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11 gennaio 2012

Harvey - Mary Chase

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I Contenuti

Harvey, il grande e magico coniglio che solo l'amabile Elwood riesce a vedere, è il protagonista di una delle commedie di maggior successo di Broadway portata sul grande schermo da Henry Koster con l'indimenticabile film interpretato da James Stewart.
Una meravigliosa favola moderna divenuta un vero classico che continua a incantare grandi e piccini. Ora finalmente pubblicata in Italia.

La Recensione

“Harvey” di Mary Chase è la sceneggiatura per una commedia teatrale in tre atti del 1944. Praticamente sconosciuta in Italia, quest’opera ha permesso alla sua autrice di vincere il premio Pulitzer per il teatro nel 1945. Nel 1950 fu poi adattata per il grande schermo, con protagonisti attori del calibro di James Stewart e Josephine Hull, entrambi vincitori dell’Oscar. La storia è incentrata sulle vicende di Elwood P. Dowd, eccentrico personaggio benvoluto da tutti per i suoi modi da galantuomo di altri tempi. Elwood vive con la sorella Veta e la nipote Myrtle Mae in una grande casa da sempre proprietà della famiglia. Veta è un personaggio arrivista che cerca in tutti i modi di guadagnare spazio nell’alta società. I suoi tentativi vengono però vanificati dal fratello e dal suo amico Harvey, un coniglio invisibile alto un metro e ottanta che viene presentato da Elwood ogni volta che ci sono ospiti in casa, con il risultato di passare per matto gettando discredito anche sulla sorella. Esasperata, quest’ultima decide di farlo internare nella casa di cura gestita dal dottor Chumley.
Questo è l’inizio della trama, intessuta di una buona dose di ironici equivoci e una spolverata di psicologia. Il vero protagonista è Harvey, l’enorme coniglio invisibile che viene definito Pooka, una sorta di spirito delle leggende celtiche, da Elwood, ma che nessuno riesce a vedere. Qui c’è la novità della commedia: il protagonista principale non ha battute e non esiste se non nei gesti e nei discorsi degli altri personaggi. Gli equivoci sui quali si basa la commedia sono principalmente dovuti alla naturalezza con cui Elwood presenta il suo “amico immaginario” e all’esaurimento della sorella Veta che non riesce a comprendere come sia possibile che il fratello sia diventato improvvisamente “pazzo”, gettando la vergogna sulla famiglia. Anche nel secondo atto, quando la scena si sposta dalla casa dei Dowd alla casa di cura, tempio del razionalismo, Harvey porterà scompiglio, fino ad un finale inaspettato ma azzeccato nel terzo atto.
Premetto che questa è la mia prima esperienza di lettura di una commedia teatrale. Devo però dire che, proprio per la sua natura, l’opera non riesce a vivere nella sua interezza nella carta stampata. Per giudicare completamente il lavoro di Mary Chase è quindi consigliabile vederlo a teatro o nel film del 1950. Quello che giudicherò qui è la qualità dell’opera stampata, che è sopra la media, nonostante l’edizione avrebbe potuto essere più ricca e curata. Infatti qualche nota sull’autrice o una premessa sull’opera avrebbe aiutato il lettore a capire meglio l’opera, semisconosciuta in Italia. Letta adesso “Harvey” risulta una commedia sì ben scritta e con delle buone battute, ma anche datata, e richiede a chi legge uno sforzo per immedesimarsi nel contesto culturale americano degli anni ’40. Anche in questo caso una presentazione avrebbe aiutato.
In conclusione, “Harvey” è una lettura piacevole, che potrà occupare un’oretta del lettore con dialoghi molto buoni e situazioni divertenti. Fatto è che richiede al lettore anche uno sforzo aggiuntivo per immedesimarsi nel contesto, cosa che un’edizione più ricca di contenuti avrebbe aiutato. Purtroppo è un’opera valida che rischia di finire nel dimenticatoio anche a causa di un prezzo non proprio popolare. 

Giudizio:
+3stelle+

Articolo di Daniele

Dettagli del libro
  • Titolo: Harvey
  • Titolo originale: Harvey
  • Autore: Mary Chase
  • Traduttore: Sergio Jacquier
  • Editore: Tre Editori
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN-13: 9788886755634
  • Pagine: 161
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,00 Euro

17 novembre 2011

Dal libro all'... anime: Romeo x Juliet

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Oggi, per la terza volta, l'articolo tratterà di anime. Ma, se Gankutsuou si rivela un prodotto d'alto livello e Aoi Bungaku, oltre al suo valore in sé, ha il preciso intento di invogliare alla lettura dei classici nipponici, Romeo x Juliet non ha davvero alcuna pretesa artistica.
E' risaputo come non manchino opere derivate dal Romeo e Giulietta di Shakespeare, probabilmente il paradigma di tragedia d'amore più abusato nella storia della letteratura. L'opera derivata che vi presento oggi è un gradevole remake in chiave fantastico-fantascientifica dell'arcinota tragedia shakespeariana, tra i cui personaggi figura persino una parodia dello stesso autore.





La vicenda è ambientata su Neo Verona, un continente fluttuante giustamente retto dalla dinastia Capuleti. Gli scenari sono vagamente rinascimentali, ma trasfigurati in un'ambientazione fantastica.
Una notte, in un cruento colpo di stato, i Montecchi usurpano il potere massacrando l'intera famiglia regnante. Un vassallo, Corrado, riesce tuttavia a
trarre in salvo la piccola Giulietta Fiammata Astro Capuleti, di due anni.
Quattordici anni dopo, Giulietta è Odin: senza conoscerne la motivazione, è costretta a nascondere la sua identità sotto abiti maschili (noto topos shakespeariano, d'altronde); la sua innata sete di giustizia la porta a un doppio travestimento, in quanto Odin, a sua volta, assume sovente i panni del Turbine Rosso, lo spadaccino che difende i deboli di Neo Verona dalle oppressioni del tirannico granduca Leonte Montecchi. Insieme a un esiguo gruppo di fedeli alla causa dei Capuleti, Giulietta vive sotto il tetto e la protezione della nobile casata degli Shakespeare, il cui erede, il drammaturgo
William Shakespeare
William, ne diventa amico e confidente.
In una delle sue rocambolesche fughe, Odin incontra un giovane nobile che la aiuta a fuggire dai Carabinieri, e che diventa oggetto dei suoi pensieri. A causa di un malinteso, Giulietta, in vesti femminili, la stessa sera viene condotta dall’accompagnatore di una delle attrici di William a una festa nobiliare, dove rincontra il giovane venuto in suo soccorso. Costui altri non è se non Romeo Candore Montecchi, figlio del Granduca; e a Romeo non resta indifferente la bellissima ragazza seduta presso la fontana con un iris in mano, senonché la sera stessa il padre comunica a lui e a tutti i presenti che è stato promesso a una nobildonna, Ermione.
Proprio il giorno successivo, Giulietta compie sedici anni, e i suoi protettori le rivelano finalmente la sua vera identità: davanti alla tomba di famiglia, i vassalli rimasti fedeli giurano lealtà all'ultima erede, cui viene consegnata la spada con l'emblema dei Capuleti.


La trama è focalizzata su tre direttrici principali: la prima è chiaramente sentimentale, il conflitto famiglia/amore che impedisce ai due giovani amanti di stare insieme; la seconda è avventurosa, il rovesciamento della tirannia del Granduca Montecchi per opera di Giulietta, sia nei panni dell'ultima Capuleti che in quelli del Turbine Rosso; la terza, meno sviluppata, è fantastica, e si ricollega all'ambientazione: nei sotterranei del palazzo reale, custodito da una misteriosa donna di nome Ofelia, si cela un albero magico, l'Escalus (il nome, naturalmente, è ispirato al Principe di Verona della tragedia shakespeariana), supporto vitale dell'intero continente.
Mi piacerebbe poter dire che il livello dell'anime resta costante per tutti i suoi ventiquattro episodi, ma non è così: in seguito a un ottimo inizio, che lascia presagire uno sviluppo della trama privo di sbavature, l'anime divaga per diversi episodi (che in proporzione al numero totale non sono pochi) nel momento in cui Romeo e Giulietta tentano una fuga ma vengono catturati dalle guardie del Granduca. Il giovane riesce a impedire che Giulietta venga giustiziata, aiutandola a evadere, ma per questo viene esiliato da Neo Verona. Da questo momento in poi, la storia fluttuerà nel futile, tornando in carreggiata solo in vista della fine, alla quale restano troppi pochi episodi per svilupparsi in modo convincente.
Oltre alla coppia principale (che spesso e volentieri, com'è evidente, sperimenta un gradevole rovesciamento dei ruoli originali – non durante la scena del balcone, nel caso in cui ve lo stiate chiedendo), il cast è composto quasi esclusivamente da personaggi i cui nomi sono tratti da questa e altre opere del drammaturgo: Corrado, il capitano delle guardie che salvò Giulietta dal massacro (Molto rumore per nulla) e suo nipote Antonio (Il mercante di Venezia); Cordelia, migliore amica e protettrice della protagonista (Re Lear); Francesco e Curio, due fedeli spadaccini fedeli alla famiglia Montecchi (La tempesta e La dodicesima notte); Tebaldo, fratellastro di Romeo, Montecchi da parte di padre e Capuleti da parte di madre; Benvolio, migliore amico di Romeo; Mercuzio, suo viscido rivale del protagonista; ed Ermione, sua promessa sposa (Racconto d'inverno). Oltre a questi e a molti altri personaggi, è presente -come già accennato- lo stesso autore in versione parodica.

L'anime contiene in giusta misura umorismo, azione, romanticismo e drammaticità; i disegni, dal tratto pulito, sono semplici e gradevoli, curati gli sfondi e buone le animazioni. Ottima la colonna sonora, soprattutto la sigla iniziale (che spesso ricorre anche all'interno degli episodi): Inori – You raise me up, remake di una nota canzone composta e scritta rispettivamente da Rolf Løvland e da Brendan Graham.

L'anime, composto da 24 episodi, è stato prodotto dallo studio Gonzo (lo stesso di Gankutsuou) sotto la regia di Fumitoshi Oizaki, e trasmesso per la prima volta in Giappone nel corso del 2007, mentre in Italia è andato in onda per la prima volta nel 2009 sul canale Rai Sat, replicato nel 2010 su Rai 4. E' possibile acquistare i dvd italiani, sei in tutto, presso il rivenditore Yamato Video.


Articolo di Sakura87

25 novembre 2009

Rosencrantz e Guilderstein sono morti - Tom Stoppard

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I Contenuti

Rosencrantz e Guildenstern, due giovani amici del principe di Danimarca Amleto, viaggiano a cavallo verso il castello di Elsinore, dove il nuovo re Claudio, zio e patrigno del principe, li ha fatti chiamare d'urgenza. I due giovani ignorano il motivo della convocazione, ma i loro animi sono turbati ed essi parlano di morte mentre attraversano un bosco dagli alberi scheletriti, dove incontrano una compagnia di attori girovaghi, il cui capocomico, uomo colto e beffardo, offre loro un saggio delle varie capacità dei suoi compagni. Al castello Rosencrantz e Guildenstern sono accolti affabilmente dal re, che ordina loro di interrogare Amleto per scoprire qual'è l'affanno segreto che lo tormenta.

La Recensione

Commedia dell'assurdo in cui due personaggi minori dell'Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guilderstein appunto, assurgono al ruolo di protagonisti in un opera che è contemporaneamente commedia e dramma esistenzialista.
La storia prende il via con Rosencrantz e Guilderstein in viaggio verso la corte di Danimarca, impegnati in una partita di "testa o croce" che sembra non avere inizio nè fine. Da quanto tempo giocano? Perchè sono in viaggio? Chi li ha convocati e perchè non hanno ricordo di chi erano prima dell'incontro con il messaggero del re che ha dato via a tutto? Stoppard gioca con la sovrapposizione tra vita "reale" e vita sul palcoscenico; è chi sta sul palco l'attore che segue un copione prestabilito oppure è quella la vita vera? In questo senso si inserisce il personaggio dell' Attore, figura che si muove liberamente davanti e dietro le quinte, reale sul palco, una maschera nella vita vera. E' proprio l'Attore che sembra avere le idee più chiare sul proprio ruole e tenta di dare delle indicazione ai due protagonisti che, dal canto loro, non riescono neppure a stabilire chi di loro sia effettivamente Rosencrantz e chi Guilderstein.Questo tipo di interrogativi innesca una serie di conversazioni tra i due che si risolvono ben presto in esilaranti corto circuiti, giochi di parole che si mordono la coda nell'insensatezza dell'essere.
Certo per apprezzarlo appieno andrebbe visto recitato; soprattutto nelle parti più comiche la semplice lettura non ha il "ritmo" giusto anche se l'effetto umoristico si avverte in ogni caso. Nell'introduzione a questa edizione Tom Stoppard specifica che il suo intento era quello di scrivere un'opera esclusivamente comica, per questo rappresentazioni che puntavano ad un'esaltazione degli aspetti filosofici della commedia si sono rivelate dei fallimenti. Sarà, ma a me è sembrato impossibile non rimanere con un senso di angoscia, come di "vuoto" di fronte alle domande senza risposta di Guilderstein e al panico che esse suscitavano in Rosencrantz.

Articolo di valetta97

Dettagli del libro

  • Titolo: Rosencrantz e Guilderstein sono morti
  • Titolo originale: Rosencrantz e Guilderstein are dead
  • Autore: Tom Stoppard
  • Traduttore: L.Cuttitta
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 1998
  • Collana: Teatro
  • ISBN-13:9788838912986
  • Pagine: 158
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 9,30

Rosencrantz e Guilderstein sono morti - Tom Stoppard

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I Contenuti

Rosencrantz e Guildenstern, due giovani amici del principe di Danimarca Amleto, viaggiano a cavallo verso il castello di Elsinore, dove il nuovo re Claudio, zio e patrigno del principe, li ha fatti chiamare d'urgenza. I due giovani ignorano il motivo della convocazione, ma i loro animi sono turbati ed essi parlano di morte mentre attraversano un bosco dagli alberi scheletriti, dove incontrano una compagnia di attori girovaghi, il cui capocomico, uomo colto e beffardo, offre loro un saggio delle varie capacità dei suoi compagni. Al castello Rosencrantz e Guildenstern sono accolti affabilmente dal re, che ordina loro di interrogare Amleto per scoprire qual'è l'affanno segreto che lo tormenta.


La Recensione


Commedia dell'assurdo in cui due personaggi minori dell'Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guilderstein appunto, assurgono al ruolo di protagonisti in un opera che è contemporaneamente commedia e dramma esistenzialista. La storia prende il via con Rosencrantz e Guilderstein in viaggio verso la corte di Danimarca, impegnati in una partita di "testa o croce" che sembra non avere inizio nè fine. Da quanto tempo giocano? Perchè sono in viaggio? Chi li ha convocati e perchè non hanno ricordo di chi erano prima dell'incontro con il messaggero del re che ha dato via a tutto? Stoppard gioca con la sovrapposizione tra vita "reale" e vita sul palcoscenico; è chi sta sul palco l'attore che segue un copione prestabilito oppure è quella la vita vera? In questo senso si inserisce il personaggio dell' Attore, figura che si muove liberamente davanti e dietro le quinte, reale sul palco, una maschera nella vita vera. E' proprio l'Attore che sembra avere le idee più chiare sul proprio ruole e tenta di dare delle indicazione ai due protagonisti che, dal canto loro, non riescono neppure a stabilire chi di loro sia effettivamente Rosencrantz e chi Guilderstein.Questo tipo di interrogativi innesca una serie di conversazioni tra i due che si risolvono ben presto in esilaranti corto circuiti, giochi di parole che si mordono la coda nell'insensatezza dell'essere.
Certo per apprezzarlo appieno andrebbe visto recitato; soprattutto nelle parti più comiche la semplice lettura non ha il "ritmo" giusto anche se l'effetto umoristico si avverte in ogni caso. Nell'introduzione a questa edizione Tom Stoppard specifica che il suo intento era quello di scrivere un'opera esclusivamente comica, per questo rappresentazioni che puntavano ad un'esaltazione degli aspetti filosofici della commedia si sono rivelate dei fallimenti. Sarà, ma a me è sembrato impossibile non rimanere con un senso di angoscia, come di "vuoto" di fronte alle domande senza risposta di Guilderstein e al panico che esse suscitavano in Rosencrantz.

Articolo di valetta97

Dettagli del libro

  • Titolo: Rosencrantz e Guilderstein sono morti
  • Titolo originale: Rosencrantz e Guilderstein are dead
  • Autore: Tom Stoppard
  • Traduttore: L.Cuttitta
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 1998
  • Collana: -
  • Formato: -
  • ISBN: 883891298X
  • ISBN-13:9788838912986
  • Pagine: 158
  • Prezzo: Euro 9,30
  • Link aNobii: Rosencrantz e Guilderstein sono morti


 

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