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02 novembre 2013

La schiuma dei giorni - Boris Vian

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I Contenuti

Colin è un giovane parigino ricco e annoiato. Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick - il suo migliore amico - un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre. Poi, nella vita del signorino entra, in modo esplosivo, l'amore. L'incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni. Al ritorno dal viaggio di nozze, Chloè si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, fatica a respirare. Mentre il tempo va sempre più veloce, e l'appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto...

La Recensione

Riportato alla ribalta dal recente film di Michael Gondry (Moon Indigo), La schiuma dei giorni è un guazzabuglio novecentesco sacralizzato dalla generazione hippie. Irriverente, caleidoscopico, musicalissimo, bizzarro e di difficile adattamento, il romanzo è la storia d’amore tra Colin, giovanotto parigino - sebbene l'autore tenda a evitare qualsiasi riferimento storico o geografico - ricco e annoiato, e la bella Chloé. Tra strampalate invenzioni, topi parlanti e malattie floreali, si snoda una vicenda surreale assurta a manifesto degli outsider romantici: guai a toccar loro la struggente passione tra i due giovani, si rischia di venire tacciati per sempre di profonda insensibilità e di poca intelligenza per non aver saputo cogliere la genialità del nonsense di Boris Vian, che in poco più di duecentocinquanta pagine mette in discussione la burocrazia, l’ipocrisia, la filosofia, e quant’altra cosa finisca per -ia. 

Maestro di Daniel Pennac, per fortuna il nostro contemporaneo ha saputo coglierne al meglio la lezione e a sfornare una serie di romanzi molto più sostanziosi, in cui il surrealismo rimane imbrigliato al servizio di una trama ricchissima di spunti. "Ma lei cosa fa nella vita?", domandano al protagonista. "Imparo delle cose", risponde Colin. "E amo Chloé". E questa è realmente tutta la trama de La schiuma dei giorni: è come un album di cartoline, ora Colin e il suo specchiarsi, ora una festa, ora una ricetta del giovane cuoco Nicolas, ora Chick, amico di Colin talmente ossessionato da Jean-Sol Partre al punto da dilapidare il suo patrimonio e a costringere la fidanzata Alise a gesti estremi, ora Chloé che va spegnendosi lentamente a causa di una ninfea in un polmone mentre Colin dà fondo a tutti i suoi risparmi per curarla. L’allegra levità dei primi capitoli (che in realtà già nasconde del cinismo), condotta sulle note di Chloé di Duke Ellington, si stempera infatti gradualmente fino a diventare tragedia e a condurre a un inaspettato finale che buca la bolla di sapone in cui si consuma l'amore totalizzante dei due protagonisti. 

Apprezzabile senz’altro la prosa dell’autore francese, ricca di neologismi e in grado di anticipare perfettamente quella commistione tra colori, musica e trip che una decade dopo saranno gli anni Sessanta. Purtroppo si tratta di uno di quei romanzi che – detesto fare del manicheismo, ma è necessario – conquistano o irritano oltre misura. Il genio letterario incompreso di Boris Vian (nella sua breve vita ebbe più successo per le sue canzoni che non per i suoi romanzi) rimane incompreso anche da me, con buona pace di chi ha fatto de La schiuma dei giorni la propria guida all’amore e alla vita.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: La schiuma dei giorni
  • Titolo originale: L'Écume des jours
  • Autore: Boris Vian
  • Traduttore: Gianni Turchetta
  • Editore: Marcos y Marcos
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Gli alianti
  • ISBN-13: 9788871680712
  • Pagine: 242
  • Formato - Prezzo: Brossura - 14.50 Euro

17 marzo 2013

Derrumbe - Ricardo Menéndez Salmón

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I Contenuti

Sente il ruggito del leone: allora gli si asciuga la bocca, avverte una pressione al petto e deve colpire. Otto sono le vittime, finora. Uomini, donne, giovani, vecchi. Accanto a ogni cadavere trovano una scarpa della vittima precedente. Sono in quattro, a investigare: Manila, Olsen, Gudesteiz e l'Ispettore. Poi c'è il Quinto uomo, inviato dall'alto a ricordare ai quattro che hanno carta bianca, ma devono agire in fretta. Un serial killer feroce e completamente pazzo fa paura. Più paura ancora fanno gli Estirpatori. La loro idea è semplicissima, come tutte le idee geniali, commenta la moglie di Manila davanti al telegiornale: infilare aghi sottilissimi nei cartoni del latte. Manila guarda sua figlia dormire, la porta a vedere il mare, sente in lei un appiglio fortissimo per continuare a vivere. Manila conosce tutti gli odori di sua moglie, tutti i segni che il tempo ha lasciato sul suo corpo rendendolo sempre più desiderabile. Soprattutto ora che aspetta il secondo figlio. Quando il serial killer la porta via, però, non riesce più a ricordare il suo viso. "Derrumbe" è uno slalom vertiginoso sul confine mobile tra buio e luce; un romanzo d'amore e di terrore.

La Recensione
Il male trova giustificazione nella sua esistenza. Il male non richiede prova ontologica, né riduzione all’assurdo, né fede o profeti. Il male è la sua stessa aspettativa.
La vita mi ha insegnato che è il bene ad aver bisogno di giustificazione. E’ il bene che necessita di un perché, una causa, un motivo. E’ il bene che, in realtà, rappresenta il più profondo degli enigmi. 
Le mie recensioni iniziano sempre con un appunto sulla trama. Sempre. Questa volta non sarà possibile.
Perché è un noir, forse direte voi, così ben costruito che anche una sola parola di troppo rovinerebbe il piacere di scoprirlo.
No. Disgraziatamente, la trama in Derrumbe è solo promessa: un gioco di astuzie tra un onesto detective e un folle assassino che sceglie le sue vittime a caso, lasciando sulla scena del delitto una scarpa della vittima precedente. La prima parte del romanzo ha effettivamente questo filo conduttore, che si interrompe bruscamente quando il killer sceglie di innamorarsi perversamente di una persona molto vicina all'ispettore Manila. Ci si aspetterebbe che la seconda parte prosegua con i tentativi della polizia spagnola di rintracciare l'assassino, ma Menéndez Salmón vira bruscamente su altri personaggi e altri delitti, concentrandosi questa volta su un trio di pericolosi terroristi anarchici, gli Estirpatori, che sfogano sul mondo la violenza tipica di chi ha tutto ma sente il vuoto della società moderna. La seconda parte termina con un terribile attentato, e ricompare l'ombra dell'ispettore Manila: ancora una volta, il lettore si aggrappa alla speranza che la terza parte intreccerà tutti i fili della narrazione pendenti. Ciò non accade: protagonista è questa volta Valdivia, padre della giovane fidanzata di uno dei terroristi, intento a dare un senso alla violenza, all'improvviso diventare donna - una donna perversa, che non riconosce - del suo angelo, a una vita andata in rovina. E ancora una volta ricompaiono Manila e il serial killer, ma non sono più protagonisti, quanto fantasmi che si aggirano sperduti nel romanzo, o forse nell'antologia di tre racconti, chissà, di un autore che probabilmente aveva chiaro il messaggio ma non il modo in cui veicolarlo.
Il termine spagnolo “derrumbe”, fortemente onomatopeico, in italiano significa “precipizio, crollo”. Quel che crolla in questo romanzo, oltre alle vite dei protagonisti, è la comprensione e l'aspettativa del lettore, entrambe messe a dura prova da un noir in cui succede tutto e nulla in meno di centottanta pagine. Menéndez Salmón è una voce coraggiosa, in grado di chiamare le cose con il loro nome, senza pudore e senza temere di recare offesa agli occhi e all’immaginario dei lettori, troppo spesso inclini a storcere il naso innanzi a semplici trivialità quali “cazzo”, “ano” e “merda”. Se è vero che a volte certe descrizioni sfiorano il turpiloquio, la pornografia, all’autore spagnolo va il merito di non tirarsi indietro fronte alla degradazione di menti malate, di aver usato parole affilate come pugnali per descrivere il male in diverse forme. Non gli si può tuttavia scusare la forma incerta di quest'opera, che non si riesce a considerare romanzo né raccolta di racconti correlati, e l'incapacità o forse proprio il disinteresse di incastrare i tasselli, di dare un senso al tutto. Perché anche i tuoi lettori, Menendéz Salmón, desidererebbero un senso, una ragione per ore di lettura che non lasciano niente se non la sgradevolezza residua di scene disturbanti che talvolta ricordano il pulp di Palahniuk.

Giudizio:
+1stella+ (e mezzo)

Articolo di Sakura87

Dettagli del libro
  • Titolo: Derrumbe
  • Titolo originale: Derrumbe
  • Autore: Ricardo Menéndez Salmón
  • Traduttore: Tarolo C. 
  • Editore: Marcos y Marcos
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Gli alianti
  • ISBN-13: 9788871686226
  • Pagine: 187
  • Formato - Prezzo: Brossura - 15.00 Euro 

    26 settembre 2012

    Angeli a pezzi - Dan Fante

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    I Contenuti


    Bruno Dante ha quarant'anni: generoso, passionale, sfiancato da mille tentativi di far pace con un carattere orribile e combinare qualcosa di buono. Il suo sogno è sfoderare la maledetta vena di scrittore, soffocata da sfighe, vigliaccherie e doveri imposti dalla vita. Chiamato a rendere un ultimo omaggio al padre, gravemente malato, attraversa in volo l'America con una moglie che lo disprezza. Costretto ad affrontare l'inferno degli sguardi cattivi di famiglia, si avvicina al capezzale del padre con ammirazione, scoprendo di amarlo: è l'unico, forse, a comprendere il genio del grande scrittore. Sullo sfondo, un'America kafkiana, percorsa in compagnia di Rocco malandato bull terrier del padre - e di una baby prostituta con cui stabilisce un'eccezionale solidarietà.

    La Recensione

    Dan Fante è il figlio di John Fante e fa lo scrittore come il padre. Basterebbe questo per far strizzare gli occhi in un conato di nausea da diffidenza acuta. Ci sta tutto in effetti. Un po’ come per la regola cinematografica dei sequel nel quale si dice che il secondo film è quasi sempre inferiore al primo. Ammetto che personalmente sono stato molto combattuto prima di acquistare il libro. Molto probabilmente se non si fosse chiamato Fante non gli avrei dato una chance. Invece l’ho fatto e in fin dei conti non me ne sono pentito affatto. Andiamo con ordine però: “Angeli a pezzi” in poche parole parla dell’elaborazione del lutto paterno da parte di un alcolizzato ex poeta ed ex venditore di nome Bruno Dante. Quello che combina lo strampalato e politicamente scorretto protagonista lo riservo a chi vorrà leggere il romanzo. Posso solo dire che Dan Fante è riuscito a costruire una storia seguendo il metodo narrativo preferito dal padre (stile in prima persona e situazioni che affondano profondamente le radici nella vita vissuta) mischiandolo con la “genialità da strada” di uno dei più illustri fan di questi: Charles Bukowsky. Quindi, se non vi piacciono né Fante senior né Bukowsky state alla larga dai lunghe liste di junk food e alcolici a basso prezzo che Bruno Dante ingurgita mentre scorazza per le strade di Los Angeles senza alcuno scopo preciso, saltabeccando tra un motel e l’altro insieme a Rocco, il vecchio e morente bull terrier appartenuto al genitore. Se invece siete fan della poetica trasgressiva e iconoclasta che Bukowsky metteva in ogni frase e vi piacciono le tragicomiche avventure di quel “guappo” di Arturo Bandini, Dan Fante in “Angeli a pezzi” vi darà pane per i vostri denti. Personalmente faccio parte dei secondi, quindi non ho potuto che ammirare il coraggio di un figlio nell’intraprendere la stessa carriera del padre senza copiarlo pedissequamente e, anzi, cercare una strada che lo faccia emergere dall’anonimato.
    In conclusione, Angeli a pezzi” è stato assolutamente godibile per me che reputo Fante senior il mio scrittore preferito e non disdegno per nulla Bukowsky. Non è comunque un libro per tutti, vista anche la crudezza di alcuni temi trattati e una certa monotonia nello svolgimento. Tuttavia, Dan Fante è un autore che merita di essere letto, aldilà delle parentele. Un applauso alla casa editrice Marcos y Marcos che riesce spesso a tirare fuori delle sconosciute gemme di narrativa americana e a pubblicarle ad un prezzo tutto sommato contenuto.

    Giudizio:
    +4stelle+

    Articolo di Daniele

    Dettagli del libro
    • Titolo: Angeli a pezzi
    • Titolo originale: Chump Change
    • Autore: Dan Fante
    • Traduttore: Marco Giovannini e Mary Sellers
    • Editore: Marcos y Marcos
    • Data di Pubblicazione: 2010
    • Collana: MiniMarcos
    • ISBN-13: 9788871685267
    • Pagine: 271
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,00

    07 ottobre 2010

    Il caso 'Jane Eyre' - Jasper Fforde

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    I Contenuti

    È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie.
    Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce "Jane Eyre" dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria. Reduce dalla guerra di Crimea (che imperversa da centotrent'anni), ha in sospeso un amore.
    Le indagini la riportano a Swindon, sua città natale; sbarcata da un dirigibile di linea, salta in groppa a una fuoriserie decappottabile dai mille colori. Riuscirà a salvare Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

    La Recensione di Polyfilo

    Cosa potrebbe capitare di meglio a un lettore incallito che vivere in un 1985 in cui gli scontri più accesi sono tra le fazioni di baconiani e shakespeariani e riguardano l'attribuzione delle opere teatrali elisabettiane più conosciute al mondo?
    Molto poco, suppongo, da amante della lettura.
    Così, in una dimensione parallela - e si consideri che inventare una forma di ucronìa originale non è così semplice - L'Inghilterra è separata dal Galles, divenuto Repubblica comunista, ed è ancora in guerra con la Russia zarista per il possesso della Crimea, ininterrottamente dal XIX secolo. Inoltre, in questa realtà i dodo non si sono mai estinti, o meglio vengono clonati in versioni aggiornate come i software, e la letteratura è, ed è questo l'elemento più fantasioso, l'argomento predominante nella vita delle persone.
    La protagonista stessa, Thursday Next, lavora in una sezione delle forze speciali di Polizia, i Literatecs, che si occupa di reati, furti e plagi letterari. Ma ad altri livelli succede ben di peggio, se un folle criminale, in stile dr. Moriarty, dal sinistro nome di Acheron Hades si mette in testa di ricattare una nazione intera, rubando il manoscritto originale di 'Jane Eyre' e minacciando di intervenire sulla trama per cambiarla, magari rapendo la protagonista.
    Perchè un'altra caratteristica di questa realtà parallela è che esistono i viaggi nel tempo, controllati da un altro corpo speciale, la Cronoguardia, di cui il padre dell'Ispettore Next faceva parte prima di diventare un pericoloso ricercato per le sue intromissioni nel corso della Storia. Sicchè all'intreccio dei problemi personali del detective Next, legati soprattutto alla relazione con un ex commilitone della guerra in Crimea e alla perdita, in quel conflitto, del fratello amatissimo si legano le vicende dei personaggi di un classico ottocentesco come 'Jane Eyre', la lotta pacifista contro la multinazionale Goliath, infiltrata a tutti livelli dello Stato e interessata per motivi economici all'escalation della violenza, e soprattutto il tema principe: il continuum spazio-temporale nella sua dimensione più 'filosofica', come punto d'origine, naturale o forzata, dei percorsi degli individui, cioè del Destino stesso.
    Il tenore del romanzo è assolutamente surreale, e così pure lo svolgimento della trama: la fantasia e la permeabilità dei vari livelli del reale funzionano come dei varchi tra le diverse dimensioni, da quella letteraria a quella attuale.
    Se di per sè in questo c'è poco di nuovo, e pensiamo agli stravolgimenti introdotti in queste concezioni, tanto per fare un esempio, dalla geniale follia di Philip K. Dick, la contaminazione e il dosaggio degli ingredienti usati da Fforde sono assolutamente originali e del tutto funzionali a creare una fusione coerente tra le atmosfere orwelliane e l'eredità del romanzo classico inglese più esemplare.
    Questa girandola di incroci tra i diversi piani, le diverse realtà, della narrazione riesce a giustificare anche un finale altrimenti melenso - che non è davvero una fine, visto che Thursday Next sarà protagonista di altri due libri dello stesso autore - e conferma il ruolo della fantasia come porta d'ingresso nel racconto.
    Fantastico e non.

    Giudizio:
    +5stelle+


    La Recensione di Valetta

    Il punto di forza di questo libro, quello che veramente ho trovato irresistibile, è l'idea di un mondo il cui i libri sono il bene più prezioso. Non in senso puramente accademico, non si parla di un mondo di parrucconi perennemente impegnati in lunghe dissertazioni accademiche: la realtà proposta da Fforde è un posto dove la gente ama i libri in modo appassionato, si affeziona sinceramente a Martin Chuzzelwit e si preoccupa del fato di Jane Eyre e Mr Rochester. come se fosse il proprio E' un posto dove ti può capitare di accapigliarti col barista all'angolo per stabilire la vera paternità delle opere di Shakespeare, dove i sostenitori di Francis Bacon sono degli scalmanati peggio dei tifosi negli stadi e dove esistono migliaia di John Milton perchè nessuno ha resistito alla tentazione di dare al proprio figlio il nome del suo eroe. Ma soprattutto, è un posto dove realtà e fantasia mancano di una divisione netta e se ti lasci trasportare troppo nei tuoi sogni ad occhi aperti rischi di trovarti nel bel mezzo del tuo racconto preferito, magari modificandone il corso. Tutto questo non avviene in una galassia lontana lontana, ma nell'Inghilterra del 1985, solo in apparenza simile a quella che conosciamo, dove la protagonista Thursday Next è alle prese con un criminale totalmente amorale (del resto uno che si chiama Acheron Hades che altro può fare?) che grazie ad una spettacolare invenzione si propone di scorazzare fra i capolavori della letteratura eliminandone personaggi o stravolgendone il finale. I dialoghi brillanti, i personaggi veri ed un po' squinternati e le originali invenzioni narrative di Fforde aggiungono la cigliegina sulla torta ad un libro che parla di libri non con nozionismo o esibizionismo ma rendendoli veramente parte del racconto, con sincero affetto, riuscendo a generare una genuina curiosità verso gli autori e le opere citate.

    Giudizio:
    +4stelle+

    Dettagli del libro
    • Titolo: Il caso 'Jane Eyre'
    • Titolo originale: The Eyre Affair
    • Autore: Jasper Fforde
    • Traduttore: Emiliano Bussolo, Daniele a. Gewurz
    • Editore: Marcos y Marcos
    • Data di Pubblicazione: 2006
    • Collana: Gli alianti
    • ISBN-13: 9788871684369
    • Pagine: 378
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 17,00

    15 marzo 2010

    In viaggio contromano - Michael Zadoorian

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    I Contenuti

    Ella e John sono due pensionati di Detroit che decidono di partire per un viaggio lungo la mitica Route 66, meta Disneyland, a bordo del loro vecchio camper, con buona pace di figli e dottori. Tutti sono preoccupati per i due, e a ragione: Ella ha un cancro in fase terminale, John soffre di una grave demenza senile. Quello che per gli altri sembra una pazzia, si rivela invece una ventata di vitalità: John è molto più lucido di quanto lo fosse a casa, mentre Ella sembra affrontare i disagi di un viaggio in camper come se avesse 20 anni di meno.

    I problemi non mancano, ma alla fine la coppia raggiunge sana e salva la meta prefissata: un viaggio che non è solo metafora della vita, ma anche speranza e voglia di rivalsa nei confronti di un mondo che vorrebbe gli anziani in ospedale o in casa di riposo, in attesa di una fine inevitabile.

    La Recensione

    Pescato dalla mia amica libraia in uno scaffale nascosto, questo libro mi ha subito conquistata con quel camper psichedelico che volteggia per la copertina come un'astronave: la trama mi ha convinta all'acquisto e non me ne sono affatto pentita.
    Nella mia esperienza di lettrice, ho incontrato anziani relegati in ruoli spesso secondari, malati e tristi, con la memoria che torna disperatamente a un passato che sanno non tornerà: in questo, invece, la coppia di protagonisti sprizza energia e vitalità da tutti i pori, a partire dal gesto ribelle e provocatorio della vacanza in camper.
    Troviamo tutti gli acciacchi e le difficoltà della terza età, conditi per di più dalla malattia, ma Ella, voce narrante, li descrive con un tono spesso ironico e leggero: man mano che la meta si avvicina, la lunghezza del viaggio e la sua scomodità si fanno sentire, ma nemmeno nei momenti più duri ai protagonisti viene meno la volontà e la tenacia.
    Il percorso si snoda attraverso gli States, ma anche lungo i ricordi di precedenti vacanze, con i figli, che ora hanno le loro rispettive famiglie, e con gli amici, che il tempo ha portato via con sé.
    Nelle parole di Ella si percepisce la malinconia per i bei tempi andati, per la gioventù e la salute, ma non è un sentimento passivo, anzi: le dà la forza per non arrendersi, per prendere quel che le resta da vivere e goderselo fino in fondo, lontana da medici e ospedali, insieme all'amore della sua vita.
    Possiamo trovare spunti di riflessione sull'accanimento terapeutico, sulla necessità dei ricoveri in case di cura, sul rapporto figli-genitori: sopra tutto, però, trionfa quello che è un potente inno alla vita, che non può non contagiare il lettore e fargli desiderare di trovare la forza e il coraggio di imitare le gesta di Ella e John.
    Il lettore straniero forse farà fatica a ritrovarsi nei simboli del mito americano, a partire dalla favolosa Route 66, passando per gli idoli della televisione e del cinema, fino alle automobili e ai ristoranti: con una cartina alla mano, la lettura sarà più semplice, ma anche senza riferimenti geografici questa storia resterà impressa nel cuore.

    Giudizio:
    +4stelle+

    Articolo di Pythia

    Dettagli del libro
    • Titolo: In viaggio contromano
    • Titolo originale:The Leisure Seeker
    • Autore: Michael Zadoorian
    • Traduttore: Claudia Tarolo
    • Editore: Marcos y Marcos
    • Data di Pubblicazione: 2009
    • Collana: Gli alianti
    • ISBN-13: 9788871685052
    • Pagine: 282
    • Formato - Prezzo: Brossura - 16,50 Euro

    09 febbraio 2010

    Persi in un buon libro - Jasper Fforde

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    I Contenuti

    Thursday Next, coraggiosa detective letteraria, è diventata famosa: ha sconfitto Acheron Hades, il terzo uomo più ricercato del pianeta; ha salvato "Jane Eyre" dalla distruzione, migliorandone persino il finale. Anche nella vita privata attraversa un momento di grande felicità. È appena andata avivere con Landen, aspettano un bambino. Ma l'orizzonte è carico di guai. La sorella di Acheron Hades reclama vendetta, la potente e malefica Goliath Corporation pretende a tutti i costi la liberazione del proprio scagnozzo, Jack Shitt, che Thursday ha imprigionato nella poesia "Il corvo", di Edgar Allan Poe. Juris Fiction, la grande macchina della giustizia letteraria, l'accusa di "infrazione della finzione narrativa". La pressione sulla povera Thursday raggiunge il culmine quando la Goliath, con la complicità di una Crono-Guardia corrotta, riesce a "sradicare" dalla realtà suo marito, Landen Parke-Laine, ricostruendo il mondo come se Landen non fosse mai esistito. Le resta una sola via di fuga: rifugiarsi nel magico universo della parola scritta, un universo parallelo con proprie leggi e propri abitanti. Lotterà contro i grammassiti, capaci di divorare metà degli aggettivi di un romanzo, di far sparire in un istante tutta la punteggiatura di un capitolo. Incontrerà personaggi delusi, cancellati prima dell'ultima stesura, condannati a vivere in eterno in un limbo desolato. O gli avventurosi Page Runner, personaggi in fuga dal libro per cui sono stati concepiti.

    La Recensione

    La vita può diventare stressante se siete incinta e vi sradicano il marito, il mondo sta per trasformarsi in un ammasso di gelatina rosa e voi vi ritrovate di punto in bianco nel bel mezzo del Processo di Kafka a dovervi giustificare per aver cambiato il finale di Jane Eyre.
    Tra l'altro il vostro avvocato per il processo comunica con voi tramite note a piè di pagina, il che non è comodissimo!
    In situazioni del genere conviene sempre guardarsi le spalle e soprattutto controllare che il livello di entropia dove vi trovate sia sempre a livelli normali perchè quando si abbassa troppo, ovvero quando il numero di coincidenze che vi capitano diventa incredibilmente assurdo,potreste morire da un momento all'altro.
    La soluzione ai vostri problemi potrebbe però non essere così spiacevole: si tratta semplicemnte di perdersi in un buon libro!
    E' ciò che deve imparare a fare l'impavida Thursday Next in questo nuovo capitolo delle sue avventure, sotto la guida di una Miss Havisham molto più simpatica e molto meno acida di quanto non ce la ricordassimo in Grandi Speranze.
    Thursday diventa così una sorta di Alice nel Paese delle Meraviglie, che in questo caso è il "paese dei libri" (ma il gatto del Cheshire c'è comunque), tra i quali, con un po' di pratica si può scorazzare a proprio piacimento, cercando di fare attenzione per non disturbare troppo personaggi e trama. Si ripete così la magia de Il caso Jane Eyre, ovvero quella bellissima sensazione per il lettore di essere trasportati insieme all'eroina in un mondo in cui letteratura e realtà si incorciano, si confondono fino a diventare un tuttuno. Le avventure di Thursday viaggiano a cavallo fra il thriller e il bizzarro, in un turbinio di personaggi letterari riportati in vita con impareggiabile destrezza e ironia da Jasper Fforde il quale, ancora una volta con il suo racconto dimostra non solo la sua sfrenata fantasia ma, soprattutto, trasmettere il suo amore per la letteratura che viene trasmesso immediatamente al lettore. Se avete non avete ancora letto i libri attraversati da Thursday vi verrà voglia di impossessarvene immediatamente, se li avete già letti vorrete riimmergervi in essi seduta stante.
    Unica raccomandazione: assicuratevi di essere pratici prima di affrontare il salto nel libro o vi troverete incastrati nell'etichetta con le istruzioni di lavaggio dei vostri pantaloni. C'è da dire che l'omino dell'etichetta è molto gentile e ospitale!

    Un'osservazione sull'edizione Marco y marcos: la grafica è molto ben curata e diviene parte integrante del racconto, non si può dire lo stesso della traduzione che spesso fa pasticci con i giochi di parole dell'originale o peggio ancora traduce titoli dei libri in modo errato. 

    Giudizio:
    +4stelle+

    Articolo di valetta97

    Dettagli del libro

    • Titolo: Persi in un buon libro
    • Titolo originale: Lost in a good book
    • Autore: Jasper Fforde
    • Traduttore: P. F. Paolini
    • Editore: Marcos Y Marcos
    • Data di Pubblicazione: 2007
    • Collana: Gli Alianti
    • ISBN-13: 9788871684482
    • Pagine: 412
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 17,00

    14 maggio 2009

    La principessa sposa - William Goldman

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    I Contenuti

    Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la "parte buona". La magia si realizza. Il risultato è straordinario. Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C'è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c'è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l'atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura -arricchito da brillanti "fuori campo" dell'autore - l'incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.

    La Recensione

    È un po' di tempo che mi balocco oziosamente con l'idea di recensire questo libro. Ma ora che mi appresto a farlo davvero mi accorgo di quanto sia difficile. Goldman ha creato un capolavoro che sfugge alle classificazioni e che non si può trattare in modo riduttivo con un semplice "mi è piaciuto/non mi è piaciuto".
    Perchè "La principessa Sposa" è molte cose: è un libro inventato dentro un libro vero, la storia di una storia che non c'è, una fiaba e un insieme di cenni autobiografici, un inno nostalgico all'infanzia perduta, un canto ironico e intelligente che ridimensiona i cliché di un certo tipo di letteratura.
    Da "La principessa sposa" è stato tratto un film che, pur essendo molto fedele alla vicenda, non rende i molteplici livelli di lettura, limitandosi -giocoforza- alla sola rappresentazione della favola di Buttercup e del suo amato garzone Westley.
    Dentro il libro c'è molto, molto di più. Ci sono i ricordi dell'autore che rievoca con nostalgia le serate trascorse con il padre a sentir narrare questa storia, tanto da cercare disperatamente -fino a sfiorare il ridicolo!- una copia in inglese del libro. E ci sono i problemi di un adulto alle prese con un figlio che per lui è un po' uno strano alieno (si è dato così tanto da fare, l'autore, per trovare quel libro in tempo per il compleanno del pargolo e lui -un ciccioculotto un po' viziato- non lo guarda nemmeno, attratto molto di più dalla scintillante bici che gli ha regalato la mamma!). Ma, soprattutto, come ci rimane male lo scrittore, sceneggiatore hollywoodiano, quando scopre che il libro originale è una fetecchia e che la narrazione del padre comprendeva solo i ritagli interessanti in una marea di blablabla!
    La decisione è presa in un istante: riscriverà quel libro, lo depurerà dalle cose inutili e poi, dopo questa doverosa potatura, rimodernerà lo stile: la storia tornerà a splendere, stavolta per tutti, non per lui solo!
    E così, il lettore viene trascinato nel regno di Florin e assiste alle avventure di Buttercup la "più bella del reame" più sciatta che mamma letteratura ricordi e del suo amore litigarello, il garzone Westley, insieme al mitologico Inigo Montoya ("tu hai ucciso mi padre, preparati a morire" declama ad ogni piè sospinto mentre sogna la vendetta sull'assassino del padre armaiolo), al gigante Fezzick e all'assassino siciliano Vizzini.
    Ci sono alcuni pezzi di una comicità irresistibile, come quando Buttercup e Westley si ritrovano dopo la straziante separazione (si pensava che lui fosse stato ucciso dal terribile pirata Roberts): l'autore prima non narra il loro incontro nei dettagli dicendo qualcosa tipo "li lasciamo in pace perchè hanno anche loro diritto a un po' di privacy" e poi precisa che cinque minuti dopo erano già a bisticciare. E tanti saluti al romanticismo e al melodramma.
    Se poi si guarda a questo libro con l'occhio clinico dell'aspirante scrittore, è un vero almanacco di sapienti trucchi del mestiere: flashback, intermezzi, caratterizzazione dei personaggi, uso dell'ironia e chi più ne ha più ne metta.
    Che dire di più, a parte che è un libro favoloso e che merita di essere letto, riletto e poi riletto ancora?


    Articolo di Aryaali76

    Dettagli del libro

    • Titolo: La principessa sposa
    • Titolo originale: The Princess Bride
    • Autore: William Goldman
    • Traduttore: Massimiliana Brioschi
    • Editore: Marcos y Marcos
    • Data di Pubblicazione: 2007
    • Collana: Gli alianti
    • ISBN-13: nessuno
    • Pagine: 329
    • Formato - Prezzo: Brossura - 17,00 Euro
     

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