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13 giugno 2013

Premio Strega 2013, la cinquina finalista

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Promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con Liquore Strega, il Premio Strega è dal 1947 il più importante premio letterario italiano. In corsa, come sempre, i libri più 'appoggiati' pubblicati tra il 1° aprile dell'anno precedente e il 31 marzo di quello corrente. Venerdì 5 aprile è stato diramato l'elenco di ventisei libri, tra cui il 16 aprile è stata tratta la rosa di dodici finalisti alla LXVII edizione scelta dagli Amici della Domenica. E' fresco però di una giornata l'annuncio della cinquina finalista, tra cui il 4 luglio verrà selezionato il vincitore.

Segue la cinquina in finale. Guida i finalisti Alessandro Perissinotto, con le sue Le colpe dei padri, l'unico libro che quest'anno concorre per il Gruppo di Segrate. Con 69 voti, il suo libro si porta in testa al favorito Siti. Grande assente Aldo Busi (El Especialista de Barcelona, Dalai Editore), che ha ricevuto solo 18 voti.

Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri (Piemme) - 69 voti
Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l'esistenza dell'ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto, sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l'emorragia che lentamente svuota l'industria italiana. Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all'orlo di un baratro e accettare l'inaccettabile.

Walter Siti, Resistere non serve a niente (Rizzoli) - 66 voti
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa "zona grigia" tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l'unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un'olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell'indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente).

Romana Petri, Figli dello stesso padre (Longanesi) - 49 voti
Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall'amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l'affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.

Paolo Di Paolo, Mandami tanta vita (Feltrinelli) - 45 voti
Moraldo, arrivato a Torino per una sessione d’esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. Mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. Alto, magro, occhiali da miope, a soli ventiquattro anni Piero ha già fondato riviste, una casa editrice, e combatte con lucidità la deriva autoritaria del Paese. Sono i giorni di carnevale del 1926. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. Nel frattempo ritrova la valigia smarrita, ed è conquistato da Carlotta, una fotografa di strada disinvolta e imprendibile in partenza per Parigi. Anche Piero è partito per Parigi, lasciando a Torino il grande amore, Ada, e il loro bambino nato da un mese. Nel gelo della città straniera, mosso da una febbrile ansia di progetti, di libertà, di rivoluzione, Piero si ammala. E Moraldo? Anche lui, inseguendo Carlotta, sta per raggiungere Parigi. L’amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in volo come le mongolfiere sopra la Senna. Che risposte deve aspettarsi? Sono Carlotta e Piero, le sue risposte? O tutto è solo un’illusione della giovinezza? Paolo Di Paolo, evocando un protagonista del nostro Novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull’incanto, la fatica, il rischio di essere giovani.

Simona Sparaco, Nessuno sa di noi (Giunti) - 36 voti
Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.


Articolo di Sakura87


12 luglio 2010

Blood - Anne Rice

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I Contenuti

La storia inizia dove si conclude il romanzo precedente della serie, Il vampiro di Blackwood.
La voce narrante è quella del vampiro Lestat - vecchio di duecento anni, ma con l'aspetto seducente di un bellissimo ventenne ossessionato dal desiderio di diventare un santo della Chiesa cattolica. Lestat vive nella sontuosa residenza di Blackwood, a New Orleans, insieme al giovane e bellissimo Quinn, da lui iniziato alla "fraternità del sangue".
Quando a Blackwood giunge, all'improvviso, una splendida mortale, dotata di poteri straordinari, ma allo stremo delle forze, Quinn se ne innamora e Lestat, per salvarla, succhia il suo sangue, trasformandola in vampiro.
Sulle tracce della ragazza arriva alla villa anche la sorella Rowan, famosa scienziata, per la quale Lestat prova immediatamente un inedito e violento sentimento d'amore e d'attrazione, anche se rifiuta di scambiare con lei il patto di sangue.
Ma le due sorelle nascondono un segreto terribile: entrambe hanno partorito dei Taltos, esseri superiori dotati di poteri straordinari, che sono stati portati via subito dopo la nascita.


La Recensione

Immediatamente prima dell'inizio di un concerto di una grande rockstar c'è un momento particolare e unico, che dà un brivido indescrivibile: le luci si abbassano in platea e sul palco, e qui resta solo un occhio di bue. Poi, dall'ombra inizia a distinguersi la sagoma della star, e la folla, prima di esplodere in un boato fragoroso, trattiene il respiro, non credendo ai propri occhi, pensando che quell'ombra è solo immaginazione. Come in questo attimo magico che precede il boato della folla, ho aperto Blood, e incredula ho letto le prime pagine: e come nel momento successivo, quello del riconoscimento dell'idolo, sono esplosa in silenziose grida di entusiasmo. Lestat, il viziato principe delle tenebre, è tornato in tutta la sua gloria.

Schietto come non mai, superbo, pieno di sé, ben conscio delle proprie capacità e della soggezione in cui pone gli altri: sa di essere adorato e gli piace. Sa che bramiamo le sue parole, e con queste ci delizia. Vanesio e adorabile, umano e soprannaturale, forte eppure debole, capriccioso e subito pentito, è l'incarnazione dell'ossimoro, l'unione dei contrari.
Ha scambiato il proprio corpo, è sceso negli inferi e risalito nel Paradiso, ha parlato con gli angeli e ha sfiorato la pazzia: ora vuole diventare Santo. Proclama la propria buona volontà nel cercare il Bene, ma nel giro di poche pagine eccolo ricadere nell'errore: se non lo facesse, non sarebbe più lui.
È qui che inizia (o continua) la storia, di nuovo a Blackwood Farm, antica dimora infestata dai fantasmi e dai vampiri: Mona Mayfair raggiunge in fin di vita l'amato Tarquin, che supplica Lestat di salvarla. Mai vampira è stata più bella e perfetta, e mai le Cronache così sensuali. Le vicende del clan Mayfair si intrecciano ancora più saldamente a quelle dei vampiri, legati dal desiderio comune di trovare i Taltos.
La trama di per sé è banale e fin troppo semplice per chi è abituato ai voli pindarici della Rice: alcuni dettagli non trovano lo spazio che meriterebbero, come anche alcuni personaggi che vorrebbero essere secondari ma non lo sono. Il povero Michael, per esempio, viene maltrattato dall'inizio alla fine, nonostante sia uno dei caratteri meglio riusciti della saga delle Streghe Mayfair. D'altra parte, è Lestat che narra, e dinnanzi a lui tutto passa in secondo piano: pone l'accento solo su chi decide ne sia meritevole, lasciando gli altri nell'ombra.
Ero spaventata dai commenti poco lusinghieri sentiti da amici che mi hanno preceduta nella lettura: ma Blood non mi ha affatto delusa. Superlativa come sempre, Anne Rice non smette di incantare con le sue parole magiche.
Concludo con una nota di demerito alla casa editrice, anzi due: la prima edizione del romanzo è del 2003, impiegare sette anni per tradurre un'autrice che qui in Italia non è una perfetta sconosciuta è un insulto. Continuo a rimpiangere di non conoscere l'inglese abbastanza bene da potermi gustare un romanzo in lingua.
Secondo orrore: il titolo non-tradotto e per giunta amputato. La Rice merita di più.

Giudizio:
+5stelle+

Articolo di Pythia

Dettagli del libro
  • Titolo: Blood
  • Titolo originale: Blood Canticle
  • Autore: Anne Rice
  • Traduttore: Sara Caraffini
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: La Gaja Scienza
  • ISBN-13: 9788830427556
  • Pagine: 362
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 18,60 Euro

23 aprile 2010

L'apprendista di Venezia - Elle Newmark

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I Contenuti

Venezia, Anno Domini 1498: un giovane ladruncolo ruba una melagrana al mercato di Rialto. Amato Ferrero, lo chef del doge, lo coglie in fallo ed è conquistato dall'eleganza del gesto: il furto di una melagrana, non di "pane muffito con cui riempirsi la bocca senza pensare". Per questo, invece di denunciarlo, decide di prenderlo con sé come apprendista. E l'inizio di una nuova e sorprendente vita per Luciano, che entra dalla porta di servizio nel mondo sfarzoso e spietato dell'oligarchia veneziana. La città è in subbuglio per via di un libro misterioso e potente, che tutti cercano anche se nessuno sa che cosa contenga. Lo vuole con disperazione il doge, per avere la formula dell'immortalità e guarire dal mal francese. Lo ricerca il papa, Alessandro VI, per accrescere il suo già smisurato potere sotto il manto della lotta all'eresia. E lo vorrebbe pure Luciano, per conquistare la bella Francesca con l'aiuto di un elisir d'amore. Intanto, mentre alla tavola del doge si alternano potenti, dotti e maneggioni, nelle cucine della Serenissima, tra spezie dai poteri insospettati, ortaggi sconosciuti e carni esotiche, Luciano viene a poco a poco pervaso dalla straordinaria filosofia dei sapori che anima il suo maestro. Perché Amato Ferrero non è soltanto un bravissimo chef: nasconde un sapere vasto e segreto, forse anche proibito e pericoloso, da difendere e tramandare a tutti i costi.


La Recensione


Questo romanzo mi aveva incuriosita per la sua ambientazione in una cucina del tardo Quattrocento Veneziano, e in particolare quella del Doge: speravo di trovare quell'atmosfera vivace e quasi magica che la storia dell'arte che sto studiando mi porta a immaginare, condita da ricette di un tempo passato su un sottofondo di chiacchiere e ordini da cucina.
Ammetto di essere arrivata all'ultima pagina con un pizzico di delusione, legata comunque alle mie aspettative: di vita veneziana c'è meno di quanto mi sarei aspettata, di cucina ancora meno, e la trama stessa prende una piega insolita.
I cuochi come depositari di conoscenze da tenere segrete e tramandare fino a quando sarà giunto il momento propizio mi fa tanto Codice da Vinci; i "buoni" sono fin troppo teneri, riuscendo poco credibili per il periodo storico in questione; i "cattivi" non sono nulla di più che le solite macchiette scontate, prevedibili quanto fastidiosi.
La narrazione vive alti e bassi, con parti avvincenti e altre più lente e noiose.
Luciano sembra una marionetta nelle mani degli altri personaggi: tonto e ingenuo con il capocuoco, insicuro con l'amico di strada Marco, svenevole quando ha a che fare con la sua amata Francesca.
Amato Ferrero è una presenza sfuggente, che non sono riuscita a inquadrare: talvolta paterno all'inverosimile, talvolta incline a un perdono che ha del surreale; descritto come uomo di polso temibile, lo è solo nella parole dell'autrice.
Marco, nonostante sia uno dei personaggi più antipatici, è forse il più riuscito: ragazzo di strada, abbandonato dalla madre che non poteva mantenerlo, vive con la speranza di ritrovare la sorella e portarla nel Nuovo Mondo. Nella sua fede condita da ingenuità per un futuro migliore, che sarà tale solo grazie al misterioso libro che tutti vogliono, arriva a tiri mancini nei confronti dell'amico Luciano: la sua gelosia è genuina, la sua invidia ben motivata, la sua temerarietà segue gli impulsi del momento e del cuore.
Il meccanismo di intrighi tra Venezia e Roma, e tra il potere veneziano stesso contro il Doge fa da legante alle vicende narrate, ma finisce in una nuvola di fumo che rivela non essere sostenuta da null'altro che un mistero per nulla speciale. Sembra che l'autrice abbia tentato un improbabile equilibrio a metà tra verità storica e fantasia, senza però riuscire convincente.
Qualche pecca la si trova anche nei termini più tecnici, come per esempio "gotico", entrato nell'uso comune solo nel secolo successivo alle vicende narrate in prima persona da Luciano.
La lettura è proseguita a singhiozzo e con un po' di fatica, alleviata da sprazzi di vivacità e di imprevisto: mi è piaciuto il modo di intitolare i capitoli, come "Il libro di...", che richiama il vero protagonista del romanzo, Il Libro, scorto solamente tra le ombre della cucina e le pieghe di un mantello.

Giudizio:
+2stelle+

Articolo di Pythia


Dettagli del libro
  • Titolo: L'apprendista di Venezia
  • Titolo originale:The Book of Unholy Mischief. A novel.
  • Autore: Elle Newmark
  • Traduttore: E. Valdrè
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: La Gaja Scienza
  • ISBN-13:  9788830426290
  • Pagine: 380
  • Formato - Prezzo: Brossura - 18,60 Euro 

06 luglio 2009

Jonathan Strange & II Signor Norrell - Susanna Clarke

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I Contenuti

All'inizio dell'Ottocento, della magia inglese rimangono quasi solo leggendecome quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza dellefate con la ragione umana. Ma dalle regioni del Nord un tempo visitate da elfie folletti appare il signor Norrell, capace di far parlare le statue dellacattedrale di York: la notizia sembra segnare il ritorno della magia inInghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizimagici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Ma una profeziaparla di due maghi che faranno rinascere la magia inglese. Uno dei due maghi èNorrell. E l'altro chi è? Il romanzo è pubblicato in due versioni, concopertina bianca e con copertina nera.

La Recensione di Valetta97

Fantasy o romanzo storico? Tutti e due direi. Si parla di magia con un approccio "serio", si ricostruisce parte della storia di Inghilterra del 19esimo secolo (guerre napoleniche comprese) partendo dal presupposto che la magia una volta esisteva e che i due protagonisti, Strange e Norrell, sono riusciti a riportarla ai suoi antichi fasti.
L'approccio della Clarke è quello di narrare eventi magici come assolutamente normali, tipici della quotidianità e il tutto è reso ancora più gustoso dalle numerose note a piè di pagina, quasi un libro "in più" in cui vengono narrate leggende e spiegati dettagli della passata storia magica dell'Inghilterra. So che molti lettori, soprattutto i grandi amanti del fantasy, non hanno gradito molto questo approccio, che rendeva il libro a loro parere un po' noioso.

Al contrario, io me lo sono proprio gustata anche grazie allo stile della Clarke, tipicamente inglese e che, nell'uso dell'ironia, ricorda molto Jane Austen. E poi che bella questa Inghilterra a metà fra le selvagge brughiere della Bronte e la Londra di Dickens, brulicante di vita. Inoltre i personaggi sono veramente affascinati e di impatto; non solo l'estroverso Strange e il rigido Norrell, ma anche i personaggi di contorno hanno un'enorme personalità.
La moglie di Strange ad esempio, per quanto rimanga sempre in secondo piano, riesce a colpire il lettore con poche brillanti battute.
Forse la prima parte del libro è un po' più didascalica, mentre nella seconda si vivacizza e la conclusione è un turbine di eventi e di magia che fa rimanere incollati alle pagine fino alla fine. Indimenticabili le parti in cui Strange aiuta l'esercito britannico a sconfiggere Napoleone con la magia e i tentativi di curare Re Giorgio, ritenuto pazzo ma in realtà vittima di uno spirito fatato crudele come solo le fate sanno essere.



La Recensione di Morwen



Due parole per cominciare a proposito dell'aspetto esteriore dell'edizione italiana di questo libro. Ormai penso che nelle librerie sia disponibile soltanto la copia in brossura con copertina rossa dell'edizione economica, ma alla sua uscita il volume cartonato poteva disporre di ben due differenti vesti grafiche, bianca e nera.

La versione nera ha non solo copertina e sopracopertina nere, ma anche il taglio dei fogli tinto del medesimo colore e un segnalibro di stoffa interno del medesimo colore. Le scritte sulla costa e sul piatto del libro sono in bianco.
La versione bianca era la speculare al negativo di quella nera.
Entrambe sono decorate da delle belle illustrazioni di Portia Rosenberg.
Poiché il libro è anche il suo aspetto fisico, per questo particolare volume la cura grafica mi aveva già molto ben disposto quando me lo vidi regalare per il Natale 2005. Anche se non sono una fanatica del libro di proprietà e di solito sono portata a pensare che dopotutto l'importante sia il contenuto, consiglio a chi volesse accingersi alla lettura in questo specifico di procurarsi la prima edizione in cartonato, sfogliarla ha tutto un altro sapore e contribuisce ad entrare nel vivo dell'atmosfera del romanzo.
Ma entriamo ora nel dettaglio.
Jonathan Strange & Il Signor Norrel è un fantasy, ma è molto diverso da qualunque fantasy io abbia finora letto. Tentando di definirlo, potrei considerarlo il perfetto incontro tra uno urban fantasy, un romanzo storico e un saggio storico annotato.
Fantasy per il tema trattato, la magia, anche se ha ben poco a che vedere con Harry Potter e i suoi emuli; romanzo storico per l'accurata ricostruzione dell'Inghilterra e dell'Europa d'inizio Ottocento, della buona società inglese e delle campagne napoleoniche, il che dà alla vicenda un grado di veridicità molto alto; un saggio storico annotato, infine, per le gustose note a piè di pagina che sviluppano i più disparati argomenti che circondano la gloriosa storia della magia inglese in un affastellarsi di citazioni di opere inventate e aneddoti fantastici che ben richiamano alla memoria lo stile dei libri storici di quel periodo e che permettono di approfondire ancora di più l'ambientazione. Tutto questo condito da una buona dose di humor inglese e di arguzie che mi hanno ricordato molto da vicino Jane Austen (scrittrice, per altro, contemporanea agli avvenimenti narrati) e strappato diversi sorrisi durante la lettura.
Non voglio appesantire la recensione inserendo la trama, la quarta di copertina dice già a sufficienza, di più vorrebbe dire rovinare la lettura altrui. Basti sapere che ci sono un anziano mago, teorico, borbottone, schivo, misantropo e il suo giovane allievo, brillante, pratico, impacciato nella vita quotidiana. Con loro la magia diventa una sorta di scienza sperimentale filosofica, di cui si possono scrivere libri e combattere guerre di penne come all'epoca avveniva per i saggi politici e la poesia. C'è poi tutta una galleria di personaggi ben caratterizzati e ottimamente costruiti, dalla moglie di Jonathan Strange, Arabella, a Stephen Black, servitore di Lord Pole, a Lady Pole, fino a personaggi storici come il Duca di Wellington, Re Giorgio III e, soprattutto, Lord Byron di cui si dà un ritratto davvero interessante.Tra le ambientazioni spiccano Londra, città operosa, la rilassata campagna inglese e una foschissima Venezia, allora una delle tappe più gradite ai visitatori inglesi del Grand Tour.
La cura che la Clarke ha infuso nello scrivere questo romanzo, la cui stesura è durata oltre 10 anni, si nota anche dal fatto che tutte le vicende vanno ad incastrarsi perfettamente e nessun elemento è lasciato al caso.

Un romanzo che consiglio molto caldamente a tutti gli amanti del fantasy libero dal clichè di draghi-elfi-guerrieri-maghi, ma anche agli appassionati di romanzi storici. Affrettatevi, però, perché nel 2008 sono stati comprati dalla New Line Cinema i diritti per trarne un film e non vorrei che le sorti dell'adattamento cinematografico compromettessero il piacere della lettura di questo libro.

Dettagli del libro


  • Titolo: Jonathan Strange & il signor Norrell
  • Titolo originale: Jonathan Strange & Mr Norrell
  • Autore: Susanna Clarke
  • Traduttore: P. Merla
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: La Gaja Scienza
  • ISBN-13: 9788830422971
  • Pagine: 887
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 22,00 Euro

25 giugno 2009

Novità In libreria: Mafia Pulita

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Dal 18 giugno è uscito in libreria Mafia Pulita, libro d'inchiesta nato dalla collaborazione di Elio Veltri, già membro della Commissione Parlamentare Antimafia, e Antonio Laudati, magistrato e attualmente Direttore generale della giustizia penale presso il ministero della Giustizia.
Il Libro: La Mafia SpA è la più grande azienda italiana per fatturato. Oggi non ha più bisogno di uccidere: compra. Il suo patrimonio potrebbe da solo colmare il debito pubblico italiano. E' una multinazionale del crimine da mille miliardi di dollari, un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si coniugano arcaicità a modernità, localismo e globalizzazione. Ciunque i personaggi simbolo della Mafia Pulita qui raccontati da Elio Veltri. Storie vere tratte dao materiali inediti dei processi che li riguardano: affiliati della 'ndrangheta, organici di Cosa Nostra e camorristi insospettabili. Una mafia invisibile che frequenta i salotti dell'alta finanza e parla più lingue.
Ad ogni storia nel testo fa da contrappunto la riflessione di Antonio Laudati, tra i massimi esperti di organizzazioni criminali in ambito transazionale. La mafia si è irradiata come un golpe strisciante nel Nord Italia, si è infiltrata nelle banche, in ampli settori della vita pubblica, e utilizza a suo vantaggio il flusso di denaro sporco proveniente da attività illegali, reinvestendolo poi in economia legale. Penetra così dentro imprese sane, impone i propri metodi e cambia per sempre le regole del gioco.


Articolo di Valetta97

Dettagli del libro


Editore: Longanesi
Collana: Le Spade
Data pubblicazione: 18 Giu 2009

11 maggio 2009

La quarta verità - Iain Pears

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I Contenuti

"Marco da Cola, gentiluomo di Venezia, presenta i suoi rispettosi ossequi. E' mio desiderio narrare del viaggio che feci in Inghilterra nell'anno 1663, degli avvenimenti di cui fui testimone e delle persone che conobbi; argomenti, spero, non indegni dell'attenzione di quanti osservano con interesse le bizzarrie del mondo. Al tempo stesso, intendo con questo mio resoconto smascherare le menzogne di coloro che annoveravo un tempo, erroneamente, fra i miei amici. Il mio resoconto, credo, parlerà da sé. Molte cose ometterò, tuttavia nulla di significativo. Coloro che in tempi successivi mi fecero del male, li descriverò come li conobbi allora; mi asterrò del lanciare accuse ed eviterò di abbandonarmi a polemiche; racconterò la verità."

La Recensione


Un libro proprio gustoso, non solo perché è un giallo avvincente con una conclusione inaspettata ma perché è un'eccezionale romanzo storico che ricostruendo il passato mette in dubbio il presente. La storia è ambientata ad Oxford, nel 1660, poco dopo la morte di Cromwell e la restaurazione della monarchia. La cittadina universitaria inglese è teatro di un delitto di cui viene accusata una giovane, Sarah Blundy che, a causa del suo ruolo di emarginata dalla società, viene ben presto accusata anche di stregoneria. Il punto forte del romanzo sta nella scelta di raccontarci la stessa storia dal punto di vista di quattro personaggi diversi, ognuno dei quali si rivela per diversi motivi un narratore inaffidabile. Ecco quindi che l'autore ci dimostra in modo inequivocabile come la realtà sia del tutto relativa e come quattro persone ,in completa buona fede ma accecate dalle proprie convinzioni, possano interpretare in modo opposto il medesimo evento. Non a caso l'autore sceglie di aprire ogni sezione del romanzo con citazioni del Novum Organum di Francis Bacon. Le prime 3 citazioni sono descrizioni dei 3 dei 4 idola (ovvero pregiudizi) che offuscano la mente umana e le impediscono di compiere una corretta valutazione scientifica. E qui risiede l'altro grande tema del romanzo: infatti il periodo storico scelto è teatro della faticosa lotta affrontata dai sostenitori del metodo scentifico come criterio da applicare alla medicina, alla fisica e alla chimica in contrapposizione col metodo filosofico/teologico di stampo medievale. Personaggi storici realmente esistiti come gli scienziati Boyle e Lowell, il filosofo Locke e la spia Thurloe si muovono al fianco di personaggi di fantasia in un mondo universitario intricato fatto più di cospirazioni e complicati intrighi politici che di dibattiti culturali, mentre la ricerca e l'apprendimento sono schiave di pregiudizi e interessi personali. L'accuratissima ricostruzione storica ci ricorda quindi come le nostre certezze odierne siano frutto di un faticoso cammino contro i pregiudizi, vedi ad esempio i rocamboleschi stratagemmi a cui alcuni dei personaggi devono ricorrere per poter sperimentare una trasfusione si sangue, elemento chiave per la soluzione dell'enigma al centro del romanzo. E se molte convinzioni degli uomini del diciassettesimo secolo ci sembrano risibili superstizioni, esse ci spingo anche a chiedersi come verranno percepiti i nostro mondo e le nostre certezze tra 400 anni.
In conclusione, non fatevi scoraggiare dalle considerevoli dimensioni del malloppone e immergetevi in questa lettura intrigante e, a tratti, sconcertante.

Articolo di Valetta97

Dettagli del libro
  • Titolo: La quarta verità
  • Titolo originale: An Instance of the Fingerpost
  • Autore: Iain Pears
  • Traduttore: Ambrosini R., Tutino A.
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 1999
  • Collana: La Gaja Scienza
  • ISBN-13: 9788830415072
  • Pagine: 774
  • Formato - Prezzo: Brossura - 8,50 €
 

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