La Recensione

I romanzi di Camilleri si leggono sempre con piacere per l'ironia e l'umanità dell'autore, per quel pizzico di erotismo in essi contenuto, nonché per il dialetto siciliano che, mai troppo stretto, dà maggior colore ai dialoghi, anche quelli interiori dei protagonisti.
Stupisce peraltro il giudizio del critico letterario del Corriere della Sera che assegna a questo romanzo di Camilleri il punteggio universitario di 110 e lode. Cosa renderebbe questo giallo un capolavoro letterario così diverso dagli altri della serie che ha come protagonista il commissario Montalbano? Non certo la qualità delle indagini. Diversamente dagli altri romanzi, in questo episodio, ancorché godibile, Montalbano appare particolarmente sprovveduto. Inizialmente tralascia la pista del veleno che era stato utilizzato per uccidere il signor Barletta, per ricordarsene solo verso la fine del libro. Poi, contro ogni logica, consegna a persone coinvolte quali testimoni del caso, a semplice richiesta, prima della fine delle indagini, oggetti rinvenuti sulla scena del crimine e durante le perquisizioni in casa della vittima. Fra questi anche della corrispondenza che da sola basterebbe a far risalire all'identità dell'assassino. In questa indagine Montalbano risulta talmente ottuso che l'autore, per aiutarlo, gli affianca un improbabile barbone, particolarmente colto e distinto, che avrà il solo fine di illuminare la mente del commissario più amato dagli italiani con rivelazioni sensazionali circa fatti risalenti ad anni prima. Mancano quindi quelle intuizioni con cui Montalbano è riuscito a sorprendere il lettore con la sua perspicacia nei suoi circa trenta romanzi precedenti.
Tutto ciò rende poco credibile la storia e si intuisce come mai l'editore si sia deciso a pubblicarla solo a distanza di cinque anni, essendo stata scritta nel 2008. Può essere apprezzata solo perché a scriverla è Camilleri, che riesce sempre a inserire nel contesto divertenti considerazioni. Definire pertanto questo romanzo un capolavoro è quindi decisamente eccessivo, per non dire ridicolo. E' ben vero che ogni giudizio è soggettivo, ma c'è un limite a quanto i lettori possano accettare e non si può fare a mano di chiedersi quanto siano pilotate le recensioni sui giornali, anche i più prestigiosi, pur vantando assoluta obiettività.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Un covo di vipere 
  • Autore: Andrea Camilleri 
  • Editore: Sellerio 
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria 
  • ISBN-13: 9788838930539
  • Pagine: 272
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

27 luglio 2013

Giallo d'Avola - Paolo Di Stefano

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I Contenuti

Avola, 6 ottobre 1954. In una masseria di montagna, ricca di non pochi terreni e armenti, convivono le famiglie di Salvatore e Paolo Gallo, fratelli. Si odiano quotidianamente e metodicamente. Liti ripetute che coinvolgono mogli e figli, sedate a fatica dai vicini, futili motivi di rancore e dispetto. È l’alba di un giorno di lavoro, quando Paolo sparisce: restano di lui un basco e qualche macchia di sangue sul terreno. L’incriminazione è facile: la galera pronta per Salvatore e suo figlio Sebastiano, analfabeti e in più confusi. Intervengono a loro difesa due abilissimi avvocati, i due principi del foro di Siracusa, i quali sanno dare gambe legali alla spontanea versione difensiva: che Paolo è scomparso volontariamente e la moglie ha inscenato un omicidio.
Si apre così un legal thriller in terra contadina che trova il suo diapason nei processi e si articola nelle vite quasi ubriacate dalla vicenda (amori e inganni, emigrazioni e ritorni, ribellione e mansuetudine), in centinaia di indizi raccolti e falsificati da una parte e dall’altra, testimonianze e avvistamenti acclarati e smentiti di volta in volta. Un inestricabile labirinto di verità e menzogna. Silenzi, rivelazioni, colpi di scena, rovesciamenti dopo che la giustiziamonstre ha macinato più vite.
Leggendo questo romanzo verità sul «morto-vivo di Avola» (così venne denominato), che restituisce il sapore di un’epoca e di un mondo a sé, non ci si accorge affatto che lo sfondo storico è il tempo del boom economico, della modernizzazione dell’Italia: che cominciava l’epoca della televisione, degli elettrodomestici e delle autostrade. Il caso Gallo scorre, infatti, giudiziariamente magmatico e narrativamente velocissimo, pieno di violenza, sofferenze e arcaica sopraffazione, ma anche di risvolti comico-grotteschi, tra il 1954 e il 1961. Ed è appunto questa inavvertenza che l’avventurosa storia giudiziaria racconta tra verità di cronaca e finzione: cioè a dire quanto poco le cose luccicanti del miracolo economico influirono allora nella civilizzazione italiana. E soprattutto racconta, con una secchezza realistica che si trasforma senza bisogno di aggiunte in acuta profondità analitica, quella specie di analfabetismo dell’anima, o della psiche, che vieta ogni coscienza di sé: vero lascito antropologico di secoli di depressa arretratezza, che ancora oggi può spiegare il tanto di barbarico, feroce e precivile, nei casi di cronaca nera familiare italiana.

La Recensione

Nell'entroterra siciliano, in una campagna arida e sassosa in mezzo a cui si ergeva una masseria senza servizi, composta da nove stanze più cucina, convivevano le famiglie dei fratelli Paolo e Salvatore Gallo. Salvatore era vedovo con due figli minori. Paolo era maritato con Cristina Giannone e aveva due figlie anch'esse minori. La cucina, essendo in comune, era giocoforza il luogo d'incontro delle due famiglie. In essa finivano spesso per litigare per futili motivi i due padroni di casa. A fomentare questi scontri, si può immaginare intervenisse anche la moglie di Paolo, come sanno fare in genere le donne quando vogliono essere petulanti.
Salvatore Gallo era un pezzo d'uomo, mentre il fratello Paolo era piuttosto mingherlino, di colorito giallognolo e un po' sbilenco, tanto che era stato soprannominato Sacchitteddu. Possiamo anche immaginare che Paolo Gallo, stanco di minacce da parte del fratello maggiore e dei brontolamenti della moglie, decidesse di dileguarsi.
Sotto questo aspetto il caso potrebbe far venire in mente "Il fu Mattia Pascal", come se, tuttavia, invece che dalla penna del Pirandello, fosse stato scritto dal Verga. I personaggi sono infatti tutti povera gente, sempre emotivamente ondeggianti fra commozione e ira. Il dramma era in agguato e, fatalmente, colpevoli ed innocenti ne furono le vittime.
Dati i noti pessimi rapporti fra i fratelli Gallo, sfocianti spesso anche nello scontro fisico, quando la moglie di Paolo, non vedendolo tornare a casa, accusò il cognato dell'uccisione del fratello, le forze dell'ordine non ebbero dubbi sulla colpevolezza di Salvatore di fronte a prove indiziarie, quali tracce di sangue a terra e il cappello della presunta vittima abbandonato. Salvatore venne arrestato, processato e condannato all'ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere. Il figlio Sebastiano fu condannato invece per complicità nell'omicidio dello zio. I magistrati erano talmente sicuri della colpevolezza di Salvatore da accusare di falsa testimonianza e costringere a ritrattare coloro che asserirono di aver incontrato in seguito Paolo vivo. Venne pertanto ribaltato il principio della presunzione d'innocenza e ciò è tanto più grave se si pensa che il giudizio venne confermato in tre gradi di processo. Sarà comunque un avvocato della difesa, aiutato da un giornalista, a dimostrare l'innocenza di Salvatore, riuscendo a rintracciare Paolo Gallo che non si era allontanato molto dalla dimora abituale.
Non è facile comprendere il motivo di questi ripetuti errori giudiziari, pur convenendo che diversi elementi contribuirono a determinare il giudizio della magistratura, spesso indifferente ai problemi dei non abbienti:
-le gravi prove indiziarie;
-il racconto confuso e talvolta incoerente dei fatti da parte dei presunti colpevoli, tale da rendere poco credibili le loro affermazioni;
-la tradizionale reticenza a parlare con le autorità da parte dei testimoni;
-lo scalpore che fece il delitto, le cui modalità furono talmente gonfiate dal passaparola, che i bambini venivano spaventati non più con la minaccia dell'arrivo dell'uomo nero, ma con quella della discesa dai monti del crudele Salvatore Gallo.
Di Stefano ripercorre i fatti di cronaca, fedele agli atti processuali, romanzando dove possibile per far partecipe il lettore del pathos di gente povera ed analfabeta, abituata solo al lavoro dei campi e ad accudire il bestiame; gente che non riusciva a capire e a farsi capire dagli estranei, poco abituata com'era a scambiare opinioni che non vertessero sulle cose di tutti i giorni nella ristretta cerchia dei familiari e dei vicini.
Di Stefano scrive bene e riesce rendere avvincenti gli avvenimenti, ancorché essi siano noti. Le frasi inserite in dialetto siciliano non assomigliano a quelle all'acqua di rosa cui ci ha abituato Camilleri. Fortunatamente, per chi non è abituato al dialetto siculo, i personaggi sono poco loquaci, in caso contrario sarebbe stata necessaria una traduzione a fondo pagina.
Questo romanzo può annoverarsi fra i legal-thriller, ma le arringhe di accusa e difesa non sono simili a quelle che siamo abituati a leggere nei gialli americani. Nei processi italiani quello dell'arringa è il momento in cui i legali possono finalmente esprimere la propria oratoria, oratoria che può protrarsi per ore nel tentativo di sopraffare la logica con la retorica.
Talmente grotteschi sono gli avvenimenti narrati da Di Stefano che, per quanto drammatici, spesso risultano anche comici. Essi sono in ogni caso una denuncia contro uno Stato che non vuole quasi mai riconoscere i propri errori.
Ma quale fu il vero motivo per cui Paolo Gallo decise di scomparire? E la moglie sapeva? Alla prima domanda Paolo Gallo si giustifica dicendo che si era nascosto temendo per la propria vita, date le minacce del fratello. Il tribunale credette a questa affermazioni, tant'è che Salvatore Gallo venne condannato a quattro anni di carcere che non dovette scontare avendone già trascorsi sette. Per quanto riguarda la seconda questione, alcuni testimoni asserirono di aver visto la moglie di Paolo raggiungerlo qualche notte nei luoghi in cui si nascondeva, ma la cosa non fu mai accertata. Le vittime non vennero mai indennizzate per gli anni passati in prigione e le loro proprietà, trascurate per tanti anni, dovettero essere liquidate.
Anche se i fatti sono risaputi, è un libro che si legge con interesse. Di Stefano ha saputo creare la giusta atmosfera di aspettativa e mostrarci un realistico spaccato di vita agricolo-montanara in Sicilia.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Giallo d'Avola 
  • Autore: Paolo Di Stefano 
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838930171
  • Pagine: 340
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00 
 

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