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30 dicembre 2013

Speciale Natale: Hogfather - Terry Pratchett

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Terry Pratchett, popolare autore britannico nato a Beaconsfield nel 1948, è noto in tutto il mondo per la sua serie di romanzi umoristici Mondo Disco (Discworld), iniziata nel 1983 con il romanzo Il colore della magia e arrivata ormai al quarantesimo volume pubblicato in UK a ottobre, Raising Steam. I volumi, che si è soliti dividere in sottocicli, sono romanzi fantasy che parodiano tutti i cliché della letteratura fantastica: il ciclo Scuotivento è dedicato all'omonimo mago pasticcione e all'Università Invisibile; quello sulle Streghe ha per protagonista il trio Nonnina Weatherwax, Tata Ogg e Magrat Garlic, che rappresentano i tre volti della Triplice Madre (la vecchia, la madre e la vergine);
il ciclo Guardia, dai toni più giallistici, è incentrato sulle indagini della Guardia Cittadina di Ankh-Morpork; l'arco narrativo Morte presenta come protagonista la Morte personificata, che compare come cameo in praticamente tutti gli altri romanzi; Tiffany è rivolto ai più giovani e racconta le avventure di un'apprendista strega; Moist von Lipwig, il ciclo più recente - composto da soli tre romanzi - e più adulto, è dedicato alle divertenti peripezie di un truffatore. Hogfather, ventesimo romanzo ambientato nel Mondo Disco, è il quarto del sottociclo Morte. In Italia, dove i romanzi sono stati inizialmente tradotti da Salani in ordine sparso e solo di recente si è intrapresa la pubblicazione in ordine cronologico (l'ultimo romanzo tradotto, All'anima della musica!, è uscito in UK nel 1994 come sedicesimo volume del ciclo), è tuttora inedito.

IT'S THE NIGHT BEFORE HOGSWATCH AND IT'S TOO QUIET.
Where is the big jolly fat man? Why is Death creeping down chimneys and trying to say Ho Ho Ho? The darkest night of the year is getting a lot darker...
Susan the gothic governess has got to sort it out by morning, otherwise there won't be a morning. Ever again...
The 20th Discworld novel is a festive feast of darkness and Death (but with jolly robins and tinsel too).
As they say: You'd better watch out...

La Recensione

Ankh-Morpork si accinge a festeggiare Hogswatch, la notte magica in cui tutto può accadere, persino che un enorme uomo-maiale vestito di rosso arrivi nelle case a bordo di una slitta trainata da maiali, si cali giù dal camino, beva lo sherry e mangi i tortini lasciati dai bambini prima di andare a letto, per poi metter doni nelle loro calze appese se sono stati buoni.
Quando tre figure incorporee e incappucciate si presentano alla Gilda degli Assassini commissionando l'omicidio di Hogfather, il capo pensa a uno scherzo. Ma quando nelle casse compaiono milioni di dollari, non può far altro che accettare il folle incarico e affidarlo al più folle assassino della Gilda, l'inquietante Mr. Teatime, che più che al denaro promesso è interessato alla sfida che comporta l'eliminazione di un'entità che esiste solo in quanto personificazione antropomorfica.
Anche Susan Sto Lat, nipote acquisita di Morte che desidera solo una vita normale, aspetta Hogswatch dopo aver messo a letto i bambini di cui è governante. Solo che, invece di Hogfather, dal camino si cala suo nonno con un vestito rosso e una barba finta, insieme al maggiordomo Albert in abito verde e cappellino a punta: Morte ha deciso di sostituirsi a Hogfather, e Susan, temendo che il nonno sia impazzito e abbia tolto di mezzo quello vero, si ritroverà suo malgrado a indagare.
Nel frattempo, all'Università Invisibile compare lo Gnomo delle Verruche.

Terry Pratchett catapulta il lettore in una magica parodia a tema natalizio, trasformando il grasso e bonario vecchietto nel più triviale Hofather (letteralmente "Babbo Maiale"). Ma il romanzo, che trasuda geniali trovate, offre all'autore l'occasione di inoltrarsi ancora una volta nel mondo delle religioni, della fede e delle credenze popolari. L'innocuo e benevolo Hogfather non è altro che una divinità nata insieme all'uomo in tempi di sacrifici per far sorgere il sole, ed evolutasi insieme all'umanità per andare infine a ricoprire il ruolo che oggi le spetta grazie alla fede dei bambini, esattamente allo stesso modo in cui le divinità maggiori nascono, esistono e mutano in misura della fede dei loro devoti.
Il plot intreccia coralmente le vicende di diversi personaggi, tutte avvenute nel corso di un'unica, dilatata notte: mentre Mr. Teatime mette in atto il suo piano per eliminare Hogfather, obbedendo inconsapevolmente a un piano più grande e oscuro deliberato da entità superiori, i Regolatori, Morte viaggia a bordo della slitta di Hogfather per consegnare i doni ai bambini in sua vece, mantenendo così viva la loro fede. Con astuzia è riuscito a coinvolgere nella ricerca del vero Hogfather la nipote Susan, che può arrivare dove a lui, a sua volta entità super partes, non è permesso. Se il romanzo si fosse limitato a questi intrecci il risultato sarebbe stato migliore, ma - come quasi sempre - Pratchett non riesce a resistere alle sbavature, e arricchisce un romanzo già lungo e saturo di un altro sottointreccio ambientato nell'Università Invisibile, dove compaiono nuove divinità minori di cui di cui l'Arcimago Ridcully cerca di scoprire l'origine interrogando una nuova macchina pensante, l'Hex.
Geniale l'idea di affidare un romanzo a tema natalizio a uno dei personaggi più cinici usciti dalla penna di Pratchett, la giovane Susan, tra i cui principali precetti impartiti ai pargoli annovera il don't get afraid, get angry insieme alla raccomandazione di non temere i mostri sotto il letto ma di pestarli con l'attizzatoio. Per Susan, che ha tagliato i ponti con la famiglia e affronta la vita con impagabile stoicismo, gli spiriti faranno tutto in una notte. Ma niente finale buonista per Terry Pratchett, che di buonista - fortunatamente - non ha assolutamente nulla. Eppure nemmeno lui, forse, data l'occasione, è riuscito a resistere a un po' di sentimentalismo.

Sottociclo di Morte:
- Morty l'apprendista, 1991 (Mort)
- Il tristo mietitore, 2008 (Reaper Man)
- All'anima della musica!, 2013 (Soul Music)
- Hogfather, inedito in Italia
- Thief of Time, inedito in Italia
Giudizio:
+4stelle+ +emezza+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Hogfather
  • Autore: Terry Pratchett
  • Editore: Gollancz
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • ISBN-13: 9781473200135
  • Pagine: 368
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 9,99 £

27 dicembre 2013

Speciale Natale: Quel Natale nella steppa - Mario Rigoni Stern

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Mario Rigoni Stern, soldato del Corpo d'Armata diretto in Russia durante la II Guerra Mondiale, divenuto poi testimone di quella tragedia attraverso i suoi numerosi romanzi e racconti, come Il sergente nella neve, Il bosco degli Urogalli e Storia di Tönle, è prima di tutto figlio dell'altopiano di Asiago, l'amata montagna dove nasce nel 1921 e cresce in una famiglia numerosa, con altri sette tra fratelli e sorelle.
L'orizzonte delle Alpi si allarga per gli eventi storici che lo coinvolgono e, da semplice alpinista, lo trasformano in testimone diretto della tragedia della spedizione in Russia e della prigionia in un campo di concentramento nazista tra 1943 e 1945. Dal ricordo vivo e doloroso di questo calvario umano e civile Rigoni Stern trae nutrimento per alimentare la sua scrittura, tutta incentrata sull'impegno e sulla testimonianza degli orrori della Guerra e della spedizione, cui pure aveva inizialmente aderito da volontario con entusiasmo. Sempre legato a questi temi è anche l'amore viscerale per la sua montagna e i suoi boschi, la natura in generale e la sua purezza, come ricorda spesso nelle sue opere e nella raccolta di brevi articoli per la stampa e di racconti incentrati sul tema del Natale, pubblicati nel 2006, due anni prima della morte, con il titolo complessivo, ma non esauriente, di Quel Natale nella steppa.

In questi racconti, alcuni inediti in volume, la scrittura di Mario Rigoni Stern, precisa e rigorosa ma in grado di chinarsi ad ascoltare le più minute sfumature delle vicende umane, rievoca e riporta in vita un mondo che sta irrimediabilmente scomparendo.
È la forza di uno scrittore che ha trasformato la lucida testimonianza delle ultime disastrose guerre in indimenticabile lezione civile, ricostruendo le ragioni profonde dell'essere uomini e dello stare insieme.
Il Natale emerge come rappresentazione del mondo più autentico che l'autore porta con sé, custode di quei valori umani che le sue pagine cercano di conservare e tramandare, e che diventa la chiave di riferimento con cui fronteggiare gli avvenimenti del presente.

La Recensione

C'è un'analogia particolare tra questa smilza raccolta di racconti e articoli da giornale di Rigoni Stern e il classico dei classici natalizi, 'Canto di Natale' di Dickens: come nel romanzo inglese anche qui chi legge trova un confronto tra tre Natali diversi. Solo, si tratta di tre Natali molto lontani dallo spirito dickensiano, con un fondo di amarezza e di stanchezza, civile e umana.
Il primo, che dà il titolo alla raccolta, è il ricordo del Natale passato nelle steppe russe durante la campagna di guerra tra '42 e '45, compreso il periodo successivo di prigionia, e porta con sé il peso dell'esperienza attorno alla quale ruota tutto il senso della vita dello scrittore trentino.
In questi brevi racconti emerge il senso del Natale mancato per la crudeltà della guerra e la festività diventa simbolo della dimensione umana tradita e umiliata, ma non vinta, dalla durezza della prigionia nel campo di concentramento: anche in una baracca è possibile celebrare il Natale, con una zuppa rimediata con ortaggi di scarto e mezza bottiglietta di acqua di colonia da scambiare con altri prigionieri.
Nel Natale del ritorno a casa, dopo la folle danza della morte che ha sconvolto l'Europa e il mondo, e nella quale l'autore si è trovato coinvolto, c'è la grave consapevolezza di come, pur nella continuità, tutto sia cambiato, per sempre. La povertà è la stessa di prima della guerra, ma c'è in più un senso di oppressione e di solitudine di fronte alla tragedia e al dovere della testimonianza. 
Se ne rende conto quando viene in visita a cercare di scusarsi il collaborazionista che lo aveva consegnato alle truppe nazi-fasciste.
Il giudizio non è pronunciato: in una guerra civile anche il soldato delle Brigate Nere aveva, in un certo senso, una parte di ragione; eppure il senso dell'onore e della giustizia, che risponde a norme non scritte, impedisce alla vittima anche il sollievo del perdono.
Il terzo Natale è quello contemporaneo, consumista e sfavillante di luci e lusso.
Quello degli alberi di Natale è un tema legato alla modernità: la tradizione è antica, viene dal mondo pagano scandinavo, ma la sua espansione commerciale è recente, come i dibattiti sui danni ecologici causati a boschi e foreste. Il rapporto di Rigoni Stern con la montagna e il suo ambiente è quanto di più stretto si possa immaginare, non è solo un rifugio e il luogo elettivo dove vivere, è anche una madre. Così con semplicità interviene un piccolo articolo in cui spende una parola a favore degli alberi di Natale venduti dal Corpo Forestale, i proventi delle cui vendite possono servire anche al controllo delle zone boschive e al loro rinfoltimento.
Oltre a questo ci sono altre pacate riflessioni che però portano a considerazioni molto dure sul senso della celebrazione natalizia nell'era del consumismo. Il paragone con la povertà dei Natali passati e l'afflizione di quelli di guerra non deve neppure essere proposto, perché emerge da sè. Il vuoto dell'attuale abbondanza ha preso il posto della consapevolezza e del valore che la necessità sapeva attribuire alle cose. Uno spunto notevole per tempi di crisi.
Con la semplicità e la serena modestia di chi è abituato a vivere in un contesto non sempre facile, come la montagna, la raccolta termina in una breve e schietta autobiografia, quasi una sorta di autoepitaffio, personale e letterario, di rara concisione, come se l'autore in un esame di coscienza fatto verso sera - il testo è del 2003, pochi anni prima della sua morte - volesse ricordare a se stesso, in forma di bilancio asettico, i punti essenziali della propria vita.
Infine un particolare interessante: il primo pezzo di giornale è tratto da un inserto di consigli librari natalizi, e il titolo che Rigoni Stern suggerisce è il capostipite del genere: il Vangelo di San Luca, quello della Natività.

Giudizio:
+3stelle+ (e mezzo)

Articolo di Polyfilo

Dettagli del libro
  • Titolo: Quel Natale nella steppa
  • Autore: Mario Rigoni Stern
  • Editore: Interlinea Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2006
  • Collana: Nativitas
  • ISBN-13: 9788882125820
  • Pagine: 81
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 8,00

21 dicembre 2013

Speciale Natale: Rover salva il Natale - Roddy Doyle

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Roddy Doyle è uno scrittore e sceneggiatore nato a Dublino nel 1958. Laureato in lettere all'University College Dublin (UCD), prima di iniziare la sua carriera nel mondo della letteratura ha lavorato anche come insegnante. Le sue opere sono ambientate per lo più in Irlanda e hanno per protagonisti la gente della classe operaia di Dublino. Famoso per l'uso continuo dello slang e del dialetto irlandese nei suoi dialoghi, ha vinto il Man Booker Prize nel 1993 con Paddy Clarke ah ah ah!, edito in Italia da Guanda nel 1994. 
Tra i premi che ha ricevuto ci sono anche un premio BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) nel 1991 per The Commitments (in italiano I Commitments, edito da Guanda nel 1998) e sempre nel 1991 un altro Man Booker Prize con The Van (in italiano Due sulla Strada, edito da Guanda nel 1996). In italiano sono state  stati pubblicati tra gli altri: La donna che sbatteva nelle porte (in inglese The Woman Who Walked into Doors, del 1996, edito da Guanda nel 1997) dal quale in Italia è stato tratto un monologo teatrale con protagonista Marina Massironi, Irlandese al 57% (in inglese The Deportees del 2007, edito da Guanda nel 2009), Una stella di nome Henry (in inglese A Star Called Henry del 1999, edito da Guanda nel 2000), Bullfighting ( del 2011, edito da Guanda nel 2013) e i libri per bambini Il trattamento Ridarelli (in inglese The Giggler Treatment del 2000 del edito da Salani nel 2001), Le avventure nel frattempo (in inglese The Meanwhile Adventures del 2004 edito da Salani nel 2005), il titolo recensito e Tutta sua madre (in inglese Her Mother's Face del 2008, edito da Salani nel 2013). Ateo convinto, ha aperto a Dublino un centro di scrittura creativa chiamato "Fighting Words".

I bambini la sera non vogliono mai andare a letto. Tranne il 24 dicembre. Ma non sanno che Babbo Natale è davvero nei guai e che i loro regali sono seriamente in pericolo. Rudolph, la renna più forte e più veloce, che sa orientarsi a occhi chiusi tra le stelle, la renna più esperta negli atterraggi sui tetti, la renna che canta volando da un paese all’altro, è in sciopero. Babbo Natale sa che c’è solo un animale in grado di sostituire Rudolph: un cane di nome Rover! Riuscirà l’astuto elfo inviato da Babbo Natale a convincere il cane più furbo del mondo – quello che vendeva la cacca ai Ridarelli - a lavorare gratis per una notte intera?Un volo a perdifiato intorno al globo terrestre, una corsa contro il tempo, tra demenziali intervalli pubblicitari, capitoli capricciosi, lucertole in amore, e imprevisti esotici di ogni genere… È una notte speciale: stavolta anche i bambini possono viaggiare con Babbo Natale, e dal cielo cade zucchero invece che neve. Una notte magica e piena di risate, che solo il genio di Roddy Doyle poteva creare.

La Recensione

Rover salva il Natale è il secondo libro di una trilogia che comprende anche Il Trattamento Ridarelli e Le Avventure nel Frattempo. Sul mercato è possibile trovare le tre opere accorpate, ma, nonostante questo, la storia di Rover si legge benissimo senza bisogno di conoscere le vicissitudini descritte negli altri due. Riassumo velocemente: scaltro cane irlandese Rover deve sostituire la renna Rudolph - la migliore di quelle che Babbo Natale usa per trainare la sua slitta - la notte in cui i bambini di tutto il mondo aspettano trepidanti i propri regali. Ce la farà? Aiutato da Jimmy e Robby Mack - due discoli di Dublino -, le piccolissime Kayla Mack e la sua amica Victoria, e due lucertole che cambiano il nome a seconda della temperatura, Rover ce la metterà tutta per far sì che i giocattoli siano consegnati  prima che il sole sorga. Roddy Doyle confeziona con sagacia una storia sul Natale che lascia di buonumore sia il grande che il piccino. Ovvio che a divertirsi di più nel leggere come si dice “cacca” in finlandese – tanto per fare un esempio - sia il preadolescente a cui l’autore si rivolge, ma anche l’adulto potrà passare un’ora col sorriso sulle labbra leggendo delle avventure di un improbabile ed eterogeneo gruppo alle prese con la festività più frenetica e gioiosa dell’anno. Così Rover e i suoi amici, interrotti ogni tanto da capitoli che invecchiano e pubblicità di dentifrici “miracolosi”, vengono affrontati da uccelli con il mitra nei cieli dell’Australia e aiutano la piccola Victoria a lasciare un regalo ai nonni che vivono in Nigeria in una casa con scritto sul tetto “Tina abita qui” a causa di un incidente combinato dalla madre quando era bambina. Rover salva il Natale fila liscio fino ai vari finali “proposti” dall’autore in uno stato di divertente e irriverente anarchia. In più, i disegni semplici ma molto belli di Brian Ajhar rendono ulteriormente il clima gioioso che si respira dalla prima all’ultima pagina.
In conclusione, Rover salva il Natale andrebbe letto la sera della vigilia di Natale davanti al caminetto in attesa che un pingue vecchietto vestito di un improbabile rosso acceso scenda giù dal camino. Se abitate a Dublino la magia raddoppia, ma se non vivete nella capitale irlandese e non avete un camino in casa, beh, leggetelo ugualmente, anche solo per passare un’ora di buonumore.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Daniele

Dettagli del libro
  • Titolo: Rover salva il Natale
  • Titolo originale: Rover Saves Christmas
  • Autore: Roddy Doyle, Brian Ajhar (disegni)
  • Traduttore: Giuliana Zeuli
  • Editore: Salani Editore
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788884511843
  • Pagine: 152
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 10,00 

17 dicembre 2013

Speciale Natale: Regalo di Natale - De Giovanni, Giménez-Bartlett, James, Malvaldi, Manzini, Recami

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Alicia Gimenez-Bartlett (Almansa, 10 giugno 1951): Laureata in letteratura e filologia moderna all'Università di Valencia e conseguito il dottorato a Barcellona, ha insegnato per tredici anni letteratura spagnola. Dopo il successo dei suoi libri che hanno vinto in patria numerosi premi (fra l'altro nel 1997 ha vinto il Premio Femenino Lumen quale migliore scrittrice spagnola), si è dedicata interamente alla scrittura. In Italia è conosciuta prevalentemente per la serie di romanzi polizieschi che vedono come protagonista l'ispettrice di polizia Petra Delicado e il viceispettore Fermin Garzon. Maurizio De Giovanni (Napoli, 1958): Noto per una serie di romanzi gialli ambientati a Napoli negli anni '30, avente come protagonista il commissario Ricciardi, dotato del potere di percepire gli ultimi pensieri fatti dalle persone prima di morire. De Giovanni ha vinto numerosi premi fra cui nel 2010 come migliore autore italiano. Nel 2012 gli attori Scamarcio e Golino hanno acquistato i diritti del romanzo Per mano mia per farne una serie televisiva a cui collaborerà lo stesso De Giovanni. Francesco Recami (Firenze, 1956): La sua carriera di scrittore inizia con la redazione di testi divulgativi e guide di montagna per poi passare alla letteratura per ragazzi. Esordisce nella letteratura per adulti con il libro L'errore di Platini edito da Sellerio e i suoi maggiori successi li ha pubblicati appunto con la casa editrice siciliana. Antonio Manzini (Roma, 1964): Attore e sceneggiatore romano (allievo di Camilleri all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica), ha esordito nella narrativa con il racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini. Il primo romanzo, Sangue marcio, è stato pubblicato da Fazi. Segue La giostra dei criceti con Einaudi e Pista nera con Sellerio. Con quest'ultimo editore ha pubblicato diversi racconti. Bill James (Cardiff, 15 agosto 1928), pseudonimo di Allan James Tucker: Ha lavorato inizialmente per varie testate giornalistiche e ha usato diversi pseudonimi. E' famoso per aver scritto la serie di polizieschi che hanno come protagonisti i poliziotti Colin Harpur e Desmond Iles, e che annovera 28 romanzi e svariati racconti. Marco Malvaldi (Pisa, 1974): Laureato in chimica all'Università di Pisa, ha esordito nella narrativa nel 2007 con il giallo La briscola in cinque con la casa editrice Sellerio. Gli stessi personaggi della serie BarLume, da cui è nato il successo di Malvaldi, compaiono in altri tre romanzi. Sempre con la Sellerio sono stati pubblicati altri due gialli e numerosi racconti.

 
   

Il famoso ultimo momento è il tempo giusto per i regali di Natale. Lo sanno anche gli eroi dei gialli pubblicati dalla casa editrice Sellerio, noti ai nostri lettori per averli già incontrati nei romanzi. Costoro, però, siano (a seconda dei loro autori) poliziotti professionisti o investigatori capitati per avventura, per senso di giustizia o per carattere intrigante, incappano nell’ultima indagine festiva, proprio mentre sono in corsa per gli acquisti dei regali. Le complicazioni, le considerazioni amare e gli umori neri insiti nella vistosa contraddizione esistenziale: caccia al criminale/caccia al regalo, finiscono con l’accentuare, stilizzare, potenziare ancor di più i tratti caratteriali che li hanno resi più familiari ai lettori che li amano.
In questa raccolta, affrontano l’indagine del regalo di Natale gli investigatori: Petra Delicado e il vice Fermín Garzón (autrice: Alicia Giménez-Bartlett); Gelsomina Settembre, assistente sociale (che Maurizio de Giovanni ha appositamente immaginato per questa antologia); la Casa di Ringhiera (il caso e la necessità in versione mistero guidati da Francesco Recami); Rocco Schiavone (sempre più arruffato da Antonio Manzini); Harpur e Isles (la coppia angeli-demoni del gallese Bill James); e i vecchietti del BarLume (gli artisti del pettegolezzo investigativo inventati da Marco Malvaldi).

La Recensione

Sei racconti di altrettanti autori, quattro dei quali italiani, un ventaglio di scrittori abbastanza ampio da soddisfare il gusto della maggior parte dei lettori. Premetto che sono tutti racconti piacevoli ma, personalmente, l’umorismo che mi è più congeniale è quello di Francesco Recami con i suoi personaggi  della "casa di ringhiera", mentre mi è ostico quello del gallese Bill James. Volendo stilare una personale scala di preferenze, dopo Recami, metterei al secondo posto Marco Malvaldi con i simpatici vecchietti del BarLume specializzati nel pettegolezzo investigativo, e al terzo posto Alicia Giménez-Bartlett con l'investigatrice Petra Delicado. Inserirei il racconto di Maurizio De Giovanni al quarto posto, Antonio Manzini al quinto e all'ultimo, naturalmente, Bill James. 
Dei sei, il racconto più intonato alla ricorrenza del Natale e in particolare alla ricerca dei regali è proprio quello di Recami, dal titolo Scambio di regali nella casa di ringhiera. Nel racconto la signora Angela sta preparando il pranzo di Natale, quando una vicina di casa la prega di accompagnarla a fare un'operazione in banca. Pensando di poter tornare in tempo, lascia in forno l’arrosto, dato che deve cuocere lentamente per almeno un’ora. Purtroppo, mentre sta facendo la fila davanti alla cassa in attesa del proprio turno, viene bloccata nell'istituto di credito da un esilarante rapinatore solitario e questo le impedisce di arrivare a casa prima che l’arrosto bruci. Intanto il forno si surriscalda mandando in cortocircuito l'intero impianto elettrico, il che impedirà una morte accidentale, a conferma del proverbio che non tutto il male viene per nuocere, anche se nessuno, tranne l'interessato, conoscerà le circostanze che potevano portare alla tragedia
A questo proposito farei una distinzione tra il giallo umoristico e quello deduttivo o classico. In quest’ultimo non c’è –o non ci dovrebbe essere- spazio al caso; il colpevole verrà determinato a seguito di un ragionamento o un’intuizione che si basa sulla logica.  Nel giallo umoristico, invece, è proprio il caso che gioca il ruolo maggiore e determina l’effetto esilarante. Pertanto mi pare di poter affermare che, pur essendo filoni dello stesso genere, le regole sono diverse.
Nel racconto di Malvaldi, invece, è arrivato un nuovo commissario di polizia che, non conoscendo l'ambiente, chiede l’aiuto dei pettegoli vecchietti che bazzicano al Bar Lume per avere notizie dei clienti di una farmacia il cui titolare, assassinato, non si occupava solamente della vendita di medicinali, ma spaziava la propria attività anche nel campo dello strozzinaggio. Ecco quindi moltiplicarsi le persone che potevano avere un movente ad ucciderlo.

In quello della Giménez-Bartlett, alla cena di Natale degli agenti investigativi, si festeggiano anche i quarant’anni di lavoro di Fermin Garzon, il vice di Petra Delicado. A lui viene regalato uno smartphone di ultima generazione. Incredibilmente Garzon trova scritto sul display del  nuovo cellulare un messaggio che invita a fare attenzione a una certa principessa Umberta di origine italiana che, infatti, di lì a poco, rimarrà uccisa.
Nel racconto di De Giovanni troviamo come protagonista Gelsomina Settembre, assistente sociale, la cui vita è disturbata da un seno eccessivamente prosperoso e una madre petulante che continua ripeterle, testualmente, che, per trovare un uomo che la mantenga, deve imparare a essere zoccola.
Il protagonista della storia di Manzini è l'usuale e discutibile poliziotto corrotto, Rocco Schiavone, mentre in quella di James ritroviamo la coppia angeli-demoni Harpur & Isles.
In ogni caso una bella raccolta di racconti, delle piccole perle da assaporare una per una e che riescono a mettere il lettore di buonumore, cosa indispensabile nel periodo natalizio. Da consigliare ad amici e parenti, anche quelli che hanno poco tempo da dedicare alla lettura.

Giudizio:
+4stelle+

Articolo di Antonio

Dettagli del libro
  • Titolo: Regalo di Natale
  • Autore: Vari
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: La memoria
  • ISBN-13: 9788838931215
  • Pagine: 308
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

Speciale Natale: Tutta colpa dell'angelo - Christopher Moore

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Christopher Moore è nato a Toledo, in Ohio, nel 1957. Viene considerato uno scrittore di comic fantasy, ovvero di narrativa fantastica parodica. Dichiara di rifarsi a John Steinbeck, Kurt Vonnegut e Douglas Adams, ma il suo stile, il suo umorismo e lo sfondo fantastico fanno pensare più a un Terry Pratchett in salsa americana. Buona parte dei suoi romanzi sono stati opzionati per il cinema, ma nessuno di essi è mai arrivato sul grande schermo. Il suo primo romanzo, La commedia degli orrori (recentemente ripubblicato come Demoni. Istruzioni per l'uso da Longanesi) è stato scelto dalla Disney prima ancora che venisse pubblicato, ma fu solo il primo di una lunga serie di accordi finiti nel vuoto.
Tra i più famosi lavori ricordiamo Il Vangelo secondo Biff, narrazione umoristica della vita di Gesù, e Fool, riscrittura parodica del Re Lear shakespeariano. Altri romanzi compongono il ciclo di Pine Cove, fittizia cittadina statunitense che fa da sfondo a vicende con personaggi che si scambiano da un romanzo all'altro.

Siamo in un piccolo villaggio californiano e Lena ruba un pino dal terreno del suo ex marito per farlo diventare un albero di Natale. Ma quando l'ex marito la sorprende, vestito da Babbo Natale e ubriaco, lei accidentalmente lo uccide. La questione si complica perché un ragazzino, che assiste all'"omicidio di Babbo Natale", esprime il desiderio di riportarlo in vita per non rinunciare ai doni. E il peggio viene quando l'angelo incaricato di realizzare il desiderio resuscita per sbaglio non solo Babbo Natale, ma anche tutti i morti del cimitero, ormai zombie... Una fiaba cattivella per chi si dichiara allergico al Natale.


La Recensione

Una cittadina statunitense da cartolina, aria di Natale, coppie in crisi che litigano davanti il supermercato, bambini capricciosi, e uno stupido Angelo che prende un po' troppo alla lettera il desiderio di un ragazzino... Idea carina per un romanzo, risultato però decisamente disastroso.
Leggendo questa "allegra favola di Natale" ho pensato a Terry Pratchett e Neil Gaiman, con quel loro celebre Good Omens che prende in giro l'Apocalisse e i relativi film horror, ma anche alla gioventù cannibale del primo Ammaniti (la raccolta Fango, ma soprattutto Il libro italiano dei morti, romanzo a puntate pubblicato sulla rivista Rolling Stones). E poi Vonnegut, Bradbury (specialmente quello horror), King... la lista è tanto più lunga quanto più basso il giudizio di Christopher Moore, che scompare se confrontato con parecchi, parecchi altri scrittori di narrativa umoristica e non solo.
Il problema non è tanto la scarsa originalità (un angelo sceso a Natale e una invasione di zombie? Nemmeno nei Simpsons...), ma una scrittura che appare povera in molti dei suoi elementi costituenti: trama debole, becero umorismo, scarso ritmo, personaggi insignificanti. Per due terzi del romanzo non accade niente: si ha solo una sequela di sketch che fanno ridere poco e nulla, tutta l'azione ha luogo nelle ultime cinquanta pagine. Lo spirito fortemente statunitense può essere un ostacolo alla lettura, soprattutto per chi, come il sottoscritto, preferisce il raffinato humour britannico alla commediola yankee. Il rischio è di proseguire nella lettura cercando di ignorare scenette pseudocomiche e battute che non fanno ridere, alla ricerca di una trama fantastica che però è esile ed evanescente, priva di sostanza. Dovrebbe far sorridere chi detesta il buonismo da supermercato del Natale, ma scatena l'effetto opposto.
Che pochezza, che tristezza. Un romanzo che si lascia riassumere in una scontenta frase: gente che litiga in un parcheggio, aiuto, gli zombie!, e Felice Anno Nuovo, Oh oh oh!

Giudizio:
+2stelle+ 

Articolo di Tancredi

Dettagli del libro
  • Titolo: Tutta colpa dell'angelo
  • Titolo originale: The Stupidest Angel
  • Autore: Christopher Moore
  • Traduttore: G. Balducci
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Parole
  • ISBN-13: 9788820039592
  • Pagine: 237
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 12,50 Euro

12 dicembre 2013

Speciale Natale: Fuga dal Natale - John Grisham

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Secondo di cinque fratelli, John Grisham è nato nel 1955 a Jonesboro, in Arkansas, in una modesta famiglia del sud (suo padre ha lavorato come operaio edile e coltivatore del cotone). Nel 1983 viene eletto per i Democratici alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi, dove resta fino al 1990, pur continuando a esercitare la sua professione di avvocato. Nel suo tempo libero Grisham comincia a lavorare al suo primo romanzo, Il momento di uccidere, che sarà pubblicato nel 1988. A questo ne seguono molti altri (Il rapporto Pelican, Il cliente, L'uomo della pioggia, Il partner, ...), al punto che la rivista statunitense Publishers Weekly lo ha dichiarato "lo scrittore maggiormente venduto degli anni Novanta", con un totale di più di 60 milioni di copie.
I suoi romanzi, definiti gialli giudiziari, attingono a piene mani dalla sua esperienza di avvocato e sono stati oggetto di numerose versioni cinematografiche.

Si avvicina il Natale, e con esso tutto ciò che comporta: una bella festa, certo, forse la più bella di tutto l'anno, ma nel mondo consumista è anche sinonimo di grosse spese per acquistare i regali, gli addobbi, le beneficenze e imbandire le tavole delle famiglie.
L'anno precedente, per questo, la famiglia Krank ha subito un esborso di 6100 dollari. Quest'anno però la figlia Blair, neolaureata, parte per una missione umanitaria in Perù, quindi senza di lei festeggiare il Natale perde di significato. Il signor Luther Krank allora decide di investire più o meno la somma spesa l'anno precedente per una crociera ai Caraibi. Questo significa niente addobbi, niente festa con tutti i vicini, niente beneficenza, niente tacchino, niente regali, niente pupazzo Frosty sul tetto.
L'impresa però non è facile: il Natale è una festa troppo invadente, spinta soprattutto dal consumismo e dall'ipocrisia della gente, con i suoi falsi moralismi.

La Recensione

Per una volta, Grisham smette i panni del serioso avvocato e si lascia andare a una commedia leggera e senza pretese: non aspettatevi personaggi di spessore come quelli cui ci ha abituato, conflitti profondi e tensioni insostenibili. Soprattutto non aspettatevi troppa credibilità. Consiglio di prendere questa "Fuga dal Natale" come una pausa tra una lettura seria e l'altra, un gioco tra amici con un pizzico di buonismo tutto americano, che, essendo Natale, proprio non può mancare.
Luther Krank, contabile di mezza età, ha appena lasciato la figlia unica all'aeroporto, in partenza per il Perù dove presterà servizio con i caschi bianchi; per ingannare la malinconia che sembra avvolgere casa, si rifugia con i suoi conti, ma poco ci manca che non resti secco. Calcolatrice alla mano, scopre che l'anno precedente, per le festività natalizie, in famiglia sono stati spesi più di seimila dollari, per lo più per futilità. Quando si dice il caso, nello stesso stabile in cui lavora c'è un'agenzia viaggi che gli propone un'offerta cui non si può dire di no: una crociera nei Caraibi che permetterebbe a lui e alla moglie di andare a quel paese lasciando lo stress del periodo natalizio agli altri.
Tutta la prima parte del romanzo è giocata sulla serie di "no" che i coniugi Krank si trovano a rivolgere alle consuetudini - con Luther duro e puro e Nora che invece deve raccogliere anche le forze che non ha per non cedere nemmeno al minimo compromesso. Niente Natale significa niente albero, né decorazioni, né biglietti di auguri, né cene, né party. Significa anche sentirsi trattati alla stregua di chi ha perso il senno in maniera irrecuperabile.
La seconda parte è un ansioso conto alla rovescia al giorno X, con tutti gli imprevisti del caso da schivare e soprattutto i vicini ficcanaso da tenere a bada. Non mancano le gag divertenti, anche se qualcuna tende allo stucchevole.
Come già accennato, i personaggi non spiccano per il loro spessore, giocando in un caleidoscopio di "tipi" da quartiere della medio-borghesia americana, con le loro fissazioni, consuetudini e regole non scritte. I protagonisti risultano anche un po' antipatici, Luther così fissato con il risparmio e Nora senza un briciolo di carattere: alla fine tutti troveranno il modo di riscattarsi, per un lieto fine che, a Natale, non poteva non mancare.
Una postilla: dal romanzo è stato tratto l'omonimo film con Tim Allen e Jamie Lee Curtis, che la scrivente non ha visto ma si propone di noleggiare quanto prima.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Fuga dal Natale
  • Titolo originale: Skipping Christmas
  • Autore: John Grisham
  • Traduttore: Tullio Dobner
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Oscar Bestsellers
  • ISBN-13: 978-88-04-53679-6
  • Pagine: 153
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,50 Euro

07 dicembre 2013

Speciale Natale: Il Natale di Poirot - Agatha Christie

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Agatha Mary Clarissa Miller, più nota come Agatha Christie, nata a Torquay nel 1890 e morta a Wallingford nel 1976, fu forse la più celebre giallista oggi nota.
Dei suoi più di 80 romanzi gialli, tradotti in 44 lingue e venduti in più di due miliardi di copie, 38 hanno per protagonista l'immaginario detective belga Hercule Poirot. Il Natale di Poirot è il diciassettesimo volume in cui l'investigatore compare.

A Natale, secondo la tradizione, le famiglie che sono state separate tutto l'anno, dopo aver messo da parte ogni contrasto, si riuniscono per festeggiare. Tutto questo, però, a volte ha solo lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. Come fa notare un acuto osservatore del carattere umano come Poirot: "A Natale c'è molta ipocrisia... e lo sforzo per essere amabili crea un malessere che può essere in definitiva pericoloso." Quasi a dimostrare la validità di questa riflessione la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé tutti i figli e i nipoti, anche quelli che un tempo si erano ribellati a lui e lo avevano abbandonato, si trasforma ben presto in dramma. A farne le spese è proprio il vecchio patriarca, misteriosamente assassinato alla vigilia di Natale in una stanza chiusa dall'interno. Ma è possibile che l'assassino sia proprio un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti avevano un motivo per volere la sua morte. Un caso complicato, ma nessun criminale può sperare di ingannare il grande Poirot. Scritto nel 1939, l'epoca d'oro del giallo classico, "Il Natale di Poirot", è un romanzo di grande suggestione nel quale la Christie ha utilizzato, con eccezionale bravura, tutti gli elementi più tipici della sua narrativa.

La Recensione

A Natale siamo tutti più buoni, si dice. Questo non è vero per Simon Lee, dispotico vegliardo che dal letto in cui è costretto dall'artrosi si diverte a tiranneggiare figli e nuore tirando a suo piacimento i cordoni della ricchissima borsa, una fortuna accumulata in gioventù in Sudadfrica. Simon approfitta del Natale per radunare attorno a sé i tre figli maggiori - Alfred, George, David - insieme alle consorti, ma anche Harry, diseredato da anni, e Pilar, che la defunta figlia Jennifer ha avuto con uno scapestrato spagnolo. Solo che negli intenti del vecchio Simon non c'è precisamente una calda riunione familiare intorno a una tavola imbandita, bensì il divertente spettacolo dei parenti (pervenuti nella speranza che quel Natale sia l'ultimo dell'odioso vecchio) che si azzannano alla gola l'un con l'altro per accaparrarsi una fetta dell'eredità. E quando Simon viene trovato ucciso nella sua camera, c'è solo l'imbarazzo della scelta tra tutti coloro che avevano una buona ragione per farlo fuori.

Il pittoresco Hercule Poirot entra in scena solo a un terzo del romanzo, proprio nell'atto di declamare al capo della polizia Johnson le profetiche parole "a Natale c'è molta ipocrisia... e lo sforzo per essere amabili crea un malessere che può essere in definitiva pericoloso". E, difatti, subito dopo suona il telefono che annuncia l'omicidio del facoltoso Simon Lee. Insieme a Johnson e all'ufficiale di polizia Sugden, Poirot si precipita a casa Lee per trovare l'ennesimo delitto della stanza chiusa: Simon decisamente non si è suicidato, eppure le finestre sono chiuse ermeticamente e i parenti, accorsi al suo grido, hanno dovuto abbattere la porta.
Lo schema delle indagini è quello classico cui le avventure di Poirot ci hanno abituato: il detective interroga separatamente i sospettati, svela le menzogne che sono state raccontate, indaga e infine annuncia pubblicamente di aver individuato il colpevole, che verrà svelato al termine della ricostruzione dei fatti. Ben poco si può dire in più della trama del romanzo senza inevitabilmente rovinare le sorprese che ha in serbo: Agatha Christie propone al lettore un enigma apparentemente insolubile e una risoluzione forse un po' troppo deus ex machina, ma proprio per questo inaspettata.
C'è molto poco, in realtà, dell'atmosfera natalizia. Ma è un classico immancabile nella libreria di qualsiasi appassionato di gialli che si rispetti, sempre che si prenda atto di ciò che vi si troverà: zero psicologia dei personaggi, zero brivido, e tanta - semplice ma ingegnosa - trama.

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Il Natale di Poirot
  • Titolo originale: Hercule Poirot's Christmas
  • Autore: Agatha Christie
  • Traduttore: Enrico Piceni
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2003
  • Collana: Oscar Scrittori Moderni
  • ISBN-13: 9788804510109
  • Pagine: 185
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,00 Euro

01 dicembre 2013

Dicembre: Speciale Natale

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Per alcuni è la ricorrenza religiosa principale, quella che spinge i più impegnati e tergiversanti cattolici entro le mura della chiesa preferita almeno per un'ora all'anno. Per altri è un'occasione in più per ricordare come i cristiani si siano impadroniti delle festività pagane (solstizio d'inverno, saturnali, nascita di Mitra: scegliete voi). Gli universitari lo temono perché alle soglie della sessione d'esami invernale. I misantropi lo odiano e invadono le bacheche Facebook di invettive per i quindici giorni precedenti e successivi alla festività vera e propria, che passeranno sul divano con il gatto. I giovani si rallegrano per la lunga pausa tra le lezioni e contemporaneamente tremano al pensiero di essere sequestrati dai genitori per infinite e tediose riunioni familiari. I bambini lo amano e lo aspettano per mesi. I più, consumatori incalliti, gaudenti, per buona parte indifferenti alle implicazioni religiose e ormai ignifughi alle chiacchiere dei parenti più noiosi, ne approfitteranno per scambiarsi doni e sollazzarsi a tavola. Quelli che non dovranno cucinare e poi pulire, ovviamente. 
Dopo un mese impegnativo come quello dedicato al Nobel, anche noi ci rilassiamo un po' e scegliamo come tema di dicembre Natale. La letteratura internazionale, passata e presente, è ben ricca di romanzi a tema natalizio, il cui più famoso esponente è senza dubbio il Canto di Natale di Charles Dickens, successivamente ripreso e parodiato in ogni modo possibile. Sperando di offrirvi sempre nuovi spunti di lettura, nel corso del mese recensiremo romanzi classici, moderni, dissacranti, misteriosi, divertenti, tutti ambientati a o incentrati sul Natale. E non perdetevi, come ogni anno, i nostri consigli e sconsigli natalizi per i vostri parenti o amici, che pubblicheremo un po' più in là.
Approfitto di quest'occasione per augurarvi in anticipo buone feste da parte di tutto lo staff della Stamberga, che siate credenti o atei, misantropi o gaudenti.

Sakura87

 

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